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Agenti cancerogeni: quali sono le esposizioni professionali più frequenti?

Agenti cancerogeni: quali sono le esposizioni professionali più frequenti?

I primi dati connessi ad un’indagine sull’esposizione dei lavoratori ai fattori di rischio di cancro nell’Unione europea. L’obiettivo della ricerca, i primi dati, le esposizioni più frequenti, le esposizioni multiple e il metodo di indagine.

Bilbao, 30 Nov – Come segnalato anche nella nostra intervista a Elke Schneider (EU-OSHA) e nel Quadro strategico in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027, gli agenti cancerogeni sono i responsabili di circa 100.000 decessi per cancro professionale nell’UE ogni anno. E se i tumori risultano essere, sempre nell’Unione Europea, la principale causa dei decessi correlati alle attività lavorative, l’esposizione agli agenti cancerogeni rappresenta ormai una delle maggiori sfide a cui devono far fronte gli ambienti di lavoro europei.

 

Per affrontare correttamente questa sfida, è tuttavia fondamentale disporre di dati aggiornati e affidabili sull’esposizione dei lavoratori ai rischi che possono portare alla malattia. E proprio per poter contribuire alla lotta contro i tumori professionali, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA) ha condotto un’indagine sull’esposizione dei lavoratori concernente i fattori di rischio di cancro in Europa (Workers’ Exposure Survey on cancer risk factors in Europe - WES).  

 

L’obiettivo dell’indagine è quello di individuare meglio i fattori di rischio nei luoghi di lavoro che possono portare a tumori, fornendo dati aggiornati e completi utilizzabili per migliorare la prevenzione.

 

In particolare, sono stati intervistati migliaia di lavoratori in sei Paesi membri dell’UE (Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Ungheria e Finlandia) per arrivare ad una stima della loro probabile esposizione a 24 fattori di rischio di cancro noti.

 

E in questi giorni l’Agenzia europea ha presentato, attraverso alcuni documenti, i primi risultati dell’indagine sull’esposizione dei lavoratori concernente i fattori di rischio di cancro in Europa.

 

Nel presentare alcuni dati relativi alla ricerca l’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:


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L’indagine sui fattori di rischio di cancro nel mondo del lavoro

Come segnalato in uno spazio web dell’Agenzia europea, dedicato all’ indagine sull’esposizione dei lavoratori, l’indagine mira a individuare meglio, rispetto al passato, i fattori di rischio di cancro responsabili della maggior parte delle esposizioni, fornendo una panoramica accurata ed esaustiva che possa contribuire alle misure preventive, alle attività di sensibilizzazione e all’elaborazione di idonee politiche e strategie di prevenzione.

 

I lavori preparatori per questa attività, che vuole colmare un’importante carenza d’informazioni individuata durante le diverse revisioni della direttiva sulle sostanze cancerogene, mutagene e reprotossiche, sono iniziati nel 2020 e da allora l’indagine è stata sviluppata, testata e condotta utilizzando un campione di migliaia di lavoratori dei già citati sei membri dell’UE.

 

In particolare i partecipanti all’indagine “sono stati selezionati casualmente in ciascun paese e hanno risposto a domande dettagliate sui compiti svolti sul luogo di lavoro durante l’ultima settimana lavorativa e sulle misure di prevenzione applicate”.

E sulla base delle loro risposte, “è stata stimata automaticamente la probabilità di esposizione a fattori di rischio di cancro utilizzando uno strumento innovativo denominato Occupational Integrated Database Exposure Assessment System (OccIDEAS), un sistema di valutazione dell’esposizione professionale integrato con banche dati”.

Grazie alle informazioni che arriveranno dall’indagine, l’EU-OSHA sarà in grado di fornire dati statistici migliori e di stimolare politiche e strategie basate su dati oggettivi.

 

Questa indagine può contribuire a migliorare la protezione contro le sostanze pericolose e a ridurre dei casi di tumore professionale in diversi modi:

  • “fornendo informazioni per eventuali future proposte di modifica della direttiva sullesostanze cancerogene, mutagene e reprotossiche;
  • promuovendo le azioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL) del piano europeo di lotta contro il cancro;
  • sostenendo una migliore prevenzione delle malattie professionali, in particolare del cancro, che è uno degli obiettivi chiave del quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2021-2027;
  • promuovendo e agevolando la tabella di marcia sugli agenti cancerogeni;
  • presentando dati che possono contribuire all’aggiornamento della direttiva sull’esposizione all’amianto durante il lavoro;
  • offrendo informazioni che contribuiscono all’attività del gruppo di lavoro sulle sostanze chimiche del comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro (CCSS)”.

 

In definitiva l’indagine “rappresenta un’importante fonte di dati per i responsabili delle politiche, i ricercatori e gli intermediari, che possono stabilire le priorità e intraprendere azioni tempestive e adeguate per ridurre il cancro professionale”.

 

I primi risultati dell’indagine sull’esposizione dei lavoratori

Veniamo ora ai primi dati raccolti nel documento, in lingua inglese, “Occupational cancer risk factors in Europe – first findings of the Workers’ Exposure Survey” (Fattori di rischio di cancro professionale in Europa: primi risultati dell’indagine sull’esposizione dei lavoratori), a cura di Marine Cavet, Xabier Irastorza, Elke Schneider, Nadia Vilahur, European Agency for Safety and Health at Work (EU-OSHA).

 

 

Nel documento, e anche nello spazio web già citato, si sottolinea che nei primi risultati dell’indagine emerge che le radiazioni ultraviolette di origine solare, le emissioni di gas di scarico dei motori diesel, il benzene, la silice cristallina respirabile e la formaldeide sono probabilmente le esposizioni professionali più frequenti tra i 24 fattori di rischio di cancro analizzati.

 

Riprendiamo dal documento una tabella:

 

 

L’indagine si sofferma anche sulle esposizioni multiple avute dai lavoratori durante l’ultima settimana lavorativa, vale a dire l’esposizione ad almeno due fattori di rischio di cancro, che non necessariamente si verificano contemporaneamente o nel corso dello stesso processo lavorativo.

A questo proposito i primi dati mostrano che oltre il 60 % dei lavoratori nelle attività minerarie ed estrattive nonché nelle attività edilizie presenta esposizioni multiple.

E questi dati riguardano anche alcune specifiche categorie lavorative definite nell'indagine. Ad esempio i lavoratori delle miniere e delle cave, gli addetti ai distributori di benzina e di gas, gli addetti alla costruzione e alla manutenzione delle strade, i saldatori, i vigili del fuoco, gli autisti, gli addetti dell'industria della gomma e della plastica. E il fatto che le esposizioni multiple siano frequenti tra queste categorie di lavoratori – indicano gli autori - desta preoccupazione.

 

Il documento sottolinea che affrontare il problema delle esposizioni multiple è un aspetto importante della prevenzione delle esposizioni ai fattori di rischio del cancro.

 

Inoltre l’indagine ha rilevato che i lavoratori impiegati in un luogo di lavoro di micro o piccole dimensioni (con meno di 50 dipendenti) hanno una probabilità 1,3 volte maggiore di essere esposti a uno o più fattori di rischio di cancro rispetto a quelli che lavorano in aziende di medie o grandi dimensioni.

 

L’esposizione dei lavoratori e la metodologia dell’indagine

Riprendiamo, infine, dal documento anche alcune indicazioni relative alla metodologia dell’indagine “Workers’ Exposure Survey on cancer risk factors in Europe – WES”:

  • Il WES è un'indagine telefonica, basata sull'Australian Work Exposures Study (AWES), che stima la probabile esposizione dei lavoratori durante l'ultima settimana lavorativa e l'indagine copre una selezione rappresentativa della popolazione lavorativa di sei Paesi europei..
  • I lavoratori hanno risposto a domande dettagliate sulle mansioni svolte al lavoro durante l'ultima settimana lavorativa e sulle misure di prevenzione applicate. Sulla base delle loro risposte, la probabilità di esposizione a fattori di rischio per il cancro è stata stimata automaticamente.
  • La stima dell'esposizione nel WES è fornita in termini di probabilità di esposizione ai fattori di rischio selezionati. L'esposizione probabile è ulteriormente suddivisa in tre categorie (livelli alti, medi e bassi).
  • Le interviste sono state condotte da intervistatori utilizzando il sistema CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) tra settembre 2022 e febbraio 2023.
  • I dati dell'indagine sono stati sottoposti a diverse fasi di controllo della qualità e sono stati ponderati per tenere conto della struttura socio-demografica e della popolazione lavorativa totale di ciascun Paese.

 

Ricordiamo, in conclusione, che i risultati dell’indagine saranno comunicati in varie fasi e i primi risultati sono stati presentati in relazione alla conferenza «Preventing Work-Related Cancer», che si è tenuta il 20-21 novembre a Madrid, in Spagna.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, “Occupational cancer risk factors in Europe – first findings of the Workers’ Exposure Survey”, a cura di Marine Cavet, Xabier Irastorza, Elke Schneider, Nadia Vilahur, European Agency for Safety and Health at Work (EU-OSHA), edizione 2023.

 



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Rispondi Autore: Andreoli Giuliano - likes: 0
30/11/2023 (07:43:26)
Tecnico di anatomia patologica da 37 anni . Cancro prostata nel 2019. Nesso o nn nesso di fatto la formaldeide è cancerogena e la mancanza di precauzioni da parte dell’azienda credo sia a mio favore su una questione legale , o no???’

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