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L’intelligenza artificiale usata per rendere le scuole più sicure
Proviamo ad entrare in un edificio scolastico della California del sud, dove sono stati già installati sistemi intelligenti di sicurezza.
All’ingresso dell’edificio, delle telecamere effettuano un confronto fra i volti dei passanti e quelli archiviati in un data base di riconoscimento facciale. Altri applicativi tengono sotto analisi i movimenti dei soggetti ripresi, mettendo in evidenza segni premonitori di comportamenti violenti.
Dietro la porta di un servizio igienico, un dispositivo, simile un rivelatore di fumi, cattura l’audio ambientale, per mettere in evidenza possibili grida od altri suoni, che potrebbero essere collegati ad un’aggressione. Tutte le targhe delle vetture che entrano ed escono dal parcheggio dell’edificio scolastico sono collegate in tempo reale al database federale, per mettere in evidenza situazioni potenzialmente pericolose.
Ricordo ai lettori che non stiamo entrando in un edificio federale, dove vengono svolte attività ad alto rischio, ma in un edificio scolastico in Los Angeles.
Il motivo di questa impiantistica di sicurezza è da ricondurre al fatto che, ad esempio, nel 2025 si sono verificati ben 49 omicidi, causati da sparatorie avvenute all’interno di edifici scolastici.
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Tra il 2000 ed il 2022 sono state uccise 131 persone e 197 ferite, sempre nell’ambito di edifici scolastici.
Tuttavia, numerosi esperti di sicurezza ambientale hanno avanzato vive perplessità circa il fatto che questi interventi tecnologici possano veramente aumentare il livello di sicurezza all’interno degli edifici scolastici.
Inoltre, uno studio mirato ha messo in evidenza come la presenza di questi dispositivi abbia un effetto negativo sugli studenti, che assumono un atteggiamento di sfiducia nei confronti dei gestori dell’edificio scolastico. Molti allievi infatti ritengono di essere costantemente spiati dai dirigenti e questo convincimento comporta ovviamente la nascita di un atteggiamento negativo nei confronti dei dirigenti stessi.
In una scuola del New Jersey sono state installate fino a 50 telecamere, che sono collegate ad un software particolare, che mette in evidenza le zone da cui provengono colpi di armi da fuoco. Questo sistema ovviamente non è perfetto e ha generato alcuni falsi allarmi, con conseguenze facilmente immaginabili, come ad esempio la dichiarazione di evacuazione di emergenza, il blocco dell’accesso all’edificio scolastico e l’arrivo di innumerevoli mezzi di pronto intervento, sia appartenenti alla polizia locale, sia alla polizia di stato. Ciò non toglie che oggi sono più di 800 le scuole dove questo applicativo è stato attivato.
Un’altra applicazione assai diffusa riguarda l’utilizzo di riconoscimento facciale per i familiari che vengono a ritirare i propri allievi, all’uscita dalla scuola.
Applicativi integrati, in grado di riconoscere volti, nonché comportamenti sospetti od anomali, come ad esempio la caduta di una persona, costano all’incirca 365 $ l’anno per telecamera, con possibilità di costanti aggiornamenti.
Un problema che è stato sollevato da più parti riguarda il fatto che i dirigenti degli istituti scolastici, che seguono questo approccio, non sempre si consultano preventivamente con i genitori degli allievi e questa situazione indubbiamente ha portato alla nascita di tensioni fra dirigenti e genitori.
Saremo lieti di conoscere il parere dei lettori su questa situazione e sulle possibilità che questi schemi possano essere recepiti anche nel nostro paese.
Adalberto Biasiotti
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
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Pubblica un commento
| Rispondi Autore: Flavio Paschetta | 09/03/2026 (10:21:35) |
| Buongiorno, come RSPP pluridecennale in ambito culturale e scolastico non posso che rispondere: "qualunque sia la domanda, l'educazione è la risposta". Sistemi come questi, per quanto economicamente insostenibili in funzione delle risorse al momento disponibili e con pesanti impicazioni di privacy, potrebbero (forse) avere effetti deterrenti nel breve periodo ma non sono certamente la soluzione del problema. La differenza come sempre la può fare solo la trasformazione profonda del comportamento delle persone, l'educazione, appunto. Soprattutto in un contesto scolastico non possono mai prevalere gli aspetti di controllo e punizione rispetto a quelli educativi. Non perché siamo "buonisti", semplicemente perché non funziona. | |
