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Malattie professionali: i problemi cutanei correlati all'attività lavorativa
Lucerna, 29 Apr – Numerose attività lavorative comportano l'esposizione a prodotti che possono determinare problemi e malattie cutanee. Ad esempio, l'utilizzo ripetuto di sostanze nocive può causare alterazioni della pelle, favorendo lo sviluppo di dermatosi croniche. E tra i settori più a rischio figurano l'edilizia, l'industria metallurgica e chimica, le professioni sanitarie e di pulizia, il settore acconciatura e l'agricoltura.
Ma quali sono e come si riconoscono le affezioni cutanee correlate all'attività lavorativa?
A parlarne è la scheda prodotta da Suva, Istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, “ Le malattie cutanee professionali”. Una scheda aggiornata nel 2025 e curata dal Dott. med. Hanspeter Rast e dalla PD dott.ssa med. Sibylle Schliemann.
Dopo aver già accennato, in un precedente articolo di presentazione del documento, alle possibili cause delle malattie professionali cutanee, affrontiamo oggi alcuni casi relativi alle malattie cutanee professionali soffermandoci sui seguenti argomenti:
- Malattie cutanee professionali: dermatiti da contatto allergiche e irritative
- Malattie cutanee professionali: orticaria professionale
- Malattie cutanee professionali: tumori cutanei professionali
Malattie cutanee professionali: dermatiti da contatto allergiche e irritative
Si indica che “oltre l’80 % delle dermatosi professionali è costituito da dermatiti da contatto allergiche e irritative, due categorie riconducibili a cause diverse”, anche “se poi nella pratica si presentano spesso quadri clinici misti”.
Riguardo alle attività e professioni a rischio si ricorda che questo tipo di patologie “insorge più di frequente quando si manipolano oli minerali, lubrorefrigeranti, detergenti e resine epossidiche”. Le professioni più a rischio appartengono “al settore dell’edilizia e alle imprese di pittura nonché all’industria metalmeccanica e chimica. Tra queste figurano anche: meccanici, professioni relative ai servizi di pulizia, professioni infermieristiche, parrucchieri e parrucchiere, personale di cucina e addetto alla produzione di generi alimentari, professioni del settore agricolo”.
Le dermatiti da contatto professionali generalmente interessano “gli arti superiori, in particolare le mani” e in caso di propagazione diretta di irritanti e allergeni da contatto o di esposizione a vapori, “può verificarsi un interessamento della zona della testa, del collo e della porzione superiore del torace”. Mentre una localizzazione sul tronco o alle estremità inferiori “è più rara e difficilmente si può ricondurre a un’ origine professionale, specie se non sono interessate le mani”. Si indica che “focolai diffusi di dermatite in sedi non esposte (ad es. sugli avambracci in caso di dermatite delle mani) possono indicare reazioni allergiche da contatto”. E la dermatite allergica da contatto in forma acuta “può inoltre essere accompagnata da papule e vescicole come pure da eruzioni umide con formazione di croste”.
Si segnala poi che nella fase iniziale della malattia, “la dermatite irritativa da contatto è spesso reversibile: eliminando l’esposizione dannosa, può guarire completamente e avere una buona prognosi. Vale anche per la dermatite allergica da contatto, qualora sia possibile evitare del tutto il contatto con l’allergene coinvolto. Se la dermatite irritativa da contatto persiste per mesi o addirittura anni, può diventare cronica. La pelle assume allora un aspetto ispessito (lichenificazione), con possibile comparsa di ipercheratosi e ragadi. In alcuni casi è difficile guarire completamente anche dopo aver eliminato le sostanze nocive responsabili”. Spesso la dermatite irritativa da contatto “precede nel tempo la dermatite allergica da contatto, da cui deriva un quadro clinico misto. Inoltre, eventuali infezioni cutanee possono sovrapporsi a entrambe le forme di dermatite, influenzando negativamente il processo di guarigione”.
Si ricorda poi che esiste anche la dermatite atopica che è una “dermatosi di origine genetica prevalentemente indipendente dalla professione esercitata. Ciò nonostante, le aggressioni cutanee legate all’attività lavorativa possono influenzare negativamente la malattia o aggravarla”.
Riguardo alle dermatiti da contatto allergiche e irritative nella gran parte dei casi “esiste una evidente correlazione temporale tra il contatto e la comparsa delle manifestazioni cutanee. Un decorso della malattia strettamente legato al lavoro in genere depone a favore di una dermatosi di origine professionale. Il quadro tipico è un miglioramento dei sintomi (remissione) quando si interrompe il lavoro (fine settimana, vacanze, servizio militare, interruzione del lavoro per altre ragioni) e un nuovo aggravamento alla ripresa del lavoro”.
Rimandiamo alla lettura della scheda Suva che si sofferma anche sul ruolo chiave dell’anamnesi professionale, sui test cutanei, sulle malattie fototossiche e fotoallergiche e sul trattamento delle dermatiti.
Malattie cutanee professionali: orticaria professionale
La scheda si sofferma anche sull’orticaria professionale, ricordando, tuttavia, che un’orticaria “esclusivamente di origine professionale è piuttosto rara. Nella gran parte dei casi è causata da una reazione allergica di tipo immediato a proteine di natura vegetale o animale. Nella sede interessata può manifestarsi un’orticaria da contatto, più raramente un’orticaria acuta diffusa”.
Si segnala che le persone più colpite “sono soprattutto quelle a contatto con derrate alimentari, ma, sebbene più raramente, possono verificarsi dei casi anche in altri settori. Un’orticaria professionale si manifesta tipicamente con una rapida comparsa dei sintomi già al lavoro o subito dopo, i quali scompaiono durante il tempo libero e si ripresentano in seguito a un nuovo contatto con allergeni sul posto di lavoro”.
Non bisogna dimenticare che un’orticaria cronica “non correlata al lavoro (durata maggiore di 6 settimane) può manifestarsi in forma spontanea o indotta, ad esempio a causa di fattori individuali quali freddo, caldo, pressione, raggi UV. Se questi fattori sono presenti anche sul posto di lavoro, possono influenzare negativamente la malattia esistente o aggravarla”. In questo caso i fattori di aggravamento presenti sul posto di lavoro “dovrebbero essere ridotti al minimo mediante misure di tipo tecnico-organizzativo e di protezione individuale”.
Malattie cutanee professionali: tumori cutanei professionali
La scheda fa riferimento anche ai tumori cutanei professionali.
Si indica che la frequenza di tumori cutanei professionali causati da carcinogeni chimici “è fortemente diminuita” e i fattori scatenanti di queste malattie “sono prevalentemente composti, prodotti o residui a base di catrame, pece, asfalto, olio minerale e paraffina”.
Mentre recentemente la dose cumulativa di raggi UV assorbita durante l’attività lavorativa ha acquisito “maggiore rilievo come carcinogeno”.
In particolare, l’esposizione pluriennale ai raggi UV, “sia quelli naturali del sole sia quelli artificiali presenti in determinati processi di saldatura, può indurre diversi tipi di tumore: tumori cheratinocitari, come la cheratosi attinica e il morbo di Bowen, il carcinoma spinocellulare invasivo (spinalioma) o anche l’epitelioma basocellulare. Tra le cause figura anche l’esposizione intermittente e intensiva ai raggi UV. Tutte queste forme di tumore della pelle rientrano tra gli epiteliomi”.
Le persone più a rischio lavorano “generalmente nei cantieri, nei giardini, nelle attività di sistemazione del paesaggio e in agricoltura”.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale della scheda che si sofferma su molte altre dermatiti, dermatosi e lesioni cutanee:
- dermatite da contatto con proteine
- lesioni cutanee di origine meccanica
- lesioni cutanee da calore
- lesioni da freddo
- lesioni cutanee attiniche
- lesioni cutanee da radiazioni ionizzanti
- acne professionale
- dermatosi microbiche di origine professionale
- lesioni cutanee di origine professionale causate da organismi animali nocivi e parassiti
RTM
N.B.: Se i riferimenti legislativi e alcune indicazioni contenute nei documenti di Suva riguardano la realtà elvetica, i suggerimenti e le informazioni riportate possono essere comunque utili per migliorare la prevenzione di tutti gli operatori.
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