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Prevenzione incendi: i sistemi antincendio
In attesa dei decreti attuativi del Testo Unico relativi alla prevenzione incendi, riprendiamo la panoramica sulle protezioni antincendio e sulle normative vigenti con particolare riferimento al decreto del Ministro dellâinterno del 10 marzo 1998.
Abbiamo giĂ affrontato le protezioni antincendio di tipo attivo e passivo, le vie di uscita e ora ci occupiamo â con lâaiuto di un documento Ispesl dal titolo â Formazione antincendioâ â dei sistemi antincendio.
I sistemi di protezione antincendio sono relativi allo spegnimento automatico e/o manuale dâincendio, alla rivelazione e di allarme incendi e allâevacuazione dei fumi.
Impianti fissi di spegnimento automatico e/o manuale dâincendio
Sono quegli impianti che âtramite opportuni dispositivi (rivelatori dâincendio), intervengono automaticamente (ovvero manualmente) per lâestinzione di un incendio, fin dalle fasi inizialiâ. Sono denominati in funzione del tipo di estinguente utilizzato.
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Gli impianti ad acqua sono utilizzati per fuochi di âclasse Aâ (combustibili solidi) e si dividono a loro volta in sistemi a pioggia o a diluvio
Il sistema a pioggia o sprinkler è uno dei sistemi fissi di spegnimento dâincendio piĂš efficace e piĂš diffuso, spesso installato in âaree con elevate concentrazioni di persone (come alberghi, grandi magazzini ecc.), in depositi ed in genere dove lâ incendio può svilupparsi rapidamenteâ. Questo sistema ha la finalitĂ di individuare ed estinguere lâincendio fin dalle fasi iniziali e può essere:
- ad umido: caratterizzato dalla presenza costante dellâacqua nelle tubazioni, fino alle testine di erogazione;
- a secco: lâacqua è presente solo a monte della valvola di controllo; il sistema a secco è spesso âutilizzato quando lâimpianto si trova installato allâesterno di strutture edilizie ed in localitĂ dove le temperature risultano spesso prossime ovvero sotto lo 0°, per evitare possibili gelateâ.
Nello sprinkler ad una prestabilita temperatura gli erogatori automatici âsi aprono consentendo la fuoriuscita del getto dâacqua che urta violentemente contro un piattello detto âdistributoreâ, che per sua forma suddivide il getto in opportune goccioline creando âlâeffetto pioggiaââ.
I sistemi di spegnimento dâincendio âa diluvioâ risultano simili a quelli a pioggia, ma la âdifferenza sostanziale sta nel fatto che, mentre gli erogatori sprinkler si attivano individualmente, quelli installati negli impianti a diluvio si attivano tutti insieme (quando si apre la valvola automatica), scaricando lâacqua in tutti i locali protetti dal sistemaâ.
Gli impianti a schiuma sono invece utilizzati per lâestinzione dei fuochi di âclasse Bâ (liquidi infiammabili) e âlâeffetto sullâincendio avviene essenzialmente per soffocamento, in quanto la schiuma tende a disporsi sulla superficie del combustibile, separando questâultimo dallâariaâ.
Si ricorda che gli impianti a schiuma âper il loro regolare funzionamento devono disporre di:
- notevoli quantitĂ dâacqua;
- opportune riserve di liquido schiumogeno;
- idonei dispositivi per la distribuzione della schiumaâ.
Questi impianti âtrovano notevole applicazione nella protezione incendi nelle attivitĂ industriali e nei depositi di liquidi infiammabiliâ.
Gli impianti a polvere chimica sono âdi norma utilizzati per la protezione antincendio di luoghi a rischio dâincendio di modeste dimensioniâ: sono costituiti da âapparecchi pressurizzati (del tutto simili ad un estintore), contenenti la polvere chimica, che entra in funzione automaticamente in caso di incendioâ. Sono idonei per fuochi di classe âAâ, âBâ, âCâ e per quelli da apparecchiature elettriche in tensione.
Gli impianti ad anidride carbonica e ad estinguenti sostitutivi degli halon âsono ottimi estinguenti per fuochi di âclasse A, B e Câ e per apparecchiature elettriche sotto tensioneâ.
Trovano âidoneo utilizzo nei locali chiusi, in quanto lâeffetto dellâestinguente, per risultare efficace, deve raggiungere una sufficiente percentuale di saturazione della cubatura del locale da proteggereâ. Ad esempio vengono installati âin locali adibiti a archivi, magazzini, depositi, cabine elettriche, gruppi elettrogeni ecc., dove la presenza delle persone è generalmente saltuariaâ. Infatti questi impianti sono pericolosi per lâuomo, perchĂŠ âil sistema, per sua natura, togliendo ossigeno dallâaria, può dare notevoli problemi di respirazioneâ.
La loro installazione, nei luoghi dove è possibile la presenza di persone, deve essere accompagnata âda un opportuno dispositivo automatico di segnalazione acustica e/o ottica che informi, con congruo anticipo, le persone che potrebbero trovarsi nel locale di allontanarsi prima dellâintervento di scarica del gasâ.
Dunque deve essere predisposto un idoneo ritardo della scarica dellâestinguente âper permettere alle persone eventualmente presenti di abbandonare il locale in totale sicurezzaâ in seguito alla segnalazione acustica e/o ottica. Ă evidente che è necessario informare il personale appartenente allâarea di installazione del sistema sul comportamento da adottare nel caso in cui si attivi il dispositivo di allarme acustico dellâimpianto.
Dispositivi di rivelazione automatica e di allarme incendi
I rivelatori automatici di incendio sono quei âdispositivi destinati a rivelare, segnalare e localizzare automaticamente un principio dâincendio, ed hanno il fine di allertare, in tempo utile, le persone presenti, affinchĂŠ possano abbandonare lâarea senza pericoliâ. Questi dispositivi, collegati a sistemi di allarme, risultano consigliabili in quasi tutti i luoghi di lavoro, specialmente:
- âin aree non presidiate, come scantinati, magazzini, depositi, archivi ecc., e cioè dove un incendio può innescarsi ed estendersi senza poter essere individuato rapidamente;
- in strutture edilizie contenenti attivitĂ ricettive come alberghi, grandi magazzini, supermercati, ipermercati ecc.;
- in genere in tutte le aree a rischio dâincendioâ.
I sistemi di allarme acustico di emergenza (âa sirena/e, a campana/e, ad altoparlante/i ecc.â) devono essere realizzati âin modo che il segnale (allegato XXX del Decreto legislativo 81/2008):
- abbia un livello sonoro nettamente superiore al rumore di fondo, in modo da essere udibile, senza tuttavia essere eccessivo o doloroso;
- sia facilmente riconoscibile, specialmente in rapporto alla durata degli impulsi ed alla separazione fra impulsi e serie di impulsi, e distinguersi nettamente da altri segnali acustici e dai rumori di fondo.
Nei casi in cui il dispositivo può emettere un segnale acustico con frequenza costante e variabile, la frequenza variabile andrà impiegata per segnalare, in rapporto alla frequenza costante, un livello piÚ elevato di pericolo o una maggiore urgenza dell'intervento o dell'azione sollecitata o prescritta.
Le caratteristiche dei segnali luminosi sono invece indicate nellâallegato XXIX del D. Lgs. 81/2008. Lâallegato prescrive ad esempio che:
- la luce emessa da un segnale deve produrre un contrasto luminoso adeguato al suo ambiente, in rapporto alle condizioni d'impiego previste, senza provocare abbagliamento per intensitĂ eccessiva o cattiva visibilitĂ per intensitĂ insufficiente;
- la superficie luminosa emettitrice del segnale può essere di colore uniforme o recare un simbolo su un fondo determinato e il colore uniforme deve corrispondere alla tabella dei significati dei colori riportata allâallegato XXIV del medesimo decreto.
Anche riguardo ai segnali acustici e luminosi è necessario che il personale dellâazienda sia in grado di riconoscerne con immediatezza il significato e sia informato sul successivo comportamento da adottare.
Sistemi di evacuazione di fumo e calore
Gli evacuatori di fumo e calore (EFC) sono dei âsistemi automatici, ovvero manuali, che, installati sui soffitti o sulle coperture degli edifici commerciali o industriali, consentono la fuoriuscita dei fumi e dei gas di combustione dovuti allâ incendioâ.
Questi dispositivi hanno il fine di:
- âagevolare lâesodo delle persone presenti;
- agevolare lâintervento dei soccorritori;
- evitare, o ritardare, la fase di âflash overâ (incendio generalizzato)â.
Ispesl, â Formazione antincendioâ, redatto dal Dr. arch. Marcello Tambone e a cura del Servizio Prevenzione Protezione (formato PDF, 2.10 MB).
Tiziano Menduto
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Pubblica un commento
| Rispondi Autore: GRIFONE NUNZIO | 13/12/2012 (19:56:32) |
| Vorrei poter avere un commento su un impianto antincendio e spegnimento con eventuali soluzioni migliorative grazie | |
