|
|
|
|
 |
|
Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza. |
|
|
|
Anno 12 - numero 2430 di giovedì 01 luglio 2010
BBS - Behavior Based Safety: i comportamenti di sicurezza Il comportamento è l’unico vantaggio competitivo per le nostre aziende. Intervista a Fabio Tosolin - presidente di AARBA: “Dobbiamo iniziare a misurare il training per la sua efficacia e non per il tempo passato in aula”.
google_ad_client
Ritorno sull’investimento, certificazione e formazione. Sono stati questi i
temi della VI edizione del Congresso
Europeo di Behavior Based Safety (Venezia, Scuola Grande San Giovanni
Evangelista), realizzato da AARBA
in collaborazione con ISPESL, INAIL e Giunta Regione Veneto.
L’evento ha riscosso un grande successo, vi hanno preso parte più di 400
persone e ha ospitato 3 workshop, 4
simposi, 2 plenarie, 5 speaker internazionali, 36 relatori: dopo la
Behavioral Safety Now Conference, il congresso è stato il più grande evento di
sicurezza comportamentale al mondo per numero di partecipanti, di simposi e di
relatori
“Chi applica il rinforzo positivo per i comportamenti di sicurezza, inizia ad
applicarlo anche a produzione e qualità e vede che funziona”. A dirlo è Fabio
Tosolin, presidente della Società Scientifica Italiana di Analisi del Comportamento
(AARBA) e docente del Politecnico di Milano.
FABIO TOSOLIN: IL VIDEO DELL’INTERVISTA
FABIO TOSOLIN: IL TESTO DELL’INTERVISTA
Prof. Fabio Tosolin, il titolo del IV
Congresso Europeo di B-BS è stato Coniugare Sicurezza Comportamentale e
Produttività.
Ci spiega come questo è possibile?
Negli Anni 50 le aziende differivano nella loro produttività grazie a
fattori per la gran parte estrinseci. Chi produceva in USA, Europa e
Giappone
aveva a disposizione infrastrutture, servizi e materie prima che non
erano
disponibili in altre parti del mondo. Oggi a Shanghai troviamo
aeroporti,
porti, banche e strade come in qualunque altro posto del mondo
industrializzato.
L’unica differenza che è rimasta dunque tra un’azienda e l’altra sotto
il
profilo della qualità, della sicurezza e della produttività è il
comportamento
di chi ci lavora. Se io ho operai più veloci e precisi, allora sono più
produttivo.
Tutto il resto si è appianato. Nella sicurezza è esattamente la stessa
cosa.
Quando noi esaminiamo due aziende e vi troviamo gli stessi DPI
e le stesse macchine utensili, come mai in una osserviamo 100 incidenti e
in
un’altra 10? Questa differenza è dovuta esclusivamente ai comportamenti
rischiosi e sicuri nei due diversi siti. Come ottenere questi risultati?
Definendo i comportamenti virtuosi, misurandoli e poi modificando le
conseguenze che il lavoratore riceve immediatamente a valle di quei
comportamenti, o come dicono gli analisti del comportamento,
sottoponendoli a schemi
di “rinforzo”.
Uno dei simposi è stato dedicato al
training. Perché in un congresso di Behavior-Based Safety?
Quello del training di sicurezza è un tasto dolente. Una delle cose
più
sconfortanti della sicurezza in Italia è, da un lato, l’assoluta
misconoscenza
delle leggi scientifiche alla base dell’apprendimento, che non vengono
usate
nella quasi totalità dei training sulla sicurezza. Il secondo punto
dolente è
che noi oggi sottoponiamo a training, formazione, istruzione e
addestramento
lavoratori che non ne hanno alcun bisogno: in realtà queste persone
trascurano
i comportamenti di sicurezza non perché non li conoscono – sanno infatti
benissimo se e quando usare l’elmetto
e come allacciarlo -, ma semplicemente perché non vogliono: esattamente
come
ognuno di noi sa che in città dovrebbe guidare sotto i 50 km/h eppure in
Corso
Sempione a Milano viaggiamo tutti, ma proprio tutti, a 70-80 km/h. Non
ha senso
sottoporre a formazione o informazione in aula chi avrebbe invece
bisogno di
essere motivato, attraverso la gestione degli antecedenti e delle
conseguenze
sul posto di lavoro.
Che cosa può dare l’analisi
comportamentale al training di sicurezza?
La Behavior Analysis può dare moltissimo al training. Noi possiamo
insegnare l’inglese ai nostri ragazzi per 3 ore alla settimana per otto
anni,
senza che questi riescano a balbettare una risposta o a comprendere un
telegiornale della CNN, come accade comunemente nelle nostre scuole. Al
contrario, possiamo insegnare in 8 settimane l’inglese a livello tale da
costruire un conferenziere. La differenza tra questi due livelli di
efficacia
risiede esclusivamente nella metodologia didattica usata. Non applicare
le
leggi e i paradigmi scientifici della Behavior Analysis nel safety
training
significa sprecare le risorse delle imprese, abbandonando i lavoratori
in balia
degli eventi alla prima emergenza di sicurezza.
C’è bisogno di una certificazione B-BS?
Perché?
La B-BS è un protocollo scientifico e di per sé nessun protocollo
scientifico ha bisogno di alcuna certificazione formale. Per cui, non
avremmo
bisogno di una certificazione di B-BS. La certificazione non serve a
dirci se
il protocollo funziona bene, ma solo a garantire enti terzi riguardo al
fatto
che quella particolare impresa sta davvero realizzando un protocollo di
B-BS.
In questo senso la certificazione può essere utile. E’ utile per esempio
nel
Nord America dove chi ottiene l’accreditamento da parte del Cambridge
Center
for Behavioral Studies del Massachusetts, ottiene automaticamente un
fortissimo
sconto dalle compagnie assicurative. Questo avviene anche nel Regno
Unito.
Tuttavia questo è totalmente inutile in Italia: l’Inail al momento non
garantisce
nessun sconto particolare a chi abbia questo tipo di certificazione e
d’altronde in Italia nessun norma considera in Italia la B-BS un sistema
esimente. L’enorme successo che ha riscosso negli ultimo 5 anni la B-BS,
adottata da imprese che impiegano circa 100.000 lavoratori è dovuto a un
unico
parametro, che nulla ha a che vedere con la certificazione: l’enorme
riduzione
di infortuni, malattie
professionali e disastri ambientali. Detto questo, io credo che
questo
congresso che per la prima volta si svolge sotto l’egida di Inail e
Ispesl,
abbia buone probabilità per un cambiamento radicale. Quando avremo un
forte
committment da parte dei nostri enti di controllo, la certificazione
diventerà
ambita da parte delle imprese che ne trarranno dei vantaggi. Un unico
accorgimento: la B-BS è un protocollo scientifico e quindi non si può
affidare
un documento tecnico a chi non sia laureato in Behavior Analysis o non
abbia un
PhD specifico in Organizational Behavior Management. La certificazione è
una
cosa delicata e al momento l’unico ente indipendente nel mondo che può
certificare è il CCBS.
Fonte: AARBA.
Commenti alla pagina.
Nessun commento attualmente presente.
Ultimi documenti inseriti nella banca dati normativa di PuntoSicuro sulla sicurezza sul lavoro. |
|
NEWSLETTER
|
Ricevi ogni giorno le principali notizie sulla sicurezza sul lavoro. Inserisci il tuo indirizzo e-mail:
|
|
|
Copyright © All Rights reserved 1999-2012 - PuntoSicuro è la testata giornalistica di
Mega Italia Media.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
È la rivista ufficiale Aifos - Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro È sito segnalato dai servizi di documentazione INAIL e ISPESL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità.
Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562 Direttore responsabile: Luigi Meroni. Redazione: Pietro de' Castiglioni, Federica Gozzini, Tiziano Menduto (contattaci) - Privacy Policy
Unsubscribe: per cancellarsi dalla newsletter PuntoSicuro cliccare qui, per modificare l'e-mail di iscrizione alla newsletter cliccare qui
Mega Italia Media srl, via Roncadelle 70A, Castel Mella (BS), C.F./P.IVA 03556360174, Tel. 0305531825 produce corsi multimediali e in e-learning per la formazione su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Realizzato con il content management system DynDevice WCMS |
|
|
|