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Cambiamenti climatici e sicurezza sul lavoro: sfide e rischi futuri
Bilbao, 19 Mag – Sono molti, come segnalato anche in diversi nostri articoli, i possibili effetti diretti e indiretti dei cambiamenti climatici sul mondo del lavoro e, in particolare, sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (SSL).
Ad esempio, riguardo ad alcuni effetti indiretti, i cambiamenti climatici potrebbero rendere alcune regioni inabitabili, portando a migrazioni su larga scala, modificando la composizione della forza lavoro e aumentando le barriere linguistiche che rendono più difficile la comunicazione in materia di sicurezza.
Inoltre, in conseguenze delle inondazioni o delle ondate di calore, possono cambiare gli ambienti e i processi di lavoro, con implicazioni significative, anche in questo caso, per la salute e sicurezza. Allo stesso modo, l’adozione dell’ intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali per migliorare la resilienza climatica, potrebbe creare nuovi ruoli e competenze, introducendo, anche in questo caso, nuove sfide e opportunità in materia di SSL.
A raccontarlo è un recente documento, prodotto e commissionato dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA), che fa parte di uno studio e di una serie di documenti dedicati alle sfide e alle opportunità legate ai cambiamenti climatici. Attraverso lo sviluppo, l’esplorazione e l’analisi di scenari futuri, lo studio mira a esaminare i potenziali impatti indiretti dei cambiamenti climatici in Europa nei prossimi 10-25 anni.
In particolare, questo documento - dal titolo “Climate-driven trends influencing future occupational safety and health” (Tendenze legate al clima che influenzeranno la sicurezza e la salute sul lavoro in futuro) – si sofferma sui fattori chiave e sulle tendenze influenzate dai cambiamenti climatici che, a loro volta, incidono sulla SSL e sul mondo del lavoro.
Nel documento, a cura di Giulia Maistrello, Katie Sykes, Lili Xu, Avery Adams and Erik Silfversten (RAND Europe) and Totti Könnölä (Insight Foresight Institute), le considerazioni si basano principalmente su un’analisi delle prove disponibili e sui contributi di vari esperti (rappresentanti del mondo accademico, istituti di ricerca, sindacati, organizzazioni dei datori di lavoro e dell’industria, …).
Nel presentare il documento ci soffermiamo sui seguenti temi:
- Cambiamenti climatici: strategie di adattamento e uso della tecnologia
- Cambiamenti climatici: nuovi materiali e disparità sociali
- Cambiamenti climatici e sicurezza: punti chiave
Cambiamenti climatici: strategie di adattamento e uso della tecnologia
Il documento di sintesi (policy brief) si sofferma sui fattori chiave e sulle tendenze future legate al clima in grado di influenzare la SSL.
Ad esempio, si ricorda che le stesse strategie di adattamento e mitigazione per affrontare il cambiamento climatico hanno conseguenze sul mondo del lavoro.
Ad esempio, si ricorda che l’Unione Europea (UE) ha rafforzato la sua agenda climatica adottando l’obiettivo di ridurre le emissioni nette di gas serra del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Con un obiettivo intermedio di una riduzione del 55% entro il 2030. Per accelerare la decarbonizzazione industriale sono poi stanziati fondi per le tecnologie pulite, la diffusione delle energie rinnovabili, la semplificazione della regolamentazione e l’istituzione di una banca per la decarbonizzazione, puntando al contempo a ridurre i costi energetici per l’industria.
Tali strategie di adattamento e mitigazione, pur essendo essenziali per affrontare il cambiamento climatico, possono avere importanti implicazioni per la sicurezza e la salute sul lavoro. La transizione verso tecnologie pulite ed energie rinnovabili può introdurre nuovi rischi sul posto di lavoro, quali l’esposizione a materiali innovativi, cambiamenti nei processi lavorativi e la necessità di competenze e formazione specializzate. Le strategie di adattamento possono modificare le mansioni lavorative o aumentare il lavoro all’aperto, aumentando potenzialmente l’esposizione a condizioni meteorologiche estreme. E il ritmo e la portata dei cambiamenti normativi possono rappresentare una sfida per le piccole imprese e i lavoratori vulnerabili, aumentando il rischio di non conformità o di protezione inadeguata.
Riguardo poi all’automazione e all’uso della tecnologia, si segnala che la digitalizzazione e intelligenza artificiale (IA) siano sempre più riconosciute come strumenti fondamentali per affrontare le sfide del cambiamento climatico contribuendo anche a migliorare i risultati in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ad esempio, l’IA può ottimizzare l’uso dell’energia negli edifici, monitorare le condizioni ambientali e potenziare i sistemi di allerta precoce per eventi meteorologici estremi, mentre le tecnologie digitali possono automatizzare le attività pericolose e migliorare il monitoraggio della sicurezza.
Tuttavia la rapida innovazione e l’implementazione troppo veloce delle nuove tecnologie potrebbero anche portare a conseguenze indesiderate. In alcuni casi, queste tecnologie potrebbero introdurre nuovi rischi o addirittura causare danni ai lavoratori, in particolare se durante l’implementazione venissero trascurate le considerazioni relative alla sicurezza.
Uno studio prospettico dell’EU-OSHA ha esaminato i rischi nuovi ed emergenti per la sicurezza e la salute sul lavoro associati alla digitalizzazione, evidenziando preoccupazioni quali le minacce informatiche, lo stress psicologico derivante dall’aumento del tempo trascorso davanti allo schermo e varie questioni di sicurezza e salute derivanti dalle interfacce uomo-macchina, come ricordato anche nella campagna “ Lavoro sano e sicuro nell’era digitale”.
Cambiamenti climatici: nuovi materiali e disparità sociali
Il documento si sofferma anche sull’introduzione di nuovi materiali, correlati alle strategie di adattamento e mitigazione, che possono influire sulla sicurezza e la salute sul lavoro.
Ad esempio, si parla dei nanomateriali che hanno caratteristiche fisiche e chimiche uniche che li rendono utili in prodotti e processi innovativi, ma possono rappresentare una sfida per la valutazione e la gestione dei rischi. I lavoratori possono essere esposti alle nanoparticelle attraverso l'inalazione, il contatto con la pelle o l'ingestione accidentale, e gli effetti a lungo termine sulla salute non sono ancora del tutto chiari.
Si indica, tuttavia, che i nuovi materiali possono anche offrire vantaggi significativi per i lavoratori. Ad esempio, i progressi nella scienza dei materiali possono portare a DPI migliorati, più leggeri, più comodi e più efficaci nella protezione dai rischi. Inoltre, i materiali innovativi possono contribuire a creare ambienti di lavoro più sicuri, consentendo lo sviluppo di componenti edilizi con una maggiore resistenza al fuoco o un migliore isolamento, riducendo i rischi associati alle temperature estreme o all’esposizione al fuoco sul posto di lavoro.
Un altro tema affrontato riguarda le disparità sociali ed economiche.
Si sottolinea che i cambiamenti climatici colpiscono in modo sproporzionato le popolazioni più povere, le persone che vivono nelle zone rurali, le donne e altri gruppi emarginati a causa del loro accesso limitato alle risorse e alle disparità sociali ed economiche preesistenti.
Inoltre i cambiamenti climatici e alcune politiche climatiche possono ampliare la disparità di reddito: ad esempio le politiche volte a ridurre le emissioni di carbonio possono determinare un aumento dei prezzi dell’energia, che incide in modo sproporzionato sulle famiglie a basso reddito che spendono una quota maggiore del proprio reddito per l’energia.
Anche la perdita di posti di lavoro e le perturbazioni legate al cambiamento climatico tendono a colpire i lavoratori di settori vulnerabili come l'agricoltura, la pesca e il turismo. Questi settori impiegano una grande percentuale di lavoratori a basso reddito, aggravando le difficoltà economiche di queste popolazioni. La conseguenza potrebbe essere un aumento dei lavoratori informali, non tutelati da norme e contratti, che non hanno accesso alle protezioni di base.
Cambiamenti climatici e sicurezza: punti chiave
Il documento sottolinea alcuni punti chiave.
Si sottolinea che esiste un forte consenso scientifico sul fatto che i cambiamenti climatici e il loro impatto ambientale si stiano intensificando e influenzino sempre più la sicurezza e la salute sul lavoro, anche se è difficile anticipare e affrontare efficacemente tutti i rischi emergenti.
Come abbiamo visto, sebbene le strategie di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici siano cruciali per rafforzare la resilienza, esse possono comportare conseguenze impreviste che potrebbero influire negativamente sulla sicurezza dei lavoratori. Nell’affrontare queste sfide emergenti, è essenziale nella loro gestione si adotti un approccio olistico basato su una pianificazione coordinata e proattiva. Ciò significa anticipare interazioni complesse, rimanere agili in un contesto di rapidi cambiamenti sociali e tecnologici e integrare le considerazioni in materia di SSL nelle politiche e nelle iniziative relative al clima.
Inoltre, si dovrebbe inoltre dare priorità a strategie inclusive ed eque, in particolare quelle che proteggono le popolazioni vulnerabili come i lavoratori migranti e le persone con un’occupazione precaria. Bisogna garantire che la transizione verso un’economia climaticamente neutra sia equa e inclusiva, specialmente per le regioni, i settori e i lavoratori più colpiti dall’abbandono dei combustibili fossili.
Il raggiungimento degli obiettivi di una transizione equa richiederà sforzi coordinati tra agenzie governative, datori di lavoro, lavoratori, sindacati e professionisti della sicurezza e della salute sul lavoro.
Infine, riconoscendo le implicazioni indirette e multiformi dei cambiamenti climatici sulla sicurezza e la salute sul lavoro, è necessario collaborare per creare ambienti di lavoro più sicuri e resilienti che non solo proteggano i lavoratori, ma promuovano anche la loro salute e sicurezza generale in condizioni sempre più imprevedibili.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del documento che si sofferma anche su economia circolare, instabilità economica e migrazione climatica.
RTM
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