Ricordiamo infine che il Progetto sicurezza in edilizia 2009-2010 si pone in particolare i seguenti obiettivi:
- “garantire la costanza nel tempo dei controlli e una razionale distribuzione sul territorio, anche mediante il coordinamento con gli organismi paritetici territoriali;
- orientare i controlli verso i problemi di salute e di sicurezza prioritari;
- favorire il processo di omogeneizzazione dei criteri di controllo nei
cantieri edili;
- dare una maggiore leggibilità alle attività di prevenzione e vigilanza;
- promuovere un impegno coordinato degli attori che sul territorio sono istituzionalmente preposti alle azioni di contrasto del fenomeno infortunistico e del
lavoro irregolare e
sommerso”.
L’indice del progetto:
1 - Premessa
1.1 - Gli interventi di prevenzione nel comparto costruzioni condotti fino ad oggi in Piemonte
1.2 - L'attuale scenario normativo ed istituzionale
1.3 - Il piano nazionale triennale per l’edilizia 2008-2010
1.4 - La valutazione degli interventi condotti in edilizia: spunti per la riprogrammazione
1.5 - Le costruzioni in Piemonte: situazione infortunistica ed andamento dell’occupazione
1.5.1 - I dati generali
1.5.2 - Il sistema di sorveglianza regionale degli infortuni mortali in edilizia
2 - Le linee di indirizzo e le azioni regionali per la prevenzione nel comparto costruzioni anni 2009-2010
2.1- Le linee di indirizzo per la prevenzione
2.2 - Le azioni regionali
2.2.1 - I compiti del gruppo regionale edilizia
2.2.2 - La formazione degli operatori dei servizi
2.2.3 - La promozione della formazione ai soggetti strategici
2.2.4 - Il coordinamento con gli altri soggetti della prevenzione: Dpl, Inail, Inps
2.2.5 - La comunicazione sociale a livello regionale
2.2.6 - La diffusione delle buone pratiche
2.2.7 - La definizione di criteri per aumentare l’attenzione al tema della sicurezza negli appalti pubblici
2.2.8 - La valutazione dei risultati
2.2.9 – Il sistema informativo
3 - Il piano operativo di prevenzione in edilizia delle Asl anni 2009-2010
3.1- Le azioni di vigilanza e controllo
3.1.1 - L’incremento degli interventi di vigilanza
3.1.2 - Il monitoraggio del territorio e la scelta dei cantieri da ispezionare
3.1.2.1 - La scelta dei cantieri per avvistamento
3.1.2.2 - La scelta dei cantieri su selezione delle notifiche
3.1.2.3 - Il controllo dei cantieri di committenza pubblica
3.1.3 - Le azioni mirate all’omogeneizzazione degli interventi da parte dei servizi
3.1.3.1 - La verifica delle condizioni di rischio prioritario
3.1.3.2 - I provvedimenti da adottare nei casi considerati più gravi
3.1.3.3 - Il controllo degli aspetti “organizzativi”
3.1.3.4 - La verifica della formazione e dell’addestramento ricevuti dai lavoratori
3.1.3.5 - La positività degli interventi
3.1.3.6 - I lavoratori immigrati
3.2 - La comunicazione sociale e le azioni mirate al potenziamento dell’effetto “alone” dell’attività di vigilanza
3.3 - Il controllo degli aspetti relativi alla sorveglianza sanitaria
3.4 - le attività di vigilanza a livello territoriale sulle grandi opere pubbliche
3.5 - L’informazione e l’assistenza alle figure strategiche della prevenzione
3.5.1 - I committenti
3.5.2 – I coordinatori per la sicurezza
3.5.3 - Le imprese
3.6 - La registrazione e la trasmissione dei dati
3.6.1 - La registrazione e l’invio dei dati di attività
3.6.2 - La registrazione e l’invio delle notifiche preliminari
Allegato I - Numero di cantieri da ispezionare nell’anno 2009
Allegato II - Schema delle situazioni di cantiere “sotto il minimo etico di sicurezza”
Allegato III - Categorie di rischio
Allegato IV - Verifiche di minima in cantiere
allegato V - Dati per cantieri con obbligo di notifica preliminare ex art. 99 DLgs 81/08