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73 SOSTANZE CHIMICHE NEL SANGUE DEGLI EUROPEI

07/10/2005: Il WWF presenta i risultati di una indagine su 3 generazioni di europei: figli spesso più contaminati delle loro madri.

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Ben 73 sostanze chimiche artificiali sono state riscontrate nel sangue di ciascun componente (nonne, mamme e figli) di 13 famiglie europee: 12 i paesi “testati” dal biomonitoraggio per la Campagna “Detox-Svelènati”.

Il WWF ha presentato giovedì i risultati del test effettuato su un campione di famiglie, che ha coinvolto 3 generazioni diverse appartenenti a 12 nazioni europee. Il più alto numero di agenti chimici è stato ritrovato nella generazione delle nonne, contaminate da vecchi contaminanti come DDT e i PCB. Nel sangue della generazione delle nuove generazioni, invece, un numero maggiore rispetto a quello delle loro madri di sostanze chimiche (59 contro 49). Per alcune sostanze le più alte concentrazioni sono state trovate nel sangue della generazione dei più giovani, come ritardanti di fiamma polibromurati e muschi articificiali.

L’indagine del WWF, a cui hanno partecipato soggetti aventi un’età compresa tra i 12 e i 92 anni, conferma i risultati dei precedenti biomonitoraggi condotti sui alcuni rappresentanti del Parlamento Europeo, deputati e senatori italiani e su testimonial di popolari trasmissioni RAI (vedi PuntoSicuro del 1 febbraio 2005).

Negli ultimi campioni di sangue delle famiglie europee sono state ricercate 107 sostanze chimiche differenti caratterizzate dall’essere persistenti, bioaccumulabili e/o interferenti endocrini, che cioè possono interagire con il sistema ormonale e riproduttivo. Ciascun componente familiare è risultato contaminato da un cocktail di almeno 18 sostanze chimiche sintetiche differenti, molte delle quali sono presenti negli oggetti della vita quotidiana.

I nuovi contaminanti, tra cui i ritardanti di fiamma polibromurati, i perfluoroctani (PFC) e i muschi artificiali, comunemente utilizzati in prodotti quali computer, cosmetici, tessuti, sono stati rinvenuti con maggior frequenza e più alte concentrazioni nella generazione dei più giovani. La generazione delle nonne, invece, è risultata contaminata dai vecchi contaminanti, ossia quelli già da tempo banditi, come il DDT e i PCB.

“L’industria e i legislatori Europei devono rendersi conto dell’impossibilità di controllare adeguatamente le sostanze pericolose e della necessità, quindi, di veder affermato il principio di sostituzione nella nuova regolamentazione europea in materia di sostanze chimiche, REACH” ha dichiarato il Responsabile Campagne Internazionali WWF Italia.

Il ritardante di fiamma TBBP-A è stato trovato in 18 componenti delle famiglie (3 nonne, 7 mamme e 8 bambini). La più alta concentrazione è stata ritrovata in un bambino. Dei 31 differenti PBDE (eteri bifenili polibromurati), ricercati nell’indagine, appartenenti al gruppo dei ritardanti di fiamma, 17 sono stati trovati nella generazione dei figli, 0 in quella delle nonne e 8 in quella delle mamme. La più alta concentrazione di Bisfenolo A, un tipico interferente endocrino ampiamente usato nella manifattura di palstica in policarbonato, è stata ritrovata nel sangue di un bambino.

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