Questo manuale, consultabile on line, è rivolto a coloro che si recano nel bosco per il
taglio del legname senza un formazione specifica e fornisce le principali regole da seguire per garantire sicurezza e salute.
E non è un caso che sia proprio la Provincia autonoma di Trento a occuparsi in prima persona di questi temi: in Trentino il lavoro non professionale nel bosco è molto diffuso e “rappresenta un'antica e radicata tradizione”.
Dai dati forniti dal Servizio Foreste e fauna emerge, infatti, che questo tipo di attività produce “dai 35 ai 40mila metri cubi di legname da opera (10-13% del totale) e dai 900mila al milione e trecentomila quintali di legna da ardere (dall'80 al 94% del totale)”.
- scivolamento sul terreno accidentato o reso sdrucciolevole dal fogliame umido o coperto di brina con conseguenti contusioni, distorsioni e fratture agli arti;
- urti con i tronchi, schiacciamento, sferzate di rami che si liberano dall’ostacolo che li trattenevano;
- danni dovuti alle macchine e agli attrezzi manuali o a motore che si utilizzano, in particolare la
motosega;
- colpo di frusta conseguente a rottura di funi di acciaio usate per trainare il materiale legnoso già abbattuto.
E la prima cosa da fare per ridurre i rischi, ricollegandoci alla importante campagna europea sulla valutazione del rischio, è riconoscerli, valutarli e mettere in atto tutte le misure di prevenzione possibili suggerite dalla buona tecnica.
La pubblicazione permette di conoscere i rischi specifici, fornisce regole, consigli, e raccomandazioni, con il supporto visivo di molte illustrazioni, anche in relazione all’utilizzo e alla manutenzione delle macchine (ad esempio motosega e decespugliatore).
Tiziano Menduto