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Anno 12 - numero 2344 di lunedì 01 marzo 2010
Linee guida integrate in edilizia rurale e zootecnia Le Linee guida della Regione Lombardia in edilizia rurale e zootecnia: come costruire in sicurezza nel settore agricolo, la prevenzione negli edifici e nei locali di esercizio, la gestione degli animali, la sicurezza di macchine e attrezzature.
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PuntoSicuro ha già segnalato in passato linee
guida e regolamenti della Regione Lombardia relativi alla prevenzione di
infortuni e malattie professionali nel comparto
agricolo.
Recentemente la Regione Lombardia
ha reso disponibili - pubblicate attraverso uno spazio web dedicato e di facile
consultazione – le “Linee
guida integrate in edilizia rurale e zootecnia” relative al Decreto
Direzione Generale Sanità n. 5368 del 29 maggio 2009.
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Queste linee guida sono
aggiornate al Decreto
legislativo
81/2008 e integrano fra di loro le precedenti dedicate
rispettivamente alla prevenzione degli infortuni
in zootecnia e ai criteri igienici e di sicurezza in edilizia rurale.
Il documento, dopo aver ricapitolato alcuni principi
di
prevenzione di cui all’art. 15 del Testo
Unico
sulla sicurezza e salute sul lavoro, indica che le linee guida sono
importanti “in quanto riferimento tecnico esplicativo delle indicazioni
di
ordine generale contenute nella normativa e divengono uno strumento
agile per
stimolare il miglioramento e l’adeguamento a livelli crescenti di
qualità”.
Nella parte introduttiva ai principi generali di prevenzione
degli
infortuni le linee guida indicano che riguardo agli edifici
e locali di esercizio occorre
garantire ai frequentatori/utilizzatori che:
- “l’edificio/locale sia realizzato in modo da resistere a
sollecitazioni
esterne (vento, neve) ed interne
(carichi statici e dinamici);
- che il lavoro che vi si svolge non crei situazioni di rischio;
- che l'ambiente di lavoro non risulti dannoso per la salute;
- che l'ambiente risulti ergonomicamente confortevole”.
In poche parole si deve valutare,
per ogni locale:
- “l’idoneità delle strutture;
- le lavorazioni che vi si svolgono e le conseguenti caratteristiche
ambientali;
- le caratteristiche degli impianti tecnici e delle macchine
impiegate;
- la presenza di mezzi di soccorso;
- il carico di incendio presente”.
Occorre poi porre attenzione al fatto che ogni edificio “venga
utilizzato nei
limiti progettuali previsti, (ad es. la massa volumetrica di fieno o
paglia
imballati con rotoimballatrici è 1,5-2,0 volte più elevata rispetto a
quella
ottenuta con le imballatrici tradizionali; l'impianto elettrico,
potrebbe non
essere adatto a destinazioni diverse dall’originale)”.
Pericoli e rischi specifici “possono derivare dal lavoro svolto
all’interno di edifici confinati, con pavimento
fessurato e sottostante vasca per la raccolta delle deiezioni, perché in
caso
di agitazione del liquame si possono sprigionare gas esplosivi (metano) o
tossici (soprattutto H2S) che possono risultare letali in pochi secondi,
ma
anche all’interno di ambienti chiusi quali sili per cereali, cisterne
per
raccolta liquidi di scolo dove si forma e può ristagnare anidride
carbonica”.
Le linee guida riportano indicazioni sia sulle caratteristiche
costruttive comuni (ad esempio con indicazioni
relative agli ambienti di lavoro) sia sulle caratteristiche
costruttive specifiche, con particolare riferimento
a:
- deposito attrezzature e macchine
agricole;
- officina di manutenzione;
- deposito fitofarmaci e prodotti chimici;
- mangimificio e cucina mangimi;
- impianti tecnici (idrico/ventilazione);
- vasche di stoccaggio dei liquami;
- sili orizzontali o a trincea;
- sili verticali o a torre;
- fienili.
Riguardo invece alla zootecnia
e alla gestione degli animali il
documento si occupa di:
- sicurezza nell’allevamento del bovino da latte;
- sicurezza nell’allevamento del bovino da carne;
- sicurezza nella gestione
dei
tori;
- sicurezza nell’allevamento suino.
Ricordando l’importanza della prevenzione degli incidenti inerenti
all’uso di macchinari
agricoli, le linee guida si soffermano anche sulla sicurezza
delle macchine e attrezzature:
- trattori
(viene analizzato “nei soli aspetti caratteristici alla sicurezza
dell’uso
nelle operazioni di allevamento animale”);
- carro trinciamiscelatore;
- caricatore frontale (accessorio montato sul trattore,
frequentemente adottato nell’allevamento zootecnico).
In questa parte si analizzano anche i rischi dell’albero cardanico
(organo di
trasmissione meccanica, che trasmette potenza dalla macchina motrice
alla
macchina operatrice) e della movimentazione di (roto)balle e prodotti
sfusi.
Il documento si sofferma poi su altri fattori
di rischio:
- scivolamenti e inciampi (con indicazioni sulla scelta delle
calzature);
- attività a rischio incendio;
- cadute
dall’alto;
- uso improprio di locali e attrezzature;
- il problema del lavoro in solitudine.
Ricordiamo infine la presenza di alcuni allegati:
- allegato 1: alcune tabelle con coefficienti utili per la prevenzione
(coefficienti indumenti, coefficienti metabolismo);
- allegato 2: gas da fermentazione dei liquami e limiti di
concentrazione;
- allegato 3: rischio biologico in zootecnia (zoonosi trasmesse dai
bovini e
suini, prevenzione del rischio biologico
nell’allevamento di bovini e suini, accesso di persone
e automezzi alle
porcilaie, …).
Regione Lombardia, spazio
web
dedicato alla consultazione delle “Linee guida integrate in edilizia
rurale
e zootecnia”
Tiziano Menduto
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