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Qualche considerazione sulle gare al massimo ribasso

Qualche considerazione sulle gare al massimo ribasso
Redazione
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 Security
02/05/2016: Alcune pubbliche amministrazioni ricorrono alla gara al massimo ribasso che spesso appare inadatta all’approvvigionamento di beni e servizi che richiedono una elevata qualificazione del fornitore. Le considerazioni di Adalberto Biasiotti.
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Come noto, la pubblica amministrazione, che desidera acquistare beni o servizi, può attivare gare basate sul principio della offerta più vantaggiosa, e gare al massimo ribasso. Fortunatamente, un disegno di legge, di origine governativa, vuole recepire la indicazione dell’ autorità nazionale anticorruzione, che blocca il ricorso sistematico alle gare al massimo ribasso.

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Chi scrive da decenni si occupa di gare per l’approvvigionamento di prodotti e servizi di security da parte della pubblica amministrazione. Avendo avuto un ruolo sia nell’elaborazione di bandi di gara, sia nella partecipazione a commissioni di aggiudicazione, ritengo di aver avuto la possibilità di esaminare sotto vari aspetti  queste procedure di gara.
 
Vorrei illustrare ai lettori il motivo per cui alcune amministrazioni ricorrono ancora alla gara al massimo ribasso, che spesso appare assolutamente inadatta all’approvvigionamento di beni e servizi, che richiedono una elevata qualificazione del fornitore.
 
La ragione purtroppo è semplice.
Qualsiasi ragioniere è in grado di far parte di una commissione di valutazione di un’offerta al massimo ribasso, perché, una volta accertata la validità delle offerte, la scelta non richiede alcuna specifica professionalità. È un sistema semplice e comodo, che però tradisce alla base l’obbligo che una pubblica amministrazione ha, quando deve spendere soldi dei contribuenti.
 
Una gara basata sull’offerta più vantaggiosa per solito attribuisce un certo numero di punti alla offerta tecnica ed un certo numero di punti all’offerta economica.
Inizialmente si valuta la sola offerta tecnica, tenendo accuratamente sigillata la busta con l’offerta economica. Indi, terminata la fase di aggiudicazione del punteggio tecnico, si passa ad aprire l’offerta economica, calcolare il punteggio relativo, sommare i due punteggi e dichiarare il vincitore della gara.
 
Il problema cui si trova davanti la pubblica amministrazione, che decide di scegliere questo percorso ed è indubbiamente più garantistico per tutti, ha due ordini di grandezza:
 
- il primo problema nasce dal fatto che il capitolato deve illustrare i criteri di attribuzione del punteggio tecnico. Ciò significa che chi scrive il capitolato deve avere una competenza specifica dell’argomento, deve essere in grado di esprimere indici di valutazione appropriati e oggettivamente misurabili, deve illustrare con chiarezza le esigenze dell’amministrazione, articolandole in vari criteri;
 
- il secondo problema nasce dal fatto che l’amministrazione appaltante deve individuare una commissione di aggiudicazione, che abbia competenze sufficienti per analizzare la parte tecnica dell’offerta ed attribuire, in modo ragionevole e ragionato, i punteggi relativi.
 
Con tutta franchezza, il primo ordine di problemi è sicuramente importante, ma quasi insuperabile è il secondo ordine di problemi, perché non è frequente trovare, nell’ambito di amministrazioni appaltanti, competenze idonee a conferire un peso credibile alla valutazione della commissione.
 
Ma non basta.
In fase di stesura del capitolato tecnico, un professionista competente che si impegna a fondo deve cercare di rendere quanto più “granulare” possibile la valutazione dell’offerta e la conseguente attribuzione di punteggio. Ciò significa che chi elabora il capitolato deve avere competenze e professionalità di alto livello. Quando vedo bandi di gara, nei quali si attribuiscono 60 punti all’offerta tecnica, suddivisi in tre voci da 20 punti, un forte senso di avvilimento mi colpisce. Un bando di gara siffatto è prova di assoluta incapacità di chi lo ha elaborato di affrontare con competenza e professionalità il problema dell’elaborazione di un capitolato congruo, con credibili criteri di valutazione.
 
Per dare un’idea del differente approccio a questo problema, in funzione della amministrazione che emette il bando, ricordo a tutti i lettori che il recente bando di gara per i servizi di vigilanza attiva e passiva, elaborato da CONSIP e che ha chiuso il 24 febbraio la fase di accettazione delle offerte, ha articolato la valutazione tecnica, per un totale di 70 punti, in ben 48 diverse voci di valutazione.
È evidente che analizzare 48 voci richiede più impegno e più professionalità da parte della commissione di aggiudicazione, ma è anche vero che il margine per eventuali valutazioni erronee si riduce in maniera straordinaria, per la possibilità di effettuare bilanciamenti tra valutazioni che potrebbero essere leggermente fuori mira, in senso positivo o negativo.
Quando un muro è fatto da 48 mattoni, un mattone leggermente fuori posto non turba l’immagine complessiva. Se un muro è fatto da tre blocchi ed uno solo di questi non è accuratamente posizionato, il 33 per cento della struttura è compromesso!
 
 
Adalberto Biasiotti
 
 
 
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Rispondi Autore: Federico Betteni - likes: 0
02/05/2016 (17:24:59)
Ottimo articolo. Pienamente concorde. Il principale problema della pubblica amministrazione e l'incompetenza. Incompetenza dei funzionari che sono nomi nati politicamente anziché ottenere la posizione per merito. Risulta ovvio che il funzionario incompetente, non sapendo come comportarsi, cercherà di tutelarsi e di tutelare Colui che l'ha nominato, attingendo al suo supporto per la creazione di capitolati e bandi di gara volutamente imprecisi, lacunosi, confusi oltre che pieni di inesattezze, volti a favorire un'impresa piuttosto che un'altra. Esempio viene sempre dall'alto. Senza non c'è modo di cambiare la situazione
Rispondi Autore: stepil - likes: 0
02/05/2016 (09:53:39)
Siamo i migliori ad articolare le cose! Certo è più professionale usare magari delle matrici o che dico dei sistemi di calcolo a sistemi a incognite ( tante ) una commissione composta da 35 scienziati esperti nel calcolo delle probabilità ...ho perso un incarico di CSE al massimo ribasso, ha vinto una collega con lo sconto del 52% non posso dire che si lavori bene con quegli sconti (faber est suae quisque fortunae) ma va bene così almeno sò che i numeri che escono belli o brutti sono netti puliti senza manipolazioni chiari direi!. Si può migliorare certamente ma il rischio è sempre lo stesso aggrovigliarsi e lasciare spazio alle solite interpretazioni ....
Rispondi Autore: enzo - likes: 0
02/05/2016 (09:18:54)
Due anni fa sono stato VITTIMA di un artefatto sistema di aggiudicazione per "confronto a coppie" sui curriculum e senza ribasso economico, nel quale vennere definti 5 campi del confronto, ma non vennero definti i criteri dei confronti nei 5 campi; per cui io, nel campo dell'esperienza, presi lo stesso punteggio del vincitore (per la sesta volta consecutiva negli utlimi dieci anni), che portava nel suo curriculum solo 16 Clienti (pubblici e privati) dello stesso ordine di grandezza dei miei 22 Clienti pubblici e 99 Clienti privati.
Nella gara arrivai secondo distaccato solo di due punti, a causa di altre palesi storture a cui sono andato incontro.
La giurisprudenza dice che il "confronto a coppie" è normale che sia soggetto ad errori di interpretazione.
Ma ovviamente tale criterio non si dovrebbe utilizzare (per legge) laddove i criteri sono quantificabili, altrimenti il "ragioniere" del comune capoluogo di provincia ha senpre ragione e io torto.

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