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Imparare dagli errori: gli infortuni professionali nel lavoro a domicilio
Brescia, 16 Nov â I nostri articoli e diverse puntate della rubrica â Imparare dagli erroriâ, dedicata al racconto degli infortuni professionali, si sono piĂš volte soffermati in questi anni sulla sicurezza nelle lavorazioni tessili e nella confezione di capi di abbigliamento, con particolare attenzione ai rischi connessi alle attrezzature, macchine e impianti.
Abbiamo poi ricordato â nellâarticolo â Comparto tessile e lavoro a domicilio: la normativa e le tuteleâ â come nel settore delle confezioni di capi di abbigliamento, un settore importante nellâambito delle imprese manifatturiere, sia molto diffuso anche il lavoro a domicilio. Nel lavoro a domicilio la prestazione lavorativa avviene nel domicilio del lavoratore, nei locali di cui il lavoratore ha disponibilitĂ a qualsiasi titolo, anche con lâaiuto accessorio di membri della famiglia conviventi e a carico, ma con esclusione di manodopera salariata e apprendisti.
In questa attivitĂ â come segnalato nel documento â ImpresaSicura_Lâabbigliamentoâ - gli strumenti adoperati sono proprietĂ dei lavoranti a domicilio oppure forniti dallo stesso imprenditore che ne utilizza lâopera.
Partendo da questi presupposti e in relazione ai rischi connessi a queste attivitĂ , dedichiamo oggi una puntata della rubrica proprio al lavoro a domicilio raccogliendo - da INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi â un caso di infortunio e approfondendo alcuni rischi lavorativi.
Questi gli argomenti trattati nellâarticolo:
- Un infortunio professionale nel lavoro svolto a domicilio
- Il lavoro a domicilio: la normativa e i rischi dei lavoratori
Un infortunio professionale nel lavoro svolto a domicilio
Nel breve caso, esemplificativo, che presentiamo oggi, una lavoratrice sta effettuando, presso il proprio domicilio, un lavoro di stiratura collant con una specifica attrezzatura, stiratrice elettrica verticale a due piastre, fornita direttamente dal laboratorio di confezioni (committente).
L'apparecchiatura si trova in pessimo stato di manutenzione, il cavo di alimentazione di una delle due piastre âha perso il proprio grado di isolamento ed ha portato a potenziale di fase la base metallica della macchina (su cui erano fissate le due piastre)â. Questa parte del telaio non è collegata a terra.
La lavoratrice durante le operazioni di stiratura inavvertitamente tocca la parte "in guasto" con il dorso del piede chiudendo il circuito di guasto con entrambe le mani che si trovano appoggiate alla piastra metallica di stiratura (massa correttamente collegate all'impianto di terra).
La scheda aggiunge âinoltre che, verosimilmente, durante il guasto non sia intervenuto in modo corretto il dispositivo differenziale posto a protezione dell'impianto elettrico dell'abitazione, a cui era collegata l'attrezzaturaâ.
I fattori causali individuati nella scheda:
- l'infortunata âha inavvertitamente toccato la parte in guasto dell'attrezzaturaâ;
- âstiratrice elettrica difettosa per omessa manutenzioneâ.
Il lavoro a domicilio: la normativa e i rischi dei lavoratori
Per raccogliere informazioni e indicazioni sui rischi generali connessi al lavoro a domicilio facciamo riferimento al giĂ citato documento â ImpresaSicura_Lâabbigliamentoâ, un documento correlato al progetto multimediale Impresa Sicura che - elaborato da EBER, EBAM, Regione Marche, Regione Emilia-Romagna e Inail - è stato validato dalla Commissione Consultiva Permanente come buona prassi.
Il documento segnala che nellâordinamento italiano lâistituto del lavoro a domicilio è ancora regolato dalla Legge 18 dicembre 1973, n. 877 âNuove norme per la tutela del lavoro a domicilioâ, secondo cui il lavoratore a domicilio è âa tutti gli effetti un lavoratore subordinato, che svolge cioè la prestazione con lavoro proprio e di familiari senza lâausilio di manodopera salariata. Lo stesso deve custodire il segreto sul modello di lavoro affidatogli, attenersi alle istruzioni dellâimprenditore riguardo lâesecuzione del lavoro e astenersi dallâeseguire lavori in proprio o per conto terzi in concorrenza col datore di lavoroâ. Nellâarticolo 2 della legge sono indicate le ipotesi in cui è vietato ricorrere al lavoro a domicilio (ad esempio nelle lavorazioni che comportino lâimpiego di sostanze o materiali nocivi o pericolosi per la salute o per lâincolumitĂ del lavoratore e dei suoi familiari).
Il documento ricorda poi che i rischi specifici dei lavoratori a domicilio possono essere:
- ârischi da uso di macchine e attrezzature;
- rischi chimici, fisici, biologici;
- rischi da movimenti ripetitivi e postura;
- rischi dovuti allâorganizzazione del lavoroâ.
E si indica che in generale ânel settore manifatturiero del tessile-abbigliamento, la mano si evidenzia come la sede con il maggior numero di infortuni, con un elevato numero di casi di perdita anatomicaâ.
Si ricorda poi che il comparto delle confezioni ârisulta uno dei piĂš a rischio per i disturbi muscolo-scheletrici lavorativi, sia per quanto riguarda le malattie professionali, sia per gli infortuni, infatti si evidenziano infortuni alla colonna vertebrale dovuti a distrazioni/distorsioni e lesioni da sforzo, probabilmente causati da posture incongrue, oltre che dalla movimentazione manuale dei carichiâ. Inoltre âin passato si sono avuti numerosi casi di manifestazioni acute irritative a carico della faringe, laringe, congiuntive e della cute degli arti superiori, attribuiti alla formaldeide, sostanza chimica presente in elevate quantitĂ nei tessuti e nelle fodereâ. E âlâazione meccanica che piccoli frammenti di filo di tessuti duri possono esercitare sulla cute, può determinare inoltre scalfitture della pelle che costituiscono un terreno favorevole allâinsorgenza di dermatitiâ.
Il documento si sofferma anche sulla sicurezza delle macchine e ricorda che macchine come le attaccabottoni e le cucitrici impiegate nei lavori a domicilio âpossono essere causa di infortuni alle mani. Il rapido movimento alternato dellâago può esporre gli addetti al rischio di puntura, mentre la cinghia di trasmissione del moto può determinare il rischio di presa e trascinamentoâ.
Le macchine utilizzate nel settore, come mostra lâincidente presentato oggi, sono anche fonti di rischio elettrico e, in alcuni casi, i lavoratori possono essere esposti a campi magnetici a bassa frequenza, a rumori e vibrazioni.
Rimandiamo, infine, alla lettura integrale del documento che riporta molte altre informazioni sui rischi e sulle possibili misure di riduzione e prevenzione.
Sito web di INFOR.MO.: nellâarticolo abbiamo presentato la scheda di Infor.mo. 15931 (archivio incidenti 2002/2020).
Tiziano Menduto
Scarica le schede da cui è tratto l'articolo:
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