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AI Act e D.Lgs. 179/2026: impatti e obblighi per la sicurezza sul lavoro
1. Il nuovo quadro normativo: dall’AI Act alla disciplina italiana
Il provvedimento, composto da 54 articoli ed entrato in vigore il 23 ottobre 2026, completa il quadro nazionale delineato dalla Legge 23 settembre 2025, n. 132, recante disposizioni e deleghe in materia di intelligenza artificiale.Il D.Lgs. 179/2026 definisce la ripartizione delle competenze tra le autorità nazionali coinvolte nell’attuazione e nella vigilanza sulla disciplina dell’intelligenza artificiale, delinea il quadro sanzionatorio e introduce disposizioni in ambiti rilevanti quali la sanità, la ricerca, la formazione professionale e l’organizzazione del lavoro, con particolare attenzione alla tutela dei lavoratori.
Per le figure tecniche e organizzative della prevenzione — datori di lavoro, Responsabili del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), HSE Manager e consulenti — assumono particolare rilievo le disposizioni relative all’impiego dell’IA nei processi decisionali aziendali, alle decisioni datoriali automatizzate e al coordinamento con gli obblighi di valutazione e gestione dei rischi previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro.L’introduzione di sistemi di IA nei processi aziendali, infatti, non riguarda soltanto l’innovazione tecnologica, ma può incidere sull’organizzazione del lavoro, sulle modalità di sorveglianza e controllo, sull’assegnazione delle mansioni e sui processi utilizzati per individuare e prevenire situazioni pericolose.
Diventa quindi essenziale comprendere quali obblighi derivino direttamente dal regolamento europeo, quali siano introdotti o specificati dalla normativa italiana e quali discendano dalla disciplina già vigente in materia di salute e sicurezza, in particolare dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
L’obiettivo è integrare l’utilizzo delle nuove tecnologie nel sistema aziendale di prevenzione, assicurando che i benefici dell’automazione non compromettano la sicurezza dei lavoratori, la trasparenza delle decisioni e la corretta individuazione delle responsabilità.
2. Intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro: opportunità e nuovi rischi
L’intelligenza artificiale può contribuire al miglioramento della prevenzione attraverso applicazioni quali il monitoraggio degli ambienti di lavoro, la manutenzione predittiva, l’analisi dei dati sugli infortuni, l’individuazione di anomalie operative e il supporto alle decisioni in materia di sicurezza.
Allo stesso tempo, l’impiego di questi sistemi può introdurre nuovi fattori di rischio: risultati inesatti, mancata individuazione di una situazione pericolosa, eccessivo affidamento sulle indicazioni automatizzate, difficoltà di comprensione dei processi decisionali e impatti sull’organizzazione del lavoro.
Per questo motivo, l’adozione dell’IA deve essere accompagnata da una valutazione delle sue effettive modalità di utilizzo, delle conseguenze sui lavoratori e delle misure necessarie a garantire un adeguato controllo umano.
Il principio fondamentale è che l’automazione non determina, di per sé, il trasferimento delle responsabilità datoriali al sistema tecnologico. Gli obblighi di valutazione dei rischi, organizzazione della prevenzione, informazione, formazione e adozione delle misure di sicurezza continuano a trovare applicazione secondo la normativa vigente.
Per i professionisti della prevenzione, la sfida consiste quindi nel coordinare i requisiti dell’AI Act e della disciplina nazionale con gli obblighi già previsti dal D.Lgs. 81/2008, valutando caso per caso gli effetti dell’introduzione dell’intelligenza artificiale e la necessità di aggiornare le misure di prevenzione aziendali.
3. Quali sono gli impatti dell’IA sulla sicurezza sul lavoro?
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale può interessare direttamente o indirettamente la prevenzione degli infortuni. Le conseguenze dipendono dalla tecnologia adottata e dal modo in cui questa viene integrata nell’organizzazione aziendale.Valutazione dei rischi e aggiornamento del DVR
Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresi quelli connessi all’evoluzione tecnologica e all’organizzazione del lavoro.L’introduzione di un sistema di IA richiede pertanto una verifica della valutazione dei rischi esistente. Tale verifica deve considerare, tra gli altri aspetti:- i rischi fisici derivanti dall’interazione tra lavoratori, macchine e sistemi automatizzati;
- gli eventuali errori del sistema e le conseguenze di previsioni o classificazioni non corrette;
- la possibilità che il sistema non rilevi tempestivamente una condizione pericolosa;
- l’affidabilità dei dati utilizzati e dei risultati prodotti;
- l’impatto della tecnologia sui carichi di lavoro, sull’organizzazione delle attività e sui fattori psicosociali;
- la possibilità per gli operatori di comprendere le indicazioni del sistema e intervenire quando necessario.
Sorveglianza e monitoraggio dei lavoratori
I sistemi di IA possono essere utilizzati per individuare comportamenti potenzialmente pericolosi, rilevare l’accesso a zone a rischio o analizzare le condizioni ambientali.Tuttavia, l’impiego di tali strumenti deve rispettare la normativa sulla protezione dei dati personali e, quando applicabile, l’art. 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300, relativo agli impianti audiovisivi e agli altri strumenti dai quali possa derivare anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.L’eventuale finalità di sicurezza non autorizza automaticamente qualsiasi forma di monitoraggio. Occorre verificare la base giuridica del trattamento, la necessità e proporzionalità delle misure adottate, gli obblighi informativi e le garanzie previste dalla normativa applicabile.Particolare attenzione deve essere riservata ai sistemi che elaborano dati biometrici o che producono valutazioni sul comportamento dei lavoratori.Riconoscimento delle emozioni
L’art. 5, paragrafo 1, lettera f), dell’AI Act vieta, con eccezioni circoscritte, l’immissione sul mercato, la messa in servizio o l’uso di sistemi di IA destinati a inferire le emozioni delle persone nei luoghi di lavoro e negli istituti di istruzione.Le eccezioni riguardano i sistemi destinati a essere utilizzati per motivi medici o di sicurezza, nei limiti stabiliti dalla disposizione europea.Questo divieto non deve essere confuso con un divieto generale di qualsiasi forma di monitoraggio. Allo stesso tempo, non può essere interpretato come un’autorizzazione generalizzata a utilizzare sistemi di riconoscimento delle emozioni ogni volta che un’azienda dichiari una finalità di sicurezza.La liceità dell’applicazione deve essere valutata sulla base della sua effettiva finalità, delle caratteristiche tecniche e delle condizioni previste dalla normativa.4. Supervisione umana e responsabilità del datore di lavoro
Uno dei principi fondamentali nell’impiego dell’intelligenza artificiale consiste nel mantenere un adeguato controllo umano sui sistemi, in funzione del rischio e della destinazione d’uso.Per i sistemi ad alto rischio, l’AI Act prevede specifici requisiti di supervisione umana. Le persone incaricate devono disporre delle competenze, della formazione e dell’autorità necessarie per comprendere i limiti del sistema e intervenire quando opportuno.In ambito lavorativo, ciò può tradursi nella necessità di definire procedure che consentano di:- verificare le segnalazioni prodotte dal sistema;
- riconoscere eventuali risultati anomali o inaffidabili;
- evitare che decisioni rilevanti per la sicurezza siano assunte sulla base di indicazioni automatizzate non adeguatamente verificate;
- interrompere o modificare il funzionamento del sistema quando ciò sia necessario e tecnicamente possibile;
- segnalare malfunzionamenti e situazioni di pericolo.
5. Formazione e competenze dei lavoratori
L’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale richiede di valutare anche le competenze delle persone che li utilizzano o che possono essere interessate dai loro risultati.L’art. 4 dell’AI Act prevede, per i fornitori e i deployer, l’adozione di misure dirette a garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di IA, tenendo conto delle conoscenze, dell’esperienza, della formazione delle persone coinvolte e del contesto di utilizzo.Questa disposizione deve essere coordinata con gli obblighi di informazione, formazione e addestramento previsti dal D.Lgs. 81/2008.In concreto, la formazione dovrebbe permettere ai lavoratori e ai responsabili di comprendere:- le finalità del sistema e i suoi limiti;
- il significato delle segnalazioni e degli indicatori prodotti;
- le modalità per riconoscere possibili errori;
- le procedure da seguire in caso di malfunzionamento;
- le modalità per segnalare situazioni pericolose;
- le responsabilità e i limiti del proprio ruolo.
6. Sanzioni e responsabilità delle imprese
Il mancato rispetto della normativa sull’intelligenza artificiale può comportare conseguenze amministrative e, nei casi previsti dalla legge, ulteriori forme di responsabilità.L’art. 99 dell’AI Act stabilisce un regime sanzionatorio articolato, con massimali diversi in funzione della violazione. Per alcune categorie di infrazioni sono previsti importi fino a 35 milioni di euro o, per le imprese, fino al 7% del fatturato mondiale annuo totale dell’esercizio precedente, se superiore.Per altre violazioni sono previsti massimali inferiori, tra cui quelli fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale annuo e fino a 7,5 milioni di euro o all’1%, secondo le specifiche disposizioni applicabili.Questi importi rappresentano massimali sanzionatori per determinate fattispecie: non sono sanzioni automatiche applicabili indistintamente a ogni inosservanza. Per individuare il trattamento sanzionatorio concreto occorre verificare la disposizione violata, il soggetto responsabile, le circostanze del caso e le regole applicabili alla categoria di impresa interessata.Anche le disposizioni nazionali devono essere esaminate puntualmente per individuare le competenze delle autorità e le eventuali ulteriori conseguenze previste dall'ordinamento italiano.Responsabilità ai sensi del D.Lgs. 231/2001
La possibile responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001 richiede una verifica specifica delle fattispecie di reato espressamente incluse nel decreto e delle condizioni previste dalla disciplina.Non è sufficiente che una condotta violi l’AI Act perché ne derivi automaticamente la responsabilità dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001.Prima di indicare nuovi reati presupposto, numeri di articoli, intervalli di quote o sanzioni interdittive, è necessario verificare il testo ufficiale della disposizione nazionale che eventualmente modifica il decreto e il relativo regime applicabile.Per le aziende, resta comunque opportuno verificare se l’utilizzo dell’IA incida sui rischi già mappati nel modello di organizzazione, gestione e controllo e se siano necessari aggiornamenti delle procedure interne, dei controlli e dei flussi informativi.7. Scadenze di applicazione dell’AI Act
Gli obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689 non diventano tutti applicabili nello stesso momento. Il calendario è articolato e deve essere letto alla luce delle disposizioni transitorie e delle eventuali modifiche legislative successive.Il Regolamento (UE) 2026/1744 ha modificato alcune scadenze relative ai sistemi di IA ad alto rischio. Per i sistemi interessati dalle nuove disposizioni, il calendario aggiornato prevede, in particolare:- il 2 dicembre 2027 per i sistemi ad alto rischio riconducibili all’Allegato III;
- il 2 agosto 2028 per i sistemi ad alto rischio connessi ai prodotti disciplinati dall’Allegato I.
8. Indicazioni operative per le aziende
Per gestire correttamente l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro, è opportuno adottare un percorso organizzato, proporzionato ai rischi e documentato.Le principali attività da considerare sono:- Censire i sistemi di IA utilizzati. Identificare le applicazioni, le finalità, i soggetti coinvolti e le modalità con cui i sistemi incidono sui processi lavorativi.
- Verificare la classificazione normativa. Stabilire se il sistema rientra tra le pratiche vietate, i sistemi ad alto rischio o altre categorie disciplinate dall’AI Act.
- Valutare i rischi per la salute e la sicurezza. Esaminare gli effetti della tecnologia sulle attività lavorative, sulle macchine, sugli ambienti e sui comportamenti degli operatori.
- Verificare l’adeguatezza del DVR. Individuare se siano necessari aggiornamenti della valutazione dei rischi e delle misure di prevenzione.
- Definire la supervisione umana. Stabilire chi controlla il sistema, quali decisioni possono essere affidate all’automazione e come intervenire in caso di errore o pericolo.
- Pianificare informazione e formazione. Assicurare che le persone coinvolte conoscano le funzioni, i limiti e le procedure di sicurezza pertinenti.
- Verificare la protezione dei dati personali. Controllare la liceità dei trattamenti, le informazioni fornite ai lavoratori e gli eventuali obblighi previsti dalla disciplina sulla protezione dei dati e sul controllo a distanza.
- Riesaminare procedure e responsabilità. Coordinare le misure di prevenzione con i processi aziendali, i controlli interni e, ove pertinente, il modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
- Monitorare gli aggiornamenti normativi. Verificare periodicamente l’evoluzione delle disposizioni europee e nazionali e adeguare le misure aziendali quando necessario.
9. Conclusioni
L’intelligenza artificiale può offrire opportunità significative per la prevenzione degli infortuni e il miglioramento delle condizioni di lavoro, ma la sua introduzione deve essere accompagnata da un’attenta valutazione dei rischi e da un’organizzazione adeguata delle responsabilità.L’ AI Act, e la normativa nazionale introducono obblighi specifici in funzione delle caratteristiche dei sistemi e del loro utilizzo. Questi obblighi si affiancano alla disciplina generale sulla salute e sicurezza sul lavoro, senza sostituire i doveri già previsti per il datore di lavoro e per gli altri soggetti del sistema di prevenzione.Non tutti i sistemi di IA richiedono le medesime misure, né ogni nuova applicazione comporta automaticamente un aggiornamento formale del DVR. È tuttavia necessario verificare gli effetti della tecnologia sulle condizioni di lavoro e intervenire quando emergano nuovi rischi o cambiamenti rilevanti.Per le aziende, la priorità consiste quindi nell’adottare un approccio documentato e proporzionato, che integri conformità normativa, valutazione dei rischi, formazione, supervisione umana e controllo dell’efficacia delle misure adottate.L’intelligenza artificiale può diventare uno strumento utile per la sicurezza sul lavoro soltanto se viene utilizzata all’interno di un sistema di prevenzione consapevole, nel quale le decisioni e le responsabilità restano chiaramente definite.<DECRETO LEGISLATIVO 7 ottobre 2026, n. 179 - Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull'intelligenza artificiale, in materia di poteri delle Autorita' nazionali e di utilizzo dell'intelligenza artificiale nella formazione.
RXY
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