Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.
Cambiamento climatico e salute: rischi, impatti e prevenzione
Roma, 23 Ott – L’Italia, come è possibile constatare dalle temperature elevate di questi anni, è un paese vulnerabile ai cambiamenti climatici.
Cambiamenti che portano a non solo ad un aumento delle ondate di calore, ma anche a:
- “riduzione della piovosità media (siccità) e aumento del rischio incendi
- incremento delle piogge intense (flash floods)
- impatto sull’areale di insetti vettori
- variazione stagionalità dei pollini
- impatti sull’agricoltura”.
A ricordarlo, soffermandosi su vari aspetti connessi al cambiamento climatico, è un intervento al convegno “ Worklimate 2.0 – Temperature estreme e impatti su salute, sicurezza e produttività aziendale - Strategie di intervento e soluzioni tecnologiche, informative e formative” (Roma, 24 marzo 2026) che, nell'ambito del progetto Worklimate 2.0, ha raccolto molte riflessioni sugli esiti del progetto e anche sulle conseguenze dei cambiamenti sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
L’intervento che presentiamo oggi, dal titolo “Cambiamento climatico e salute: evidenze, impatti e prospettive di prevenzione” e a cura di Paola Michelozzi del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario del Lazio (DEP Lazio), presenta moltissimi dati e grafici sul tema.
Presentando l’intervento ci soffermiamo sui seguenti argomenti:
- Cambiamento climatico e salute: la crisi sanitaria
- Cambiamento climatico e salute: la qualità dell’aria
- Cambiamento climatico e salute: la salute mentale
Cambiamento climatico e salute: la crisi sanitaria
Il relatore sottolinea che la crisi climatica è una crisi sanitaria.
Infatti tra il 2030 e il 2050, “si prevede che il cambiamento climatico causerà decine di migliaia di morti in più all’anno solo a causa della malnutrizione, della malaria, della diarrea e dello stress da caldo (WHO)”. E se con un riscaldamento di 1,5 gradi Celsius, “circa il 14% della popolazione terrestre sarà esposta a forti ondate di caldo”, “con un riscaldamento di 2 gradi l’esposizione interesserà il 37% della popolazione mondiale”.
Come indicato nella premessa dell’articolo, l’Italia è un paese ad elevato rischio. E “ci si può attendere un generalizzato innalzamento della temperatura media fino a 5°C in più al 2100 rispetto a inizio secolo”.
La relazione si sofferma anche sugli effetti sulla salute:
- Eventi meteorologici estremi:
- Traumatismi
- Decessi
- Disturbi psichici
- Ondate di calore:
- Malattie e decessi associati al caldo
- Aumento dei ricoveri e degli accessi in PS
- Aumento dei sintomi respiratori
- Esiti riproduttivi
- Inquinamento atmosferico:
- Mortalità a breve termine
- Asma e altre malattie respiratorie
- Allergie
- Malattie cardiovascolari
- Disturbi psichici
- Esiti riproduttivi
- Qualità delle risorse idriche:
- Infezione da Campylobacter
- Colera
- Criptosporidiosi
- Fioriture di alghe tossiche
- Leptospirosi
- Qualità delle risorse alimentari:
- Malnutrizione
- Salmonellosi e altre malattie trasmesse da alimenti
- Micotossine
- Distribuzione ed ecologia dei vettori:
- Chikungunya
- Dengue
- Encefalite
- Infezione da Hantavirus
- Malattia di Lyme
- Malaria
- Febbre della Rift Valley
- Infezione da virus West Nile
- Infezione da virus Zika
- Fattori sociali:
- Malattia fisica e mentale causata da conflitti e migrazioni forzate
Cambiamento climatico e salute: la qualità dell’aria
La relazione segnala poi che i cambiamenti climatici e la qualità dell’aria sono fortemente interconnessi:
- “l’aumento delle temperature accelerano la reazione tra composti organici volatili (COV) e ossidi di azoto (NO), formando smog fotochimico (O3);
- aumento del Particolato: il calore essicca il suolo e le piante, aumentando la polvere sollevata nell'aria, mentre la frequenza degli incendi estivi aumenta l'emissione di particelle nocive;
- risposte della vegetazione: le alte temperature e lo stress idrico riducono |'assorbimento di ozono da parte della vegetazione, lasciando maggiori concentrazioni di inquinanti in atmosfera”.
E si ricorda che “la frazione di decessi attribuibili al PM2.5 è circa 11-13% della mortalità totale”.
Tornando al caldo estremo e alla mortalità, con impatti in crescita in tutti i paesi, si segnala poi che “in media, l’84% dei giorni di ondate di calore tra 2020-2024 non si sarebbero verificati in
assenza dei cambiamenti climatici”. E la mortalità associata al caldo è aumentata del 63% dal 1990, con una media annua di 546,000 decessi negli ultimi 10 anni (2012–2021)”.
In particolare, in Italia ogni anno “circa 14.500 decessi (2.3% della mortalità totale) sono attribuibili all’esposizione alle elevate temperature”
Cambiamento climatico e salute: la salute mentale
La relazione ricorda poi anche gli effetti a breve termine del caldo sulla salute mentale.
Infatti l'esposizione a temperature elevate “ha effetti sulla salute mentale, influenzando l'umore, le capacità cognitive e il comportamento”.
Si indica che “una revisione sistematica e meta-analisi su 53 studi (totale di 1,7 milioni di decessi e 1,9 milioni di patologie), evidenzia (per aumento di 1 °C della temperatura):
- + 2,2% (IC 95%: 1,5-2,9) mortalità
- + 0,9% (IC 95%: 0,7-1,5) morbilità
- +4,6% disturbi mentali associati all’uso di sostanze
- + 6,4% aumento schizofrenia associato ad eventi estremi ( ondate di calore)
Si segnala poi che a Roma l'aumento del PM2,5 (intervallo interquartile pari a 1,13 μg/m3) “è associato ad un incremento di rischio (HR) di esiti di salute mentale:
- 1.07 (IC 95% [CI]: 1.02- 1.13) per il disturbo dello spettro della schizofrenia;
- 1,13 (CI: 1.08- 1.18) per la depressione;
- 1.097 (CI: 1.030, 1.168) per disturbi d'ansia”.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale dell’intervento che si sofferma su molti altri aspetti (ad esempio sul verde urbano come misura di adattamento e mitigazione, sulle emissioni dell’industria alimentare e degli allevamenti intensivi e alle conseguenze sul clima dovute alle guerre). E che riporta, come ricordato in apertura, indicazioni sulle fonti e numerose immagini e grafici esemplificativi.
RTM
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Link agli articoli di PuntoSicuro dedicati al rischio microclimatico
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'