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Il manager delle infrastrutture critiche
Un comitato tecnico di UNI ha iniziato il processo, purtroppo piuttosto lungo, che porterà a definire una normativa, conforme allo schema europeo EQF, per un professionista che avrà compiti di estrema importanza: il manager delle infrastrutture critiche.
Nessuno può dubitare del fatto che le infrastrutture critiche rivestano un ruolo strategico per la sicurezza, la continuità e la qualità della vita delle comunità. Ecco il motivo per cui le vulnerabilità di queste infrastrutture e l’evoluzione del quadro delle tecniche di attacco richiedono la creazione di un profilo professionale, in grado di affrontare sfide complesse in modo integrato, individuando e anticipando i problemi di operatività e sopravvivenza, e mettendoli sotto controllo.
Tale figura è coerente con quanto stabilito dalla direttiva dell’unione europea sulla resilienza delle infrastrutture critiche, che impone l’individuazione di soggetti con compiti specifici, per garantire la resilienza dei servizi essenziali.
In conformità allo schema europeo EQF, la norma deve mettere a punto una definizione delle conoscenze, abilità, autonomie e responsabilità di questo soggetto.
Il comitato tecnico, che ha assunto il compito di sviluppare questa norma, è composto da soggetti con elevatissima professionalità e possiamo quindi essere fiduciosi dal fatto che la norma, quando nascerà, sarà in grado di inquadrare in modo accurato le varie componenti professionali, che contribuiscono a creare il profilo in questione.
Per dare un’idea di quanto sia complesso questo profilo professionale, è sufficiente dare un’occhiata al secondo paragrafo della norma, che, come ormai è regola, elenca i riferimenti normativi, cui deve rifarsi questo professionista.
Non solo vi sono le consuete norme afferenti alla valutazione del rischio, ma anche le norme afferenti all’economia circolare, alla responsabilità sociale, al rispetto dei dettati in materia di protezione dati personali, alla sicurezza informatica, alla sicurezza ambientale e via dicendo: scusate se è poco!
Ovviamente questo soggetto non sarà un genio, ma sarà una persona che dovrà avere la capacità di anticipare ed inquadrare problemi di varia natura, che possono influenzare la regolare operatività della infrastruttura critica, affidata alle sue cure, appoggiandosi a tutt’una serie di professionisti superspecializzati, per mettere a punto appropriate misure di messa sotto controllo dei rischi individuati.
Adalberto Biasiotti
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Pubblica un commento
| Rispondi Autore: antonio panaro | 23/03/2026 (09:31:18) |
| Ottimo , ritengo che questo sia il futuro per un approccio sistemico alle generali analisy dei Rischi con efficace ricaduta sul miglioramento dei servizi. | |