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06 maggio 2010 - Cat: Medico competente
  

Idoneita' alla mansione: giudizi e provvedimenti in caso di inidoneita'


I tipi di giudizi che il medico competente può esprimere e i provvedimenti che devono esser presi in caso di inidoneità alla mansione specifica. A cura di Rolando Dubini, avvocato in Milano.

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I giudizi di idoneità
Il decreto legislativo n. 81/2008 definisce l'elenco tassativo dei giudizi che il medico competente è OBBLIGATO ad esprimere per iscritto ogni volta che visita i lavoratori, anche se richiesta dal lavoratore:
a) idoneità;
b) idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;
c) inidoneità temporanea;
d) inidoneità permanente.




Qualora venga espresso un giudizio di inidoneità temporanea il medico non può limitarsi ad indicazioni generiche, ma deve obbligatoriamente indicare i limiti temporali di validità.

Il comma 6-bis dell'articolo 41 prevede che “nei casi di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 6 il medico competente esprime il proprio giudizio per iscritto dando copia del giudizio medesimo al lavoratore e al datore di lavoro”.

Il medico competente deve perciò sempre esprimere, come anzidetto, il proprio giudizio sulla idoneità e in forma scritta, consegnando copia del giudizio stesso al lavoratore e al datore di lavoro.

Gli esiti della visita medica devono sempre essere allegati alla cartella sanitaria e di rischio (art. 25, comma 1, lett. c) in base ai requisiti minimi di cui all'Allegato 3A e predisposta su formato cartaceo o informatico ex art. 54, decreto 81.

L'idoneità è sempre riferita alla mansione specifica.

L’art. 41, comma 9, prevede che contro i giudizi del medico competente, ivi compresi quelli formulati in fase preassuntiva, è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, all'organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso.

Secondo la Cassazione “il lavoratore, licenziato dal datore di lavoro a seguito dell'accertamento di inidoneità da parte del medico, può in ogni caso impugnare il licenziamento contestando l'accertamento ed al giudice del lavoro è rimesso il sindacato sulla correttezza del giudizio espresso, anche disponendo consulenza tecnica d'ufficio (nella specie il tribunale ha anche affermato che non è conforme a buona fede e correttezza il comportamento del datore di lavoro che ha licenziato il lavoratore immediatamente dopo l'accertamento di inidoneità senza attendere che trascorresse il termine per impugnare il giudizio dinanzi all'organo di vigilanza)” (Corte appello Bari, 15 luglio 2003, in Gius. 2004, 268).

Misure in caso di inidoneità alla mansione specifica
L'articolo 42 del D.Lgs. n. 81/2008, come modificato dal 20 agosto 2009 dal D.Lgs. n. 106/2009, pone a carico del datore di lavoro obblighi specifici e inderogabili: “il datore di lavoro, anche in considerazione di quanto disposto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, in relazione ai giudizi di cui all’articolo 41, comma 6, attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un’inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza”.

La legge n. 68/1999 tutela innanzitutto la salute del lavoratore disabile e il suo posto di lavoro che prevale sulla posizione professionale acquisita.

Dunque il D.Lgs. n. 81/2008 art. 42 prevede il datore di lavoro, qualora il medico competente giudichi un lavoratore inidoneo alla mansione specifica, debba adibirlo, “ove possibile”, ad altra mansione equivalente, superiore o inferiore che sia, compatibile con il suo stato di salute, con diritto alla conservazione della retribuzione corrispondente alle mansioni precedenti.

Il decreto 106/2009, così modificando l'art. 42, ha eliminato il riferimento originario sia al mantenimento “della qualifica originaria” in aggiunta alla conservazione dello stesso trattamento retributivo, sia all’applicazione dell’art. 2013 c.c. [art. 2103 Mansioni del lavoratore - Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto (att. 96) o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente all'attività svolta, e l'assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo fissato dai contratti collettivi, e comunque non superiore a tre mesi. Egli non può essere trasferito da una unità produttiva ad un'altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. Ogni patto contrario è nullo.] in caso di adibizione a mansioni equivalenti o superiori. Sono state eliminate, in realtà, affermazioni superflue, non necessarie, poiché la disciplina vigente di cui all'art. 2013 c.c., non essendo prevista alcuna deroga al riguardo, resta incontestabilmente applicabile, a prescindere che venga o meno esplicitamente richiamata dal D.Lgs. n. 81/2008. In caso di adibizione a mansioni inferiori, è peraltro ora espressamente prevista, in positivo, la possibilità di deroga al divieto di demansionamento di cui all'art. 2103 c.c., ed è dunque autorizzato il demansionamento al solo fine di tutelare la salute del lavoratore, che conservazione la superiore retribuzione originaria.

La Suprema Corte aveva peraltro anticipato con i propri consolidati orientamenti detta previsione legislativa, sottolineando che non ci sono ragioni per ritenere nullo l'eventuale accordo tra datore di lavoro e lavoratore rivolto ad evitare il licenziamento attraverso l'adibizione di quest'ultimo a mansioni diverse, sia pure inferiori (Cass. 4 maggio 1987, n. 4142), e questo proprio perchè l'inidoneità sopravvenuta allo svolgimento delle mansioni costituisce giustificato motivo oggettivo di licenziamento (Cass. 18 marzo 1995, n. 3174).

Una giurisprudenza incontrastata (Cass. Sezioni Unite, 7 agosto 1998, n. 7755; Cass. 13 dicembre 2000, n. 15688; Cass. 2 agosto 2001, n. 10754) ha pure evidenziato il diritto del lavoratore divenuto inidoneo per patologia lavoro-correlata di pretendere dal datore di lavoro una collocazione lavorativa idonea a salvaguardare la sua salute nel rispetto dell'organizzazione aziendale:

CORTE Dl CASSAZIONE - SEZIONE 5 - 2 agosto 2001, n. 10574 - Pres. Saggio – Rel. Cellerino - PM. Abbritti (concl. conf) - Telecom Italia S.p.A. c. Albini

“Nel caso di sopravvenuta inidoneità alle mansioni lavorative assegnate va riconosciuto al lavoratore il diritto di pretendere, e correlativamente affermato l'obbligo, ex art. 2087, c.c., del datore di lavoro di ricercare, una collocazione lavorativa non pretestuosa, idonea a salvaguardare la salute del dipendente, nel rispetto dell'organizzazione aziendale, dimensionata in modo plausibile e rispettosa delle regole poste a salvaguardia della salute (...), che costituiscono, nel loro insieme, la disposizione di legge (art. 32 Cost., v. Cass. 10339/2000, cit.), che sancisce, anche sanzionandone le omissioni, gli obblighi posti dall'ordinamento a presidio della salute dei collaboratori del datore di lavoro.In altre parole, se non è garantita al lavoratore l'assegnazione a mansioni diverse da quelle che incidono sul suo stato di salute, per l'impossibilità oggettiva di offrirgli, in base all'assetto aziendale, una collocazione alternativa dirimente (per dirla tutta: una mansione sedentaria), tuttavia questo dato non esime l'imprenditore dall'obbligo di ricercare ed assicurare che il contesto operativo delle mansioni da espletare sia in linea con le disposizioni appena citate, poste non inutilmente a salvaguardia della salute dei lavoratori, attuando quelle riconversioni strutturali che ricadono nel normale sviluppo delle tecnologie applicate. Lo jus variandi non identifica solo una posizione soggettiva tutelata, a certe condizioni, in capo al datore di lavoro, bensì è soprattutto diretto a tutelare il lavoratore, attribuendogli il diritto di sindacare la scelta imprenditoriale, pur formalmente diretta alla conservazione delle mansioni, in tutti quei casi in cui si verifichi, obiettivamente, un pregiudizio per la sua salute, che non sia tale, ovviamente, da precludergli il diritto allo svolgimento di un'attività lavorativa alternativa, apprezzabile anche dalla controparte.(Fattispecie relativa ad un dipendente della Telecom Italia S.p.A. che aveva contratto nello svolgimento dell’attività lavorativa una lombosciatalgia cronica dx e una ernia discale in quanto per circa venti anni si era arrampicato, per diverse volte al giorno, su pali telefonici avvalendosi di ramponi anziché di cestelli semoventi, costituenti un meccanismo non soltanto meno usurante ma anche più moderno dal punto di vista dell’evoluzione tecnologica e di maggiore affidabilità antinfortunistica e quindi maggiormente conforme alla normativa sulla tutela della salute dei lavoratori ...)”.

In particolare l'art. 4, comma 1 della L. n. 68/1999 prevede che, in caso di inidoneità intervenuta per infortunio sul lavoro o malattia professionale, l'infortunio o la malattia non possono costituire giustificato motivo di licenziamento quando i lavoratori possano essere addetti a mansioni equivalenti ovvero, mancando quelle, perfino inferiori alle ultime svolte. Da ciò ne deriva l'obbligo del datore di lavoro di cercare nell'ambito dell'attività aziendale una ricollocazione adeguata alle attuali condizioni di salute del lavoratore divenuto suo malgrado inidoneo alla mansione specifica e solo laddove si sia provveduto alla ricerca in modo del tutto corretto ed equo, qualora questa non abbia esito positivo sarà possibile ricorrere come rimedio inevitabile al licenziamento del lavoratore.

Occorre infine sottolineare che se il lavoratore viene adibito a mansioni equivalenti o superiori si applicherà l'art. 2103 c.c.: la promozione sarà definitiva dopo tre mesi di svolgimento delle mansioni superiori, fatta salva la sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto e la disciplina speciale vigente in materia per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni (ai sensi e per gli effetti dell'art. 52 D. lgs. 165/2001).



Rolando Dubini, avvocato in Milano.
 
 
Nota: articolo modificato in data 7 maggio 2010. 
 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 


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Autore: harleysta28/08/2014 (09:09:59)
...è un peccato vedere tante cause rigettate, purtroppo ci sono tanti che approfittano di anche lievi problemi, per specularci sopra...
Autore: stefania grotti25/08/2014 (16:50:46)
Sono una dipendente del miur con mansioni di collaboratrice scolastica e nell'agosto 2012 ho avuto un infortunio sul lavoro che mi ha procurato una lesione al legamento intrametacarpale della mano dx. L' infortunio fu chiuso con postumi e con l'attribuzione di 6 punti di invalidita' con conseguente risarcimento untantum come previsto dalla legge in materia; prima del rientro al lavoro avrei dovuto essere sottoposta a visita da parte del medico competente, ma per carenza di fondi il D.S ha ritenuto di non farla. Avendo a tutt' oggi postumi dolorosi soprattutto in attivita' lavorativa chiedo cosa potrei fare per ottenere un aggravamento e anche un' inabilità alla mansione?
Autore: Lucio09/08/2014 (17:09:22)
SALVE.Nel maggio 2010, in seguito a pesanti sintomi di stress e a cure specialistiche, il medico competente del mio datore di lavoro ha stilato referto di 'non idoneità temporanea', ponendo il limite di alcuni mesi. Mi auguravo che, trattandosi di una azienda con più di 1000 dipendenti, fosse possibile una collocazione anche con qualifica inferiore rispetto a quella da me svolta. Tuttavia mi fu recapitata improvvisamente la sospensione dalla mia attività lavorativa con una aspettativa non retribuita fino al parere di idoneità del medico competente. Allo scadere del tempo previsto, dovetti fare ulteriori accertamenti presso una clinica specialistica in quanto il medico competente non si sentì di esprimere alcun parere. Informatomi presso i caf sindacali, scoprii che i contributi INPS, però mi vennero versati per quasi tutto il periodo - benchè al minimo contributivo - ma lo stipendio non mi venne elargito. Al conguaglio di dicembre, tuttavia, - in cui non avrei dovuto percepire stipendio - mi venne elargita una mensilità. Cosa ne pensate? Cosa avrei potuto fare? Al mio rientro venni assegnato - pur mantenendo la medesima mansione - ad una differente sezione. Il medico competente e l'amministrazione sembrano avere voluto usare una 'strategia punitiva', in quanto nel corso degli anni ho sviluppato titoli e competenze per mansioni superiori a quella da me rivestita, che però si sta a lungo andare rivelando per me troppo stressante.....alle prossime visite di competenza come devo comportarmi, dato che in questi anni la nuova sezione di lavoro ha subito innumerevoli cambiamenti e rischia di espormi a nuovi fattori di stress?
Autore: piani giusj22/07/2014 (20:10:36)
Salve vorrei sapere se in caso di incidente d auto ni effettuato da me di cui era il mezzo per andare a lavoro non avendola piu e posso andare a lavoro con autobus , il datore di lavoro si puo rifiutare a darmi dei turni equivalenti agli orari dell autobus?
Autore: Laudani Giuseppe14/07/2014 (22:38:39)
Salve, la mia storia e' un po' ingarbugliata, tutto inizia quando vengo spostato da un reparto di produzione al laboratorio microbiologico, tutto sembrava andasse bene, poi dopo qualche anno arrivano i primi fastidi che alla fine mi provocano due malattie professionali, ho sempre chiesto la valutazione dei rischi lavorativo riguardo la mia postazione lavorativa insieme ai rappresentanti sindacali sempre con esito negativo.
nel maggio del 2010, dopo una visita periodica del medico competente, questo mi fa un giudizio di inabilita' alla mansione, faccio il ricorso allo spresal il quale dice che sono abile con qualche prescrizione (dovute alle malattie professionali), possibile che non ci sia niente da fare?
Grazie, spero in una vostra collaborazione
Autore: laura martucci14/06/2014 (10:31:55)
non sono riuscita a capire e cortesemente lo sto chiedendo, entro quanti giorni il datore di lavoro deve fare la visita medico aziendale straordinaria al lavoratore che ne ha fatto richiesta. grazie
Autore: paolo sestito14/05/2014 (19:54:25)
Salve ..sono un vigile urbano da 34 anni..Da circa 4 anni ho cominciato a soffrire di un disturbo ai piedi che dopo qualche ora in posizione eretta mi provoca dolore molto fitto. Sono stato a visita e riconosciuto idoneo dal medico competente ma con "prescrizione" ((non adibire a lavori che comportino la stazione eretta prolungata per oltre la metà turno lavorativo e /o lunghi percorsi a piedi. Considerato che il mio lavoro mi porta ad Ho diritto al cambio mansione?? Andrei a perdere sullo stipendio oppure l'ente deve provvedere a collocarmi in un ufficio dove lo stipendio sia equivalente a quello che percepisco tutt'ora considerato che questa malattia l'ho conseguita in servizio???
Autore: greta drette28/03/2014 (15:47:41)
l'euro ci ruba il futuro
Autore: Francesco21/03/2014 (09:57:47)
Salve io lavoro da 7 anni in un azienda comunale che si occupa di pulizie pero aime attualmente soffro di un problema fisico che nn mi portas piu ad eseguire bene il mio lavoro attuale quello che le chiedo in poke parole la mia essendo un azienda che offre piu opportunita d mansioni e possibile richiedere un cambio mansione?? se porto la documentazione di avere quel problema possono cambiarmi mansione??? oltretutto io sono anche diplamto potri essere spostato in un ufficio??
Autore: giuseppina picardi19/03/2014 (08:53:19)
Buongiorno, lavoro da nove anni presso un ente pubblico come addetto alle pulizie. A dicembre di quest'anno l'attuale ditta appaldatrice andrà via e il mio datore mi sta' obbligando di cambiare posto mi vuole spostare su un cantiere privato.vi chiedo se devo accettare ho quanto meno sono obbligato a firmare.io so che in questi anni mi sono avvalso dell'articolo 4 del contratto nazionale, però lui mi ha citato vari articoli che mi può spostare. ho pochi giorni per accettare vi chiedo gentilmente di rispondermi al più presto grazie. vi faccio notare che non ho fiducia dei lavori di ditte privati, in questo momento nel mio paese chiudono tante ditte, ho tre figli e anche se lavoro nei vigili solo 3 ore, sono passati nove anni nella totale tranquillità vi ringrazio anticipatamente per la collaborazione
Autore: giorgio nicolis30/12/2013 (12:18:58)
io opero in una azienda di ristorazione come magaziniere partime a marzo 2013 mi è capitato un danno fisico[infarto] alla scadenza della malattia l'azienda mi ha obbligato a mettermi in aspettativa per 4 mesi consigliato dal medico competente come inabilita alla mansione temporanea alla scadenza di detto periodo un'altra visita mi ha giudicato inidoneo permanente...a questo punto ho deciso di fare ricorso avverso seguendo tutti i termini di legge...alla fine del percorso la commissione ASL Lombardia mi ha giudicato idoneo alla mansione di magazziniere con limitazioni. Presentando la documentazione in azienda mi sono sentito rispondere che non posso fare più il magazziniere ma bensi' il cameriere prendere o lasciare . Mi chiedo è possibile??
Autore: francesco trionfo05/12/2013 (12:35:59)
vorei un suo parere,su una mia situazione di
infortunio,
nel 2005 vengo assunto da una societa' di vigilanza della prova.di treviso nel periodo di
prova, subisco un infortunio per il quale ho
riportato un inabilita' al lavoro del 16< la societa mi ha pagato la malattia fino a
dicembre 2005 quando scadeva il contratto,licenziandomi senza alcuna comunicazione.
avendo gia chiesto ad alcuni avvocati che hanno letto il contratto a tempo determinato. di lavoro,il reintegro sul lavoro sarebbe possibi
Autore: rosa27/09/2013 (09:05:59)
salve, invalida al 67% con in'idonieta' della qualifica di assunzione ma a quelle attuali (superiori che svolgo da diversi anni)giudizio del medico competente; ho causa di servizio x la schiena, anche la legge 68 e la 1o4 comma 1 art. 3, Assente da 9 mesi x 2 interventi chirurgici in ortopedia, il mio posto lo ha preso un'altra dipendente ed io cosa rischio al mio rientro dalla convalescenza? possono spostarmi in altra sede lavorativa nella stessa asl in un'altro paese essendo distrettuale? oppure togliermi dal settore distrettuale? grazie ad esperto in legge che mi rispondera'.
Autore: antonio bressi25/09/2013 (19:57:11)
Salve, sono un lavoratore di una grande azienda SPA, si occupa di lavori stradali, la mia mansione era assistente hai lavori, sono un geometra, sette anni fa mi hanno diagnosticato la SM. Nel mese di maggio ho avuto uno infortunio rottura del 5° metacarpo mano dx., al rientro dall'infortunio ho fatto la visita daL MC, dove gli ho parlato della mia malattia, dove dopo la visita mi ha dichiarato non idoneo alla mia mansione. Ancora, e spero per sempre, di essere autonomo come lo sono adesso, cammino, vedo bene, parlo bene, sento bene, guido la mia macchina e quell'aziendale, ho solo prolemi con la mano dx, coincidenza la mano infortunata, io il mio lavoro l'amo, e ora per il responso del mc non mi fanno andare in cantiere mi fanno rimanere negli uffici, che stress......... cosa devo fare. GRAZIE
Autore: claudio22/09/2013 (22:50:29)
salve voglio dare informazione io sono assunto come invalido 40% ho lavorato x 27 anni la mia azienda mi voglio licenziarmi possono fare perchè ho la moglie disabile anche lei invalida 100% è la legge 104 ma hanno diritto ti farlo questo problemi ..
Autore: Franco Panella04/09/2013 (16:47:37)
Vorrei mettervi al corrente della mia situazione nei confronti dell’amministrazione dei vigili del fuoco causa licenziamento malattia, invece mentre mi trovavo fermo per infortunio e mi sono rivolto da n°2 avvocati i quali mi hanno consigliato di non impugnare detto licenziamento perché non vi era nessuna causa di servizio e quindi vigeva la malattia , dopo 12 mesi mi veniva riconosciuta la causa di servizio con decreto ministeriale ma purtroppo detto licenziamento non mi veniva sospeso ,mi sono rivolto ad un altro avvocato il quale mi ha detto che andava impugnato, rivolti al tar lazio mi rispondeva che era inammissibile il consiglio di stato mi respinge l’istanza cautelare, ho chiamato il mio avvocato e mi ha detto che è tutto finito allora vi chiedo se è cosi oppure devo aspettare la sentenza finale,come mi è stato riferito dal c,d,s stesso se per voi si può fare qualche cosa se gentilmente mi fate sapere grazie .
Autore: Marrone Giuseppe11/08/2013 (09:06:07)
Scusate sono di nuovo marrone G. Cortesemente ho mandato un commento e non ancora avuto la risposta in merito al quesito che vi mandato.scusatemi se mi ripeto il 16 luglio 2013 ho avuto il decreto della seconda istanza di Roma l'addove mi hanno dichiarato non idoneo permenentemente al servizio. In quanto avevo già il riconoscimento non idoneo totale e permenente alla guida dello scuolabus,adesso vi chiedo se posso avere una risposta in merito al quesito.grazie anticipato per la risposta!!!!!
Autore: FRANCESCO10/08/2013 (12:59:56)
salve

o subito un infortunio sul lavoro. dopo 18 mesi l'inail con chiusura pratica assegnandomi un punteggio di invalidita . dopo che rientro in azienda e visto che con la mia invalidita non sono piu idoneo alla vecchia mansione ed non potento trovare un altra mansione rischio il licenziamento oppure mi mandano in cassa integrazione forzata ( prometto che in azienda lavoriamo 200 dipendenti con vari mansioni di ufficio centralinisti vigilanti ecc) secondo voi possono licenziarmi per giusta causa!...)
Autore: Giuseppe marrone21/07/2013 (18:45:27)
Ciao sono Giuseppe lavoro presso un ente pubblico come autista Scuolabus,nel Febbraio 2002 sono stato fatto non idoneo totale e permenente alla mansione di autista di autobus.Nel Luglio 2013 sono stato fatto permenentemente non idoneo al servizio in modo relativo a tutte le mansioni del profilo di appartenenza(autista).Controindicate mansioni di altri profilo professionali che comportino la stazione eretta e deambulazione protratte,il sollevamento e spostamento di carichi e servizi esterni a decorrere della data del 16 Luglio2013.Cosa mi consigliate con trenta tre anni di servizio e. Con una causa di servizio già riconosciuta nel 2008 in una ottava tab. Cat."A"più tre infortuni sull'lavoro.con questa siduazione possa andare in pensione nonostante i miei. La mia età di 59 anni e 33 anni. Di servizio scusate della mia confusione. A spiegarmi cosa posso ottenere.Grazie per la risposta !!!!!

Autore: sara boi05/06/2013 (13:15:31)
Salve,
sono stata assunta nel 2005 con contratto a tempo indeterminato per svolgere una determinata mansione. A febbraio di quest'anno in seguit ad una malattia cronica mi è stata ricnosciuta l'invalidità civile permanente al 70% e l'inidoneità definitiva alla mansione. Sono stata spostata in ufficio, appartengo alla categoria autoferrotranvieri, il parametro mi è stato abbassato da 151 a 140 ma le mansioni che svolgo da maggio 2012 (ero inidonea temporanea) sono da parametro 190. Ci sono gli estremi per fare causa all'azienda?
Autore: Martin Puntar17/04/2013 (23:27:40)
Salve da 9 anni lavoro presso una ditta di import export come magazziniere. Da tre anni ho tre ernie al disco e mi è stata riconosciuta una malatia professionale e sono stato reso parzialmente idoneo dal nostro medico, che però ora mi ha dato la inidoneita e perciò verrò licenziato, poiché in tutta l'azienda siamo solo noi tre magazzinieri ad evere il contratto da operai; il resto sono impiegati. Cosa posso fare, visto che ho competenze anche per mansioni d'ufficio che svolgeva prima di essere spostato in magazzino? Ciao grazie mille
Autore: massimiliano paagliara10/04/2013 (15:34:00)
Dopo 8 mesi di inidoneità permanente per una cardiomiopatia sono stato riammesso come idoneo dopo ricorso e ispezione della asl.Ho diritto a una retribuzione delle mensilità,dato la sospensione dei stipendi, che avrei maturato se avessi lavorato regolarmente??..grazie
Autore: garbuio gildo06/04/2013 (18:24:11)
invalido 47 x cento .idoneo ma con limitazione 15 kili invece io alzo 27 kili il mio datore di lavoro non vuole sentire anche .dopo visita medico del lavoro cosa devo fare mi sta uccidendo la schiena massacrata a fine gionnata quasi non cammino che vita di merda lavoro nel settore legno e i pesi sono notevoli
Autore: salvatore spagnolo05/04/2013 (16:27:18)
Salve, spero mi rispondiate...Sonoun lavoratore disabile assunto con legge 68 in un centro di dialisi come infermiere..la mia malattia è strettamente collegate allo stress ..ho il lupus...osteoporosi, ipotiroidismo..nell'ultimo anno (e unico) di lavoro, mi sono aggravato...proprio per il forte stlress lavorativo che il mio lavoro comporta:stare molto all'impiedi, alzarsi alle 5, seguire 4 pazienti in dialisi con forte attenzione per i collassi e relative manovre per non fare morire il paziente, inoltre io sono immunosoppresso, e non dovrei stare a contatto con il sangue. Due giorni fa ho rinnovato la legge 68 e loro hanno confermato che dovrei avere altra collocazione e mi hanno detto di recarmi al collocamento una volta arrivato il verbale. Il mio datore mi ha detto che non intende riposizionarmi in altra manzione..perché lui ha chiesto un invalido infermiere e quindi ho questo o mi licenzia. Ora la mia paura sta nel fatto che ho un mutuo e non posso permettermi di stare senza stipendio per molto tempo...se dovessi chiedere un'altro posto di lavoro cosa accadrebbe? Mi metterebbero i cassa integrazione subito? E per quanto? E quanto passerebbe supergiù per trovare altra sistemazione?....ho sentito parlare di aspettativa non retribuita nell'attesa di risposta dal datore, ma che tempi ha? E si può rifiutare? Grazie.
Autore: Castellana Ornella20/03/2013 (15:17:16)
Mio figlio laureato in chimica industriale é stato assunto da un'azienda che produce materie prime per lavorare nel laboratorio al controllo qualità. Non ha mai iniziato questo lavoro perchè il medico del lavoro non gli ha concesso idoneita perchè mio figlio gli ha riferito (forse troppo onestamente o stupidamente...)che ogni tanto usa il ventolin per una allergia agli acari.Premesso che ha già lavorato per sette anni in un laboratorio al controllo qualità, gioca a pallavolo in una squadra a livelo agonistico, fa l'allenatore di pallavolo a squadre di bambini , il tutto con certificato di idoneità. Premetto anche che questo medico non gli ha fatto neppure la spirometria o altri accertamenti specifichi, non gli ha comunicato nulla. Mio figlio è venuto a sapere che non è stato assunto perchè il medico ha messo sul certificato NON IDONEO PER ASMA. E' veramente una ingiustizia!!!!Che dobbiamo fare? Grazie!!!
Autore: franco lai15/03/2013 (20:31:27)
io sono invalido all'80% senza legge 104 per visite varie sono in terapia al cps 1 anno e mezzo in terapia con cumadin da un anno circa adesso sospeso e sostituito da ticlopina 250 mg x2 soffro di gotta e di varie protrusioni cervicali lombari ginocchia con legamenti a pezzi anni riconusciuti da visita d'nvalidita'all'80% pero' continuano a farmi lavorare tutto il giorno in piedi senza consultare il referto d'invalidita'. che devo fare, io sono un infermiere professionale che ha lavorato 35 anni in ortopedia ma vi giuro che non c'e' lafaccio piu'cosa posso fare vi prego datemi un consiglio.
Autore: Franca UBBIALI15/02/2013 (15:18:13)
Leggo prima di commentare
Autore: Ludovica25/01/2013 (13:55:22)
Salve, sono educatrice da 10 anni in un asilo nido e da qualche anno ho iniziato ad avere dolori alla spalla dx. Dopo anni di accertamenti finalmente è stata evidenziata la causa del mio dolore che proprio nell'ultimo anno è diventato insopportabile costringrndomi ad assumere quasi ininterrottamente il voltaren che inizia a darmi effetti collaterali. Sono stremata da condizioni lavorative al limite del rapporto numerico adulto/bambino. Non ce la faccio a cambiare e lavare i bambini perché il sollevare pesi mi fa sentire forti dolori. Cosa posso fare considerando che il lavoro dell'educatrice nn contempla mansioni più leggere?
Autore: massimiliano pagliara17/12/2012 (13:10:08)
Salve,da circa cinque mesi la ditta ove svolgo le mie mansioni mi ha bloccato x una cardiomiopatia.Ho fatto ricorso e non ancora ricevo risposta pur sapendo che la asl da circa un mese e mezzo ha fatto i dovuti sopraluoghi x constatare l'idoneità.In caso di licenziamento potrei fare causa e riguardo ai stipendi bloccati,avrei diritto a un indennizzo?? grazie
Autore: antonio martinelli27/11/2012 (22:33:57)
Salve, circa 2 mesi fà a seguito di un dolore forte alla schiena ho fatto la RM e mi hanno riscontrato 3 ernie al disco, 2 vertebre schiaccciate, scoliosi. Il neurochirurgo mi ha consigliato fisiokinesiterapia ed esclude l'intervento per il momento. Io faccio il muratore e sia il fisiatra che neurochirurgo mi hanno sconsigliato di fare ogni tipo di sforzo o movimento particolare anche se il dolore dovesse sparire. A chi posso rivolgermi per certificare al datore di lavoro che la mia mansione non è più idonea alla mia schiena...visto che a parole sembra di parlare al nulla? grazie
Autore: Pasquale Ruggiero13/10/2012 (00:51:08)
Sono un ex dipendente di un azienda di trasporto pubblico locale, dichiarato non idoneo dal Medico di fiducia dell'Azienda, definitivo e permanente, con diagnosi di ernia cervicale, ernia al disco, diabetico e vascolopatia cerebrale, alle proprie mansioni di conducente di linea, successivamente fui destinato ad altre mansioni. Le mansioni che ho svolto risultano di livello superiore come da sentenza emessa dal Giudice del lavoro Tribunale di Nocera Inf, SA.con condanna al pagamento della differenza paga dal livello 175 a 193. Posso io ricorrere al giudice per il riconoscimento del danno biologico, in quanto il sottoscritto si è anche ammalato del morbo di Parkinson. L'Azienda era completa di personale con il ruolo che il sottoscritto ha ricoperto per circa dieci anni.L'Azienda ha usufruito della mia professionalità fatta con formazione personale a proprie spese.L'Azienda doveva tutelare la mia salute impiegandomi a mansioni di minor aggravio fisico. La mansione del livello 193 si occupava del controllo del personale e della clientela , tenere contati esterni con Enti vari, produzione di ordini di servizio al personale di guida per eventuale variazioni di percorso.Tutto questo lavoro svolto ha determinato un ulteriore aggravamento della mia salute. Talvolta ho dovuto assumere responsabilità che non mi competevano anche rispetto al personale che non riconosceva il mio ruolo, spesse volte alcuni non eseguivano le mie disposizioni, mettendomi in condizione di disagio rispetto al personale.
Autore: giuseppe napoli11/09/2012 (23:23:29)
sono infermiere e lavoro da circa 23 anni nella u.o di medicina la direzione sanitaria non riesce a trovarmi una collogazione presso altra u.o. ,posso coivolgere il medico competente per farmi trasferire presso un'altra u.o. grazie
Autore: gianfranco malasomma13/08/2012 (13:41:16)
Salve, a seguito di un infortunio sul lavoro (riconosciuto dall'Inail), e residuata un ernia discale che interessa le radici nervose con problemi di sciatalgia bilaterale, dolori, parestesie ecc.. con sofferenza neurogena marcata, lavoro allo sportello servizio ai clienti, valutato come videoterminalista, solo che le pause per contratto sono si obbligatorie, ma al raggiungimento di un tot. operazioni, cioè capita spesso quasi sempre che tali pause non arrivino mai in quanto non si raggiungono le operazioni richieste o che si arrivi appena ad una pausa per tutto l'orario di lavoro. Invece delle pause di 15 min. ogni due ore almeno, previste dalla normativa.
Come devo comportarmi posso choedere al medico competente delle pause ad hoc per la mia situazione. stare troppo seduto come troppo in piedi mi crea serie difficoltà.
Grazie.
Autore: talocci enrico01/08/2012 (07:29:14)
buongiorno spero che qualcuno mi risponda .... ho un serio problema a lavoro , io sono stato assunto nel 2007 con una societa come operatore ecologico con contratti ancora oggi nel 2008 sono stato sottoposto ad intervento al cuore tutto oggi porto un pacemecher defibrilatore . il medico del lavoro mi a fatto idoneo con limitazione non posso fare movimenti ripetitivi arti superiori e l'azienda mi fa fare uguale la mansione e io mi sento sempre male anche oggi ho la spalla infiamata . fra l'altro a settembre mi scade il contratto e non mi viene rinovato motivazione stai male .... ce per favore qualcuno che puo aiutarmi .... grazie a presto ....
Autore: alfonso sannino11/07/2012 (05:05:51)
ho seri problemi alla schiena soffro di lombosciatalgia discale cronica con due ernie discali che mi comporta il blocco degli arti mi chiedevo cosa posso fare contro il medico dell'azienda che continua a farmi idoneo solo per farmi dispetto loro vorrebbero che che facessi ricorso solo per darmi l'inabilita al lavoro cosi potermi cacciare da premettere che lavoro in fonderia e sto 8 ore in piedi e devo sbavare col frullino e molare pezzi che vanno montate sulle macchine ho provato a parlare con la dirigenza ma non sono mai stato ascoltato perche per loro sono solo un peso per favore come posso agire grazie
Autore: chessa graziano24/05/2012 (16:56:12)
buona sera da agosto 2003 sino al 23 07 2010 lavoravo presso un azienda settore ceramico sono stato licenziato per inidonieta alla mansione dopo che il medico aziendale mi aveva rilasciato un certificato medico di idonieta con prescrizione per patologia al ginocchio ds con vari interventi chirurgici per infortuni sul lavoro.l azienda nel luglio 2010,mai aveva mandato nel reparto macinazione smalti per pulire dei mastelli grandi,non ostante il certificato medico aziendale esprimesse il giudizio:si sconsigliano posizione eretta prolungata,diritto pause a sedere,pesi nn superiori ai 10,12 kg evitare luoghi bagnati e pastosi.io sottoscritto dichiarai che al momento il mio stato fisico,non mi permetteva di svolgere quel tipo di mansione,perchè il 04 12 2009 subbendo una distorsione al ginocchio ds provabile con certificazione medica,mi procuravo una rirottura del legamento crociato anteriore,rirottura del pin del neolegamento femorale e rottura del collaterale interno. l azienda non ha mai rispetato la certificazione medico aziendale mettendomi a fare dei lavori non ideonei al mio stato di salute ,agravando cosi il mio stato di salute.impugnato licenziamento,si sono svolte gia 2 udienze,il 26 06 2012 il giudice si dovra esprimere sul comportamento aziendale.vorrei sapere se l azienda e obbligata al mio reintegro a lavoro avendo 3 figli minori mutuo da pagare e moglie con contratto par time.aspetto vostra risposta
DISTINTI SALUTI.
Autore: Pietrantoni Giancarlo14/05/2012 (19:27:20)
Salve, volevo chiedere delle info in merito a varie visite mediche effettuate presso RFI rete ferroviaria italiana, sono un macchinista di treni, sono stato operato di ernia del disco nell'ottobre 2011 e tutt'ora il sanitario di rfi mi dichiara inidoneo alla mia mansione dopo 7 mesi dall'intervento e dopo tutte le certificazioni del mio neurochirurgo e del neurologo che confermano la mia totale guarigione dal problema che avevo antecedentemente.Può tale struttura fare da padre e padrone nei confronti di un povero uomo con famiglia e mutuo da pagare togliendomi la mansione che ho coltivato da anni, contro tutti gli altri pareri di illustri medici? Gradirei avere info per muovermi grazie saluti.
Autore: bilanci francesco23/04/2012 (14:22:19)
mia moglielavora presso una azienda ed è stata assunta grazie alla legge 68/99.dopo un diverbio con il datore di lavoro gli è stata fatta richiesta di visita di idoneità presso la usl competente.L'esito di tale visita è una inidoneità temporanea.Vorremmo fare ricorso contro questa inidoneità, poichè di fatto (essendo mia moglie disabile psichica) stiamo subendo pressioni e ricatti da parte dell'usl (nella figura del centro di salute mentale) affinchè mia moglie riprende le cure da loro consigliate anche se ormai interrotte da più anni.
Autore: Letizia Marconi16/04/2012 (18:49:19)
Gentilmente gradirei sapere cosa e' possibile fare in caso di inidoneità alla mansione specifica, nel mio caso operatore di call center, laddove non e' prevista nessun altra mansione. Nello specifico non possso svolgere attività telefonica ma non esistono attività non telefoniche nella mia sede di lavoro.
Grazie Letizia
Autore: derosas andrea29/03/2012 (17:00:40)
Mi hanno riconusciuto la malattia proffessionale da circa due mesi affetto da ernie discali l3.l4.l4.l5.s1 col l5 sacralizzata ecc ecc con grado percentuale 10.Il medico del lavoro mi ha chiesto una visita specilistica dall'ortopedico con risultato,che non posso fare ne sforzi ne flessioni.Il mio datore di lavoro una volta ricevuto il certificato di malattia proffessionale è obbligato tempestivamente al mio cambio di mansione?oppure devo aspettare che il medico del lavoro valuti la mia posizione?Se ci sarà il demansionamento la retribuzione dovrà essere sempre la stessa?
Autore: Angela Biondi23/03/2012 (14:49:39)
vorrei sapere se è conforme al dettato di legge che il medico competente, in sede di visita medica periodica, lasci sospeso il giudizio di idoneità (solo a voce, senza rilasciare niente di scritto nonostante precisa richiesta in tal senso) richiedendo al lavoratore di produrre in un secondo tempo certificazioni mediche relative a una sua patologia prima di emettere il giudizio
Autore: Daniele Arciero12/03/2012 (12:57:11)
Sono operaio A.g.C. di Roccasecca (FR)purtoppo dopo 22 anni di lavoro con eccellenza lavorativa e riconoscimenti vari.All'arrivo del nuovo capo del personale e con nuovo responsabile di reparto,le mia vita si è capovolta,sono inquadrato nel mio reparto come operatore imballo di 3 livello,ho dovuto subire degli interventi chirurgici che mi hanno costretto a lunghe assenze.Già affetto da tre ernie cervicali e tre lombari con relative certificazioni,e visite mediche specialistiche con l'aggiunta anche di problemi di stomaco ,tiroide,vista. e per concludere diabete.Queste persone mi chiamano durante la malattia pretendendo che vada in fabbrica per sottopormi a visita medico competente,cambiadomi turnazione, al rientro mi chiamano a colloquio superiore ,senza nessuno che mi tuteli e rispetti come da collettivo,le parole del capo del personale sono:siccome durante l'anno ho fatto 100 giorni totali di malattia,per lui se io mi ammalavo di sabato e domenica non sapeva come sostituirmi.Mi obblica a visita medico competente ,il quale medico con una misurata di pressione e un fatti controllare dei nei,mi rilascia il fogli di idonietà.premetto che l'azienda già possiede una diffida per mobbing emessa precedentemente dal mio avvocato, nel foglio del medico competente non è menzionata il tipo di mansione,quindi lo stesso non puo' emettere un giudizio di idonietà senza sapere la mansione che andrò a svolgere,anche perchè allo stesso l'azienda non ha emesso nessuna richiesta scritta del tipo di mansione allo stesso e a me di cambiamento turno e mansione.Loro si sono avvalsi di quel certificato nullo per far valere il demansionamento e la riduzione di stipendio.Io ho contestato il certificato sia con il mio legale che con ricorso avverso al medico tramite medico legale asl.Siccome io stavo svolgendo la masione già per una causa di servizio e salute,come mai sono stato spostato? Loro comunque hanno dato 5 versioni discordandi a riguardo poi avvalendosi dello jus variandi.Il bello che proprio lo jus variandi vieta questo declassamento in base agli art.2103 e 13 della legge 300 dello statuto dei lavoratori quindi ogni patto contrario è nullo. Comunque ho peggiorato il mio stato di salute ,sto occupando la mansione base dello stabilimento e con riduzione dello stipendio e il bello che non vogliono sentire ragioni.Con il consiglio di fabbrica sto provvedendo insieme al mio legale una serie di ricorsi e denunce,ho anche fatto richiesta di visita medico legale in base all'art. 41 all'autorità competente provinciale.Io intendo essere rivisitato dal medico competente infatti ho fatto richiesta come da legge, con raccomandata al datore di lavoro, mi hanno risposto che in base a la visita già effettuata ogni parere discordante non sarà accettato.io intendo avvalerli della legge art. 1460 c.c.perchè è illegale il comportamento di queste persone e perche non posso rischiare a 44 anni la sedia a rotelle con tutte le patologie che ho spero di riuscire ha risolvere.Chiedo scusa per lo sfogo, datemi un suggerimento a come comportarmi visto che sono entrare in terapia al centro di terapia mentale asl per depressione.Grazie
Autore: Massimiliano Ficozzi27/02/2012 (19:55:25)
Buonasera, lavoro presso una piccola azienda con la mansione di operaio 5° livello e più esattamente MAGAZZINIERE, a seguito di un incidente in itinere e quindi incidente sul lavoro mi sono fratturato bacino, sacro ed ho una marcata diastasi della sinfide pubica, tutto ciò, una volta che sono ritornato a lavoro dopo la convalescenza, mi rende impossibile la mia vecchia mansione di magazziniere in quanto il continuo spostamento di pesi mi crea forte dolore alla spina dorsale e alla schiena in generale,mi sono rivolto ad un patronato per rivedere la pratica INAIL (ho avuto 8 punti di invalidità)ma mi hanno detto che loro non possono farci niente e per fare in modo che mi sia riconosciuta l'inidoneità alla mia mansione lavorativa dovevo rivolgermi al medico competente dell'azienda qualora presente in azienda altrimenti al medico competente dell'azienda presente la ASL di competenza, dopo diverso tempo dall'azienda mi comunicano che devo rivolgermi semplicemente ad una ASL e poi prenotare una visita tramite CUP, sinceramente la cosa mi sembra strana, mi potete dire con esattezza come mi devo comportare! A chi devo rivolgermi perchè mi sia riconosciuto che non posso più svolgere la mia vecchia mansione di magazziniere?
Grazie
Cordiali saluti
Massimiliano Ficozzi
Autore: pedrazzi alessandra28/01/2012 (22:51:53)
mi è stata riconosciuta un'invalidità al 9% alla spalla sinistra e il 5% alla spalla destra dall'inail con confermata malattia professionale per causa danno biologico da lavoro ripetitivo.sono stata spostata di reparto con mansioni più leggere e per due anni tutto è andato bene, ora dopo visita medico aziendale con idoneità con limitazioni vogliono rimettermi in un reparto più pesante dove i movimenti delle spalle sono molto ripetitivi e i pesi anche possono farlo? come posso evitarlo? credo che la malattia professionale e l,invalidità siano importanti,come devo procedere per restare nell'attuale reparto? è sufficente l'intervento del sindacato o è meglio rivolgersi a un avvocato?grazie aspetto con fiducia una risposta che mi possa aiutare.
Autore: Carmine Andrenacci01/11/2011 (22:23:58)
Sono un operaio lavoro presso una azienda con più di 40 dipendenti come saldatore carpentiere(nella busta paga figura "operaio") azienda che opera presso fincantieri di La Spezia ,costruzioni di navi, la mia azienda si occupa di materiale elettrico..stesura cavi.carpenteria e saldatura.. ho 60 anni e a febbraio 2012 maturo con 40 di lavoro la mia pensione ,ho appena finito 5 mesi di cassa integrazione e consumato ferie e permessi..rientrato a lavoro fine ottrobre , l' azienda mi manda a fare una visita dal medico del lavoro che essendo portatore di una protesi monocompartimentale al ginocchio da 2 anni(operato a maggio 2009)mi dice di essere non idoneo a lavorare a bordo delle navi in quanto come si sa non si deambula perfettamente bene...cosi il giorno dopo contattando la mia azienda mi viene detto di rimanere a casa visto che non posso salire a bordo..ossia senza un avviso e senza sapere "come" starò a casa visto che non ho più ferie ne permessi ,premetto che sono un operaio qualificato di 5°livello e posso svolgere il mio lavoro a terra o in officina o qualsiasi altro lavoro e anche a bordo certo non infilarmi in casse o doppifondi ...solo ho un piccolo problema a stare in ginocchio per via della mia protesi..sono un uomo ancora prestante fisicamente nel senso che faccio sport nella misura che posso,,,ora io chiedo può la azienda lasciarmi a casa senza darmi nessuna spiegazione? senza inviarmi una lettera dove mi dice le modalità e il tempo del mio allontanamente dal lavoro?percepirò cio che mi spetta?se la azienda riesce a dimostrare credo con false motivazioni che non puo collocarmi a altre mansioni puo licenziarmi a 4 mesi dalla pensione? se sarò licenziato avro diritto alla mobilità? quale tutela potrò avere e sopratutto la azienda può lasciarmi a casa e per quanto tempo? a chi posso rivolgermi oltre che hai sindacati e mi riferisco alle istituzioni..mi sento discriminato e quasi il comportamento della azienda nei miei confronti sfiora il mobbing
Autore: giuseppe ceccarelli29/04/2011 (09:27:14)
vi ringrazio ,ma forse non ci siano capiti, io non ho una inidoneità al lavoro da svolgere anzi per il mio buon lavorare ho avuto anche un riconoscimento premiante, sono stato licenziato solo perchè non ho accettato l'accordo sindacale di prepensionamento , da me non accettato in quanto invalido inail con il 53%, mi sento protetto dalla legge 68/99, sono divenuto invalido in quel posto di lavoro . licenziato il 21/08/2009 e ancora oggi non in pensione ho 58 anni e 39 anni di contributi,ho già perso tra la mobilità e quello che avrei preso lavorando 22.000 euro solo di mancati stipendi .grazie
Autore: Giovanna Sammartano29/04/2011 (00:51:03)
sono un'assistente di polizia municipale che ha purtroppo avuto 3 infortuni sul lavoro ma che da 10 anni subisce vessazioni e soprusi dai vari comandanti, i superiori e i colleghi che non accettano l'idea che io svolga mansioni in ufficio che considerano la richiesta, da parte mia, di "privilegi" considerandomi "una furba". Finalmente nel 2004 dopo 5 anni di tormenti mi collocano presso l'ufficio contravvenzioni affidandomi il compito di dare attuazione alla 126 "decurtazione dei punti", ma dopo 5 anni di lavoro in ufficio, dove ho subito le antipatie di tutti i colleghi , alla quale ho dato peso, cercando di parlargli, ma senza risultati. Nel 2006 dopo aver presentato un progetto di prevenzione stradale che, a quanto pare, ha avuto successo (visto che lo hanno "sbandierato come cavallo di battaglia" dimenticandosi di comunicare che era mio!!!), sono stata collocata nel settore "viabilità" con enormi problemi di salute che mi stanno inducendo a presentare certificazioni mediche continue e che stanno ledendo anche il mio stato di salute psicologico, oltre che peggiorare quello fisico, tanto che, durante il servizio, ho riportato proprio quest'anno il 3° infortunio nel lavoro, che é stato gestito come un'"aggravamento", poiché conseguenza del 2°. La cosa più curiosa é che dal 2007 al 2009 per attuare il progetto da me presentato, ho svolto mansioni sicuramente superiori a quelle del semplice assistente di polizia, ma trovo un totale ostracismo, non solo nel tornare presso l'ufficio di staff (dove come unica lavoratrice, stavo realizzando il mio progetto. Tale ufficio fu costituito proprio a tale scopo) , ma ho avuto il totale veto per recuperare idee (presentate da me dall'esterno ma su richiesta verbale dell'assessore di riferimento) , ma persino a tornare a svolgere le mansioni d'ufficio proprie dell'assistente di PM con problemi di salute prodotti da infortuni riconosciuti come causa di servizio (figurarci il riconoscimento della categoria D, per recuperare la titolarità del mio progetto!!!). Mi sono state tolte le password di ogni ufficio, dovendo chiedere favori ai colleghi per accedere ai pc, che spesso la negano per motivi di privacy. Svolgo faticosamente il servizio per strada e vengo persino controllata in modo persecutorio dai superiori, anche non diretti, che spiano i miei comportamenti su strada. Mi hanno contestato ad oggi n° 4 addebiti, oltre ad avermi tolto indennità e impedito di svolgere straordinari elettorali o quant'altro, a causa di una totale emarginazione. Negli ultimi anni ho ricevuto valutazioni via via più basse, fino a raggiungere i 9/30!!! Le autorità locali preposte, inclusi i sindacati, non riescono a far sentir ragione al comandante, il quale rifiuta i colloqui e se li accetta, fa "orecchie da mercante". Non riesco più a venirne a capo, né so più a chi rivolgermi, visto che piano piano, si stanno defilando i più accaniti sostenitori (questa storia si aggrava nel 2009 e 2 anni sono tanti!!) e gli avvocati che ho trovato chiedono le testimonianze per affrontare una causa di mobbing, nonostante io abbia documenti tali da riempire uno scaffale!!! (persino l'esito di una perizia di un centro mobbing di Milano e l'allegata relazione di un medico legale di Firenze) Mi piacerebbe un suo parere, visto che anziché tutelarmi e privilegiarmi, io sono stata denigrata, offesa e privata di credibilità.
Autore: giuseppe ceccarelli08/04/2011 (13:44:56)
io sono invalido divenuto tale sul lavoro con il53% gravemente ustionato con soda caustica da 22 anni . ora dopo 28 anni di servizio in questa azienda municipalizzata da 19 mesi mi anno licenziato solo perche non accettavo il forzato prepensionamento voluto dai sindacati ho 58 anni ho dovuto impugnare da solo dopoil rifiuto della cgil
Autore: claudio russo02/11/2010 (17:41:43)
direi che tutto ciò che ho letto è molto interessante!anche perchè in un certo senso mi riguarda. Sono stato sospeso dall'azienda per cui lavoro (19/10/10)è costretto a fare contestazione presso la asl, sul giudizio del medico aziendale, il quale secondo l'azienda non avrebbe espresso con esattezza quali mansioni posso svolgere e quali no. Lavoro in una azienda chimico-farmaceutico della Brianza e a causa di una malattia professionale, o perso il visus in occhio sx ed ò il glaucoma neovascolare causato da quattro interventi di chirurgia per distacco di retina. L'azienda al tempo stesso riferisce nella lettera di sospensione a me data, che nella situazione attuale, non è in grado di trovarmi una mansione adeguate, e pertanto giudichera il da farsi dopo iul giudizio dell'asl in merito. (vorrebbero licenziarmi per giusta causa!...)

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