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Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza. |
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Anno 12 - numero 2404 di martedì 25 maggio 2010
Imparare dagli errori: l’uso di sostanze pericolose in cantiere Un esempio tratto da una simulazione di infortuni e malattie dovute al reiterato uso di sostanze chimiche in cantiere senza informazioni e prevenzione. L’importanza dell’etichetta, l’uso di dispositivi di protezione, le misure di prevenzione.
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Abbiamo mostrato in questi anni, nella nostra rubrica “Imparare dagli errori”, casi di incidenti e infortuni realmente
accaduti. Con l’obiettivo di dare indicazioni, sia normative che di
prevenzione, che possano servire ad un lavoratore, ad un formatore, ad un
tecnico della sicurezza. Mostrare gli errori, le carenze e indicare i
comportamenti e gli adempimenti idonei per evitare incidenti: un’opera
necessaria di promozione della sicurezza.
Oggi faremo una piccola variazione rispetto ai nostri intenti e non mostreremo
un caso reale di incidente, bensì un caso
simulato che ci permette tuttavia di affrontare temi che l’archivio di INFOR.MO.
- strumento
per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio - generalmente non tratta.
Attraverso i casi raccontati nel documento “Audio-visivi
per l'informazione nel cantiere multietnico”, una pubblicazione realizzata
dalla Consulenza
Tecnica per l’Edilizia dell’INAIL,
affronteremo i rischi chimici nei
cantieri, magari rischi che non danno luogo direttamente a incidenti, ma
che possono incidere notevolmente sulla salute dei lavoratori.
Ricordo che il racconto che segue è tratto da spot audio-visivi informativi
prodotti all’interno di una sperimentazione attuata in un cantiere
di Foligno per sondare nuove modalità comunicative, in grado di raggiungere anche i lavoratori
con difficoltà nella comprensione
dell’italiano.
Il caso
L’esempio di incidente è semplice ma efficace.
Un operaio di un cantiere edile si
“appresta ad impastare un prodotto in polvere premiscelato contenuto in
una
sacchetta”: versa il contenuto in un secchio, “vi aggiunge acqua e
impasta con
un trapano impastatore”.
Purtroppo il tutto senza usare dispositivi di protezione personali (DPI)
e
senza aver letto l’etichetta delle avvertenze presente sulla sacchetta.
L’operaio esegue l’operazione in quelle
condizioni più volte al giorno durante la sua attività lavorativa in cantiere.
Tutte le volte respira polveri e tocca
con le mani nude il prodotto. Prodotto che, durante l’operazione di
impasto, a
volte schizza sulla pelle dell’operaio stesso.
È solo durante la visita medica periodica, che il medico competente si
accorge
che l’operaio ha problemi
respiratori, di dermatite ed agli occhi.
A questo punto “il medico informa il datore di lavoro delle patologie
riscontrate durante la visita e questi riferisce il tutto al capocantiere”.
“Il capocantiere,
a sua volta, richiama l’operaio e gli ribadisce che prima di utilizzare
un
qualsiasi prodotto deve leggere l’etichetta per capire il tipo di
rischio che
può generare l’uso di quel prodotto”.
Tutti questi esempi finiscono bene: la scena finale dell’audiovisivo
mostra
l’operaio che prima di utilizzare un prodotto
chimico legge l’etichetta e si appresta ad indossare i DPI idonei.
La prevenzione
Non sempre i casi reali di contatto, breve o prolungato , con sostanze
chimiche hanno un lieto fine. In certi casi manca la consapevolezza
dei
rischi da parte degli operai, in altri non esiste un controllo sul
rispetto
delle procedure impartite (laddove procedure siano state create e
insegnate…).
In altri casi, come ad esempio per l’amianto, eventuali interventi di
prevenzione e cura possono giungere troppo
tardi.
La pubblicazione Inail ci ricorda che il rischio
chimico nei cantieri è connesso all’impiego di sostanze o preparati
che possono essere “intrinsecamente
pericolosi o risultare pericolosi in relazione alle condizioni
d’impiego”.
Infatti nei prodotti
chimici utilizzati in edilizia
“possono essere presenti elementi e composti chimici dei quali non
sempre si
conoscono tutte le caratteristiche tossicologhe”.
Possiamo raccogliere brevemente i prodotti chimici presenti in edilizia
in due grandi gruppi.
Il primo è composto dai prodotti
ausiliari:
- “oli disarmanti;
- vernici;
- cartoni bitumati;
- adesivi;
- prodotti per trattamenti superficiali”.
Il secondo gruppo è invece composto dai “prodotti
definiti additivi che vengono utilizzati nella produzione degli
impasti
cementizi per determinare varie proprietà tecnologiche”, ad esempio:
- “fluidificanti;
- aeranti;
- ritardanti;
- acceleranti;
- antigelo;
- idrofughi;
- ad azione mista”.
In tutti i casi “l’uso non corretto di tali prodotti, ma soprattutto
l’uso di
tali prodotti senza l’utilizzo dei giusti DPI, può comportare danni alla
salute
che possono interessare le vie respiratorie, la pelle, gli occhi, ecc.,
con
tutta una serie di patologie più o meno gravi”.
Anche la lettura dell’etichetta
è molto importante!
Vi ricordiamo, a questo proposito, che un’etichetta
riporta:
- i pittogrammi che indicano i pericoli principali e il potenziale di
pericolo
della sostanza;
- le frasi di rischio che informano sui pericoli;
- i consigli di prudenza che dicono come
si deve manipolare la sostanza.
Informazioni più dettagliate si possono ricavare dalla lettura della scheda
di
sicurezza della sostanza, che contiene informazioni sul prodotto,
sui
pericoli e sulle misure a tutela dell'utilizzatore e dell'ambiente.
Infine altre misure di prevenzione
riguardo all’uso di sostanze pericolose:
- non usate sostanze
ignote di cui non conoscete la pericolosità o per le quali non
potete
adottare le necessarie misure di protezione;
- quando necessario usare occhiali, guanti
e maschera di protezione. Evitare il contatto con la pelle;
- conservare i prodotti sempre nell’imballaggio originale: gli
imballaggi non
devono essere confusi con prodotti alimentari, cosmetici, cibo per
animali o
medicinali;
- conservare correttamente le sostanze pericolose: non devono essere
accessibili ai non addetti
ai lavori. Le modalità di conservazione sono indicate sull’imballaggio e
nella
scheda di sicurezza allegata;
- smaltire correttamente le sostanze pericolose o le eventuali rimanenze
inutilizzate.
Inail, “Audio-visivi
per
l'informazione nel cantiere multietnico”, pubblicazione realizzata
dalla Consulenza Tecnica per l’Edilizia dell’INAIL con testi di Giuseppe
Cardoselli e Paolo Meschino, versione marzo 2010 (formato PDF, 10.88
MB).
Tiziano Menduto
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