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Quali sono i rischi per le persone che lavorano da sole?

Quali sono i rischi per le persone che lavorano da sole?
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Gestione emergenza ed evacuazione

22/07/2025

Una guida elvetica si sofferma sui rischi del lavoro in solitudine e presenta informazioni per i datori di lavoro e gli addetti alla sicurezza. Focus sugli esempi di attività in solitario e su alcuni rischi specifici.

Quali sono i rischi per le persone che lavorano da sole?

Una guida elvetica si sofferma sui rischi del lavoro in solitudine e presenta informazioni per i datori di lavoro e gli addetti alla sicurezza. Focus sugli esempi di attività in solitario e su alcuni rischi specifici.

Lucerna, 22 Lug – Nel mondo del lavoro, anche in relazione all’evoluzione tecnologica e i progressi della automazione, sono sempre di più i casi in cui le persone sono tenute a lavorare da sole.

Infatti il funzionamento di più macchine o impianti è affidato “sempre più spesso a una sola persona, specialmente nel settore della produzione”, dove per persona «tenuta a lavorare da sola» si intende “una persona alla quale non si può prestare immediatamente aiuto in caso di infortunio o di fronte a una situazione critica poiché, ad esempio, opera fuori dal contatto visivo o vocale con altre persone”.

 

Dunque, non solo, quando si lavora da soli, “aumentano le probabilità di commettere errori”, ma si rischia anche di “non ricevere un aiuto tempestivo in caso di infortunio o di fronte a una situazione critica”.

 

A ricordarlo, in questo termini, è una guida, prodotta già qualche anno fa da Suva, Istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, ma aggiornata nel maggio del 2025.

 

Il documento “I rischi del lavoro in solitudine. Guida per i datori di lavoro e gli addetti alla sicurezza” presenta, con riferimento alla normativa sulla sicurezza vigente in Svizzera, i requisiti obbligatori per le persone che lavorano da sole, per i posti di lavoro in solitario e i piani di emergenza. E si sofferma, come vedremo, anche più in generale sulle situazioni di rischio e le possibili emergenze.

 

 

Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:

  • Il lavoro in solitudine: esempi di attività affidate a una sola persona
  • Il lavoro in solitudine: il carico eccessivo e la mancanza di aiuto
  • L’indice del documento Suva


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Il lavoro in solitudine: esempi di attività affidate a una sola persona

La guida ricorda che nell’industria nonché nel settore terziario “si riscontra un numero sempre crescente di persone in imprese esterne che si trovano a lavorare da sole. A volte si tratta di persone che “svolgono la loro attività presso il cliente solo per un paio d’ore, ma ci sono anche casi in cui lavorano da sole tutto il giorno”.

 

Il documento riporta alcuni “esempi di attività che vengono affidate a una sola persona:

  • lavori da svolgere su linee di produzione automatizzate
  • operazioni da svolgere su attrezzature di lavoro (macchine, impianti, apparecchi, ascensori) in condizioni di esercizio particolare, come pulizia, controllo, configurazione e regolazione
  • lavori in depositi, cantine, magazzini esterni, celle frigorifere
  • lavori in centrali elettriche, impianti di incenerimento dei rifiuti e depurazione delle acque nonché in discariche
  • attività di laboratorio
  • lavori da svolgere in orario straordinario, su turni, con orario flessibile, durante il fine settimana
  • giri d’ispezione all’interno di impianti di vaste dimensioni o controlli nelle aziende al di fuori del normale orario di lavoro e durante le ferie annuali
  • lavori da svolgere nella zona dei binari degli impianti ferroviari
  • lavori di installazione presso i clienti”
  • attività di “facility management”.

 

Il lavoro in solitudine: il carico eccessivo e la mancanza di aiuto

Riguardo ai pericoli specifici, la guida fa riferimento, ad esempio, al carico eccessivo della persona tenuta a lavorare da sola.

 

Si indica che la mancanza di contatto con gli altri lavoratori “può aumentare considerevolmente il rischio di infortunio”. E questa condizione di solitudine “può a sua volta causare uno stress psichico (sensazione di isolamento, paura)”.

 

Inoltre “di fronte a eventi eccezionali, le persone che lavorano da sole possono sentirsi sotto pressione a livello fisico, mentale o psichico (mancanza di assistenza, disorientamento). In queste situazioni di stress, per la persona tenuta a lavorare da sola c’è un maggior rischio di prendere decisioni sbagliate, di commettere errori o improvvisare in modo pericoloso”.

 

Un altro aspetto, citato anche in apertura di articolo, è la “mancanza di aiuto in caso d’infortunio o di situazione critica”.

 

Si indica che “quasi tutti i lavori comportano dei pericoli” e che molte attrezzature di lavoro “celano pericoli che possono causare un infortunio”. Normalmente si presume che in caso di infortunio o di fronte a una situazione critica “vi sia la possibilità di prestare un aiuto immediato, che però, per chi lavora da solo, non è più garantito”.

 

E, in mancanza di aiuto tempestivo, “le conseguenze di un infortunio o di una situazione critica possono peggiorare notevolmente”.

Si è di fronte a una «situazione critica» quando, ad esempio, “una persona non riesce più a uscire da una cella frigorifera con le proprie forze”: “questa persona non ha riportato necessariamente delle lesioni, ma ha bisogno di un aiuto immediato”.

 

Dunque, nei luoghi di lavoro, in caso di persone tenute a lavorare da sole, “mediante un’organizzazione di allarme e apparecchi adeguati (ausili), occorre garantire che una richiesta di aiuto giunga ai soccorritori in modo tempestivo e sicuro”.

 

L’indice del documento Suva

Concludiamo riportando l’indice del documento elvetico “I rischi del lavoro in solitudine. Guida per i datori di lavoro e gli addetti alla sicurezza”.

 

1 Panoramica

 

2 Introduzione

 

3 Requisiti relativi alle persone tenute a lavorare da sole

3.1 Idoneità psichica

3.2 Idoneità fisica

3.3 Idoneità intellettuale

3.4 Fattori psicosociali

 

4 Pericoli specifici dei posti di lavoro occupati da una persona sola

4.1 Carico eccessivo della persona tenuta a lavorare da sola

4.2 Mancanza di aiuto in caso d’infortunio o di situazione critica

 

5 Come si determina una situazione di pericolo

5.1 Team di valutazione

5.2 Matrice di valutazione

 

6 Sorveglianza della persona tenuta a lavorare da sola

6.1 Campi 1 della matrice di valutazione

6.2 Campi 2 della matrice di valutazione

6.3 Campi 3 della matrice di valutazione

6.4 Campi 4 della matrice di valutazione

 

7 Piano di emergenza

7.1 Campi 1 della matrice di valutazione

7.2 Campi 2 della matrice di valutazione

7.3 Campi 3 della matrice di valutazione

7.4 Campi 4 della matrice di valutazione

 

8 Istruzione della persona tenuta a lavorare da sola

 

9 Lavori regolamentati da disposizioni particolari

 

10 Esempi

10.1 Accesso a un silo di sabbia

10.2 Giro d’ispezione di operai addetti a impianti di depurazione

10.3 Operatori macchina

10.4 Personale d’ufficio

 

11 Ulteriori pubblicazioni

 

 

 

N.B.: Se i riferimenti legislativi e le indicazioni del documento di Suva riguardano la realtà elvetica, le informazioni riportate possono essere comunque utili per migliorare la prevenzione di tutti gli operatori.

 

 

 

 

Tiziano Menduto

 

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Suva, Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni, “I rischi del lavoro in solitudine. Guida per i datori di lavoro e gli addetti alla sicurezza”, aggiornamento maggio 2025.

 



Creative Commons License Licenza Creative Commons

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Rispondi Autore: GIUSEPPE GRILLO "Peppone". immagine like - likes: 0
24/07/2025 (16:26:04)
A proposito dei "rischi del lavoro in solitudine" in relazione al primo soccorso (art. 45 del DLgs 81/08), partecipo questi articoli per una riflessione Collettiva. Potreste, come "Punto Sicuro", scrivere in merito a questa problematica che interessa tanti lavoratori ferrovieri e tanti viaggiatori.

Tutti sanno che il Sistema del pronto soccorso ai lavoratori a bordo treno e ai viaggiatori è assicurato fino a quando il "Macchinista Solo" stà in salute. Il treno, pur mantenendo il proprio percorso, trasporta la persona che ha necessità di soccorso medico verso il mezzo di soccorso pubblico contribuendo, di conseguenza, ad abbreviare i tempi necessari per l’intervento sanitario di emergenza. Che succederebbe al Sistema del pronto soccorso se quel "Macchinista solo" dovesse avere un malore improvviso durante la condotta del treno?

La "Contrattazione" non DEVE mai invadere il territorio dei "Diritti indisponibili" dei Lavoratori, quali sono la loro salute, la loro sicurezza, la loro Vita.
In ferrovia una "contrattazione miope da anni ha invaso quel territorio dei "Diritti indisponibili" dei Macchinisti ferrovieri, riguardo alla problematica in oggetto.

Ricordo quel 16 ottobre 2010 quando l’ex Segretario Generale della CGIL Guglielmo Epifani, sui “Diritti Indisponibili”, da Piazza S. Giovanni in Roma si esprimeva così:

“Ci sono dei Diritti che non sono “Disponibili” né per noi né per gli altri, perché sono Diritti dei LA – VO – RA – TO – RI e neanche delle Organizzazioni Sindacali, questa è la verità”.

E' vero, la responsabilità penale è individuale nel nostro "Bel paese". I dirigenti sindacali che continuano a fare gli struzzi, tenendo la testa nella sabbia, sono i responsabili Morali su questo "muro di gomma Istituzionale/aziendale/sindacale.
Cara Redazione di Punto Sicuro, volete anche voi contribuire ad abbattere questo "muro di gomma" Istituzionale/aziendale/sindacale?

La Storia ci ha insegnato che i muri, anche il più duro resistente/resiliente, prima o poi verranno abbattuti.

Buona Vita
GG

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