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Quali sono le criticità del lavoro a turni nelle donne e negli anziani?

Quali sono le criticità del lavoro a turni nelle donne e negli anziani?
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Differenze di genere, età, cultura

19/06/2019

Un intervento si sofferma sul lavoro a turni e sul lavoro notturno dei lavoratori anziani e delle lavoratrici. La tolleranza del lavoro a turni, i soggetti vulnerabili e le raccomandazioni per i turnisti anziani.

Quali sono le criticità del lavoro a turni nelle donne e negli anziani?

Un intervento si sofferma sul lavoro a turni e sul lavoro notturno dei lavoratori anziani e delle lavoratrici. La tolleranza del lavoro a turni, i soggetti vulnerabili e le raccomandazioni per i turnisti anziani.

 

Bari, 19 Giu  – Un grande numero di lavoratori ha orari di lavoro atipici, ad esempio lavori a tempo parziale o nel solo week-end, orari straordinari e lavori a turni e notturni. E secondo alcuni dati di monitoraggio della situazione in 27 paesi della Fondazione europea di Dublino, i turnisti risultano oltre il 35% dei lavoratori nel comparto sanitario, il 30% di chi presta la propria attività in alberghi e ristoranti o il 24% di chi opera nei trasporti e nelle telecomunicazioni.

 

In considerazione dell’alto numero di lavoratori impegnati nel lavoro a turni è importante capire quale possa essere l’impatto e le problematiche delle anomalie orarie lavorative in rapporto al genere e all’età dei lavoratori.

 

Per avere qualche utile informazione sul tema, presentiamo oggi un intervento al seminario ECM “ Che genere di prevenzione! La fragilità nel lavoro tra differenze di genere ed invecchiamento” che si è tenuto a Bari il 26 novembre 2018. Un intervento di Giovanni Costa (Università di Milano e Fondazione IRCCS Ca’ Granda - Ospedale Maggiore Policlinico, Milano) che aveva affrontato il tema dell’invecchiamento e del lavoro a turni anche nel libro “ Aging E-book, il Libro d'argento su invecchiamento e lavoro”.

 

Ci soffermiamo, in particolare, su questi argomenti:

  • I fattori che influenzano la tolleranza del lavoro a turni
  • I soggetti vulnerabili
  • Le raccomandazioni per i turnisti anziani


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I fattori che influenzano la tolleranza del lavoro a turni

Nell’intervento “ Stress e turni di lavoro in relazione a differenze di genere e invecchiamento” si riportano, innanzitutto, diversi dati sull’evoluzione demografica, sulle speranze di vita alla nascita e a 65 anni della popolazione italiana, per genere.

 

E si riportano anche rappresentazioni grafiche della diffusione del lavoro a turni e del lavoro notturno in 28 paesi europei. Riprendiamo dal documento il grafico sulla diffusione del lavoro a turni:

 

 

L’intervento riporta poi vari fattori che, nei lavoratori, influenzano la tolleranza del lavoro a turni.

Questi i principali fattori:

  • Caratteristiche individuali
    • Età
    • Sesso
    • Struttura circadiana
    • Personalità / comportamenti
    • Strategie di sonno
    • Stato di salute
  • Condizioni familiari e sociali
    • Stato coniugale
    • No ed età dei figli
    • Atteggiamenti della famiglia
    • Lavoro del partner
    • Entrate economiche
    • Abitazione
  • Condizioni sociali
    • Supporto sociale
    • Pendolarismo
    • Servizi sociali
    • Coinvolgimento sociale
    • Tradizione di lavoro a turni
    • Organizzazione della comunità
  • Condizioni di lavoro
    • Misure compensative
    • Indennizzo monetario
    • Organizzazione del lavoro
    • Soddisfazione
    • Carichi di lavoro
    • Counselling
  • Orari di lavoro
    • Schemi di turno
    • Orari dei turni
    • Lavoro straordinario
    • Quantità di lavoro notturno
    • Orari flessibili
    • Partecipazione all’organizzazione

 

I soggetti vulnerabili

Si indica poi che tra i soggetti più vulnerabili ci sono i lavoratori anziani:

  • “Riduzione della durata del sonno: risveglio precoce, > risvegli
  • < Propensione al sonno al mattino presto (mattutinità)
  • > Propensione al sonno durante il giorno
  • Riduzione della qualità del sonno: < sonno profondo (SWS)
  • Più disturbi del sonno in generale
  • Sonno diurno: > stadio 1; < SWS; > diuresi; > risvegli; > escrezione di noradrenalina
  • Minore ampiezza dei ritmi biologici e più lento aggiustamento di fase nei successivi turni di notte
  • Maggiore importanza del processo omeostatico sul livello di sonnolenza e di fatica
  • Ridotta efficienza psico-fisica
  • Maggiore fatica
  • Salute compromessa”.

 

Sono poi riportate indicazioni su come cambiano le abilità (work ability index) nell’invecchiamento tra uomini e donne e alcune problematiche specifiche relative al lavoro a turni nelle donne:

  • “Disturbi mestruali
  • Ridotta fertilità
  • Maggiore abortività
  • Sviluppo fetale disturbato
  • Fatica cronica
  • < Cura dei figli
  • > Carichi familiari
  • Tumori mammari (2A IARC)”.

 

Rimandiamo alla lettura integrale delle slide dell’intervento che riportano molti dati e grafici sui disturbi e le problematiche di genere indicate.

 

Si ricorda poi anche la legislazione relativa al lavoro notturno:

  • è vietato a:
    • Donne dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento del 1° anno di età del bambino;
  • non può essere obbligatorio per:
    • La lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a 3 anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa
    • Lavoratrice o lavoratore unico affidatario di un figlio convivente di età inferiore a 12 anni
    • Lavoratrice o lavoratore con soggetti disabili a carico

 

Le raccomandazioni per i turnisti anziani

L’intervento si sofferma poi sui criteri ergonomici per l’organizzazione dei turni:

  • Limitare il più possibile il turno notturno
  • Poche notti di seguito (2-3 max)
  • Preferire turni ruotanti al turno fisso notturno
  • La rotazione veloce è migliore di quella lenta
  • La rotazione in senso orario (M-P-N) è meglio della anti-oraria
  • Durata del turno in base al carico di lavoro
  • Evitare l’inizio troppo anticipato del turno del mattino
  • Turni prolungati (9-12 h) solo quando il carico di lavoro è basso
  • Cicli di turno il più possibile regolari
  • Giorni di riposo dopo i turni notturni
  • Consentire flessibilità negli orari

 

L’intervento riporta poi, in conclusione, delle utili raccomandazioni per i turnisti anziani:

  • Ridurre il lavoro notturno dopo i 50 anni
  • Priorità al trasferimento ai turni diurni
  • Lavoro notturno fisso solo su base volontaria
  • Più scelte per gli schemi di turno (flessibilità)
  • Ridurre il carico di lavoro
  • Ridurre l’orario di lavoro
  • Aumentare le pause
  • Maggiori possibilità di pisolini
  • Più attenta e frequente sorveglianza sanitaria
  • Consulenza e supporto per appropriate strategie di coping (sonno, dieta, esercizio fisico, relazioni sociali).

  

 

Tiziano Menduto

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

“ Stress e turni di lavoro in relazione a differenze di genere e invecchiamento”, a cura di Giovanni Costa (Università di Milano e Fondazione IRCCS Ca’ Granda - Ospedale Maggiore Policlinico, Milano), intervento al seminario “Che genere di prevenzione! La fragilità nel lavoro tra differenze di genere ed invecchiamento” (formato PDF, 4.26 MB).



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