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Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza. |
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Anno 12 - numero 2435 di giovedì 08 luglio 2010
Buone pratiche nel lavoro al videoterminale L’Inail ha aggiornato un documento che raccoglie informazioni e buone pratiche relative al lavoro al videoterminale. Le misure di prevenzione, i suggerimenti relativi a software, schermo e postazione di lavoro.
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In questi mesi l’ Inail
ha prodotto diversi aggiornamenti di precedenti pubblicazioni sulla sicurezza
sul lavoro, ad esempio in relazione all’uso professionale dei videoterminali
(VDT), attrezzature di lavoro che ormai
sono estremamente diffuse in molti comparti lavorativi.
Dopo aver presentato l’aggiornamento sui fattori
di rischio dei VDT e sulla sorveglianza sanitaria, ci soffermiamo ora sul
documento “ Il
lavoro al videoterminale”, prodotto da un gruppo di lavoro Inail nel
2002 - rielaborando una pubblicazione di Suva, Istituto nazionale svizzero di
assicurazione contro gli infortuni sul lavoro – e aggiornato nel mese di giugno
2010.

Il documento Inail premette che se
l’utilizzo del videoterminale,
soprattutto se prolungato, può provocare qualche disturbo, questi
disturbi
possono essere prevenuti osservando alcune norme di buona pratica.
Cominciamo dunque proponendo alcuni esempi
generali di buone pratiche per la prevenzione dei disturbi
alla
vista, dei problemi dell’ apparato
muscolo-scheletrico legati alla postura
e dei problemi di affaticamento
fisico
e mentale:
- “progettare ergonomicamente il posto di lavoro con una corretta scelta
e
disposizione degli arredi e dei videoterminali;
- organizzare correttamente il lavoro, rispettando le pause ed evitando
di
mantenere una posizione
inalterata per tempi prolungati, la digitazione rapida e l’uso del
mouse
per lunghi periodi”;
- avere a disposizione un videoterminale
(schermo, tastiera, mouse e, se necessario, tappetino per il mouse)
moderno e
appropriato nonché arredi regolabili in base alle dimensioni corporee
dell’operatore;
- avere un piano di lavoro con spazio sufficiente per l’appoggio degli
avambracci e per la corretta collocazione dello schermo, della tastiera e
del
mouse;
- allestire il posto di lavoro in modo ottimale in funzione delle
dimensioni
corporee dell’operatore (altezza del sedile, del piano di lavoro e
posizione
dello schermo);
- usare occhiali appropriati per correggere eventuali difetti
di
vista;
- fare pause per rilassarsi;
- alternare spesso al lavoro al videoterminale
attività lavorative in posizione eretta”.
In alcuni casi, ricorda il documento,
“può essere utile disporre di accessori
ergonomici come i poggiapiedi o i poggiapolsi per l’uso di tastiera e
mouse
o di accessori che consentano di lavorare anche in piedi”.
Rimandandovi ad una lettura più esaustiva del documento, approfondiamo
ora
alcuni specifici aspetti relativi alla tutela della salute degli addetti
ai
videoterminali.
Software e schermo
Non sempre si sottolinea a sufficienza l’importanza di idonei software
per prevenire i disturbi
correlati all’affaticamento fisico e mentale.
I software utilizzati devono rispondere ai seguenti requisiti:
- “devono essere adeguati alla mansione da svolgere;
- devono essere di facile uso, adeguato al livello di conoscenza e di
esperienza
dell'utilizzatore”;
- “devono essere strutturati in modo tale da fornire ai lavoratori
indicazioni
comprensibili sul corretto svolgimento dell’attività;
- i sistemi devono fornire l’informazione di un formato e ad un ritmo
adeguato
agli operatori;
- i principi dell’ergonomia devono essere applicati in particolare
all’elaborazione dell’informazione da parte dell’uomo”.
Lo schermo deve poi essere
“liberamente e facilmente orientabile e possibilmente inclinabile”.
È auspicabile “la presenza di un dispositivo per la regolazione in
altezza
dello schermo” e la “luminosità e/o il contrasto tra i caratteri e lo
sfondo
dello schermo
devono essere regolabili
anche per migliorare la leggibilità del testo e della grafica”.
Inoltre “l’eventuale problema dell’esposizione ai raggi X di bassa
energia
generati dei monitor è stato superato dal passaggio agli schermi piatti,
basati
su tecnologie che non utilizzano i tubi catodici e che quindi non
emettono
alcun tipo di raggi X”. Questi schermi “generano campi
elettromagnetici di bassa intensità che non raggiungono
neppure le dimensioni del campo di un normale cavo di rete e quindi non
destano
nessun tipo di preoccupazione”.
Riguardo ai campi elettrostatici, gli “schermi di recente fabbricazione
generano campi elettrostatici esigui, in quanto la loro superficie viene
pretrattata”.
La postazione di lavoro
Ricordando che molti disturbi che possono colpire gli addetti al videoterminale“sono essenzialmente dovuti all’errata progettazione del posto
di
lavoro e/o ai comportamenti errati degli stessi operatori”, vengono
proposti i seguenti suggerimenti:
- “regolare dapprima l’altezza del sedile in modo da avere le cosce in
posizione orizzontale o leggermente inclinate verso il basso e i piedi
completamente appoggiati sul pavimento;
- in seguito regolare il piano di lavoro portandolo all’altezza dei
gomiti;
- se il tavolo è troppo alto e non regolabile in altezza, regolare la
sedia in
modo che gli avambracci siano in posizione parallela rispetto al
pavimento e,
se necessario, fare uso di un poggiapiedi;
- lasciare fra il bordo della sedia e la parte posteriore del ginocchio
uno
spazio di circa 4 cm;
- regolare lo schienale in modo che fornisca un buon supporto della
regione
lombare. Preferire sedie che consentono una posizione seduta dinamica
(lo
schienale segue i movimenti naturali del corpo quando ci si piega in
avanti o
all’indietro);
- se la maggior parte degli operatori utilizza una distanza visiva
minima, dal
monitor, “che varia da 50 a 70 cm lavorando su schermi delle dimensioni
abitualmente in uso, per schermi di 15 pollici è raccomandabile una
distanza di
50-60 cm, per uno schermo di 16 pollici 60-70 cm e per uno di 17 pollici
70-80
cm” (per “schermi molto grandi, come quelli utilizzati nelle postazioni
di
lavoro CAD, sono da prevedere distanze maggiori”);
- “posizionare lo schermo ad una altezza corretta (bordo superiore dello
schermo all’altezza degli occhi o leggermente al di sotto). Per chi è
affetto
da presbiopia
e porta occhiali progressivi o bifocali vale in generale la regola
secondo cui
lo schermo va posizionato ad una distanza maggiore adeguata alle
esigenze
visive dell’operatore e ad una altezza che consenta alla testa di
assumere una
posizione naturale;
- le spalle devono essere rilassate, la schiena diritta e ben poggiata
allo
schienale, il busto non deve essere in torsione, gli avambracci devono
poggiare
comodamente sul piano di lavoro ed essere in posizione orizzontale,
ossia
parallela rispetto al pavimento;
- le ginocchia devono formare un angolo di circa 90°;
- gli avambracci, i polsi e le mani devono rimanere in posizione diritta
e tra
loro allineata e l’inclinazione o lo spessore della tastiera non deve
essere
tale da far piegare indietro i polsi”.
Riguardo alla postazione di lavoro
il documento ricorda che:
- ogni addetto ai VDT deve “farsi mostrare dal Responsabile
del
Servizio di prevenzione e protezione, dai superiori o dai colleghi
il
modo corretto di regolare il sedile e il piano di lavoro”;
- il datore
di
lavoro deve “verificare periodicamente che i posti di lavoro al videoterminale siano conformi alle indicazioni di legge, siano idonei
alle
caratteristiche fisiche degli operatori e siano utilizzati in modo
corretto”.
Ricordiamo infine che il documento – su cui PuntoSicuro si soffermerà
ancora in
relazione alla sicurezza nell’impiego di computer portatili – riporta
anche:
- alcuni esempi di esercizi di
rilassamento;
- le indicazioni del Decreto
legislativo
81/2008 in merito all’uso di attrezzature munite di
videoterminali;
- le linee
guida
d’uso dei videoterminali, secondo l’art. 56, comma 3, del decreto
legislativo n.
626/1994 e la Circolare 20/4/2001 n.
5/2001;
- una lista di controllo che consente di valutare il posto di lavoro al
videoterminale.
L’indice del documento:
1. Come evitare i disturbi associati all’uso del videoterminale
2. Videoterminale, tastiera e mouse
3. Condizioni ambientali
4. Il corretto posizionamento del videoterminale
5. Piano di lavoro, sedia, poggiapiedi
6. La postazione di lavoro
7. Uso dei computer portatili
8. I disturbi alla vista
9. Affaticamento mentale
10. Fare prevenzione: esercizi di rilassamento e altre raccomandazioni
11. Lista di controllo
Inail, “ Il
lavoro
al videoterminale”, aggiornamento a cura di Barbara Manfredi
(formato PDF, 1.98 MB).
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