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Intelligenza Artificiale: un contributo negativo al controllo del clima

Il prezioso documento “Greening Digital Companies 2025: Monitoring emissions and climate commitments“ mette in evidenza come le aziende informatiche abbiano gravi responsabilità in tema di sostenibilità ambientale. Il rapporto, che viene pubblicato ormai da quattro anni, sottolinea come le emissioni di gas serra debbano essere messe sotto più incisivo controllo.
Questo rapporto, che è di grande interesse per tutti i responsabili dell’elaborazione dei documenti afferenti alle attività sostenibili, presso le aziende digitali, mette in evidenza il comportamento di 200 grandi aziende mondiali, in tema di controllo delle emissioni ed impegno nel controllo del clima.
Esso rappresenta quindi un prezioso aiuto, per i responsabili ICT, che devono cercare di allineare le esigenze di una società digitale, in continua trasformazione, con gli obiettivi mondiali di controllo del clima.
Il rapporto è basato su dati pubblicamente disponibili ed effettua una valutazione delle aziende, basata sulle documentazioni emesse dalle aziende stesse.
![]() | Approfondimento della normativa ISO 11064 e altre norme per la progettazione delle sale di controllo, a cura di di Adalberto Biasiotti. |
La situazione sembra migliorare, nel tempo, perché sono sempre più numerose le aziende digitali che si pongono
- dei limiti di emissioni,
- di utilizzo di energie rinnovabili e
- di altri interventi a supporto del controllo del clima,
anche perché ormai in molti bandi di gara si attribuisce uno specifico punteggio premiante alle aziende, che si comportano correttamente in questo settore.
Ciò non toglie che vi sia ancora molta strada da fare, in quanto il rapporto mette in evidenza come solo otto aziende su 200 hanno raggiunto un punteggio del 90%, mentre 94 sono vicine al punteggio del 50%, rispetto alle 70 aziende che avevano raggiunto questo obiettivo nel penultimo documento.
Il documento è prezioso, anche perché mette in evidenza come le aziende europee e del Nord America si comportino in maniera decisamente più concreta, soprattutto da un punto di vista di trasparenza degli obiettivi, rispetto ad aziende che operano in Africa, Asia e America Latina, che presentano situazioni decisamente insoddisfacenti.
Il documento mette in evidenza come la rapida crescita degli applicativi di intelligenza artificiale abbia fatto crescere in maniera esponenziale la richiesta di elettricità, in tutto il mondo, con conseguenze negative sulla sostenibilità dei centri specifici.
Per dare un’idea del livello estremamente elevato di assorbimento energetico delle aziende digitali, il rapporto mette in evidenza che nell’anno trascorso queste aziende hanno consumato 581 TWh di elettricità, pari al 2,1% di tutta la richiesta mondiale.
Se le aziende digitali non si attivano per un comportamento più appropriato, in termini di sostenibilità ambientale, vi è il concreto timore che i legislatori di molti paesi si attiveranno e si aggiornerà il panorama normativo, per obbligare le aziende a comportamenti più soddisfacenti.
Ecco perché la lettura di questo documento rappresenta un prezioso aiuto, per tutti soggetti coinvolti, per avere una fotografia aggiornata della situazione attuale, nel mondo intero, e cominciare al più presto possibile ad attuare iniziative in grado di mettere sotto controllo questa situazione estremamente preoccupante.
La International Telecommunications Union (ITU) e il World Bureau Alliance (WBA) hanno collaborato per raccogliere i dati, che sono confluiti in questo documento, dal titolo “Greening Digital Companies 2025: Monitoring emissions and climate commitments”.
Il documento è accompagnato da alcuni annessi, tra i quali il più importante è certamente quello, nel quale vengono indicate le metodologie per la valutazione della s ostenibilità ambientale dell’azienda. L’adozione di una metodologia unificata è oltremodo utile nella elaborazione di offerte in risposta a capitolati di gara ed altre azioni, in grado di meglio inquadrare il profilo specifico dell’azienda, sia nei confronti dei clienti, sia nei confronti del consiglio d’amministrazione, sia degli azionisti.
Adalberto Biasiotti

I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
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