Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza.
Imparare dagli errori: errori procedurali nel carico e scarico merci
Esempi tratti dall’archivio Ispesl Infor.mo.: incidenti avvenuti per errori procedurali in attività di carico e scarico di veicoli pesanti. La dinamica degli infortuni, i rischi nelle banchine di carico, una procedura standard per i conducenti.
I casi Il primo caso di infortunio,
accaduto nel 2007 ad un lavoratore di nazionalità rumena, conducente di un
veicolo pesante, avviene in un luogo dedicato al carico e scarico di merci.
L'infortunato si accinge a posizionare l’automezzo
nella banchina di carico assegnatagli.
“Con il mezzo in moto scende dallo stesso probabilmente per controllare
qualcosa e viene a trovarsi in uno spazio limitato tra il mezzo stesso ed il
muretto che delimita la piazzola di sosta”:
il veicolo, parcheggiato in pendenza, “comincia a muoversi in direzione
del piazzale di carico travolgendo l'infortunato e andando ad impattare contro
un altro automezzo parcheggiato in un'altra bocca di carico”.
È evidente che l’incidente è avvenuto per un errore procedurale: il lavoratore scende dall'automezzo
parcheggiato in pendenza senza azionare il freno di stazionamento.
Un altro errore procedurale, di cui sono stati insufficientemente valutati i
rischi, è stato quello di posizionarsi in uno spazio limitato tra il mezzo in
sosta ed il muretto di delimitazione del piazzale di carico.
Anche il secondo caso riguarda un
lavoratore di nazionalità straniera ed è sempre relativo ad attività di carico
e scarico.
L'autista, di nazionalità senegalese, “dopo essersi recato presso gli alberghi
per consegnare la biancheria pulita e ritirare quella sporca”, rientra presso
lo stabilimento della ditta.
Dovendo scaricare il materiale trasportato, l'autocarro
scende in retromarcia la rampa carrabile dove, in fondo, è presente il portone
di accesso al magazzino seminterrato.
Fermato il veicolo, “probabilmente appoggiando le ruote a dei cunei in legno
già presenti sulla rampa”, l’autista scende dalla cabina di guida e “dopo
essersi spostato nella zona posteriore del mezzo, nell'area adibita allo
scarico e carico dei cesti di biancheria”, viene travolto dal veicolo che si è
messo in movimento. Rimane schiacciato tra il veicolo ed un cesto per la
biancheria appoggiato ad un pilastro in cemento armato.
La perizia sul mezzo stabilisce che il lavoratore “non ha fatto uso del freno
di stazionamento, forse supponendo che i soli cunei avrebbero garantito la
posizione di fermo dell'autocarro”.
La prassi lavorativa predisposta dall'azienda prevedeva infatti “l'utilizzo,
oltre al freno di stazionamento, di cunei in legno da inserire dietro le ruote
per lo stazionamento dei mezzi sulla rampa”.
Oltre all’errore procedurale palese, forse dovuto anche ad una formazione/informazione
non adeguata, la scheda ricorda che l’incidente poteva essere evitato
utilizzando un sistema fisso per il fermo dei mezzi sulla rampa, in alternativa
o in aggiunta ai cunei in legno.
Inoltre se il lavoratore non avesse depositato il cesto per la biancheria nella
zona di carico/scarico, avrebbe avuto più possibilità di mettersi in sicurezza.
La prevenzione Per dare qualche elemento di prevenzione prendiamo ancora spunto da un
documento presentato da PuntoSicuro qualche giorno fa: le “Linee
guida per operazioni di immagazzinamento carico e scarico merci” a cura del
Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma B.
Nel documento si parla dei pericoli relative alle banchine di carico, alle
rampe di carico regolabili, al carico
e scarico manuale dal pianale del camion…
Ad esempio si ricorda che i principali pericoli delle banchine di carico sono dovuti a:
- caduta dalla rampa;
- inciampo, scivolamento a terra;
- investimento da parte di veicoli;
- schiacciamento di persone durante la manovra d’accostamento degli
autocarri.
Ecco alcuni dei consigli forniti che
possono adattarsi ai casi presentati:
- “è bene assicurare una distanza di sicurezza di almeno 0,40 metri (per es.
con respingenti) fra la parte posteriore dell’autocarro e eventuali pareti
presenti sulla banchina a protezione contro schiacciamenti della testa di
operatori che assistono la manovra”;
- “la distanza laterale tra automezzo e ostacolo fisso deve essere di almeno
0.5 metri”;
- “per favorire la manovra di accostamento dell’autocarro apporre, sui piazzali
adiacenti le banchine di carico, linee di demarcazione”.
Riguardo al carico e scarico riportiamo un esempio di “informazione e procedura standard” per il conducente
di un veicolo:
- il conducente che arriva al magazzino è informato di eventuali rischi
nell’area di lavoro e di eventuali misure di coordinamento utili ad evitare
infortuni;
- “deve rivolgersi al ricevimento merci; dopo la consegna/ritiro dei documenti
di trasporto al/dal magazzino gli autisti non devono sostare nelle aree di
carico/scarico ma attendere disposizioni in merito al carico/scarico presso il
proprio automezzo;
- assegnata una piattaforma di accesso, il conducente indietreggia,
assicurandosi di essere a filo con i respingenti in gomma, e apre gli
sportelli/tendoni;
- il veicolo deve essere parcheggiato ad angolo retto rispetto alla zona di
carico e all’interno delle strisce di demarcazione;
- viene applicato il freno a mano e spento il motore;
- il conducente blocca quindi le ruote con un cuneo;
- una volta fatto questo, il responsabile del ricevimento merci viene
informato. Da questo momento, il veicolo non deve essere spostato per nessun
motivo;
- il conducente che debba attendere il termine delle operazioni
di scarico/carico deve rimanere a disposizione nelle immediate vicinanze
del mezzo in un luogo sicuro assegnato e non si può recare in altre zone se non
espressamente autorizzato dal responsabile ricevimento merci”;
- in caso debba recarsi in altre zone
(ad esempio per accedere ai servizi igienici) deve “utilizzare gli appositi
passaggi dedicati ai pedoni
ponendo la massima attenzione ad eventuali attraversamenti di vie
di transito dei mezzi
di sollevamento;
- una volta che la merce è stata scaricata/caricata, il responsabile del
ricevimento merci informerà il conducente; solamente a questo punto il veicolo
può essere rimosso dalla zona di carico”.
Pur senza riferimento ai casi descritti, ricordiamo infine che nel documento
sono riportate informazioni anche per i responsabili del ricevimento merci e le
procedure da seguire nel caso che il conducente debba lasciare il proprio rimorchio,
ad esempio per una sostituzione.
Per consultare direttamente la presentazione dell’infortunio di cui ci siamo
occupati, collegarsi a questa pagina per
visualizzare le schede numero 420 e 829 (archivio INFOR.MO. incidenti
2005/2008).