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Gestione delle emergenze: l’importanza della formazione e della resilienza

Gestione delle emergenze: l’importanza della formazione e della resilienza
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

27/10/2020

Un intervento si sofferma sulla formazione come base della resilienza nella gestione delle emergenze. I livelli essenziali di assistenza, le criticità nella gestione delle emergenze non epidemiche e l’importanza della resilienza.

Gestione delle emergenze: l’importanza della formazione e della resilienza

Un intervento si sofferma sulla formazione come base della resilienza nella gestione delle emergenze. I livelli essenziali di assistenza, le criticità nella gestione delle emergenze non epidemiche e l’importanza della resilienza.

Bologna, 27 Ott – Come indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità si può definire emergenza ogni situazione in cui il personale e i mezzi disponibili in un determinato territorio siano insufficienti per l’attuazione di un efficace intervento sanitario. In questo senso le emergenze sono riguardano avvenimenti improvvisi e imprevedibili, che “richiedono un'azione decisa e immediata e che possono essere dovuti a cause epidemiche, naturali o tecnologiche”.

 

A ricordare come si possa definire un’emergenza e specialmente a sottolineare l’importanza della formazione nella gestione delle emergenze è un intervento, che si è tenuto prima dell’attuale emergenza COVID-19, al workshop “ La prevenzione del futuro tra conoscenza e partecipazione” (Bologna, 11 e 12 aprile 2019).

 

L’intervento - dal titolo “La formazione come base della resilienza. L’esperienza di Emervet” e a cura di Antonio Tocchio (Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva - SIMeVeP) – si sofferma sulle indicazioni relative ai livelli di assistenza (LEA) e sulla formazione nelle emergenze non epidemiche.

 

Questi i punti trattati nell’articolo:

  • La gestione delle emergenze e i livelli essenziali di assistenza
  • La resilienza e la formazione per gestire le emergenze

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La gestione delle emergenze e i livelli essenziali di assistenza

Nella relazione si ricorda che il 18 marzo 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017, un decreto che riporta i nuovi, rispetto alla precedente normativa, Livelli essenziali di assistenza (LEA), cioè le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini.

 

Con riferimento all’Allegato 1 (Prevenzione collettiva e sanità pubblica), Area di intervento B (Tutela della salute e della sicurezza degli ambienti aperti e confinati) il relatore si sofferma sul livello LEA B14 (programmi/attività – componenti principali – prestazioni):

 

 

I programmi e le relative prestazioni indicate “sono erogati in forma integrata tra sistema sanitario e agenzie per la protezione ambientale, in accordo con le indicazioni normative regionali nel rispetto dell’articolo 7 quinquies del decreto legislativo 502/1992”. Programmi che fanno riferimento alla gestione delle emergenze da fenomeni naturali o provocati (climatici, inquinamenti ambientali, disastri industriali, emergenze nucleari, biologiche, chimiche, radiologiche, …).

Si segnala che per ogni programma vengono indicate le “componenti principali” e “tali indicazioni, pur non avendo carattere specificamente vincolante, rappresentano fattori di garanzia per il raggiungimento degli obiettivi”. 

 

Tuttavia, riguardo alle prestazioni indicate nel LEA B14, il relatore ricorda che “l’esperienza insegna che se un servizio non funziona nella normalità è molto difficile che possa funzionare in emergenza”. E non sempre si ha conoscenza e consapevolezza “che il sistema sanitario nazionale, articolato nei suoi 21 sistemi regionali, è dal 1992 struttura operativa del sistema nazionale della protezione civile”.

 

Si indica poi che “le tematiche sanitarie che devono essere affrontate nella pianificazione e gestione dell'emergenza sono varie e molteplici anche se, abbastanza comunemente, il settore viene limitato alla medicina d'emergenza. In realtà, l'intervento sanitario in seguito a un disastro deve fare fronte ad una complessa rete di problemi che si inquadrano nell'ambito della medicina delle catastrofi e che prevedono la programmazione ed il coordinamento delle seguenti attività:

  • Primo soccorso e assistenza sanitaria
  • Interventi di sanità pubblica
  • Problematiche veterinarie”.

 

La relazione riporta poi alcune criticità (“idea dell’emergenza identificata nell’ambito sanitario quasi esclusivamente nei servizi di soccorso urgente 118 e conseguente minore attenzione da parte delle ASL nei confronti del Dipartimento di Prevenzione per tale argomento”) che portano ad una:

  • “diffusa scarsa consapevolezza fra gli stessi operatori del ruolo del Dipartimento di Prevenzione nel corso delle emergenze non epidemiche;
  • oggettiva difficoltà di mettere in campo operatori con preparazione specifica per assenza di formazione universitaria e post universitaria per la materia;
  • focalizzazione eccessiva sull’evento emergenziale e assenza/limitata attività di debriefing ed una generale scarsa circolazione di notizie ed informazioni”.    

 

La resilienza e la formazione per gestire le emergenze

Il relatore si chiede se, riguardo a queste prestazioni, siamo veramente preparati:

  • “Conosciamo i nostri territori con i loro pericoli e rischi correlati?
  • Conosciamo gli scenari di rischio?
  • Conosciamo nel dettaglio gli attori che intervengono nelle emergenze? Abbiamo rapporti con loro?
  • Abbiamo piani d’emergenza interni ed esterni con catena di comando e funzioni ben identificate e conosciute a tutto il personale? POS –Procedure Operative Standard-codificate e validate?
  • Il personale è adeguatamente formato?
  • Sono previste esercitazioni”?   

 

È insomma importante avere cognizione di cos’è e come si affronta una emergenza non epidemica.

 

Da questo punto di vista si indica che il concetto di formazione “ha molteplici significati ed e usato in diverse discipline; il significato base deriva da formare da cui dare una forma. Di conseguenza la formazione intesa come contributo e stimolo alla crescita della persona, della professione dei team, delle organizzazioni di lavoro profit e non, persegue lo sviluppo delle competenze secondo metodi comprovati ed efficaci”. 

 

Riguardo all’importanza della formazione nella gestione delle emergenze la relazione ricorda poi il significato di alcuni termini:

  • competenza: “capacità di padroneggiare situazioni complesse”;
  • resilienza: “la capacità di reagire di fronte a traumi, difficoltà, situazioni avverse di varia natura”. 

 

Si indica che la resilienza è, “non solo resistenza di fronte a un urto, a un danno, a una situazione avversa, ma anche e soprattutto la capacità di riuscire ad autoripararsi dopo questo evento critico e di sapersi riorganizzare in modo positivo, produttivo ed efficace, dopo aver vissuto e affrontato la situazione difficile”.

È dunque importante, in un’emergenza, resistere, “far fronte alle avversità e, poi, ricostruirsi, riorganizzarsi, riconfigurarsi in modo positivo, nonostante la difficoltà faccia pensare che tutto possa avere un esito negativo”. 

 

L’autore si sofferma poi sul lavoro dell’Associazione Nazionale di Volontariato di Protezione Civile (Emervet), braccio Operativo di Simevep, che ha portato avanti vari progetti formativi per creare una rete resiliente di operatori di Sanità Pubblica, “formati per essere rapidamente operativi in supporto a Enti e Istituzioni coinvolti nella gestione delle emergenze non epidemiche”.

 

Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale dell’intervento che riporta esempi di programmi di progetti formativi in materia.

 

 

RTM

 

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

“ La formazione come base della resilienza. L’esperienza di Emervet”, a cura di a cura di Antonio Tocchio (Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva - SIMeVeP), intervento al workshop nazionale “La prevenzione del futuro tra conoscenza e partecipazione” (formato PDF, 447 kB).

 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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