Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza.
Campagna ispettiva nel comparto lapideo: i documenti
Pubblicati i risultati delle campagne ispettive nel comparto lapideo svolti sul territorio dallo Spisal di Vicenza. Le resistenze del settore, le carenze più riscontrate, il questionario inviato, la valutazione dei rischi, i risultati del questionario.
google_ad_client
Il Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Spisal) dell’ULSS 6 di Vicenza ha raccolto
sul suo sito, in relazione al comparto lapideo, diversi materiali relativi:
- ai risultati dell’intervento di vigilanza svolto tra il 1999 e il 2001 nelle
ditte del comparto lapideo del territorio dopo aver distribuito un manuale
informativo;
- all’invio di un questionario alle aziende, con preavviso di nuovi interventi
di vigilanza nel 2010;
- ai recenti risultati del questionario inviato.
---- L'articolo continua dopo la pubblicità ----
Il materiale raccolto
ci permette di poter rilevare alcune problematiche del comparto
lapideo relative alla sicurezza e salute dei lavoratori e di
riportare
alcune delle misure di prevenzione consigliate.
Con il documento “Lettera
per le
aziende a fine intervento 2005”, le aziende del territorio sono
state
avvisate dei risultati degli interventi
di
vigilanza: un documento ricco di informazioni e di immagini –
raccolte
in “Figure 1-
6”
e “Figure 7 –
12”
- di bonifiche ottenute nelle aziende (per lo più modifiche di macchine
esistenti, che presentavano carenze sia progettuali che di utilizzo).
Nella lettera si sottolinea che i risultati raggiunti “sono meno
positivi di
quelli raggiunti in altri comparti”.
Infatti dal confronto con altri comparti, “dove le aziende hanno
regolarizzato
le loro condizioni prima dell’ispezione di verifica, è emersa una certa resistenza ad applicare le bonifiche, anche
quando si trattava d’interventi di sicura efficacia, poco onerosi e in
grado di
evitare rischi gravi (es. protezione degli organi lavoratori)”.
Da qui il numero elevato di ditte sanzionate: il 74% (nel comparto
metalmeccanico erano state il 46%).
In particolare sembra che sia tra i datori di lavoro che tra i
lavoratori del comparto
lapideo persista “un atteggiamento che porta a considerare le
polveri, il
rumore e il microclima sfavorevole (freddo), aspetti ineluttabili del lavoro
lapideo o come fattori non pericolosi per la salute (polvere di
marmo/pietra)”.
Nel documento vengono riportate alcune considerazioni
in merito:
- all’aspirazione delle polveri;
- all’inquinamento da rumore.
Riguardo al rumore si rileva che gli
interventi preventivi presenti all’atto del primo sopralluogo, “erano
pochi e
consistevano soprattutto in: uso di DPI, separazioni delle lavorazioni
rumorose, cabinatura dei telai tagliablocchi, impiego di dischi
silenziati”. E
“l’attuazione di ulteriori interventi insonorizzanti per le macchine,
possibili soprattutto con l’adozione di cabine fonoisolanti già
largamente
sperimentate nel settore, è risultata difficile e talvolta
qualitativamente
scarsa”. Da qui la considerazione che esista quindi ancora un margine
elevato
di intervento, “da attivare in particolare in occasione di acquisto di
nuove
macchine”, di ampliamenti, di ristrutturazioni e di manutenzioni
ordinarie
e straordinarie.
Nel documento vengono infine indicate le carenze
di prevenzione riscontrate con maggior frequenza. Ad esempio la
percentuale di tagliablocchi a
filo - una macchina usata nel comparto - in cui si sono rilevate
carenze, è
stata del 90%.
Il documento “Lettera
per le
aziende con questionario - anno 2009” è invece relativo ad una
comunicazione (novembre 2009) per richiedere la compilazione di un
questionario
riguardante l'organizzazione aziendale della sicurezza.
La lettera informa anche di “ispezioni
brevi” che saranno svolte nel comparto: l’ispezione
breve è rivolta a pochi indicatori
(ad es. una macchina, una struttura, un impianto produttivo) e alla
verifica
delle dichiarazioni del questionario inviato.
Riportiamo i temi trattati dal
questionario:
- organizzazione aziendale;
- sicurezza macchine;
- sicurezza stoccaggi e movimentazione
meccanica
dei carichi;
- dispositivi di protezione individuale (DPI);
- valutazione
dei
rischi e relativa prevenzione;
- formazione;
- servizi igienico-assistenziali;
- sorveglianza sanitaria.
In alcuni casi alle domande seguono dei suggerimenti per la prevenzione.
Ad esempio in merito alla valutazione
dei rischi si chiede se sono state attuate o pianificate le misure preventive e protettive per i
seguenti fattori di rischio, se presenti:
- “rumore,
vibrazioni (strumenti manuali e mezzi di trasporto): separazioni,
trattamenti
di fonoisolamento, strumenti vibranti e mezzi di movimentazione
ergonomici,
otoprotettori e guanti antivibranti;
- polveri
inerti (marmo e pietre calcaree), silice cristallina (graniti,
porfido,
ardesia..), amianto (coperture in eternit): aspirazioni localizzate,
bagnatura,
pulizia per aspirazione e ad umido, separazioni, confinamento, bonifica;
- prodotti chimici in genere (stucchi, adesivi, resine, sabbia silicea,
ecc. di
cui l’impresa deve essere in possesso delle Schede di sicurezza):
sostituzione
delle sostanze, aspirazione, fornitura e uso di DPI;
- movimentazione manuale di carichi, movimenti ripetuti: organizzazione
del
posto di lavoro, entità dei carichi trasportati a mano, utilizzo di
manipolatori meccanici, ausili di trasporto (carrelli,
transpallet, nastri trasportatori, gru a bandiera), attività manuali ad
alta
ripetitività e/o con impegno di forza;
- clima e microclima: riscaldamento nella stagione fredda, DPI”
Da questa elaborazione risulta che:
- riguardo all’aspetto “sicurezza macchine” è
“sorprendente il numero elevato di macchine
vendute” senza “attestazione
di
conformità” e “preoccupante il numero di aziende che non ha
risposto”.
Ci sono ancora aziende che non hanno manuale d’istruzione e d’uso per
macchine
marcate CE;
- riguardo alla “valutazione dei rischi”
le risposte positive sono invece “incoraggianti”. Alcune ditte non hanno
tuttavia ancora risolto le problematiche relative alle condizioni
ambientali
(freddo, ...);
- riguardo alla “formazione” si
rilevano molte risposte negative e risposte mancate. “Un dato inatteso
perché
alcune domande fanno riferimento a specifici obblighi di legge”,
obblighi di
legge che saranno anche valutati nei sopralluoghi: è “difficile attuare
la
prevenzione senza la piena partecipazione dei lavoratori”.