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Lavori in quota in sicurezza: i trabattelli e i parapetti prefabbricati
Genova, DATA – Per svolgere un’analisi congiunta delle criticità che affliggono il settore edile e nell’ottica di individuare e rafforzare iniziative di tutela delle condizioni di sicurezza dei cantieri, favorendo la diffusione di una cultura della sicurezza del lavoro, nel 2023 è stato pubblicato dalla Regione Liguria il “ Vademecum tecnico – Lavori in quota”.
Il documento, frutto di un approfondito lavoro realizzato dal Tavolo tecnico in materia edile, costituito nell’ambito di una riunione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro nel comparto edile, presenta standard tecnici, indicazioni, buone pratiche “in relazione alle più diffuse misure di sicurezza contro la caduta dall’alto”.
Dopo aver già presentato il documento ed esserci soffermati sui ponteggi, sui dispositivi di protezione anticaduta e sulle reti di sicurezza, affrontiamo oggi altri due temi importanti per la prevenzione nei lavori in quota: i trabattelli e i parapetti prefabbricati.
Questi gli argomenti su cui si sofferma l’articolo:
- Vademecum sui lavori in quota: i trabattelli o ponti su ruote
- Vademecum sui lavori in quota: i parapetti prefabbricati
- Vademecum sui lavori in quota: fissaggio, montaggio e smontaggio dei parapetti
Vademecum sui lavori in quota: i trabattelli o ponti su ruote
Nel capitolo 2 del vademecum si ricorda che i trabattelli o ponti su ruote a torre “sono attrezzature di lavoro che non rientrano in direttive o regolamenti comunitari di prodotto, perciò non sono marcate CE”. E l'impiego di ponti su ruote è disciplinato dall'art. 140 del Decreto legislativo 81/2008, “che ne stabilisce i requisiti di sicurezza”.
Si segnala che il ponte su ruote, avente “base ampia per resistere ai carichi ed essere sicuro nei confronti del ribaltamento, è stabilizzato durante il lavoro mediante dispositivi appropriati (stabilizzatori, sporgenze, zavorre, sistemi di bloccaggio delle ruote)”. E “uno o più ripiani, dotati di parapetto completo, sono destinati al lavoro”.
Si indica poi che l'accesso ai ripiani di lavoro avviene “secondo specifica procedura di sicurezza stabilita dal datore di lavoro in conformità alle istruzioni del fabbricante”.
In particolare, la norma tecnica volontaria di riferimento per la costruzione di trabattelli è la UNI EN 1004, “che stabilisce, fra l'altro:
- le classi di carico (classe 2: 150 Kg/mq; classe 3: 200 Kg/mq);
- le modalità di accesso ai ripiani di lavoro (A: scala a rampa; B: scala a gradini; C: scala a pioli inclinata; D: scala a pioli verticale);
- condizioni di utilizzo (esterno/presenza di vento; interno/assenza di vento)”.
E il fabbricante che costruisce un trabattello secondo la norma UNI EN 1004 “deve provvedere ad una marcatura, con la quale, oltre ad informazioni sulla fabbricazione, siano indicate: la classe di carico, modalità di accesso ai ripiani di lavoro e condizioni di utilizzo”.
Il piano di posa del ponte su ruote deve essere poi livellato ed “avere capacità portante sufficiente. L'ancoraggio deve essere realizzato ogni due piani”.
Si segnala che è ammessa “deroga all'ancoraggio alle condizioni stabilite dall'allegato XXIII D. Lgs. 81/2008:
- -conformità alla norma tecnica UNI EN 1004;
- -certificazione del superamento delle prove di rigidezza (Appendice A UNI EN 1004), emessa da laboratori ufficiali;
- -altezza non superiore a 12 m (in interno/assenza di vento) e 8 m (in esterno/presenza di vento);
- per i ponti su ruote realizzati all'esterno almeno un fissaggio all'edificio o ad una struttura;
- montaggio, uso, smontaggio conforme alle istruzioni”.
Infine, il montaggio, uso e smontaggio del ponte su ruote deve essere “riservato a lavoratori in possesso delle necessarie competenze e conoscenze, acquisite mediante informazione, formazione, addestramento (prova pratica ed esercitazione applicata)”. E per il montaggio, uso e smontaggio “devono essere osservate le istruzioni del fabbricante, opportunamente integrate con le indicazioni del datore di lavoro in merito alla verifica del piano di appoggio, all'eventuale necessità di ripartizione del carico e/o di livellamento della superficie ed alle modalità di fissaggio/ancoraggio”.
Vademecum sui lavori in quota: i parapetti prefabbricati
Veniamo ai parapetti prefabbricati (capitolo 4) che “sono attrezzature di lavoro che non rientrano in direttive o regolamenti comunitari di prodotto, perciò non sono marcati CE. Costituiscono dispositivi di protezione collettiva anti-caduta”.
Si indica che la norma tecnica volontaria di riferimento per la costruzione di parapetti prefabbricati è la UNI EN 13374, che “stabilisce tre diverse classi, funzionali alla protezione del bordo di superfici di lavoro, aventi differenti caratteristiche di inclinazione e altezza di caduta”.
Riprendiamo dal vademecum la tabella con le tre classi:

Per ogni classe – continua il documento – “sono stabiliti requisiti di resistenza alle azioni statiche e/o dinamiche in funzione del tipo di protezione offerta e requisiti geometrici”.
Rimandiamo alla lettura di un’altra tabella, presente nel documento, che riporta vari requisiti dei parapetti prefabbricati.
Il documento ricorda poi che “il requisito della distanza massima fra i correnti può essere garantito anche mediante l'installazione di una rete anti-caduta adatta alla posa verticale”.
Vademecum sui lavori in quota: fissaggio, montaggio e smontaggio dei parapetti
Infine il documento – riguardo alle modalità di fissaggio, montaggio e smontaggio dei parapetti – indica che “diverse sono le predisposizioni di fissaggio dei parapetti prefabbricati”. E il datore di lavoro, “in ragione della tipologia di bordo (materiale, dimensione, resistenza offerta, ecc.) e delle lavorazioni previste (ad es. impermeabilizzazione del bordo, installazione di ringhiere sul bordo, ecc.), sceglie una tipologia di fissaggio idonea a garantire il vincolo saldo del parapetto e ad escludere – ove possibile – la rimozione temporanea dello stesso in dipendenza delle lavorazioni”.
Si indica poi che il montaggio dei parapetti prefabbricati “deve essere eseguito conformemente alle istruzioni del fabbricante da parte di lavoratori in possesso delle necessarie competenze e conoscenze, acquisite mediante informazione, formazione ed addestramento adeguati. A montaggio ultimato deve essere redatta attestazione di corretta installazione”.
Inoltre, una puntuale e concreta valutazione dei rischi “deve essere condotta con riguardo alle fasi di montaggio e smontaggio dei parapetti prefabbricati, essendo i lavoratori potenzialmente esposti alla caduta dall'alto. Il datore di lavoro stabilisce, in esito a tale valutazione, quali misure e quali dispositivi di protezione debbano essere adottati in tali fasi, prevedendo, ad esempio:
- l'uso di una piattaforma di lavoro elevabile;
- l'installazione preliminare di ancoraggi e linee vita e la dotazione di DPI anti-caduta;
- una successione di fasi di lavoro intrinsecamente sicura (installazione dei parapetti prima della rimozione delle ringhiere permanenti; smontaggio dei parapetti provvisori dopo l'installazione delle ringhiere definitive, ecc.)”.
Rimandiamo alla lettura integrale del vademecum che non solo riporta ulteriori dettagli sui trabattelli e sui parapetti, ma contiene – con inserimento dei necessari riferimenti bibliografici – utili indicazioni anche sui ponteggi, le reti di sicurezza, i dispositivi di protezione individuale anticaduta, gli ascensori, le piattaforme di lavoro e le piattaforme da lavoro elevabili (PLE).
Segnaliamo, in conclusione, anche le novità introdotte, nella normativa in materia di sicurezza, dalla legge 29 dicembre 2025, n. 198; novità che – come ricordato nell’intervista “ Lavori in quota e prevenzione: cosa cambia con la legge 198/2025” – riguardano anche la sicurezza nei lavori in quota nei cantieri.
RTM
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Regione Liguria, Prefettura di Genova – Ufficio territoriale del Governo, “Vademecum tecnico – Lavori in quota”, documento curato dalle varie realtà componenti il Tavolo Sicurezza in Edilizia della Città Metropolitana di Genova, Piano regionale della prevenzione 2021-2025, edizione dicembre 2022.
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