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Il disastro del sud-est asiatico poteva essere evitato?

Luigi Meroni
 Luigi Meroni
 Ambiente
31/12/2004: Una carenza a cui va posto rimedio: il sistema di allarme globale. [Articolo a cura di Luigi Matteo Meroni].
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E' balzato agli onori della cronaca il fatto che la conoscenza del sisma che ha distrutto decine di migliaia di vite nel sud-est asiatico e delle sue probabili conseguenze, era nota circa sette ore prima che l'onda assassina si abbattesse sulle coste e causasse i danni a tutti ormai tristemente noti.
Viene quindi spontaneo chiedersi come mai nell'era di internet, della comunicazione globalizzata, dei cellulari e delle seppur vecchie ma efficaci radio e televisione il sistema di allarme non abbia funzionato.
Eppure gli strumenti di comunicazione ci sono e funzionano perfettamente. Ne abbiamo avuto esempio durante le ultime elezioni in Italia dove la Presidenza del Consiglio ci ha gentilmente invitato ad andare tutti a votare con un SMS di gruppo inviato a tutti i cittadini con telefonino.
Cosa ci vuole ad implementare un sistema di comunicazione nazionale in cui venga spedito un sms a tutti i telefoni cellulari di una nazione che dia il messaggio di allarme del tipo "Attenzione, onda anomala in arrivo alle ore 10. Recarsi al più presto in collina. Servizio emergenza del Governo X"?
Cosa ci vuole per un governo ad immettere una "breaking News" nel circuito delle televisioni via satellite (quantomeno BBC e CNN) per dare la notizia di allarme con l'invito alla popolazione a diffonderla?
E per i paesi la cui popolazione è priva di tv e telefonini, cosa ci vuole ad installare delle sirene di allarme, comandabili a distanza, nei luoghi più a rischio?
Ci vuole solo una cosa: volontà.
Certo che se, per fare un esempio italiano, gli Uffici del Ministero degli Affari Esteri non rispondevano al telefono da come si evince dalle migliaia di testimonianze raccolte sui forum su internet, da parte dei cittadini preoccupati per la sorte dei loro parenti ed amici, chissà la fatica fatta da quei disperati sismologhi Hawaiani che volevano dare l'allarme a paesi molto meno organizzati del nostro.
Ed è qui che si dovrà lavorare se vogliamo dare un minimo di senso a questa enorme perdita di vite umane: a sistemi di allarme globali in grado di essere attivati in tempi brevi ed in grado di raggiungere il maggior numero di persone in tempi ancora minori.
Ce la faranno i nostri governanti, che disattendono i seppur poco gravosi impegni presi a Kyoto per salvaguardare l'ambiente in cui vivranno i nostri figli e nipoti, a pensare così avanti?
Ce la farà la nazione che si arroga il ruolo di guida del mondo occidentale, a lanciare meno bombe e a pensare invece a sistemi per salvare le vite invece di distruggerle?

Buon Anno a tutti gli affezionati lettori di PuntoSicuro, con l'augurio che il 2005 possa essere un anno più sicuro per tutti!
Luigi Matteo Meroni
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