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Relazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: gli orientamenti futuri
Brescia, 31 Lug – Secondo il nuovo articolo 14-bis ( legge 13 dicembre 2024, n. 203) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 entro il 30 aprile di ogni anno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali rende comunicazioni alle Camere sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro, con riferimento all’anno precedente.
Tuttavia, la relazione non contiene solo gli interventi adottati nel 2025 in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro, ma anche gli orientamenti strategici e normativi per il 2026.
Dopo aver già presentato la precedente relazione del 2024 torniamo, dunque, a soffermarci sulla nuova “ Relazione sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro (Anno 2025)” presentata dalla Ministra Marina Elvira Calderone e trasmessa alla Presidenza della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica il 30 aprile 2026.
Se in precedenti articoli ci siamo soffermati sugli interventi già realizzati, sulla strategia nazionale 2026-2030 e sulle novità normative del 2025, oggi vediamo di raccogliere alcune indicazioni sulle attività e gli orientamenti per il 2026 con particolare riferimento ai seguenti argomenti:
- Relazione sullo stato della sicurezza: orientamenti strategici e vigilanza
- Relazione sullo stato della sicurezza: nuove tecnologie e formazione
- Relazione sullo stato della sicurezza: attuazione normativa
Relazione sullo stato della sicurezza: orientamenti strategici e vigilanza
Il capitolo 9 (“Interventi, orientamenti e programmi”) della relazione sottolinea che gli orientamenti strategici e i programmi per l’anno 2026, “si collocano all’interno del quadro sistemico introdotto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e delle successive modifiche e integrazioni, con particolare riferimento alle misure approvate nel biennio 2024‑2025”.
In questo senso l’azione programmatoria per il 2026 si colloca “in un quadro di forte continuità con le misure adottate nel 2025 e trova fondamento sia nell’attuazione del decreto‑legge 31 ottobre 2025, n. 159, sia nelle linee strategiche definite con la Strategia nazionale 2026-2030”.
L’obiettivo complessivo è “rafforzare in modo stabile e coerente il sistema di prevenzione, vigilanza, formazione e responsabilità, garantendo una tutela sempre più efficace dei lavoratori e promuovendo un approccio integrato alla sicurezza, fondato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e parti sociali”. E per quanto concerne il rafforzamento strutturale della prevenzione e della vigilanza il Governo “proseguirà nell’attività di promuovere il potenziamento dell’apparato di controllo e di assicurare piena operatività degli strumenti di qualificazione e monitoraggio introdotti nel 2025”.
In particolare, “proseguiranno:
- l’implementazione della patente a crediti, destinata ad estendersi progressivamente ai comparti a più alta incidenza infortunistica, insieme al rafforzamento dei poteri ispettivi e alla revisione delle misure di sospensione;
- la messa a regime del badge di cantiere, quale strumento di tracciabilità nelle filiere complesse, soprattutto nei settori appalti e subappalti;
- l’incremento del personale ispettivo, con l’avvio delle assunzioni previste per il triennio 2026‑2028 per INL e il contingente dei Carabinieri per la tutela del lavoro;
- lo sviluppo del sistema informativo di vigilanza (MiniSINP Vigilanza) e l’aggiornamento del SINP”.
Relazione sullo stato della sicurezza: nuove tecnologie e formazione
Si indica poi che nel contesto della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, “l’utilizzo delle nuove tecnologie, ed in particolare dell’ intelligenza artificiale”, rappresentano “senza dubbio un valido e necessario alleato, offrendo strumenti sempre più adeguati e sofisticati per monitorare e gestire i rischi in modo puntuale ed efficace, nonché per assolvere ad una funzione predittiva, volta ad evitare il manifestarsi di eventi infortunistici”.
Partendo da questa considerazione “proseguiranno le attività progettuali in materia”.
A questo proposito si fa riferimento:
- ai lavori del Progetto "Il metaverso per la sicurezza sul lavoro”, che “si propone di sfruttare la tecnologia del Metaverso per consentire al lavoratore di sviluppare degli automatismi comportamentali da azionare in caso di pericolo e per sperimentare gli effetti di un comportamento errato. Il progetto è diretto a disegnare una piattaforma digitale in grado di offrire all’utenza interessata, mediante l’integrazione delle tecnologie immersive (metaverso) e delle neuroscienze, la possibilità di sperimentare, in ambienti di lavoro ad alto rischio, riprodotti con l’uso delle suddette tecnologie, le effettive conoscenze e la risposta emotiva rispetto a situazioni di pericolo simulate, con lo scopo di sensibilizzare i lavoratori sui temi della sicurezza sul lavoro, al fine di ridurre il numero di incidenti attraverso l’impiego dei più moderni strumenti digitali ad oggi disponibili”;
- ad un progetto, le cui attività proseguiranno nel 2026, “finalizzato alla creazione di una app, messa a disposizione di lavoratori e imprese da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che consenta agli interessati di chiedere informazioni sulla sicurezza; l’intelligenza artificiale, ‘allenata’ sulle normative di settore, fornirà dapprima un riassunto rapido, e poi un approfondimento di dettaglio, consentendo anche agli ‘addetti ai lavori’ di disporre di una lista di raccomandazioni/indicazioni da seguire per implementare le condizioni di sicurezza e, in pari tempo, migliorando processi e condizioni lavorative a supporto degli ispettori”.
Nella relazione della Ministra si indica poi che il Governo “non si fermerà con le attività di promozione e sviluppo della cultura della prevenzione e della sicurezza. Si proseguirà con la valorizzazione della formazione come strumento essenziale per migliorare i comportamenti di sicurezza, uniformare gli standard e contrastare l’ingresso nel mercato di soggetti formatori non qualificati”. E nel 2026 si “darà attuazione:
- ai criteri di accreditamento dei soggetti formatori, da adottare in Conferenza Stato‑Regioni;
- al completamento delle FAQ interpretative relative all’ Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025;
- al consolidamento dei programmi dedicati ai giovani, tra cui il nuovo Protocollo sulla formazione scuola‑lavoro, il concorso “Salute e sicurezza…insieme!” e l’implementazione dei moduli formativi innovativi (realtà aumentata, gaming, simulazioni immersive)”.
Sarà poi “rafforzato il ruolo della cultura della prevenzione e della sicurezza attraverso la diffusione di strumenti semplificati per le PMI, il sostegno ai modelli di gestione certificati e l’ampliamento delle iniziative rivolte ai settori a più elevata esposizione al rischio”. E si affronteranno “le nuove sfide poste dalle trasformazioni tecnologiche, organizzative e climatiche. Tra le azioni prioritarie per il 2026 figurano:
- la piena attuazione delle disposizioni INAIL in materia di premialità, con la revisione delle aliquote di oscillazione in bonus e la destinazione di risorse specifiche alle imprese della Rete del lavoro agricolo di qualità;
- il potenziamento dei protocolli di prevenzione tecnologica, includendo i DPI intelligenti, la sensoristica avanzata, l’uso della realtà aumentata e le sperimentazioni per la gestione dei rischi meteo‑climatici;
- l’ampliamento dei finanziamenti alle imprese e il rafforzamento delle misure per agricoltura, costruzioni, logistica e ristorazione;
- l’attuazione dei protocolli con i grandi gruppi industriali e con le parti sociali, con specifici focus su stress lavoro‑correlato, near miss, gestione del calore e riduzione degli eventi mortali”.
Inoltre, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali “si è fatto promotore dell’organizzazione di una campagna straordinaria di comunicazione, incentrata sulla materia della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che vedrà impegnati, nel 2026, oltre al Ministero stesso, anche i principali soggetti istituzionali (INL e INAIL)”.
Relazione sullo stato della sicurezza: attuazione normativa
Veniamo anche al lavoro normativo.
Si indica che, per quanto riguarda l’attuazione normativa, proseguiranno fino alla definitiva approvazione i lavori “relativi a:
- Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle imprese e del made in Italy, di cui all’articolo 16-quinques, del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215, volto ad individuare i criteri e le modalità di attuazione dell’Anagrafe nazionale dei serbatoi di GPL (ANSO) istituita presso l’INAIL.
- Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute, sentiti l’INAIL, l’ISS, l’ISIN e il Garante per la protezione dei dati personali, di cui all’articolo 126, decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, finalizzato a stabilire le modalità e i criteri di costituzione, alimentazione e gestione dell'Archivio nazionale dei lavoratori esposti alle radiazioni ionizzanti, nonché le modalità di accesso al predetto archivio da parte dell'ISIN, delle altre autorità di vigilanza e delle amministrazioni dello Stato interessate per le specifiche finalità istituzionali. Per tale provvedimento, già in fase avanzata di definizione l’anno scorso, occorre far riferimento all’importante attività di condivisione che è stata realizzata nel corso del 2025 e che ha visto il coinvolgimento dei diversi stakeholders.
- Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di cui all’articolo 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, come modificato dall’articolo 29, comma 1, lettera a), decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito con modificazioni dalla legge 29 aprile 2024, n. 56, per l’individuazione delle violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro nonché di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che costituiscono cause ostative al godimento dei benefici normativi e contributivi (vedi articolo “ Decreto 78/2026: violazioni che bloccano i benefici normativi e contributivi”).
- Decreto per l’individuazione delle modalità di esclusione dal riconoscimento del bonus delle aziende che abbiano riportato negli ultimi due anni sentenze definitive di condanna per violazioni gravi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, di articolo 1, comma 4, del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159.
- Decreto per l’individuazione delle imprese con attività a rischio più elevato di cui all’articolo 3, commi 2 e 6 del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159.
- Decreto per l’individuazione dei termini e delle modalità di attuazione delle attività di vigilanza in materia di appalto e subappalto di badge di cantiere e di patente a crediti, nonché di monitoraggio dei flussi della manodopera anche mediante l'impiego di tecnologie e delle informazioni trattate, di cui all’articolo 3, comma 3, decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159.
- Decreto per l’adozione delle linee guida per l’identificazione, il tracciamento e l’analisi dei mancati infortuni da parte delle imprese con più di quindici dipendenti, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 15, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159.
- Decreto per l’individuazione delle modalità attraverso le quali le imprese comunicano i dati aggregati relativi agli eventi segnalati come mancati infortuni e le azioni correttive o preventive intraprese per il miglioramento della sicurezza, nonché i criteri utili alla predisposizione annuale di un rapporto di monitoraggio nazionale sui mancati infortuni, anche ai fini della definizione di interventi formativi e di sostegno tecnico alle imprese, di cui all’articolo 15, comma 1, secondo periodo, del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159.
Rimandiamo alla lettura integrale della relazione che riporta altre indicazioni sui lavori connessi ai fondi per i programmi di screening e di prevenzione delle malattie cardiovascolari e oncologiche (legge 30 dicembre 2024, n. 207), sull’aggiornamento delle linee guida recanti adeguamento delle Macchine agricole desilatrici, miscelatrici e/o trinciatrici e distributrici, sulla revisione della normativa in materia di ambienti confinati o sospetti d’inquinamento e sull’iter di adozione di un decreto “volto a superare le difficoltà connesse alla mancanza di criteri di scelta aggiornati e relativi a tutte le tipologie di DPI, fornendo alle aziende e ai lavoratori, nonché a tutti gli operatori del mercato, nuovi criteri per ciascun dispositivo previsto”.
Tiziano Menduto
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