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Storie di infortunio: il caso Vespucci
La storia “Il caso Vespucci” è pubblicata nella sezione “Storie di infortunio” del sito Dors, un progetto dedicato alla raccolta, analisi e rielaborazione di casi reali di incidenti sul lavoro con finalità di prevenzione e diffusione della cultura della sicurezza.
Il caso racconta un grave infortunio mortale avvenuto il 24 maggio 2012 a bordo della nave scuola “Amerigo Vespucci” della Marina Militare Italiana, durante un’attività marinaresca di routine. Un giovane sottufficiale di 29 anni, impegnato nelle operazioni di chiusura delle vele, mentre scendeva dall’albero di maestra verso il ponte di coperta, perdeva la presa nel passaggio tra coffa e sartie, precipitando da un’altezza di circa 15 metri e riportando traumi gravissimi che ne hanno causato il decesso.
La narrazione è a cura di Michele Montresor (Servizio PSAL dell’ATS Val Padana) e del Contrammiraglio Andrea Liorsi, già Comandante dell’Amerigo Vespucci, che hanno contribuito alla ricostruzione tecnica dell’evento. Il loro lavoro si basa su fonti documentali e analisi operative, con l’obiettivo di evidenziare in modo chiaro la dinamica dell’accaduto, i fattori di rischio presenti e le possibili criticità organizzative e procedurali.
Attraverso questa rielaborazione, Dors intende trasformare un evento tragico in uno strumento di apprendimento utile per operatori, tecnici e responsabili della sicurezza, promuovendo una maggiore consapevolezza sui rischi connessi alle attività lavorative in contesti complessi come quello marittimo.
Il caso Vespucci
Luogo: a bordo della nave scuola “Amerigo Vespucci”
Data: maggio 2012
Comparto produttivo: trasporti
Esito: Alessandro ha subito un infortunio con esito mortale
Dove è avvenuto: a bordo della nave scuola “Amerigo Vespucci” che navigava al largo dell’Argentario
Cosa si stava facendo: la squadra di Alessandro era smontata di guardia alle otto e quindi si trovava nella condizione di “comandata”. Sin dal giorno prima era stato deciso e reso noto a tutto l’equipaggio, di aprire e poi chiudere le vele, attività per la quale complessivamente occorrono una quarantina di nocchieri. Come da procedure di bordo, il capo guardia aveva integrato la squadra di guardia, insufficiente per quella operazione, con parte della squadra di comandata. Come da prassi, il capo guardia aveva chiesto se qualcuno avesse qualche problema a svolgere quell’attività e Alessandro aveva dato la propria disponibilità.
Descrizione infortunio: durante la fase di chiusura delle vele, Alessandro stava scendendo dall’albero di maestra sul ponte di coperta. Passando dalla coffa alle sartie, Alessandro si è sostenuto ai “tientibene” ma ha perso la presa ed è caduto da una altezza di circa 15 metri, impattando violentemente sul ponte.
Come prevenire: presumibilmente, si sarebbe potuto prevenire l’infortunio se:
- fossero stati presenti i sistemi anticaduta successivamente installati tra cui: il full arrest, sistema che va su una linea guida, ossia una linea vita, che parte dal ponte di coperta fino al massimo dell’albero, lo stazionabile1 tipo quelli che usano gli alpinisti e i granchi2 per lo stazionamento anticaduta.
- non si fosse sottostimato per anni il rischio di caduta dall’alto e fossero state chiare e definite le responsabilità in materia di sicurezza.
- il medico competente a bordo della nave avrebbe, forse, potuto assicurare che i marinai coinvolti nelle operazioni godessero di un buono stato di salute.
1Stazionabile è un punto o un ancoraggio sicuro e stabile dove si può fare sosta cioè fermarsi, assicurarsi, o montare una stazione per le manovre di corda, per esempio per calarsi in corda doppia o per assicurare un compagno
2 Granchi sono un tipo di anello metallico, solitamente in acciaio inox o altro metallo resistente, usato in alpinismo e arrampicata come dispositivo di ancoraggio stazionabile.
Fonte: DORS
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