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Come gestire i dispositivi di protezione individuale nei luoghi di lavoro?
Roma, 25 Mar – Come ricordato nell’articolo 77 del D. Lgs. 81/2008, che presenta gli obblighi dei datori di lavoro relativi ai dispositivi di protezione individuale, il datore di lavoro deve mantenere in efficienza i DPI e deve assicurare le condizioni d’igiene, ‘mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante’.
Inoltre, con riferimento alle modifiche che il DL 159/2025 ha apportato al D.Lgs. 81/2008, è necessaria anche una particolare attenzione agli indumenti di lavoro. L’obbligo indicato sopra ‘si applica anche per specifici indumenti di lavoro che assumono la caratteristica di DPI, previa loro individuazione attraverso la valutazione dei rischi’.
Per avere qualche informazione generale sulla manutenzione e, più in generale, sulla gestione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) possiamo tornare a sfogliare un documento prodotto nel 2024 dalla Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza (CTSS) dell’ Inail e curato da Annalisa Guercio (Inail, Direzione generale Ctss).
Nel documento “ Salute e Sicurezza per gli Operatori della raccolta dei rifiuti e dell'igiene urbana” il paragrafo (4.2) sui “Sistemi di protezione” riporta, oltre a informazioni generali sui DPI, con particolare riferimento al settore dell’ igiene urbana, anche utili indicazioni sulla gestione dei dispositivi di protezione individuale.
L’articolo, con riferimento al contenuto del documento Inail, si sofferma sui seguenti argomenti:
- Dispositivi di protezione individuale: la gestione dei DPI
- Dispositivi di protezione individuale: le procedure di gestione
- Dispositivi di protezione individuale: gli agenti biologici e il lavaggio dei DPI
Dispositivi di protezione individuale: la gestione dei DPI
Nella parte del paragrafo 4.2 dedicata agli aspetti gestionali si indica che con gestione dei DPI si intende:
- “identificazione e scelta;
- approvvigionamento, conservazione, dotazione, lavaggio, manutenzione, uso e corretto utilizzo, registrazione, sostituzione, riconsegna al termine dell’utilizzo;
- informazione, formazione e addestramento sull’ uso dei DPI”.
In considerazione delle specifiche attività del settore dell’ igiene urbana, “la gestione si estende anche a:
- indumenti-DPI: abbigliamento con caratteristiche tali da proteggere il lavoratore da determinati rischi (es. indumenti ad alta visibilità, indumenti contro il rischio elettrico);
- abbigliamento di lavoro: indumenti di lavoro ordinari non specificatamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore (denominato anche vestiario)”.
In particolare, l’obiettivo della gestione consiste nel garantire:
- “efficacia protettiva;
- possesso e mantenimento dei requisiti normativi e tecnici;
- lavaggio, manutenzione e controllo dell’indumento;
- prevenzione da contaminazioni crociate, insorgenza e diffondersi di patologie causate da attività di pulizia non adeguate”.
Dispositivi di protezione individuale: le procedure di gestione
Riguardo sempre alla gestione di questi dispositivi, il documento indica che sarà opportuno “stabilire e mantenere aggiornate procedure relative a:
- catalogo dei DPI contenente specifiche tecniche, materiali e tessuti, marcatura CE, modalità di utilizzo, pulizia e manutenzione, eventuali accessori e pezzi di ricambio, le classi di protezione in funzione dei diversi tipi di rischi e i limiti di utilizzo di ogni dispositivo;
- assegnazione dei DPI e dell’abbigliamento da lavoro contenente le modalità per il prelievo dal magazzino e la consegna/assegnazione al lavoratore o ai lavoratori;
- sistema di registrazione;
- informazione, formazione e addestramento sull’uso dei DPI secondo le indicazioni contenute nelle note informative fornite dal produttore;
- manutenzione e controllo dei DPI, effettuati sulla base delle normative vigenti, delle informazioni fornite dal costruttore e di eventuali norme tecniche di riferimento, secondo modalità e frequenze definite nel piano di manutenzione e modalità di sostituzione;
- riconsegna e smaltimento dei DPI conformemente alla normativa vigente in materia di rifiuti;
- reclami;
- lavaggio dei DPI e degli indumenti-DPI”.
Dispositivi di protezione individuale: gli agenti biologici e il lavaggio dei DPI
Il documento si sofferma, in particolare, su uno dei rischi presente nelle operazioni di raccolta rifiuti, il rischio biologico, e sul processo di lavaggio che “oltre a garantire la permanenza delle caratteristiche di protezione, deve assicurare l’abbattimento delle probabilità di permanenza e di sopravvivenza di eventuali microrganismi patogeni presenti sui dispositivi”.
Senza dimenticare che lo smaltimento dei DPI usa e getta, potenzialmente biocontaminati, “deve essere effettuato in maniera adeguata e ne deve essere fornita informazione ai lavoratori, attuando procedure per evitare la diffusione di agenti biologici”.
Perché è importante il lavaggio dei dispositivi di protezione individuale e degli indumenti-DPI? E quali sono gli indicatori di prestazione del processo di lavaggio?
Si sottolinea che, come indicato prima, il processo di lavaggio adottato deve:
- “determinare una riduzione del livello di biocontaminazione entro i limiti previsti dalla normativa specifica
- determinare il mantenimento delle caratteristiche tecniche che conferiscono allo stesso i requisiti di DPI”.
Inoltre il protocollo di lavaggio e pulizia adottato “deve corrispondere a quanto indicato nella nota informativa fornita dal fabbricante, relativamente alla frequenza di lavaggio, alla procedura di confezionamento, trasporto e consegna, alla procedura di pulizia e manutenzione”.
Si segnala poi che indicatori di prestazione del processo di lavaggio “possono essere, ad esempio:
- n° lavaggi/sanificazioni dell’abbigliamento da lavoro e dei DPI per addetto
- frequenza di pulizia, sanificazione e sanitizzazione degli ambienti di lavoro e dei veicoli
- n° non conformità riscontrate durante il monitoraggio delle attività di pulizia e sanificazione
- n° azioni correttive effettuate
- analisi degli infortuni e degli incidenti dovuti al rischio biologici”.
Segnaliamo, in conclusione, che il documento, che vi invitiamo a leggere integralmente, si sofferma anche (punto 2.4) sui sistemi innovativi di raccolta e di igiene urbana fornendo informazioni sui possibili DPI smart per la raccolta dei rifiuti, dispositivi che “possono prevenire incidenti sul lavoro tramite comunicazione wireless tra i sensori e le infrastrutture o i macchinari; consentono il monitoraggio delle condizioni fisiche del lavoratore e dell’ambiente di lavoro, nonché la verifica del corretto utilizzo dei DPI”.
RTM
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza, “ Salute e Sicurezza per gli Operatori della raccolta dei rifiuti e dell'igiene urbana”, a cura di Annalisa Guercio (Inail, Direzione generale Ctss) - collana Salute e Sicurezza, edizione 2024 (formato PDF, 8.23 MB).
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