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Anno 11 - numero 2292 di lunedì 30 novembre 2009

Un software per l'identificazione dei rischi nell'artigianato


Disponibile un software gratuito per la pre-mappatura di rischi e pericoli presenti nelle aziende artigiane. Individuare i fattori relativi alle tipologie di rischio, identificare le problematiche e facilitare la valutazione dei rischi.

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Per la prevenzione di infortuni e malattie professionali in ambito lavorativo la World Health Organization (Organizzazione mondiale della sanità) ha attivato e promosso progetti per la realizzazione di semplici strumenti di lavoro in grado di identificare rapidamente i principali fattori di rischio in molte attività lavorative, specialmente quelle relative a settori spesso trascurati (agricoltura, pesca, artigianato, piccola edilizia, ...).
Seguendo lo spirito e gli obiettivi di tali progetti sul sito della SNOP (Società Nazionale Operatori della Prevenzione) - e per concessione dell’EPM CEMOC – Clinica del lavoro di Milano, e del gruppo A.P.E. (Artigianato – Pesca – Edilizia) - è disponibile un software, un modello di raccolta per la pre-mappatura dei rischi e pericoli presenti nelle aziende artigiane.

Scopo di questa applicazione, in linea anche con la progettualità della WHO e con lo standard ISO 11228, è quello di offrire una “metodologia semplice che consenta, principalmente, ma non esclusivamente, ai datori di lavoro la redazione della prima mappatura dei disagi/pericoli (ovvero l’identificazione delle sorgenti di rischio presenti nel ciclo lavorativo) esistenti nell’impresa artigiana”.
Non è uno strumento che sostituisce il processo di valutazione dei rischi, ma è uno strumento che a questo processo può essere d’ausilio evidenziando le situazioni di pericolo presenti nell’azienda per le quali occorre una valutazione dei rischi più approfondita.
Non solo. Con questa applicazione diventa più facile, per il datore di lavoro o l’RSPP, individuare le situazioni lavorative in cui sia necessario coinvolgere, in fase valutativa, un medico competente.

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Lo strumento segue un percorso a diversi livelli di intervento.

Nel primo livello si effettua una “identificazione rapida e complessiva di possibili induttori di rischio”, un livello che assicura a tutti - con qualsiasi competenza e scolarizzazione - una lettura semplice e globale della sicurezza del posto di lavoro.
Questo livello è suddiviso secondo le principali tipologie di rischio: movimentazione dei carichi, movimenti ripetitivi degli arti superiori, posture, rumore, microclima, agenti chimici, organizzazione del lavoro, …

Nel secondo livello di intervento (quick evaluation) si procede invece all’identificazione rapida delle problematiche utilizzando, come abbiamo visto, un efficace sistema a semaforo a tre colori:
- verde: assenza di rischio;
- giallo: necessità di approfondimento;
- rosso: condizioni critiche.

È evidente che a questo livello il processo di valutazione dei rischi potrebbe anche interrompersi “perché non risulta essere presente alcun rischio lavorativo o perché, al contrario, il rischio è talmente evidente da richiedere subito un intervento di bonifica senza ulteriori approfondimenti valutativi”.
Se invece dopo la “quick evaluation” la postazione non risulta né a rischio assente né in condizioni evidentemente critiche si può procedere con la “valutazione analitica del rischio attraverso l’uso dei modelli di analisi (in genere di primo livello – ‘simple risk estimation’) proposti dagli standard”.
Ricordiamo infine che tale strumento di lavoro è offerto gratuitamente e si concretizza in un modello di raccolta delle informazioni facilmente utilizzabile perché già previsto su supporto informatico (Excel).


EPM CEMOC (Clinica del lavoro di Milano) e gruppo A.P.E., Modello di raccolta per la pre-mappatura dei rischi e pericoli presenti nelle aziende artigiane (formato XLS, 967 kB).


Tiziano Menduto



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