LOGO - Home Page
Dal 1999 il quotidiano sulla sicurezza sul lavoro, ambiente, security
Condividi
questa pagina sul Social Network a cui sei già loggato!

  

Vigilanza e competenze: l’Agenzia unica delle ispezioni del lavoro


Lo “stato dell'arte” dell'Agenzia unica delle ispezioni del lavoro” in relazione alle probabili competenze sulla salute e sicurezza dei lavoratori. A cura di Massimo Peca.

Pubblicità

Vicenza, 15 Gen – Uno dei compiti di un giornale di informazione non è solo quello di presentare notizie o raccogliere utili strumenti per i propri lettori, ma anche quello di favorire il dibattito su temi rilevanti. E sicuramente rilevante è il tema delle competenze in materia di salute e sicurezza – stimolato ad esempio dai contributi su PuntoSicuro di  Lorenzo Fantini e di  Rocco Vitale – ancor più se in connessione al tema dell’attività di vigilanza e all’attualità della normativa più recente. Su questo tema riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo di Massimo Peca, ispettore tecnico dell'Unità operativa vigilanza tecnica della Direzione Territoriale del Lavoro di Vicenza.

Pubblicità
OttoUno - D.Lgs. 81/2008 (Vers. Uffici)Materiale per formatori - OttoUno - D.Lgs. 81/2008 (Vers. Uffici)
Modello di corso su Slide in formato PPT con documenti di gestione del corso per formatori sulla sicurezza

La legge delega di riforma del lavoro (10 dicembre 2014, n. 183), presentata in Senato il 3 aprile 2014 e recentemente entrata in vigore, assegna al Governo, tra gli altri, il compito di istituire una “agenzia unica delle ispezioni del lavoro” o potenziare il coordinamento tra le DTL/DRL del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l'INPS, l'INAIL, i servizi ispettivi per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori delle ASL (SPSAL) e ARPA (SIA).
 
Esattamente, il testo normativo del comma 7 e della lettera l) recita:
 
7. Allo scopo di rafforzare le opportunità di ingresso nel mondo del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione, nonché di riordinare i contratti di lavoro vigenti per renderli maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contesto occupazionale e produttivo e di rendere più efficiente l'attività ispettiva, il Governo è delegato ad adottare, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, di cui uno recante un testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi, in coerenza con la regolazione dell'Unione europea e le convenzioni internazionali:
l) razionalizzazione e semplificazione dell'attività ispettiva, attraverso misure di coordinamento ovvero attraverso l'istituzione, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, di una Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, tramite l'integrazione in un'unica struttura dei servizi ispettivi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell'INPS e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), prevedendo strumenti e forme di coordinamento con i servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali e delle agenzie regionali per la protezione ambientale.”.
 
Dalla lettura dei testi anzidetti, appare evidente che, mentre nel caso in cui venisse realizzata l'Agenzia, questa potrebbe interessare solo le funzioni ispettive dell'INPS e dell'INAIL, per quanto riguarda le attività ispettive descritte delle ASL e ARPA (circa 250 in tutto), la legge delega (e di conseguenza il decreto legislativo che ne deriverebbe) prevede solo delle “forme di coordinamento” e quindi tali funzioni non potrebbero essere ricomprese tra i compiti dell'agenzia, se verrà realizzata. Ciò a causa del vincolo posto dal Parlamento al Governo.
 
Lo stesso Governo Renzi ha presentato l'8 aprile 2014 al Senato, il disegno di legge costituzionale S1429 per la riforma del titolo V della Costituzione. Per quanto d'interesse in questa trattazione, la modifica dell'articolo 117 della Costituzione predisposta dal Governo prevedeva la seguente formulazione: “Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie e funzioni: … norme generali per la tutela ... e sicurezza del lavoro”. Il testo licenziato dal Senato ed ora in discussione alla Camera (C2613) è stato privato della parola “funzioni”, sebbene sia stato emendato nelle varie commissioni affari costituzionali.
 
Seppure il percorso della riforma costituzionale dell'articolo 117 non si sia ancora concluso, è importante rilevare dalla lettura del testo originario del Governo, che l'intenzione dello stesso parrebbe essere quella di creare i presupposti normativi costituzionali per riportare alla competenza esclusiva dello Stato non solo l'importantissima ed esclusiva potestà legislativa relativa alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, ma anche quella delle “funzioni” ad essa connessa, cioè l'attività di vigilanza a parere di chi scrive. Ben più pregnante, impegnativa e profondamente riformatrice dell'apparato pubblico ad essa destinato: principalmente ASL e ARPA. Le date di trasmissione dei due disegni di legge sono sintomatiche.
 
Orbene, seppure la riforma dell'articolo 117 della Costituzione tornasse nella sua precedente formulazione, cioè ricomprendendo anche le “funzioni”, queste sarebbero impossibili da esercitare se non previa modifica sia della legge delega appena approvata (183/2014) che del conseguente decreto legislativo, perché esulerebbero dai vincoli “imposti” dal Parlamento. O meglio, sarebbe più opportuno parlare di vincoli “votati” dal Parlamento.
 
Sarebbe importante che l'obiettivo della riforma legislativa in atto fosse quello di ricondurre alla gestione unitaria dell'Agenzia, tutte le competenze frazionate in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro già assegnate ai Ministeri del lavoro e delle politiche sociali, della salute, dello sviluppo economico, della difesa per la parte di competenza sulle funzioni delle Capitanerie di porto in merito alla navigazione civile, al Servizio sanitario nazionale, alle ARPA, alle Regioni direttamente o alle Province e pertanto dovrebbero essere ricondotte all'Agenzia anche i compiti svolti da organismi regionali o statali relativi a:
- porti e navigazione delle navi mercantili e da pesca;
- ferrovie e aeroporti;
- industrie estrattive a cielo aperto o sotterranee, torbiere;
- acque minerali e termali;
- radiazioni ionizzanti in ambito sanitario.
 
Si evidenzia come l'Agenzia così definita, esercitando i compiti già assegnati ad altri organi pubblici, statali o locali, riunirebbe in un unico soggetto una molteplicità di funzioni che attualmente sono sovrapponibili con quelle già presenti in alcune direzioni generali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Per tale ragione, il Ministero di riferimento non avrebbe più la necessità di contenere al suo interno la Direzione generale dell'attività ispettiva, le divisioni II e VI della Direzione generale delle relazioni industriali e dei rapporti di lavoro, similmente per gli altri Ministeri indicati. In termini generali, i principali compiti specifici dell'Agenzia, relativamente agli aspetti della salute e sicurezza dei lavoratori, sono ben delineati negli articoli 5, 6 e 7 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Questa sarebbe una vera riforma di una parte della pubblica amministrazione che consentirebbe di affrontare in modo decisivo ed organico i 2'282'000 tra malattie professionali e ad esse assimilate degli ultimi 12 mesi (di cui tra i 700 e 900 causano la morte – dato sottostimato) rispetto ai “soli” 714'000 infortuni dello stesso periodo, di cui 833 mortali (INAIL – ultimo rapporto). Nel nostro Paese, una stima prudenziale del 4% di tutte le morti per neoplasie, porterebbe a quantificare in 6'400 l'anno quelle di origine lavorativa (Ultimo Piano sanitario nazionale).
 
Se si considera che l'INAIL assicura solo i 2/3 della forza lavoro del nostro Paese, rispetto agli 8'000'000 non assicurati, tra cui si stimano 3'000'000 di lavoratori irregolari, si capisce come l'immenso e frammentato apparato pubblico di controllo si perda in molti rivoli e sia del tutto inadeguato ad affrontare la situazione gravissima che ci contraddistingue rispetto al resto del mondo, sia per le competenze ripartite tra i vari organi di controllo, che per i dati allarmanti facilmente reperibili nell'apposito data base dell'ILO (International Labour Organizzation) in cui è possibile confrontare i nostri con quelli degli altri Paesi:
 
Anno 2011
Italia
Media mondo
Media UE
rapporto Italia/mondo
rapporto Italia/UE
infortuni
402868
111095
151804
363%
265%
infortuni mortali (esclusi quelli in itinere)
1002
421
185
238%
542%
 
 
 
Massimo Peca
Ispettore tecnico
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
 
NB: Ai sensi della circolare del MLPS del 18 marzo 2004, le considerazioni contenute nel presente scritto sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno in alcun modo carattere impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza
 
 
 
Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 
Forum PuntoSicuro

QUESITI? proponili nel FORUM

 


Commenta questo articolo!


Rispondi Autore: Andrea Rotella15/01/2015 (08:07:11)
Non comprendo quale sia lo scopo di riportare i valori assoluti degli infortuni in rapporto a quelli della media del mondo e della UE.
Siamo un paese con oltre 20 mln di lavoratori, molti di più della media dei paesi europei che frequentemente non arrivano nemmeno ad una cifra comparabile come popolazione complessiva.
È ovvio che poi escono fuori "dati allarmanti"....
Suggerisco all'autore di confrontare i valori assoluti degli infortuni mortali avvenuti in Italia con quelli di Malta: altro che allarmanti... È un'ecatombe
Rispondi Autore: Harleysta15/01/2015 (08:20:10)
...cambiare tutto per non cambiare nulla...
Rispondi Autore: Nicola Marisi15/01/2015 (12:13:11)
non sono d'accordo che tutte le competenze di vigilanza ed ispezione in materia di sicurezza e salute sul lavoro siano ricondotte allo Stato, resto fermo sul parere che si tratta di un problema di salute che va rcondotto nell'ambito del SSN e SSR, infatti sono un ispettore ASL e non un ispettore Ministero del Lavoro, come chi ha scritto l'articolo !
Rispondi Autore: Giora15/01/2015 (15:04:48)
Leggo l'articolo del signor Peca e posso affermare di condividerlo, anche perché da anni opero con grandissime ditte edili Italiane ed anche all'estero ( Svizzera, Germania, Belgio ed attualmente anche in Polonia), la vergogna italiana è solo nostra, decine di Organi di controllo e chi più ne ha più ne metta. Al signor Marisi mi pare ispettore ASL ricordo che lui sicuramente è fra i pochi bravi negli SPISAL e sicuramente emerge dalla moltitudine di ispettori suoi colleghi impreparati ad affrontare tecnicamente e fattivamente le ispezioni (ripeto in seno agli SPISAL ci sono anche molte eccellenze). Sento parlare che la sicurezza è un problema di SALUTE .... !!!! ma siamo pazzi la sicurezza è questione di prevenzione e casomai dopo di salute caro Dr Marisi, dai suoi discorsi si capisce un KM che è un medico e quindi uno dei gestori degli uffici SPISAL o SPRESAL. Nei nostri svariati cantieri italiani mi capita di rapportarmi sovente con Tecnici ispettori sia delle ASL che del Ministero del Lavoro e posso dirle che quest'ultimi li trovo di gran lunga più preparati anche nel confronto costruttivo tecnico, cosa che manca alla gran parte degli operatori ASL. Ma vi siete mai recati all'estero per lavorare prima di parlare ?? Esiste un solo organo ispettivo in materia di lavoro e quando vengono ti fanno il pelo e contropelo, ma soprattutto vengono una sola volta ( salvo casi eccezionali). Sto apprendendo che sta per nascere un Organismo nuovo con compiti unici ... magari fosse vero .... Mi auguro che ciò avvenga unendo tutto il mondo degli operatori di settore come pure mi auguro che le Regioni la finiscano di legiferare ognuno " motu proprio " Regione che vai comportamenti che trovi e provvedimenti disomogenei per le stesse cose, questo per esempio non avviene per il Ministero del lavoro, ma perché operano sotto lo stesso padrone e sono svincolati dalle poltrone e poteri politici. Beh !! Scusate lo sfogo mi fermo qui e chiedo scusa se qualcuno può risentirsi di quanto detto, seguo da sempre PUNTOSICURO e quando si parla male del ministero del lavoro, la massa per fortuna non tutti, tacciono appena si toccano gli interessi delle ASL apriti cielo ..... penso che se malauguratamente un giorno accorpassero anche i Tecnici ( non i medici ) ASL a questa Agenzia Unica in italia si scatenerebbero anche i sostenitori dell' ISIS (estremisti islamici) Ciao a tutti
Rispondi Autore: carmelo catanoso16/01/2015 (11:00:39)
Qualche tempo fa mi sono messo a contare il numero di Linee Guida (o nomi similari) disponibili sul web per l'applicazione del Capo I del Titolo IV del D. Lgs. n° 81/2008.

Sono riuscito a contarne 86.

Ben 67 di queste erano state pubblicate da ASL e DTL delle varie province e regioni italiane .... ed alcune tra queste, anche dai VVF e dai Carabinieri.

Poco male ..... se fossero state tutte "allineate e concordi" nelle interpretazioni e nelle indicazioni sull'applicazione.
Purtroppo, non è così e le differenze, in alcuni casi, sono sostanziali.

Ora, non si fa peccato dicendo che chi lavora in più regioni e province, ognuna con il proprio "indirizzo applicativo", non sa a che santo votarsi, vista questa situazione.

Allora, non si può che vedere favorevolmente sia la riappropriazione da parte dello Stato del potere legislativo in materia di salute e sicurezza sul lavoro che la costituzione di un'agenzia unica per le ispezioni.


In merito ai dati pubblicati nell'articolo, non posso che essere d'accordo con Andrea Rotella.
Questi dati così presentati sono privi di significato perchè sono dati in valore assoluto.
Non sono "pesati" sull'esposizione al rischio (ore lavorate) o sul numero degli esposti al rischio.

E' vero che con questo vizietto ha cominciato l'INAIL diffondendo dei dati in valore assoluto sugli infortuni sul lavoro ma forse sarebbe il caso di piantarla al fine di non dare informazioni sballate.

In caso contrario dovremmo dar ragione a quel pazzo di Nietsche che diceva: "esistono due tipi di menzogne: le bugie e le statistiche."
Rispondi Autore: ISPETTORE SPSAL DELUSO20/01/2015 (14:35:22)
Che dire, io da ispettore di un servizio PSAL nelle Marche negli anni ne ho viste di cotte e di crude per quanto riguarda annunci di una fantomatica Agenzia ispettiva Unica. Personalmente sarei ben contento se queste competenze se le riprendesse in toto il Governo, ma il problema reale è che all'interno dei servizi PSAL delle ASL è presente una categoria che si chiama Medica, che guardacaso costituisce la dirigenza, e penso proprio che non abbia intenzione alcuna di farsi sfilare l'osso da sotto, altrimenti cosa li metterebbero a fare???
SAluti
Rispondi Autore: ispettore speranzoso21/01/2015 (01:53:23)
io non sono affatto deluso anzi è dovuto che tutto torni allo stato ma deve essere fatto un riordino serio perchè fino ad oggi solo casini, il ruolo di ispettore in campo di sicurezza sul lavoro è stato dato alle ASL con a capo i medici!! mi spiegate un medico cosa capisce di macchine attrezzature di lavoro, cantieri, impalcatuire macchine e tanto altro?? per non parlare della giurispruidenza... io dico hanno fatto medicina? che facessero i medici non il lavoro tecnico giuridico degli ispettori... infatti i risultati sono stari quelli che vediamo grazie a loro fallimentari con un numero di infortuni peggio della guerra civile... per non parlare delle interferenze istituzionali, adesso anche i vigili urbani si sono messi ad andare nei cantieri.. non per criticare niente e nessuno ma se le cose le vogliamo fare seriamente e senza fare confusioni e casini e soprattutto senza fare gare e competizioni fra istituzioni e ispettori penso sia bene che tutto tornasse alla centralità dello stato e che ogniuno abbia un ruolo, il carabiniere fa il carabiniere, il medico fa il medico, il vigile urbano fa il vigile urbano, la forestale si occupi di foreste e i tecnici specializzati si occupino di sicurezza sul lavoro... e che tutte le istituzioni anzicchè farsi guerra per vedere a chi è più bello si aiutino e collaborino tra di loro altrimenti il mondo ci ride addosso... era ora che si iniziasse a parlare seriamente!! mi auguro però che le cose le facciano altrettanto seriamente senza creare ulteriori casini che già ce ne sono troppi...
Autore: Virginia Mariani15/02/2015 (14:13:05)
Le competenze devono tornare allo Stato, dall'80 le competenze generali sulla prevenzione infortuni sono passate alle Regioni che le esercitano o le eserciterebbero tramite le asl, in realtà queste ultime non fanno alcun tipo di vigilanza se non un pochino in Toscana ed in Emilia Romagna. I tecnici delle Asl (che non hanno il titolo di ispettori ma di addetti alla vigilanza) non fanno vigilanza, pur avendo organici elefantiaci, sono troppo impegnati a fare tavoli di discussione nella migliore tradizione asl. L'attività di vigilanza anche in materia di prevenzione infortuni viene svolta ancora oggi quasi esclusivamente dagli ispettori del lavoro dei quali i tecnici sono poco più di 300 in tutta Italia. Gli ispettori del lavoro si chiamano ispettori per legge e per legge sono upg, nelle asl ci sono i tecnici della prevenzione i quali non hanno la qualifica di ispettori e acquisiscono la qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria solo se in seriti in un apposito albo degli upg tenuto dal prefetto, quindi occhio a chi si fa entrare in cantiere, potrebbe essere un tecnico della prevenzione asl il quale non ha la qualifica di upg e che quindi non ha il "potere" di accedere a tutti i luoghi di lavoro, potere che invece hanno tutti gli ispettori del lavoro..
Rispondi Autore: santo de luca20/03/2016 (10:10:10)
Complimenti
Rispondi Autore: Harleysta16/02/2015 (09:11:23)
...mi permetto di correggere la dott.ssa mariani, gli addetti asl sono inquadrati come "personale di ispezione e vigilanza" con nomina prefettizia di upg; una volta forse erano solo assistenti tecnici o vigili sanitari. forse all'ispettorato non è mai andata giù la cosa di aver mantenuto la funzione ispettiva SOLO per l'edilizia. comunque, pienamente d'accordo che con la 833 i medici hanno scoperto la medicina del lavoro, quindi hanno rivendicato il fatto che le asl dovevano intervenire negli ambienti di lavoro. giusto accorpare ma attenzione, si corre il rischio di allestire l'ennesimo calderone composto da ex enti che non dialogano tra loro e a farne le spese, i cittadini...
Rispondi Autore: ciccio bomba16/02/2015 (12:47:47)
io tecnici della prevenzione
Decreto Ministeriale 17 gennaio 1997, n. 58
chiarite le vostre idee.. la legge 81/08 parla di personale ispettivo asl, e delega alcune funzioni all'ispettorato... non giriamo le carte in tavola...saluti!
Rispondi Autore: ciccio bomba16/02/2015 (12:50:26)
Cara signora Virginia, non insulti il lavoro degli ispettori asl o tecnici come vuole lei... legga il D.M. ... adesso lavorate e fate funzionare tutto voi... sempre sbruffoni...
inoltre guardi i dati della regione sicilia...negli ultimi 5 anni...! arroganti e presuntuosi
Rispondi Autore: carmelo catanoso16/02/2015 (16:23:42)
Mi pare che si stia scantonando.

Qui la questione erala modifica al Titolo V della Costituzione (art. 117).
Quello che si propone è ridare allo Stato la legislazione esclusiva nell'ambito delle norme generali per la tutela e sicurezza del lavoro.

Personalmente, come ho detto prima, penso sia assolutamente necessario al fine di evitare la grande confusione che c'è in giro per le varie regioni.

Poi le beghe e le diatribe tra personale tecnico e medico all'interno delle ASL e il mancato coordinamento con le DTL, sono altra cosa e, francamente, credo che al cittadino, all'imprenditore, al lavoratore, ecc. e, quindi, all'intera collettività, per dirla alla sicula, non gliene frega una beata minchia.
Rispondi Autore: Harleysta17/02/2015 (09:03:17)
...gentile dott. catanoso, non si sta scantonando, si parla della realtà; certo che per un privato libero professionista parlare del lavoro svolto e organizzato da funzionari pubblici, la vedo dura. forse è meglio moderare i toni, altrimenti si dà conferma della disorganizzazione e del panico imperante...
Rispondi Autore: carmelocatanoso17/02/2015 (09:21:43)
Harleysta,
sarà pure la realtà ma qua ognuno si sta preoccupando del proprio orticello.

Gli ultimi interventi sono stati emblematici: tecnici Vs medici della ASL, ispettori DTL vs ispettori ASl, ecc., ecc.

Non si struttura una Agenzia Unica per le Ispezioni del Lavoro mettendo insieme DTL, INPS e INAIL da una parte e lasciando le Regioni con le ASL dall'altra.

Quindi, dopo la modifica all'art. 117 della Costituzione con la ri-centralizzazione delle citate funzioni, o si costruisce un unico organismo o, come ha detto lei prima, si rischia di avere un altro inutile carrozzone.
Rispondi Autore: Harleysta17/02/2015 (12:11:58)
...caro dott. catanoso io l'ho sempre scritto che gli orticelli si stanno tramutando in culture intensive poderali; intanto la gente muore o resta permanentemente inabile mentre abbiamo commissioni, dibattiti e l'ispettore felicino! dal sublime al ridicolo il passo è breve...

FBEsegui il login a Facebook per pubblicare il commento anche sulla tua bacheca
GPEsegui il login tramite Google+!
GPEsegui il login tramite Twitter!
Nome e cognome:
(obbligatorio)
E-Mail (ricevi l'avviso di altri commenti all'articolo)
Inserisci il tuo commento: