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Quali sono le possibili cause delle malattie professionali cutanee?
Lucerna, 17 Dic – Nella scheda Inail “ Malattie della pelle: analisi per comparti economici e professioni dei lavoratori” si sottolinea come le malattie della pelle in cui l’attività lavorativa svolge un ruolo causale risultino “di particolare interesse a causa degli effetti sulla salute e del loro costo economico e sociale”. E l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU OSHA) ha anche messo in evidenza che per le malattie della pelle di origine professionale non esiste una definizione univoca tra i vari paesi.
Per questo motivo può essere interessante soffermarsi sulle indicazioni, definizioni e dati delle malattie cutanee in un altro paese europeo come la Svizzera che, come sanno i nostri lettori, è una nazione prodiga di utili documenti e strumenti, anche in lingua italiana, in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Ci soffermiamo su un documento aggiornato nel 2025 e prodotto da Suva, Istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, dal titolo “Le malattie cutanee professionali”.

Il documento, curato dal Dott. med. Hanspeter Rast e dalla PD dott.ssa med. Sibylle Schliemann, ricorda che le malattie cutanee professionali “possono avere conseguenze gravi per le persone coinvolte, fino a costringerle ad abbandonare il lavoro dopo lunghi anni di sofferenza”. E la pubblicazione, “rivolta anzitutto al personale medico”, descrive “le principali malattie cutanee professionali e fornisce indicazioni su diagnosi, terapia e prevenzione”.
Nel presentare il documento Suva affrontiamo i seguenti argomenti:
- Le malattie cutanee professionali: definizioni e classificazione
- Le malattie cutanee professionali: cause delle lesioni
- I dati e l’indice del documento Suva
Le malattie cutanee professionali: definizioni e classificazione
Riprendiamo dal primo capitolo del documento alcune indicazioni su definizioni e classificazione.
Si indica che le malattie cutanee professionali si manifestano in genere “nel corso di un’attività lavorativa svolta per un periodo prolungato, non necessariamente in condizioni di lavoro straordinarie”. Può anche succedere che “un singolo evento provochi una lesione cutanea acuta correlata al lavoro e assimilabile a una malattia professionale (ad es. scottatura solare, dermatite fototossica)”.
Tuttavia – continua il documento in riferimento alla normativa e al diritto assicurativo elvetici - vanno distinte “le alterazioni cutanee causate da infortuni sul posto di lavoro (ad es. ferite da taglio, lacerazioni, contusioni, ustioni, causticazioni, dermatite acuta da radiazioni), che non rientrano tra le malattie professionali”.
Si ricorda che questa pubblicazione “non tratta le dermatosi professionali molto rare”.
Riguardo poi alla classificazione si segnala che le malattie cutanee professionali sono provocate da:
- “agenti fisici
- agenti chimici
- agenti microbici
- piante e animali”.
In ogni caso l’insorgenza delle malattie cutanee professionali “è legata quasi sempre a più fattori, specialmente nel caso delle dermatiti. In molti casi si tratta di cosiddetti danni multifattoriali”.
Le malattie cutanee professionali: cause delle lesioni
Un capitolo è poi dedicato all’approfondimento sulle cause delle lesioni cutanee, ricordando che tra le cause delle dermatosi professionali, “gli agenti esterni sul posto di lavoro hanno un ruolo determinante”. E che “anche i fattori costituzionali possono contribuire all’insorgenza di queste patologie”.
Si parla innanzitutto di agenti fisici.
Ad esempio, i seguenti agenti fisici possono provocare lesioni cutanee e insulti (fenomeni acuti e improvvisi):
- “insulti meccanici (in particolare pressione, attrito, effetto frequente nel quadro di un danno cumulativo con irritazione cutanea);
- caldo e freddo (lesione acuta, spesso anche effetto cronico in caso di dermatiti);
- luce solare (raggi infrarossi, luce visibile e diverse lunghezze d’onda dei raggi UV), raggi UV artificiali (ad es. nella saldatura ad arco elettrico o nei metodi di sterilizzazione) e laser;
- radiazioni ionizzanti (ad es. radiazioni applicate a scopo diagnostico/terapeutico)”.
Il documento si sofferma in particolare su raggi infrarossi, raggi UV e luce visibile.
Si indica che, da sola o in combinazione con altri fattori esogeni, “l’esposizione ai raggi infrarossi, ai raggi UV e alla luce è una potenziale causa di lesioni cutanee di origine professionale, che possono manifestarsi in forme molto diverse:
- lo spettro infrarosso a onde corte (da 700 a 1400 nm) “riscalda i tessuti e favorisce l’invecchiamento precoce della pelle. Questo tipo di alterazione viene attribuita anche alla luce visibile ad alta energia, che può causare inoltre una pigmentazione irregolare”.
- nella radiazione ultravioletta, i raggi UVA più lunghi (da 400 a 315 nm) penetrano fino al derma, provocando una pigmentazione della cute senza infiammazione. I raggi UVB più corti (da 315 a 280 nm) penetrano solo nello strato spinoso dell’epidermide e possono danneggiare queste cellule, provocando un eritema con pigmentazione e un ispessimento dello strato corneo. I raggi UVC (< 280 nm), non presenti nella luce solare bensì solo in fonti di luce artificiale, provocano forti infiammazioni della cute e della congiuntiva”.
Il documento si sofferma poi sulle cellule bersaglio dei danni cronici causati da luce solare e sull’azione dei raggi UVA e UVB.
Veniamo agli agenti chimici.
Queste alcune informazioni sulle varie sostanze:
- sostanze ad azione irritante: “dopo un tempo di esposizione più o meno lungo e a seconda della concentrazione, gli irritanti provocano inevitabilmente danni all’epidermide. Si parla allora di dermatite irritativa da contatto (nota anche come dermatite tossica da contatto), dovuta ad esempio a solventi, alcali, acidi, detergenti e detersivi”;
- sostanze allergizzanti: “in alcune persone gli allergeni provocano una sensibilizzazione, in seguito alla quale anche tracce minime di queste sostanze sono sufficienti a scatenare reazioni allergiche. La tipica dermatite allergica da contatto è provocata da sali metallici quali cromo, nichel, cobalto. Esercitano tuttavia un’azione simile anche: formaldeide, resine epossidiche, acrilati e metacrilati, composti amminici e nitrocomposti aromatici (ad es. p-fenilendiamine), carbammati, sostanze odorose e conservanti”;
- sostanze fotodinamiche: “determinate sostanze provocano reazioni cutanee fototossiche o fotoallergiche, ad esempio: furocumarine presenti nei succhi di alcune piante (dermatite bollosa striata pratensis), componenti del catrame di carbon fossile, salicilanilide alogenata (disinfettanti), agenti per la sbianca (detersivi), FANS topici, filtri di protezione dalla luce”;
- sostanze dannose per i follicoli: “comprendono oli minerali, alcuni componenti del catrame di carbon fossile e idrocarburi ciclici clorurati”;
- sostanze depigmentanti: “hanno ad esempio proprietà depigmentanti i derivati del fenolo e del catecolo, come il p-tert-butilfenolo o l’etere monobenzilico dell’idrochinone”;
- sostanze cancerogene: “comprendono 3,4-benzopirene, dibenzoantracene in catrame, pece e arsenico”.
Infine, il documento si sofferma sulle lesioni cutanee:
- da sostanze vegetali: “oltre a reazioni cutanee di tipo allergico, le sostanze vegetali provocano spesso anche reazioni di tipo irritativo o entrambe, allergico-irritative. Tra queste sostanze figurano ad esempio tabacco, fiori (primule, composite, gerani, tulipani), piante e legni esotici, alimenti (agrumi, sedano, carote, carciofi, sostanze aromatiche, farina) o lattice”;
- da agenti microbici: “le lesioni cutanee possono essere provocate anche da microrganismi: batteri (ad es. erispeloide), virus (ad es. papillomavirus e parapoxvirus) e funghi (ficomiceti, saccaromiceti, ad es. del genere Candida)”;
- da organismi animali: “esempi di organismi animali che possono provocare lesioni cutanee sono i bruchi, i pidocchi, gli acari e le loro larve (scabbia dei cereali), le cercarie”.
Rimandiamo alla lettura integrale del documento che riporta molti altri dettagli e indicazioni su diagnosi, terapia e prevenzione delle malattie cutanee professionali.
I dati e l’indice del documento Suva
Può essere interessante riprendere alcuni dati connessi alla diffusione delle malattie cutanee professionali in Svizzera.
Si indica che “circa un sesto di tutte le malattie professionali riguarda la pelle”. E che “oltre l’80 per cento di tutte le dermatosi professionali è costituito da dermatiti allergiche o irritative da contatto”. E in Svizzera le dermatiti da contatto di origine professionale “sono anche il motivo più frequente alla base di una decisione di inidoneità” (il documento riporta anche alcuni grafici).
Concludiamo riportando l’indice del documento Suva “Le malattie cutanee professionali”:
1 Definizione e classificazione
2 Cause delle lesioni cutanee
3 Quadri clinici, diagnosi e terapia
4 Profilassi tecnica e medica
5 Statistica delle malattie cutanee professionali
6 Aspetti di diritto assicurativo
7 Bibliografia, altre informazioni, immagini
RTM
N.B.: Se i riferimenti legislativi e alcune indicazioni contenute nei documenti di Suva riguardano la realtà elvetica, i suggerimenti e le informazioni riportate possono essere comunque utili per migliorare la prevenzione di tutti gli operatori.
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
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