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Piattaforme di lavoro elevabili: norme tecniche e prevenzione


Informazioni per l’uso in sicurezza delle PLE: le nuove norme tecniche in vigore dal 1 febbraio, le buone prassi di sicurezza, i DPI contro la caduta dall’alto e la scadenza della formazione del 12 marzo 2015.

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Anche quest’anno ad Ambiente Lavoro di Bologna diversi incontri, organizzati da IPAF Italia (International Powered Access Federation), hanno affrontato il tema della prevenzione degli incidenti e della normativa relativa all’utilizzo delle piattaforme di lavoro elevabili (PLE).
 
E poiché, come mostrato anche nella rubrica “ Imparare dagli errori”, all’uso di queste attrezzature di lavoro sono correlati molti incidenti gravi, per favorire la consapevolezza dei rischi e la riduzione degli infortuni, ci soffermiamo oggi su due diversi documenti.
Il primo è relativo ad un intervento che si è tenuto ad Ambiente Lavoro e ad una recente scadenza normativa (norma UNI EN280), mentre il secondo affronta il tema dei DPI contro la caduta dall’alto durante l’uso di PLE.


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Piattaforme di Lavoro Mobili Elavabili (PLE)Materiale per formatori - Piattaforme di Lavoro Mobili Elavabili (PLE)
Macchine e Attrezzature: Abilitazione e formazione degli operatori (art. 73, c.5 D. Lgs. 81/2008, Accordo Stato Regioni 22/02/2012)
 
Partiamo dal primo documento, pubblicato sul sito di IPAF Italia, relativo ad un intervento ad Ambiente Lavoro, dal titolo “Principali norme e buona prassi relative agli strumenti di sicurezza da attivare quando si utilizza una PLE” e a cura dell’ Ing. Giuliano Bicchi.
 
Il documento dopo aver riportato le definizioni e indicato le differenze tra regolamenti, direttive, pareri e norme tecniche, si sofferma sulla Direttiva n. 2006/42/CE (Direttiva Macchine) - recepita in Italia con il D.Lgs. n.17 del 27 gennaio 2010 – e specialmente sulle norme tecniche relative alle piattaforme di lavoro elevabili:
- Norma UNI EN280:2009 - Piattaforme di lavoro mobili elevabili “Calcoli per la progettazione - Criteri di stabilità - Costruzione - Sicurezza - Esami e prove”: “la norma costituisce il recepimento della norma armonizzata europea EN 280:2001+A2 (edizione agosto 2009) assumendo così lo status di norma nazionale italiana”;
- Norma EN280:2013: “la Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 28 novembre 2013 ha inserito nell’elenco titoli e riferimenti di norme armonizzate ai sensi della normativa dell'Unione sull'armonizzazione la EN 280:2013 che va a sostituire la EN 280:2001+A2:2009. La nuova edizione della norma EN 280 è pubblicata dall’ UNI”.
 
In particolare la nuova Norma UNI EN280:2013 “può essere già applicata dai costruttori nei nuovi progetti” e alla data stabilita del 31 gennaio 2015 “la norma precedente cesserà di dare la presunzione di conformità ai requisiti essenziali e agli altri requisiti previsti dalla normativa pertinente dell'UE”.
Ricordiamo infatti che “la corretta applicazione delle Norme Tecniche Armonizzate e la Valutazione dei Rischi effettuata su tali norme é ‘Presunzione di Conformità’ al rispetto dei Requisiti Essenziali della rispettiva Direttiva CE”.
 
Diamo un breve sguardo alla norma UNI EN280:2013.
 
Questa norma “specifica i requisiti tecnici e le misure di sicurezza per tutti i tipi e per tutte le dimensioni di piattaforme di lavoro elevabili, destinate a spostare persone alle posizioni di lavoro da cui possano svolgere mansioni dalla piattaforma di lavoro, con l’intendimento che le persone accedano ed escano dalla piattaforma di lavoro attraverso una posizione di accesso ben definita: a livello del terreno o del carro. Ciò non significa che sia vietato lo sbarco in quota, solo che la norma non prende in considerazione tale rischio”.
 
Le slide relative all’intervento, che vi invitiamo a visionare integralmente, riportano poi ulteriori indicazioni su vari aspetti della nuova norma: classificazione, visibilità movimenti comandati da terra, inclinometro, limitatore di carico, limitatore di momento, arresto di emergenza, schiacciamento, correzione livellamento, piattaforma di lavoro, dispositivi di sicurezza, ...
 
Inoltre, conclude il relatore, ilrispetto delle norme di sicurezza da parte dei progettisti, dei costruttori e degli operatori “è un formidabile contributo alla riduzione degli infortuni, per la maggior parte determinati dall’uomo più che dalle macchine”. Tuttavia non basta la conoscenza delle norme e il loro rispetto: “è necessario che gli operatori siano adeguatamente formati ed addestrati” se veramente si vuole ridurre il numero di incidenti.
 
Il secondo documento, dal titolo “DPI contro la caduta dall’alto durante l’uso di PLE a braccio estensibile e attrezzature multifunzionali” è stato invece elaborato dal gruppo di lavoro D-A-CH-S, un gruppo di lavoro internazionale formato da esperti provenienti dalla Germania, Austria, Svizzera e Alto Adige che ha lo scopo “perseguire regolamenti standardizzati internazionali per sistemi di protezione contro le cadute dall’alto nei lavori in quota”.
 
La scheda prodotta dal D-A-CH-S vuole contrastare il rischio di caduta dall’alto da PLE.
 
Infatti durante l’ uso di una PLE c’è il pericolo per l’operatore di essere sbalzato fuori o di cadere dalla piattaforma di lavoro, con un effetto frusta o catapulta che può dipendere da vari fattori: “spostamento, urti, scarico di materiale, incastramento della PLE, buche durante lo spostamento della PLE, scavalcare la ringhiera, difetto tecnico”, ...
 
Dunque bisogna utilizzare “durante il lavoro in una PLE semovente a braccio estensibile un’imbracatura anticaduta collegata con un mezzo di collegamento registrabile con assorbitore di energia a un punto di ancoraggio definito dal costruttore”.
 
Altre indicazioni fornite dal documento:
- “rispettare le indicazioni fornite dal costruttore della PLE! 
- in PLE a braccio estensibile, per via del non escludibile effetto frusta/catapulta, deve essere prescritto l’uso di DPI contro la caduta dall’alto. Per questo motivo possono essere usate solo le PLE con punti d’ancoraggio predefiniti per i DPI contro la caduta dall’alto dal costruttore;
- una caduta al di fuori della ringhiera deve essere esclusa, perché la caduta potrebbe causare il ribaltamento della PLE, o la portata del punto d’ancoraggio potrebbe essere superata. Per questi motivi i mezzi di collegamento”, in relazione alla geometria del cestello della PLE e dei lavori da svolgere, “devono essere tenuti più corti possibili”;
- “usare mezzi di collegamento registrabili con assorbitore di energia o dispositivo anticaduta retrattile” (nel documento vengono forniti ulteriori particolari tecnici);
- “durante lo spostamento della PLE usare sempre il collegamento più corto (p. e. punto d’ancoraggio corrente intermedio ad attacco sternale);
- bisogna sempre pianificare il salvataggio”.
 
La scheda riporta informazioni sui rischi residui e diverse fotografie esplicative relativi ad esempi di cadute e di idonei metodi di prevenzione.
 
Concludiamo ricordando che, come già comunicato nell’articolo “ Attrezzature di lavoro: formazione entro il 12 marzo”,  entro il 12 marzo 2015, gli addetti all’uso di PLE devono farsi riconoscere la formazione pregressa e/o completare l’aggiornamento previsto.
 
 
Principali norme e buona prassi relative agli strumenti di sicurezza da attivare quando si utilizza una PLE”, a cura dell’Ing. Giuliano Bicchi, atti dell’intervento tenuto durante Ambiente di Lavoro 2014 (formato PDF, 191 kB).
 
 
DPI contro la caduta dall’alto durante l’uso di PLE a braccio estensibile e attrezzature multifunzionali”, scheda a cura del Gruppo di lavoro D-A-CH-S (formato PDF, 284 kB).
 
 
 
RTM
 
 


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Rispondi Autore: Massimo Torta13/05/2016 (09:27:00)
continuo ad avere perplessità: mi chiedo a che cosa serva l'assorbitore di energia, se non a permettere eventualmente l'allungamento del cordino di 1,75 m. e quindi a consentire la fuoriuscita dal cestello quando questo si apre.
Inoltre i punti di ancoraggio non sono omologati per arresto caduta; l'attacco sternale o dorsale sono posti più in alto del parapetto del cestello e quindi permettono di oltrepassarlo.
meglio sarebbe vincolarsi e posizionarsi alla cintura con doppio cordino poichè in questo caso il vincolo dell'operatore ha un baricentro che non oltrepassa il parapetto del cestello. Questo proprio perchè non si deve correre il rischio di fuoriuscire dal cestello. se ciò avvenisse i rischi sono: o ci si tira dietro tutta la PLE, o si rompe l'anello di ancoraggio e comunque si cade al suolo. Mi pare che anche in questo caso si applichino le "regolette" preconfezionate per le quali (erroneamente) si è convinti che quando si usa l'imbracatura occorra sempre l'assorbitore di energia. non è così! vedansi: le linee guida ex ispesl; il calcolo distanza di caduta libwera ed il fattore di caduta...
Rispondi Autore: Valdimiro Lembo18/05/2016 (08:38:46)
concordo totalmente con l'analisi di Massimo.

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