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La sicurezza con le scaffalature porta pallet: come ridurre i rischi
Roma, 9 Dic – In diversi nostri articoli abbiamo affrontato i rischi a cui possono essere soggetti i lavoratori nell’utilizzo delle scaffalature porta pallet, i sistemi di stoccaggio progettati per immagazzinare unità di carico pallettizzate (oggetti da immagazzinare comprensivi del supporto necessario alla movimentazione).
Lo abbiamo fatto con particolare riferimento al contenuto di un documento Inail – dal titolo “ Scaffalature porta pallet. Guida tecnica per la scelta, l’uso e la manutenzione”.
Il documento - realizzato dal Dipartimento DIT dell’ Inail in collaborazione con ANIMA - riguarda, in particolare, le scaffalature porta pallet statiche (“utilizzate con attrezzature meccaniche di movimentazione a guida manuale”) e non solo presenta una ricca analisi dei possibili rischi, ma fornisce anche utili indicazioni sulla loro riduzione.
Ci soffermiamo oggi, con riferimento al contenuto del documento Inail, proprio sulla riduzione del rischio affrontando i seguenti argomenti:
- Le scaffalature porta pallet e la riduzione dei rischi
- Le scaffalature porta pallet e la protezione passiva
- Le scaffalature porta pallet: caduta di oggetti dall’alto e passaggi pedonali
Le scaffalature porta pallet e la riduzione dei rischi
Il documento indica che ai fini della riduzione del rischio “occorre individuare e attuare le adeguate misure di prevenzione e protezione per garantire il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza”. E devono essere “prioritariamente adottati provvedimenti di ordine tecnico-organizzativo e dispositivi di protezione collettiva”. E se non è possibile eliminare o ridurre a livello accettabile i rischi residui, devono essere utilizzati idonei dispositivi di protezione individuale (DPI).
Si segnala poi che, generalmente, la riduzione dei rischi connessi all’utilizzo delle scaffalature, in base alle diverse attività svolte, “può essere ottenuta attraverso la scelta di una scaffalatura idonea in relazione al sito, alle caratteristiche degli oggetti da immagazzinare, ai mezzi di movimentazione, all’attività lavorativa, attraverso il suo corretto utilizzo e con il rispetto scrupoloso di procedure e istruzioni adeguate”.
E questo presuppone, per il datore di lavoro:
- “la dettagliata individuazione delle caratteristiche che la scaffalatura deve possedere in base all’utilizzo e al sito di installazione
- la chiara e completa comunicazione al fornitore delle specifiche
- la individuazione di tutti i rischi delle attività lavorative nel magazzino
- l’informazione, la formazione e l’addestramento dei lavoratori e del PRSES”.
Ricordiamo che il PRSES è la “persona responsabile della sicurezza delle attrezzature di immagazzinaggio”, nominata dalla “Direzione del magazzino con la responsabilità di mantenere il funzionamento in sicurezza del sistema di stoccaggio del magazzino”
Il documento si sofferma anche su altri attori della sicurezza e indica che la riduzione dei rischi connessi all’ utilizzo delle scaffalature presuppone:
- per il fornitore:
- la fornitura di una scaffalatura progettata e realizzata nel rispetto delle specifiche fornite dal datore di lavoro e delle norme di progettazione
- per il PRSES:
- la frequenza dei corsi di formazione
- il controllo della sicurezza e dell’efficienza della scaffalatura mediante ispezioni pianificate e registrate e nel rispetto di un piano di manutenzione in accordo con le indicazioni del fornitore.
- la costante presenza nel luogo di lavoro per garantire interventi efficienti in caso di necessità
- la registrazione delle segnalazioni di anomalie nel registro dei controlli (o libretto della scaffalatura), ricevute dai lavoratori
- la verifica della gravità delle anomalie e la richiesta, se necessario, di un intervento di eliminazione delle stesse
- per il lavoratore:
- la frequenza dei corsi di formazione e addestramento in riferimento alla specifica mansione
- il rispetto delle procedure di lavoro stabilite dal Datore di lavoro e oggetto di formazione e addestramento specifici
- la segnalazione al PRSES delle anomalie riscontrate in fase di lavoro”.
Le scaffalature porta pallet e la protezione passiva
Il documento si sofferma poi su varie tipologie di protezione.
Ad esempio, si indica che la norma UNI EN 15635 “prescrive il collocamento di protezioni passive fissate esclusivamente a terra tramite tasselli, con altezza minima di 30 cm, sulle scaffalature nelle posizioni di testata, nelle corsie di circolazione sotto la scaffalatura e agli incroci delle corsie quando i mezzi di sollevamento cambiano direzione di marcia al fine di limitare il rischio di deformazione delle strutture e il loro collasso parziale o totale in caso di urto”.
Inoltre si consiglia di “proteggere tutti i montanti esposti al rischio di urto dei mezzi di movimentazione, adeguando di conseguenza la dimensione del corridoio di lavoro”. E si ricorda che le protezioni “sono progettate per assorbire gli impatti durante le operazioni di movimentazione delle unità di carico. Ai sensi della norma UNI EN 15512, devono essere evitati gli impatti sui montanti delle scaffalature grazie a una formazione appropriata dell’operatore e tramite l’adozione di misure di sicurezza, tra le quali si trova l’uso di protezioni”.
Nel documento sono presenti utili immagini esplicative.
Le scaffalature porta pallet: caduta di oggetti dall’alto e passaggi pedonali
Il documento riporta indicazioni anche sulle protezioni per la caduta di oggetti dall’alto.
Infatti, per prevenire la caduta delle unità di carico o parte di esse sugli operatori, “è necessario che le unità di carico siano compatte per esempio tramite filmatura, reggettatura o altro”. Ed è raccomandato “l’impiego di sistemi di contenimento, quali ad esempio:
- arresti posteriori per l’unità di carico, accessori concepiti come elementi di sicurezza per impedire eventuali cadute a causa di un’errata manovra dell’operatore. L’operatore deve prestare particolare attenzione a non urtare tali arresti posteriori, essendo consapevole che non si tratta di presidi capaci di resistere all’urto o alla spinta di un’attrezzatura meccanica di movimentazione che può trasmettere forze orizzontali talmente elevate da causare il ribaltamento della struttura;
- reti anticaduta posteriori, che devono essere correttamente dimensionate in rapporto alle dimensioni minime degli oggetti a rischio di caduta, o delle unità di carico stoccate”.
Il documento riporta altre indicazioni e fornisce informazioni anche sui passaggi pedonali e sui corridoi di servizio.
Si indica che i sottopassi per i pedoni e per le attrezzature meccaniche di movimentazione a guida manuale “devono essere dotati di dispositivi di protezione, abitualmente al primo livello di stoccaggio, per evitare che la merce stoccata cada dalla scaffalatura. Queste protezioni sono generalmente realizzate con reti metalliche orizzontali o ripiani”. E in caso di utilizzo di pallet o altri supporti fuori misura o di dubbia resistenza, “tra i correnti di carico possono essere montati piani metallici o reti elettrosaldate capaci di sostenere i carichi”. Mentre per pallet di profondità ridotta “possono essere montate apposite traverse”. Ed è raccomandabile che “le spalle di testata” adiacenti ai corridoi di transito “abbiano un’altezza tale da impedire la caduta dell’unità di carico posta sull’ultimo livello o delle merci stoccate”.
Il documento riporta anche utili informazioni sulle possibili regole di “corretto utilizzo degli spazi di manovra e di movimentazione come, per esempio, mantenere sgombri i corridoi di manovra e di servizio, mantenere condizioni di pulizia e illuminazione adeguati alle attività da svolgere, facilitare la collocazione delle unità di carico a terra mediante pitturazioni o segnaletica orizzontale a terra, eventualmente identificando ed evidenziando aree di stazionamento delle unità di carico di proporzioni definite e compatibili con la corretta gestione delle scaffalature”.
Rimandiamo alla lettura integrale del documento che in un allegato riporta molte immagini utili per comprendere le indicazioni fornite sulla sicurezza delle scaffalature porta pallet:
- Figura A-1: Scaffalature. Definizioni di layout
- Figura A-2: Esempi di unità di carico
- Figura A-3: Scaffalature porta pallet: denominazione componenti principali
- Figura A-4: Scaffalatura vista dal lato frontale con protezioni
- Figura A-5: Scaffalatura accessoriata
- Figura A-6: Scaffalatura vista dal corridoio di servizio.
Tiziano Menduto
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, “ Scaffalature porta pallet. Guida tecnica per la scelta, l’uso e la manutenzione”, a cura di Francesca Maria Fabiani, Luca Rossi e Silvia Maria Ansaldi (Inail DIT), Giuseppe Fabbri (Aisem ANIMA Confindustria – gruppo scaffalature industriali CISI) e Sabrina Cairoli (Aisem ANIMA Confindustria), realizzato in collaborazione con ANIMA (Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica Varia ed Affine); Collana Salute e Sicurezza, pubblicazione marzo 2024, edizione 2023 (formato PDF, 19.66 MB).
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