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Anno 12 - numero 2380 di mercoledì 21 aprile 2010

Campagna ispettiva nel comparto lapideo: i documenti


Pubblicati i risultati delle campagne ispettive nel comparto lapideo svolti sul territorio dallo Spisal di Vicenza. Le resistenze del settore, le carenze più riscontrate, il questionario inviato, la valutazione dei rischi, i risultati del questionario.

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Il Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Spisal) dell’ULSS 6 di Vicenza ha raccolto sul suo sito, in relazione al comparto lapideo, diversi materiali relativi:
- ai risultati dell’intervento di vigilanza svolto tra il 1999 e il 2001 nelle ditte del comparto lapideo del territorio dopo aver distribuito un manuale informativo;
- all’invio di un questionario alle aziende, con preavviso di nuovi interventi di vigilanza nel 2010;
- ai recenti risultati del questionario inviato.




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Il materiale raccolto ci permette di poter rilevare alcune problematiche del comparto lapideo relative alla sicurezza e salute dei lavoratori e di riportare alcune delle misure di prevenzione consigliate.

Con il documento “Lettera per le aziende a fine intervento 2005”, le aziende del territorio sono state avvisate dei risultati degli interventi di vigilanza: un documento ricco di informazioni e di immagini – raccolte in “Figure 1- 6” e “Figure 7 – 12” - di bonifiche ottenute nelle aziende (per lo più modifiche di macchine esistenti, che presentavano carenze sia progettuali che di utilizzo).
Nella lettera si sottolinea che i risultati raggiunti “sono meno positivi di quelli raggiunti in altri comparti”.
Infatti dal confronto con altri comparti, “dove le aziende hanno regolarizzato le loro condizioni prima dell’ispezione di verifica, è emersa una certa resistenza ad applicare le bonifiche, anche quando si trattava d’interventi di sicura efficacia, poco onerosi e in grado di evitare rischi gravi (es. protezione degli organi lavoratori)”.
Da qui il numero elevato di ditte sanzionate: il 74% (nel comparto metalmeccanico erano state il 46%).
In particolare sembra che sia tra i datori di lavoro che tra i lavoratori del comparto lapideo persista “un atteggiamento che porta a considerare le polveri, il rumore e il microclima sfavorevole (freddo), aspetti ineluttabili del lavoro lapideo o come fattori non pericolosi per la salute (polvere di marmo/pietra)”.

Nel documento vengono riportate alcune considerazioni in merito:
- all’aspirazione delle polveri;
- all’inquinamento da rumore.
 
Riguardo al rumore si rileva che gli interventi preventivi presenti all’atto del primo sopralluogo, “erano pochi e consistevano soprattutto in: uso di DPI, separazioni delle lavorazioni rumorose, cabinatura dei telai tagliablocchi, impiego di dischi silenziati”. E “l’attuazione di ulteriori interventi insonorizzanti per le macchine, possibili soprattutto con l’adozione di cabine fonoisolanti già largamente sperimentate nel settore, è risultata difficile e talvolta qualitativamente scarsa”. Da qui la considerazione che esista quindi ancora un margine elevato di intervento, “da attivare in particolare in occasione di acquisto di nuove macchine”, di ampliamenti, di ristrutturazioni e di manutenzioni ordinarie e straordinarie.

Nel documento vengono infine indicate le carenze di prevenzione riscontrate con maggior frequenza.  Ad esempio la percentuale di tagliablocchi a filo - una macchina usata nel comparto - in cui si sono rilevate carenze, è stata del 90%.

Il documento “Lettera per le aziende con questionario - anno 2009” è invece relativo ad una comunicazione (novembre 2009) per richiedere la compilazione di un questionario riguardante l'organizzazione aziendale della sicurezza.
La lettera informa anche di “ispezioni brevi” che saranno svolte nel comparto: l’ispezione breve  è rivolta a pochi indicatori (ad es. una macchina, una struttura, un impianto produttivo) e alla verifica delle dichiarazioni del questionario inviato.

Riportiamo i temi trattati dal questionario:
- organizzazione aziendale;
- sicurezza macchine;
- sicurezza stoccaggi e movimentazione meccanica dei carichi;
- dispositivi di protezione individuale (DPI);
- valutazione dei rischi e relativa prevenzione;
- formazione;
- servizi igienico-assistenziali;
- sorveglianza sanitaria.

In alcuni casi alle domande seguono dei suggerimenti per la prevenzione.
Ad esempio in merito alla valutazione dei rischi si chiede se sono state attuate o pianificate le misure preventive e protettive per i seguenti fattori di rischio, se presenti:

- “rumore, vibrazioni (strumenti manuali e mezzi di trasporto): separazioni, trattamenti di fonoisolamento, strumenti vibranti e mezzi di movimentazione ergonomici, otoprotettori e guanti antivibranti;
- polveri inerti (marmo e pietre calcaree), silice cristallina (graniti, porfido, ardesia..), amianto (coperture in eternit): aspirazioni localizzate, bagnatura, pulizia per aspirazione e ad umido, separazioni, confinamento, bonifica;
- prodotti chimici in genere (stucchi, adesivi, resine, sabbia silicea, ecc. di cui l’impresa deve essere in possesso delle Schede di sicurezza): sostituzione delle sostanze, aspirazione, fornitura e uso di DPI;
- movimentazione manuale di carichi, movimenti ripetuti: organizzazione del posto di lavoro, entità dei carichi trasportati a mano, utilizzo di manipolatori meccanici, ausili di trasporto (carrelli, transpallet, nastri trasportatori, gru a bandiera), attività manuali ad alta ripetitività e/o con impegno di forza;
- clima e microclima: riscaldamento nella stagione fredda, DPI”

Nell’ultimo documento, “Risultati del questionario - anno 2010”, viene infine riportata l’elaborazione di 29 questionari compilati.

Da questa elaborazione risulta che:
 - riguardo all’aspetto “sicurezza macchine”  è “sorprendente il numero elevato di macchine vendute” senza “attestazione di conformità” e “preoccupante il numero di aziende che non ha risposto”. Ci sono ancora aziende che non hanno manuale d’istruzione e d’uso per macchine marcate CE;

- riguardo alla “valutazione dei rischi” le risposte positive sono invece “incoraggianti”. Alcune ditte non hanno tuttavia ancora risolto le problematiche relative alle condizioni ambientali (freddo, ...);

- riguardo alla “formazione” si rilevano molte risposte negative e risposte mancate. “Un dato inatteso perché alcune domande fanno riferimento a specifici obblighi di legge”, obblighi di legge che saranno anche valutati nei sopralluoghi: è “difficile attuare la prevenzione senza la piena partecipazione dei lavoratori”.
 
 
I documenti:
- “Lettera per le aziende a fine intervento 2005” (formato PDF, 58 kB);
- “Figure 1- 6” (formato PDF, 1.39 MB);
- “Figure 7 – 12” (formato PDF, 1.33 MB);
- “Lettera per le aziende con questionario - anno 2009” (formato PDF, 1011 kB);
- “Risultati del questionario - anno 2010” (formato PDF, 126 kB).
 



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