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Valutazione del rischio stress: la metodologia Ispesl-HSE
Una monografia Ispesl relativa alla gestione e valutazione dello stress lavoro-correlato propone un approccio integrato secondo il modello Management standard HSE e alla luce del D.Lgs. 81/2008. Le dimensioni organizzative e le fasi di valutazione.
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L’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (Ispesl) ha reso disponibile, nell’area pubblicazioni del sito, il
documento "La
valutazione e la gestione dello stress lavoro-correlato", una monografia,
frutto di un lavoro multidisciplinare del Dipartimento di Medicina del Lavoro
dell'Ispesl.
Il documento propone un approccio integrato secondo il modello Management
standard HSE contestualizzato alla luce
del Decreto
legislativo 81/2008.
Nell’introduzione si
ricorda che l’attuale quadro
normativo di tutela di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro - il
D.Lgs.
81/2008 - oltre ad aver fatto riferimento specifico allo “stress
lavoro-correlato” come uno dei rischi oggetto di valutazione e
tutela
(secondo i contenuti dell’Accordo europeo dell’8 ottobre 2004), ha
“demandato
alla Commissione Consultiva permanente per la salute sicurezza del
lavoro, il
compito di elaborare le indicazioni
necessarie alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato”.
È dunque evidente l’importanza della
ricerca scientifica sui rischi
psicosociali “nel fornire rigorosi contributi, fondati sulle
evidenze
scientifiche, per l’elaborazione di strumenti certi per la
predisposizione di
procedure per la valutazione
e
gestione del rischio psicosociale, anche attraverso
l’individuazione e la
diffusione di buone pratiche”.
In particolare l’Ispesl, dopo un’attenta analisi su come è stata gestita
la
problematica relativa allo stress
nei diversi paesi dell’Unione Europea, ha scelto di riprendere e
contestualizzare
per la valutazione
e gestione del rischio
stress
lavoro-correlato il modello
Management Standards approntato dall’Health and Safety Executive (HSE),
validato
nel Regno Unito e nella Repubblica Irlandese su più di 26.000
lavoratori.
Il modello proposto (metodologia ISPESL-
HSE), contestualizzato alla normativa vigente, “è in corso di
validazione
in Italia (termine previsto entro il 2010) su circa 6.000 lavoratori di
aziende
afferenti ai diversi settori produttivi”.
In particolare si propone di fornire a Datore di Lavoro (DL), Medico
Competente (MC), Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione
(RSPP),
Addetti del Servizio Prevenzione e Protezione (ASPP), Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza (RLS) il sostegno necessario per la valutazione
del
rischio stress lavoro-correlato, basato su principi solidamente
supportati dalla letteratura scientifica ed in linea con quanto previsto
dall’Accordo europeo dell’8 ottobre 2004.
Il modello consiste in un approccio per fasi al processo di valutazione
basato su
sei dimensioni organizzative chiave,
riconosciute in letteratura scientifica come potenziali fattori di
rischio stress
lavoro-correlato:
- Domanda: “comprende aspetti quali
il carico lavorativo, l’organizzazione del lavoro e l’ambiente di
lavoro. Lo
standard prevede che i lavoratori siano in grado di soddisfare le
richieste
provenienti dal lavoro e che vengano forniti, a livello locale, sistemi
di
risposta ai problemi individuali”;
- Controllo: “riguarda l’autonomia
dei lavoratori sulle modalità di svolgimento della propria attività
lavorativa. Lo standard prevede che il lavoratore abbia
potere decisionale sul modo di svolgere il proprio lavoro ed esistano
sistemi,
a livello locale, per rispondere ai problemi individuali”;
- Supporto: “include
l’incoraggiamento, il supporto e le risorse fornite dall’azienda, dal DL
e dai
colleghi. Lo standard prevede che il lavoratore dichiari di avere
informazioni
e supporto adeguati dai propri colleghi e superiori e che vengano
forniti, a
livello locale, sistemi di risposta ai problemi individuali”;
- Relazioni: “include la promozione
di un lavoro positivo per evitare i conflitti ed affrontare
comportamenti
inaccettabili. Lo standard prevede che il lavoratore non si percepisca
quale
oggetto di comportamenti inaccettabili (es. il mobbing)
e che vengano forniti, a livello locale, sistemi di risposta ai problemi
individuali”;
- Ruolo: “verifica la consapevolezza
del lavoratore relativamente alla posizione che riveste
nell’organizzazione e
garantisce che non si verifichino conflitti. Lo standard prevede che il
lavoratore comprenda il proprio ruolo e le proprie responsabilità e che
vengano
forniti, a livello locale, sistemi di risposta ai problemi individuali”;
- Cambiamento: “valuta in che misura
i cambiamenti organizzativi, di qualsiasi entità, vengono gestiti e
comunicati
nel contesto aziendale. Lo standard prevede che il lavoratore venga
coinvolto
in occasioni di cambiamenti organizzativi e che vengano forniti, a
livello
locale, sistemi di risposta ai problemi individuali”.
Veniamo alla metodologia per la
valutazione e gestione del rischio di stress lavoro-correlato, che è
suddivisa, a sua volta, in sei fasi:
- Fase 1 - Preparazione dell’organizzazione: in
questa fase è necessario, prima di iniziare la valutazione vera e
propria, che
il “DL garantisca anche il coinvolgimento dei dirigenti, dei preposti,
del MC
ove previsto, del RSPP, degli ASPP, dei RLS e dei lavoratori” anche
attraverso
la costituzione di un gruppo di coordinamento (composto da: DL o
dirigente ad
hoc delegato in raccordo con preposti, RLS, RSPP, ASPP e MC),
attraverso
lo sviluppo di un piano di progetto (con garanzia di risorse
adeguate e disponibilità temporale del personale) e lo sviluppo di una
strategia comunicativa e di coinvolgimento del personale;
- Fase 2 - Identificazione dei fattori
di rischio stress - conoscenza dei Management Standards: i membri
del
gruppo di coordinamento, unitamente a tutti i soggetti coinvolti nel
processo
di valutazione
del
rischio, devono essere a conoscenza delle procedure valutative e in
particolare dei Management Standards (fanno riferimento alle sei
dimensioni
organizzative chiave);
- Fase 3 - Raccolta dati - valutazione
oggettiva e soggettiva: la raccolta dati avviene attraverso tecniche
di
valutazione oggettiva (fonti di informazioni e dati già disponibili
all’interno
dell’azienda), tecniche di valutazione soggettiva dello stress
lavoro-correlato da parte dei lavoratori (somministrazione del
questionario
di valutazione della percezione soggettiva dello stress
lavoro-correlato modello ISPESL-HSE – questionario indicatore). Nel
documento sono indicati i vari punti di forza del questionario
indicatore. Questionario che è allegato al documento e
che vi invitiamo a visionare;
- Fase 4 - Valutazione del rischio -
esplorare problemi e sviluppare soluzioni: raccolte le informazioni
iniziali, il DL “deve confermare i risultati ottenuti dalle fasi
precedenti,
analizzandone il significato anche in relazione a gruppi omogenei di
lavoratori/specifici settori produttivi/reparti e sviluppare possibili
soluzioni tramite costituzione di un focus group ad hoc con il
coinvolgimento
di un gruppo di lavoratori”;
- Fase 5 - Formalizzazione dei risultati
- sviluppare ed implementare piano/i d’azione: in questa fase del
processo valutativo,
“i lavoratori sono stati già consultati, sono state esplorate le aree di
intervento ed è stato individuato un percorso per l’adozione di
eventuali
misure preventive e correttive, utilizzando anche specifici piani
d’azione in
settori dell’azienda dove sono emerse criticità dall’analisi delle fasi
precedenti”;
- Fase 6 - Monitoraggio e controllo
del/i piano/i d’azione e valutazione della loro efficacia:
“monitorare nel
tempo ogni provvedimento adottato per verificarne l’efficacia, con
particolare
riguardo alle criticità emerse nelle fasi precedenti”.
Il modello basato sui Management
Standards britannici, come qualsiasi altro modello di valutazione
dei
rischi, è dunque “concepito per apportare regolari miglioramenti
alla
gestione dello stress
lavoro
– correlato”. In particolare è fondamentale che il DL “si impegni,
in maniera continuativa, a collaborare con i lavoratori, al fine di
identificare e risolvere ogni problema riscontrato nell’ambiente di
lavoro in
grado di compromettere lo stato di salute del lavoratore e le
prestazioni
dell’organizzazione”.
Indice del documento:
- Sommario esecutivo;
- Introduzione;
- Parte 1 – Modelli teorici e quadri di riferimento;
- Parte 2 – Il processo di valutazione del rischio stress
lavoro-correlato;
- Parte 3 – Metodologie per la valutazione e gestione del rischio di
stress
lavorocorrelato: le sei fasi;
- Parte 4 - Gestione dei problemi individuali;
- APPENDICE 1;
- APPENDICE 2.