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Lombardia: luoghi di lavoro ''a rischio''

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

31/01/2001

Presentato nel corso di un convegno l'andamento del fenomeno delle morti bianche. Iniziative nell'ambito della prevenzione.

Lombardia: luoghi di lavoro ''a rischio''

Presentato nel corso di un convegno l'andamento del fenomeno delle morti bianche. Iniziative nell'ambito della prevenzione.

Nel corso di un convegno, organizzato la scorsa settimana presso la Regione Lombardia, riguardo alla sicurezza nei luoghi di lavoro, e' stata illustrata l'analisi del fenomeno e sono emerse alcune iniziative volte ad arginarlo.

Una puntuale analisi del fenomeno e' stata realizzata mediante il ''1° Rapporto analitico relativo agli infortuni sul lavoro''.
Questa indagine, effettuata dalle ASL, ha raccolto i dati di tutti gli infortuni verificatisi sul territorio regionale nel corso del 1999.
Lo stesso lavoro di analisi verra' realizzato riguardo agli infortuni del 2000.
E' da rilevare che purtroppo, nei primi 8 mesi del 2000 si e' registrato un incremento degli infortuni (+2,4%), particolarmente rilevante per gli infortuni mortali, che hanno subito un aumento del 29% rispetto allo stesso periodo del 1999.

Secondo l'assessore alla sanita', il ''1° Rapporto analitico relativo agli infortuni sul lavoro'' e la realizzazione di un Registro regionale degli infortuni mortali, permetteranno di capire meglio dove investire risorse per la prevenzione. Tra le proposte avanzate dall'assessore, oltre alla lotta al lavoro nero, all'aumento dei controlli e ad una piu' severa normativa nell'ambito degli appalti, compaiono anche iniziative nell'ambito della formazione e dell'informazione.
La Regione predisporra' interventi mirati nell'ambito della prevenzione, previsti dal ''Progetto obiettivo sicurezza sul lavoro'' (58 miliardi all'anno per 3 anni).
Secondo l'assessore alla sanita', l'educazione alla sicurezza dovrebbe comparire anche nei programmi scolastici.

Di seguito riportiamo i dati diffusi sul sito della Regione Lombardia riguardo al '' '1° Rapporto analitico relativo agli infortuni sul lavoro''.

Sui 189 incidenti mortali avvenuti nel '99 in Lombardia e registrati dall'Inail come infortuni sul lavoro, secondo il rapporto regionale, 80 sono avvenuti nei luoghi di lavoro; 104 si sono verificati alla guida o a bordo di un mezzo di trasporto. I dati dell'Inail, raccolti prevalentemente a fini statistici e assicurativi, non distinguono la causa e il mezzo utilizzato, ma, secondo l'Unita' organizzativa di prevenzione dell'assessorato regionale alla Sanita', e' certo che almeno il 50 per cento di quelli considerati infortuni mortali sul lavoro sia rappresentato da incidenti stradali.

Gli 80 casi avvenuti negli ambienti di lavoro e nei cantieri sono stati oggetto di un'indagine effettuata dai Dipartimenti di prevenzione delle Asl.

CAUSE DI MORTE
La prima causa di morte e' risultata la 'caduta dall'alto' (26 infortuni pari al 32 per cento) seguita dallo 'schiacciamento' (21 infortuni 26,2 per cento). Gli altri infortuni sono invece causati da macchine, impianti, materiali. Il 50 per cento degli infortuni ha colpito lavoratori di eta' compresa tra i 35 e i 46 anni (40 casi); 13 nella fascia 15 -24 e 11 gli ultrasessantacinquenni, un'eta' nella quale purtroppo si continua a svolgere lavori a rischio elevato, quando le condizioni fisiche non sono le piu' adeguate.

SETTORI PIU' COLPITI
I settori piu' colpiti sono l'edilizia e la prefabbricazione (aree che pure hanno mostrato miglioramenti in questi ultimi anni) con 36 morti (45 per cento) seguiti dall'agricoltura con 11 morti (un dato particolarmente grave se si considera il basso numero di addetti in questo settore) e dal settore metalmeccanico con 7 morti.
La maggior parte degli incidenti mortali, 55 su 80 (pari al 68,7 per cento si concentra nella microimpresa (meno di 5 addetti) che costituisce tra l'altro la maggior parte del tessuto produttivo lombardo.
Una altro dato: solo 42 degli 80 morti nel '99 sono lavoratori dipendenti. I titolari di impresa sono stati 22 (27,5 per cento) o comunque non dipendenti (10 casi pari al 12,5 per cento). Appare quindi evidente che il problema riguarda anche gli artigiani e i lavoratori 'in proprio'.

LAVORO NERO
Un dato rilevato dai Dipartimenti delle Asl riguarda il lavoro 'nero' o comunque di dubbia regolarita': 6 casi hanno colpito lavoratori completamente irregolari e ben 8 lavoratori al 'primo giorno' di lavoro. Anche 6 lavoratori extracomunitari hanno perso la vita nel '99.

Le 80 inchieste delle Asl hanno avuto anche un risvolto giudiziario. In 58 casi sono state rilevate violazioni in materia di sicurezza, non solo rispetto alle 'nuove' norme introdotte di recente (legge 626 e 494), ma anche sulle 'vecchie' in vigore fin dagli anni '50.


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