I casi
Il primo caso che presentiamo è relativo ad un
operatore
di un’autogru. Mentre si accomoda al posto di guida scivola
all'indietro verso l'esterno della cabina: il corpo resta “sospeso a
testa in
giù, in posizione supina, col piede sinistro incastrato nella
pedaliera”. “Si
tratta di soggetto diabetico, obeso (135 Kg)”. L'infortunato viene
trovato dopo
oltre un'ora. Viene rilevato che l'infortunato al momento del
ritrovamento era
scalzo, che “la cabina di guida era sporca (olio, grasso, ..) e il piano
di
calpestio risultava scivoloso”.
È evidente in questo caso l’assenza di idonea manutenzione della
cabina
di
guida e di calzature. L’abbinamento superficie scivolosa e mancanza
di
scarpe, non poteva che portare ad uno scivolamento.
Cambiamo comparto e attività. Nell’archivio di INFOR.MO. relativo agli
incidenti dal 2002 al 2004 si trova una breve scheda di un incidente nel
comparto artigiano legato alla
lavorazione
del legno.
Un operatore si trova da solo all’interno della
falegnameria,
accende la
sega
a
nastro per tagliare dei pezzi di legno. Probabilmente a seguito di
uno
scivolamento, cade urtando con il cranio sulla lama della sega.
Non ci è dato sapere di più sull’evento “accidentale” della caduta, ma è
possibile ipotizzare che i locali in cui è avvenuto l’infortunio fossero
scivolosi o ingombri di materiale.
Una scheda più dettagliata è relativa ad un’attività di
verniciatura
di una grondaia in opere edili di manutenzione e
recupero. L'infortunio è avvenuto in “un
cantiere
relativo al recupero sottotetto e rifacimento delle facciate di una casa
di due
piani”.
Un lavoratore - imbianchino in pensione, amico del proprietario e da
questo
chiamato per verniciare il sottotetto - si trova su un
ponteggio
al secondo piano per la verniciatura della perlinatura della gronda.
Cade e
viene ritrovato a terra ai piedi del ponteggio da una signora abitante
la casa
a fianco. Non ci sono stati testimoni del fatto. I rilevamenti
successivi
tuttavia riportano che il ponteggio era completo e dotato di scala
interna per
l'accesso. Anche in questo caso il lavoratore probabilmente è scivolato,
scivolamento
“favorito dal fatto che l'infortunato calzava delle ciabatte”.
Non ci soffermiamo sugli eventuali errori procedurali, ma annotiamo la
mancanza
di calzature idonee.
Un ultimo caso in
ambito
edile.
In un
cantiere
sono in corso “modifiche interne delle parti condominiali per la
costruzione di due impianti ascensori e
per l'adeguamento degli impianti elettrici comuni”. Parte dei lavori
sono stati
subappaltati ad una ditta che sta operando con il titolare e un
dipendente.
Mentre il dipendente si trova nel “cortile interno del condominio presso
la
zona di preparazione della malta cementizia”, il titolare scende dalla
“scala
fissa in muratura che collega i locali del sottotetto e, durante il
tragitto
verso la finestra che dà accesso al ponteggio di servizio per il
sollevamento
dei materiali”, mette un piede in fallo e scivola sui gradini
procurandosi
diverse lesioni.
Il sopralluogo accerterà che la scala in muratura “era ingombra di
materiali,
cavi elettrici, attrezzature, tavole, ecc. così da rendere disagevole la
sua
percorrenza”. È pertanto probabile che quanto accaduto sia dipeso
“dall'insufficiente spazio (circa 20 cm) di passaggio a disposizione in
quanto
la scala, di per se stessa, presentava caratteristiche regolari”.
La prevenzione
Focalizzando la nostra attenzione sulle cause degli scivolamenti non
possiamo non notare che nelle schede raccolte siano rilevabili problemi
di
calzature non adatte alle attività
svolte,
piani scivolosi e
passaggi ingombri
di materiale. Tre
condizioni che non possono che favorire delle
cadute.
Ricordiamo che l’
allegato IV del
Decreto
legislativo
81/2008, relativo ai requisiti dei luoghi di lavoro, riporta
queste prescrizioni per le
vie di
circolazione:
|
1.4.9. I pavimenti degli
ambienti di lavoro e dei luoghi destinati al passaggio non devono
presentare
buche o sporgenze pericolose e devono essere in condizioni tali da
rendere
sicuro il movimento ed il transito delle persone e dei mezzi di
trasporto.
1.4.10. I pavimenti ed i passaggi non devono essere ingombrati da
materiali
che ostacolano la normale circolazione.
1.4.11. Quando per evidenti ragioni tecniche non si possono
completamente
eliminare dalle zone di transito ostacoli fissi o mobili che
costituiscono un
pericolo per i lavoratori o i veicoli che tali zone devono percorrere,
gli
ostacoli devono essere adeguatamente segnalati.
|
Tornando invece ai documenti Suva prodotti per la campagna “
inciampare.ch”, riprendiamo alcuni
suggerimenti tratti dal documento “
Basta
con
le cadute nei luoghi di lavoro fissi nell’industria e nell’artigianato”:
- “non telefonare o scrivere SMS mentre si cammina;
- tenersi al corrimano per evitare di inciampare e
cadere
sulle
scale;
- mantenere pulito e ordinato il luogo di lavoro. Infatti il disordine e
la
sporcizia sono tra le cause più frequenti di cadute;
- gli oggetti che sporgono sulle vie di circolazione e le cassettiere
lasciate
aperte possono costituire delle trappole micidiali per i colleghi di
lavoro;
- oggetti, merci e liquidi sui pavimenti o sulle scale sono una causa
molto
frequente di cadute.
Rimuoverli immediatamente oppure, se non
è possibile farlo, segnalarli in modo chiaro e visibile e avvisare
subito la
persona di competenza;
- anche i dislivelli minimi nei pavimenti, i bordi rialzati di un
tappeto e i
tappeti stessi possono provocare cadute. Segnalare subito tali zone di
pericolo
e rimuoverle quanto prima;
- indossare calzature adatte al percorso casa-lavoro”.
Per consultare direttamente la presentazione dell’infortunio di cui ci
siamo
occupati, collegarsi a
questa
pagina
del sito web di INFOR.MO. per visualizzare la scheda numero
231 (archivio incidenti 2005/2008) e a
questa pagina
per visualizzare le schede
485,
1705,
1487 (archivio incidenti 2002/2004)
Tiziano Menduto