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Anno 12 - numero 2387 di venerdì 30 aprile 2010

Il rischio stress lavoro correlato nel mondo


Rischi emergenti e nuove forme di prevenzione in un mondo del lavoro che cambia: i fattori psico-sociologici e lo stress da lavoro nel mondo.

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La CGIL ha tradotto in italiano il testo “ Emerging risks and new patterns of prevention in a changing world of work” presentato il 28 aprile dall’ILO, in occasione della giornata mondiale della sicurezza sul lavoro.

Fra i vari argomenti trattati abbiamo scelto di pubblicare “I fattori psico-sociologici e lo stress da lavoro”, in modo da valutare come questo rischio viene considerato a livello mondiale. Ricordiamo che l’obbligo di valutazione di questo rischio entrerà in vigore dal 1 agosto 2010 come
previsto dal D.lgs. 81/08.




“Oggi i fattori psico-sociologici sono generalmente riconosciuti come una problematica globale che interessa tutti i Paesi, tutte le professioni e tutti i lavoratori. La maggiore flessibilità e precarietà del lavoro, la sua intensificazione, le molestie e il mobbing nei rapporti di lavoro sono alcuni dei fattori che possono scatenare disturbi di stress da lavoro. Anche se per comprendere pienamente le relative implicazioni sono necessarie ulteriori ricerche, si riconosce che tali fattori possono avere un impatto significativo sulla salute, sull'assenteismo e sul rendimento dei lavoratori.

Nel lungo termine, lo stress da lavoro può anche causare disturbi osteomuscolari e altre manifestazioni patologiche come ipertensione, ulcere peptiche e malattie cardiovascolari. Lo stress da lavoro può anche contribuire a maturare una incapacità di affrontare il lavoro. Anche gli stili di vita personali possono influire significativamente sul rendimento lavorativo e sui rapporti con i colleghi. Lo stress da lavoro può influenzare ed essere indirettamente aggravato da problemi esterni al lavoro, come violenze, abuso di sostanze, tabacco e alcool, tensioni nei rapporti familiari e personali. Lo stress può essere un fattore scatenante della depressione e persino condurre al suicidio. Tutto questo si traduce in costi potenzialmente altissimi in termini di sofferenza umana e di onere economico per il singolo e per la comunità.
Secondo studi effettuati in Europa e in altri Paesi industrializzati, lo stress può essere all'origine del 50%-60% dei giorni lavorativi perduti. Secondo alcuni rapporti, lo stress rappresenta il secondo fattore scatenante, per frequenza, di disturbi legati al lavoro e nel 2005 ha colpito il 22% dei lavoratori europei. Il più recente studio EU del 2009 conferma che nonostante una diminuzione del livello medio dello stress da lavoro in quindici Stati membri EU negli ultimi anni, il livello medio di stress in dodici Stati membri è aumentato.

Vi sono molti buoni esempi di società che riconoscono lo stress come un problema del lavoro e che aiutano le persone a identificare e a curare il problema di fondo. Ricerche ed altre iniziative
presso i luoghi di lavoro sono in corso in molti Paesi in via di sviluppo tra cui Argentina, Botswana, Brasile, Colombia, Ghana, India, Kenya, Messico, Filippine e Uganda, finalizzate a trovare nuove forme per gestire la prevenzione dello stress da lavoro ed a valutare l'impatto di
altri fattori psico-sociologici. Anche alcuni sindacati si sono mostrati preoccupati per gli effetti dello stress da lavoro ed hanno realizzato i loro propri metodi di valutazione del rischio. E' necessario valutare ulteriormente le condizioni e le pratiche nazionali per poter avere un quadro più chiaro e una comprensione più approfondita di questo problema a livello mondiale, oltre che per potenziare le pratiche di prevenzione.
I sistemi generali di gestione della SSL dovrebbero essere in grado di garantire una corretta valutazione e gestione dei fattori psico-sociologici alla stessa stregua degli altri rischi sanitari. Si dovrebbero praticare misure di prevenzione specifiche mirate a ridurre le possibili conseguenze dello stress da lavoro. Allo stato, le misure di gestione dello stress comprendono consulenze personali, introduzione alle mansioni e formazione dei neoassunti, sostegno continuativo dei colleghi e dei sindacati nel corso dell'impiego e gestione dei principali eventi della vita costruendo legami con le ONG locali.”


L’indice del documento:
- I rischi emergenti sul lavoro
Le nuove tecnologie
Le nanotecnologie e i prodotti nanomateriali
I rischi biologici e le biotecnologie
I rischi chimici
- Le nuove forme di occupazione
Le economie informali e la salute e sicurezza sul lavoro
I lavoratori immigrati e la salute e sicurezza sul lavoro
I lavoratori anziani e le nuove tendenze
Le condizioni di lavoro dei lavoratori giovani
Considerazioni sulla dimensione di genere
- Le tendenze attuali in materia di incidenti sul lavoro e malattie professionali
I fattori psico-sociologici e lo stress da lavoro
- Le nuove forme di prevenzione
Nuovi approcci verso la condivisione delle conoscenze
La valutazione e la gestione del rischio
La promozione sanitaria sul luogo di lavoro
- Promuovere una cultura nazionale di prevenzione in materia di salute e sicurezza
Strategie e programmi nazionali e regionali
L'OIL e un mondo del lavoro che cambia



CGIL - Rischi emergenti e nuove forme di prevenzione in un mondo del lavoro che cambia (formato PDF, 106 kB).
 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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