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Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza. |
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Anno 12 - numero 2340 di martedì 23 febbraio 2010
Un modello per la valutazione dei rischi nelle costruzioni edili Disponibili in rete informazioni sulla valutazione dei rischi nel comparto edile. Le informazioni necessarie per la compilazione, la procedura di valutazione, una banca dati per individuare i rischi e un modello di Documento di valutazione dei rischi.
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Con l’obiettivo di favorire la prevenzione degli infortuni nel comparto
edile, torniamo a parlare del documento "La
valutazione dei rischi nelle costruzioni edili", un manuale che
nasce dalla sinergia tra il Comitato Paritetico Territoriale per la Prevenzione
Infortuni, l'Igiene e l'Ambiente di Lavoro di Torino e Provincia (C.P.T. Torino) e l’INAIL Piemonte.
Nel precedente articolo abbiamo affrontato il rischio
vibrazioni ed ora presentiamo brevemente i capitoli relativi alla valutazione
dei rischi e all’elaborazione del Documento
di valutazione dei rischi.
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Valutazione
dei rischi
Il manuale sottolinea che la valutazione
dei
rischi rappresenta il “passaggio fondamentale del processo di
tutela
della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro ed è un
obbligo,
non delegabile, in capo al datore di lavoro”.
Dopo aver fatto riferimento alla valutazione dei rischi e al concetto di
rischio, come definiti nel Decreto
legislativo
81/2008, il manuale
ricorda che “il valutatore deve conoscere a fondo l’azienda per poter
correttamente valutare i rischi” e a titolo d’esempio, sono indicate le informazioni
o fonti informative che possono essere utili per la valutazione:
- “organizzazione/disposizione dei luoghi di lavoro,
- numero di addetti ripartito, se possibile, per gruppi omogenei o mansioni
(con relative attività svolte),
- schede di sicurezza di sostanze e prodotti pericolosi,
- schede tecniche e libretti di uso e manutenzione di macchine, impianti
e
attrezzature (anche opere provvisionali),
- documentazione delle manutenzioni,
- elenco, caratteristiche e note informative dei dispositivi
di
protezione individuale forniti ai lavoratori,
- risultati di precedenti indagini condotte sulla sicurezza e
sull’igiene del
lavoro inclusi verbali di prescrizione degli organi di vigilanza,
- risultati di eventuali misurazioni (ad esempio, relazioni tecniche sui
rilievi fonometrici),
- risultati collettivi anonimi della sorveglianza sanitaria,
- dati sugli infortuni e malattie professionali,
- dati su incidenti avvenuti con o senza conseguenze,
- documenti relativi ad autorizzazioni (ad esempio, eventuali deroghe a
obblighi previsti dalla norma),
- procedure aziendali di lavoro,
- conoscenze ed esperienze dei lavoratori, dei preposti e dei
dirigenti”.
Inoltre si sottolinea che al buon esito della valutazione
possono “concorrere anche i singoli lavoratori con il loro
coinvolgimento
attivo”.
Procedura di valutazione
La valutazione
dei
rischi viene suddivisa nelle seguenti fasi:
- individuazione dei fattori di rischio(pericoli), dei rischi e dei lavoratori
esposti: un primo livello di individuazione
dei
rischi avviene relativamente a ogni singola attività svolta in
cantiere. Nel “settore edile, principalmente, i rischi possono essere:
presenti
nell’area del cantiere
o al contorno (ad esempio, scariche atmosferiche, irruzione di acque,
reti di
distribuzione di energia elettrica o gas)”, possono inoltre essere
relativi
alle lavorazioni, relativi alle dotazioni di lavoro (ad esempio,
impianti,
macchine, attrezzature), relativi alle sostanze o preparati pericolosi”;
- stima del rischio: consiste
nell’attribuire un “valore” ai rischi individuati, in “funzione della
probabilità di accadimento e della gravità del possibile danno”.
Chiaramente
per i rischi non riconducibili a parametri numerici la “valutazione
dipende dalla soggettività del valutatore” e “secondo l’impostazione del
presente manuale occorre tenere conto che, nei casi in cui sia
necessario
eseguire la sorveglianza sanitaria l’I.A.
(Indice di Attenzione) da attribuire al rischio parte da 3 su una scala
di
valori che va da 0 a 5. Nel manuale vengono riportate le indicazioni
della
Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome che -
nella
pubblicazione “Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro” - propone un
“semplice
stimatore del rischio complessivo” (ad esempio tali indicazioni
sottolineano
che “l’incidente con rischio di conseguenze mortali, anche se
improbabile, va
considerato come priorità nella programmazione delle misure di
prevenzione” e
che “dev’essere preso in considerazione il danno più grave che può
essere
associato al rischio in esame”);
- determinazione delle azioni preventive
e protettive da adottare per eliminare o ridurre i rischi: possono
essere
“procedure organizzative e operative, misure tecniche di prevenzione e
protezione, dotazione ed utilizzo di adeguati dispositivi di protezione
individuale, sorveglianza sanitaria, attività di informazione, di
formazione e
di addestramento dei lavoratori e aggiornamenti tecnologici”. Nella
pubblicazione del CPT sono state raccolte, sotto forma di schede,
diverse
possibili “strategie” di prevenzione e protezione, schede che hanno
“valenza di
carattere generale e devono essere opportunamente adattate alla
specifica
realtà aziendale”;
- elaborazione del documento: il
manuale riporta i contenuti che un
Documento di valutazione dei rischi (DVR)
deve riportare e ne propone uno specifico modello.
Documento di valutazione dei rischi
Il documento deve contenere:
- “una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e
la
salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri
adottati
per la valutazione stessa;
- l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e
dei DPI
adottati;
- il programma delle misure ritenute opportune per garantire il
miglioramento
nel tempo dei livelli di sicurezza;
- l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da
realizzare,
nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono
provvedere, a cui
devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate
competenze
e poteri;
- l’indicazione del nominativo del RSPP, del RLS
o del RLST e del medico competente che ha partecipato alla valutazione
del
rischio;
- l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i
lavoratori a
rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale,
specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento;
- altri contenuti previsti nei vari Titoli del D.Lgs. 81/2008”
Rimandando ad una lettura più esaustiva del modello di DVR
proposto, riportiamo brevemente le principali voci
riportate:
- identificazione dell’azienda: anagrafica aziendale, dipendenti,
individuazione delle figure aziendali;
- relazione sulla valutazione dei rischi: modalità di effettuazione
della valutazione
dei
rischi,
criteri adottati per la valutazione dei
rischi (criteri generali, determinazione dell’indice di attenzione dei
rischi);
- analisi e valutazione dei rischi: descrizione delle
attività/lavorazioni
prevalenti, elenco nominativo dei lavoratori e relativo gruppo omogeneo,
valutazione dei rischi e misure di prevenzione e protezione, gruppi di
lavoratori esposti a rischi particolari, procedure e ruoli per
l’attuazione
delle misure da realizzare, mansioni
che espongono a rischi specifici;
- programma delle misure per il
miglioramento dei livelli di sicurezza;
- documentazione
di riferimento;
- approvazione e comunicazione;
- allegati.
Il manuale si correda di una banca dati
formata di schede bibliografiche a cui ogni impresa può fare riferimento
e che
possono diventare parte integrante del DVR
e dei piani
di
sicurezza.
Tali schede, eventualmente adeguate alle
situazioni specifiche dell’impresa e dei luoghi di lavoro, sono
suddivise in:
- Luoghi, locali, e posti di lavoro (attività fisse, sicurezza generale,
organizzazione del cantiere,
sicurezza di fase);
- Dotazioni di lavoro (opere
provvisionali, macchine, utensili, attrezzature, equipaggiamento
elettrico
delle macchine e degli utensili, dispositivi di protezione individuale)
- altre schede bibliografiche (illuminazione, movimentazione
manuale
dei carichi, …).
Per concludere ricordiamo che nella
sezione “modelli” della
pubblicazione sono disponibili:
- una lista di controllo per la
redazione del Documento di valutazione dei rischi;
– il modello di DVR proposto nel manuale pronto per la
compilazione;
- le istruzioni dettagliate per
compilarlo.
CPT di Torino e Provincia, INAIL Piemonte:
- Capitolo
4:
la valutazione dei rischi (formato PDF, 314 kB);
- Capitolo
5:
Il modello di documento di valutazione dei rischi (formato PDF, 501
kB);
- Lista
di
controllo per la redazione del Documento di valutazione dei rischi
(formato PDF, 293 kB);
- Modello
di
DVR proposto nel manuale (formato .doc, 669 kB);
- Istruzioni
per
la compilazione del modello di DVR (formato PDF, 488 kB).
- La
valutazione
dei rischi nelle costruzioni edili, l’intero manuale (formato
ZIP, 19.5 MB);
- Variazioni
edizione
2009 (formato PDF, 496 kB): contiene
alcuni aggiornamenti, rispetto alla precedente edizione del manuale, da
consultare per verificare se apporre correzioni al proprio documento di
valutazione dei rischi.
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