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I motori di ricerca Internet sono responsabili delle sintesi IA?
Ai primi di luglio, un tribunale tedesco ha stabilito che il motore di ricerca più utilizzato al mondo è responsabile per le presentazioni sintetiche, legate a ricerche effettuate con applicativi di intelligenza artificiale. Il tribunale ha respinto la tesi della difesa, che affermava che l’utente poteva effettuare controlli per conto proprio e che, in linea generale, gli utenti dovrebbero sapere che le informazioni fornite da applicativi di intelligenza artificiale non possono essere interamente affidabili.
Questa sentenza è particolarmente interessante perché, come i lettori ben sanno, ormai da un decennio è in corso un dibattito sulle responsabilità dei fornitori di informazioni, come ad esempio i fornitori di informazioni via Internet. Storicamente, è possibile individuare due diverse categorie di distributori di informazioni:
- i gestori e
- gli editori.
Ad esempio, una società telefonica è un gestore, che trasmette qualsiasi informazione venga scambiata fra due corrispondenti, perfino se questa informazione riguarda la perpetrazione di un crimine. In nessun caso il gestore telefonico può essere responsabile nel consentire questo scambio di informazioni.
Completamente diverso è invece il profilo e le responsabilità di un editore: egli, infatti, decide quali parole devono essere pubblicate e quali riferimenti devono essere inclusi negli articoli, che egli pubblica. Se, ad esempio, l’editore pubblica un articolo con contenuti illegali o diffamatori, egli è certamente responsabile.
Le società di Internet per molti anni non cercato di giocare su queste due diverse situazioni: le società affermano di essere dei gestori, quando ciò fa’ loro comodo, ma di essere editori quando pubblicano materiale che deve essere compensato.
Per anni, questi argomenti sono stati dibattuti dai soggetti coinvolti, a riprova del fatto che una soluzione equa e in grado di tutelare i diritti degli utenti non sia facile da trovare.
Negli ultimi tempi, la situazione è divenuta ancora più complessa, perché gli applicativi di intelligenza artificiale, che vengono utilizzati da molti editori via Internet, possono riportare elementi non debitamente filtrati e verificati, con tutte le possibili immaginabili conseguenze.
Diventa pertanto sempre più importante stabilire la differenza esistente fra l’accesso ad un archivio di dati e la messa a disposizione di un utente di questi dati, e l’elaborazione dei dati archiviati, con possibili interpretazioni personalizzate, che trasformano certamente il gestore in un editore.
Un esempio che ha attirato l’attenzione di tutti gli i mezzi di informazione di massa è legato a quanto accade un paio d’anni fa a una compagnia aerea canadese.
Questa compagnia aveva sviluppato un applicativo, a disposizione dei potenziali passeggeri, che offriva facilitazioni di vario tipo.
L’applicativo aveva promesso ad alcuni potenziali passeggeri degli sconti, che la compagnia aerea successivamente aveva negato. La posizione della compagnia aerea era che gli sconti erano stati concessi da un applicativo, e non dalla compagnia stessa!
Il successivo passaggio in tribunale ha chiarito, senza possibilità di dubbio, che il gestore dell’applicativo, vale a dire la compagnia aerea, era pienamente responsabile per tutte le conseguenze dell’uso dell’applicativo e delle decisioni che eventualmente l’applicativo avesse prese.
Sempre in questo contesto, segnaliamo ai lettori che recentemente una società di carte di credito ed una società di intelligenza artificiale si sono unite, per aiutare un utente a effettuare acquisti on-line. Se il prodotto acquistato non era quello che l’utente desiderava, ci si domanda se la responsabilità sia dell’applicativo o di altri soggetti.
Ecco perché la sentenza del tribunale tedesco è estremamente importante, perché essa tende a stabilire con chiarezza chi ha la responsabilità di determinate scelte e delle conseguenze relative.
Per chi conosce la lingua tedesca e desidera un approfondimento, il riferimento è la sentenza numero 26 O 869/26, del tribunale regionale di Monaco.
Adalberto Biasiotti
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
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