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Anno 11 - numero 2294 di mercoledì 02 dicembre 2009
Il quadro della salute fisica e mentale dei lavoratori in Europa Un’indagine Eurostat segnala che 81 milioni di lavoratori in Europa sono esposti a rischi per la salute fisica e mentale: quali sono i principali fattori di rischio? Quali i paesi più colpiti?
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Pubblichiamo un estratto di un approfondimento
tratto dell’Osservatorio INCA CGIL
per le politiche sociali, che presenta i dati tratti dal bollettino statistico
di Eurostat relativi a infortuni sul lavoro e malattie professionali in Europa.
L’articolo è a cura di Carlo Caldarini.
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Un lavoratore su dieci vittima di un
infortunio o di un problema di salute collegato al lavoro
Nell’Unione europea, il 3,2% dei lavoratori ha subìto almeno un infortunio
sul posto di lavoro e l’8,6% ha dichiarato di soffrire di un qualche disturbo
della salute causato dal lavoro, non necessariamente riconosciuto come malattia
professionale.
La sola esposizione sul posto di lavoro a uno o più fattori di rischio che
possono influire negativamente sulla “salute fisica” è stata segnalata dal 41%
dei lavoratori. Sono invece esposti a fattori di rischio per la loro “salute
mentale” il 28% dei lavoratori.
Fattori di rischio per la salute fisica e
mentale
L’indagine Eurostat esamina, l’esposizione dei lavoratori a fattori
potenziali di rischio per la loro salute fisica o mentale.
L’esposizione sul posto di lavoro a uno o più fattori di rischio che possono
influire negativamente sulla salute fisica è stata segnalata dal 41% dei
lavoratori intervistati, ossia 81 milioni di lavoratori. I fattori di rischio
più ricorrenti sono collegati alla postura
da tenere durante il lavoro o a movimenti, come il sollevamento
di carichi pesanti. I più esposti sono i lavoratori manuali (65% per gli
uomini, 52% per le donne).
Per gli uomini, le più alte percentuali di esposizione al rischio si registrano
nell’industria estrattiva e mineraria, nella pesca
e nell’edilizia. Per le donne, i settori con maggiore esposizione ai rischi
sono l’agricoltura e i servizi sociosanitari.
Il 28% dei lavoratori, cioè circa 56 milioni di persone, sono invece esposti a
fattori di rischio professionale che possono mettere a repentaglio la loro salute
mentale.
Dalle interviste effettuate, i fattori di rischio più frequenti per la salute
mentale riguardano l’organizzazione degli orari e il sovraccarico di lavoro
(oltre 20%). In questo caso i risultati sono molto simili per uomini e donne.
Questo tipo di rischi riguarda soprattutto i lavoratori non manuali altamente
qualificati (37%) ed è più frequente nel settore sociosanitario (oltre 40%),
nei servizi finanziari, nei trasporti
e nella pubblica amministrazione.
Con la stessa cautela evocata per i due paragrafi precedenti diamo infine uno
sguardo d’insieme ai dati nazionali.
In Francia la percentuale di lavoratori esposti a fattori di rischio per la
salute fisica è del 77% tra i lavoratori maschi e del 62% tra le donne. Altri paesi
dove il rischio per la salute fisica risulta essere molto elevato (più del 50%)
sono l’Olanda, la Slovenia e la Finlandia. Inferiore al 20% invece in Lettonia,
Belgio, Germania e Lussemburgo.
Per quanto riguarda la salute mentale, il rischio per lavoratori e lavoratrici
è particolarmente elevato in Olanda (63%), Francia (49%) e Cipro (43%), come
anche in Finlandia, Slovenia e Svezia (tutte e tre al 40%).
In Italia il tasso di rischio per la salute fisica (errata corrige rispetto all'originale "salute mentale", ndr) è inferiore alla media
europea di tre punti percentuali (38%) mentre quello relativo alla salute
mentale è inferiore alla media Ue di dieci punti (18%).
Osservatorio
INCA CGIL per le politiche sociali in Europa - Approfondimento a cura di Carlo
Caldarini - Un lavoratore su dieci vittima di un infortunio o di un problema di
salute collegato al lavoro. (formato PDF, 338 kB).
Rapporto
Eurostat 2009 su infortuni e malattie professionali - in Inglese (formato
PDF, 176 kB).
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