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Ustioni e soccorso

I Vigili del Fuoco, nel corso della loro attività, si trovano spesso di fronte a casi di persone ustionate.

Con una intervista ad un Ufficiale medico della Marina Militare, il periodico “Obiettivo Sicurezza” dei Vigili del Fuoco ha affrontato il tema delle ustioni: cause, livello di gravità, criteri guida per il trasferimento dei pazienti ustionati, interventi successivi.

La causa più frequente di ustioni, per la quale tra l’altro si registra il più alto tasso di mortalità, è legata all’esposizione a fonti di calore, fiamma viva o contatto con liquidi bollenti. “Quest’ultima – afferma l’ufficiale -, nei bambini di meno di 2 anni, è all’origine di quasi il 100% di questo tipo di patologie.”
Pentole bollenti lasciate sul fuoco senza protezione, liquidi caldi maneggiati con poca attenzione in presenza di bambini, ma anche una scorretta regolazione della temperatura dell’impianto dell’acqua calda domestica (rubinetti dai quali esce acqua bollente), possono causare gravissimi incidenti domestici.

Sulla gravità dell’ustione incidono numerosi parametri, tra i quali la zona colpita; di maggiore gravità è ritenuto l’interessamento delle seguenti zone: viso, genitali, orecchie, mani, piedi e grandi articolazioni.
Dopo aver illustrato le classificazioni delle ustioni (per profondità, estensione, zona del corpo interessata, età del paziente, agente causale), sono presentati i criteri guida, individuati dall’American Bum Association, per il trasferimento dei pazienti nei centri grandi ustionati, ad esempio i casi di ustione di II - III grado con interessamento di più del 10% della superfìcie corporea in soggetti con età inferiore a 10 anni o superiore ai 50 o di ustione di II - III grado con interessamento di più del 20% della superfìcie corporea in tutti gli altri soggetti.

“La regola fondamentale - afferma l’ufficiale - da seguire [per il pronto soccorso], sul luogo dell’incidente, su una vittima di una ustione da calore o dovuta ad agenti chimici od elettrici, deve essere l’allontanamento immediato dall’agente ustionante e nel contempo la valutazione delle condizioni cliniche del paziente sia da un punto di vista circolatorio che respiratorio.
Nelle ustioni da calore, che non interessano un’area di cute troppo estesa, un’importante misura di primo soccorso, da effettuarsi
nella prima mezz’ora, è il raffreddamento della cute lesa mettendola sotto l’acqua corrente fredda per almeno venti minuti, (tiepida, 25 C°, in caso di lesioni più diffuse): tale procedura permette di diminuire localmente la temperatura corporea, di fermare il processo patologico e di conseguenza di limitare il grado di profondità dell’ustione.”

Il dossier è consultabile qui.
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