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19 luglio 2010 - Cat: Medico competente
  

B-BS: esempi di applicazione e risultati


Quarto Congresso Europeo di Behavior-Based Safety: il simposio dedicato agli esempi di applicazione in Italia dell’attenzione alla sicurezza dei comportamenti. I risultati in una vetreria, l’analisi dei rischi e il programma “Stop agli infortuni”.

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Riguardo al quarto Congresso Europeo di Behavior-Based Safety (B-BS) “Behavior-Based Safety: coniugare produttività e sicurezza comportamentale” - congresso che si è tenuto a Venezia dal 14 al 16 aprile 2010 – PuntoSicuro ha già presentato i risultati di alcuni simposi dedicati allo stress lavoro correlato e alla certificazione in tema di SGSL e B-BS.

Continuiamo presentando il terzo simposio - i cui atti sono pubblicati nel supplemento del numero di gennaio/marzo 2010 del Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia -  dal titolo “Sicurezza comportamentale e sviluppo della produttività: esempi di applicazione in imprese italiane”.





Nel primo intervento, “Studio sperimentale su un’applicazione del protocollo B-BS a una realtà industriale italiana” a cura di A. Torretta (Politecnico di Milano/FT&A) e C. Sala Cattaneo (Politecnico di Milano/Aarba), si descrive una sperimentazione del protocollo di Behavior - Based Safety (B-BS) in Italia.
La realtà industriale è una vetreria del nord Italia con circa 200 dipendenti, 3 forni e 10 linee di produzione indipendenti, che “sfornano una media di un milione e quattrocentomila contenitori di vetro al giorno”.
Lo studio sperimentale ha analizzato la “reale efficacia del protocollo B-BS, tramite la realizzazione di una linea di base dei comportamenti in oggetto (Baseline), seguita dalla realizzazione di una linea comparativa (Evaluation Line) a tre mesi di distanza”.
Per effettuare “l’analisi dei dati in serie temporale, ovvero ordinati secondo il momento in cui sono stati registrati”, è stato utilizzato in particolare il Test C, un test che “permette di analizzare i risultati ottenuti verificando se, durante le misurazioni o tra una serie di misurazioni e l’altra, sono avvenuti cambiamenti significativi, senza che i risultati delle misurazioni siano imputabili al caso”. 

I risultati indicano che, con l’applicazione del protocollo, dei 40 comportamenti di sicurezza presi in esame, “26 hanno registrato un aumento della frequenza di emissione, di cui 19 confermati dal test C, mentre 6 una diminuzione, di cui 3 confermati”.
In particolare si è riscontrata “una diminuzione di 4 volte dell’emissione dei comportamenti insicuri di lavorare senza i DPI e una riduzione di 5 volte dei comportamenti insicuri in genere escluso l’uso dei DPI”.
Dunque si può affermare che i “risultati ottenuti in così pochi mesi sono più che soddisfacenti, dato che l’applicazione del protocollo è destinata a proseguire nel tempo, secondo un principio di miglioramento continuo”.

Il secondo intervento, dal titolo “La B-BS applicata all’analisi dei rischi nelle lavorazioni presso terzi” e a cura di R. Borghetto (Lisa Servizi srl) e V. Pinton (SIS Consulting s.n.c.), ricorda che la differenza fra gruppo e squadra “è data dal fatto che la squadra ha un obiettivo, uno scopo comune che si propone di raggiungere tramite un percorso fatto di comportamenti che si è disposti a condividere”. E quando “la squadra ha come scopo la generazione di un processo sistematico per gestire la sicurezza in tutti gli ambiti di lavoro attraverso la partecipazione attiva di tutti, ognuno persegue e contribuisce attivamente al raggiungimento di elevati standard di sicurezza collaborando attivamente e senza timore di essere punito per aver tenuto comportamenti a volte scorretti”. L’intervento affronta dunque l’applicazione pratica degli studi sul comportamento di Skinner, attraverso delle checklist opportunamente impostate derivate dalla B-BS.
L’applicazione di questi studi sul comportamento applicati all’analisi dei rischi migliora le possibilità di “rilevare e valutare i rischi, analizzare i comportamenti non conformi ed impostare le corrette misure di sicurezza nei lavori eseguiti presso terzi, in sedi lontane e non sotto il controllo diretto dell’organizzazione”.
In particolare i lavoratori stessi “effettuano l’analisi dei comportamenti corretti/scorretti e suggeriscono le giuste procedure nelle lavorazioni effettuate”: questa tecnica risulta “particolarmente efficace per la valutazione dei rischi relativa a lavori che si svolgono presso terzi, in ambienti non sotto controllo da parte dell’organizzazione, variegati per situazioni, ambienti, procedure e dove i lavoratori sono costretti a comportarsi in modo non sicuro per fattori diversi e da loro non dipendenti”. Ambienti in cui “l’applicazione delle tecniche tradizionali di valutazione dei rischi è poco efficace”.

Il processo di analisi dei rischi ha previsto “tecniche e principi derivati dalla B-BS, quali l’enfasi sui valori”, il forte commitment (impegno) del vertice aziendale, “l’osservazione mediante checklist dei comportamenti, il coinvolgimento attivo di tutti i lavoratori addetti a tale attività sia nella fase di stesura delle checklist, sia nelle osservazioni dei comportamenti, la presentazione dei risultati su base statistica, le decisioni basate su dati”. Il tutto in un contesto di riferimento che non prevede “assolutamente sanzioni per eventuali comportamenti non conformi rilevati, ma anzi il rinforzo nei confronti di tutte le segnalazioni di pericolo effettuate”.
I “risultati della valutazione dei rischi sono stati sorprendenti soprattutto se paragonati a quelli precedenti effettuati con le tecniche ordinarie”. Si è potuto constatare che i tecnici esterni erano esposti a notevoli rischi “che precedentemente erano sconosciuti o sottostimati”.
È stato possibile “analizzare le situazioni e i comportamenti scorretti ed impostare un programma con le priorità di intervento”.

Il terzo intervento, dal titolo “Performance feedback in B-BS: registrare e presentare i dati di B-BS, come costruire e usare i grafici durante la riunione di sicurezza”, a cura di A. Valdina (Aarba) e L. Caravita (CB Solutions) descrive i principi teorici  di un database e di un software - adattabili a qualsiasi organizzazione - per la gestione dei dati prodotti da un processo di B-BS. Un software che riesca a raccogliere e organizzare le informazioni che derivano dall’alto numero di osservazioni sui comportamenti che si hanno nelle aziende che applicano un protocollo B-BS.

L’ultimo intervento, a cura di D. de Merich e M. Pellicci (Ispesl) insieme a R. Serignoli (Crown Aerosol Italia), è intitolato “La promozione istituzionale delle buone pratiche nella gestione operativa della salute e sicurezza: l’esperienza della Crown Aerosols Italia sul monitoraggio dei comportamenti”.
In questo intervento viene ricordato che, “nell’ambito del supporto informativo e formativo alle piccole e medie imprese (PMI) e della promozione della cultura della salute e sicurezza nel lavoro, l’ISPESL è impegnato su due fondamentali direttrici di attività:
– il consolidamento del Sistema di sorveglianza nazionale degli eventi infortunistici, attraverso la promozione di metodi e strumenti per la ricostruzione delle dinamiche incidentali e l’identificazione dei determinanti causali, con l’obiettivo di migliorare le capacità di valutazione dei rischi dei sistemi di prevenzione aziendali;
– l’attività di promozione delle buone pratiche lavorative, in qualità di Focal Point dell’Agenzia Europea per la salute e sicurezza nel lavoro di Bilbao”. L’obiettivo, in questo caso, è quello di “supportare le attività di prevenzione aziendale fornendo esempi applicativi di misure di miglioramento (tecniche, organizzative, procedurali) realizzati nelle aziende proponenti e validate da una istruttoria tecnica condotta dall’ISPESL”.
E tra le metodologie e gli strumenti per la gestione operativa della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, “l’approccio alla analisi e valutazione dei comportamenti messi in atto da tutti i soggetti aziendali (dirigenti, preposti, lavoratori) è una delle strategie preventive più innovative che possano essere messe in atto per correggere eventuali pratiche comportamentali scorrette erroneamente tollerate nella pratica lavorativa quotidiana”.

In particolare viene presentata l’esperienza della Crown Aerosol Italia: il programma “STOP AGLI INFORTUNI” (premiato nel concorso Buone Pratiche 2009) relativo alla tematica “Valutazione dei rischi”.
Questo programma testimonia come “l’applicazione di un metodo di monitoraggio dei comportamenti lavorativi, condiviso nella sua pianificazione con tutti i soggetti aziendali, non solo ha raggiunto risultati utili alla organizzazione ma ha sviluppato a livello individuale una maggiore consapevolezza e senso di responsabilità anche verso i propri colleghi, attraverso la promozione di pratiche lavorative corrette”.

Ricordiamo che attraverso questo programma “il dipendente incaricato di eseguire il check di un reparto ha a disposizione un’apposita scheda da compilare, in cui dovrà indicare la reazione delle persone all’indagine, l’effettivo utilizzo dei dispositivi di protezione richiesti e l’adeguata conoscenza delle procedure di lavoro da parte degli operatori, segnalando eventuali comportamenti o azioni a rischio, così come postazioni di lavoro poco sicure, o poco ordinate”.
Successivamente i dati vengono inseriti “in un database ed analizzati dal responsabile della sicurezza, il quale individua le cause di eventuali prassi pericolose ed elabora azioni correttive”.
Inoltre mensilmente “vengono esposti in bacheca i risultati delle osservazioni e le prassi auspicabili, accompagnati dalle statistiche delle osservazioni effettuate e da grafici relativi all’incidenza degli infortuni”.
In questo modo è stato “possibile sviluppare un canale di ascolto e dialogo che favorisca uno scambio di informazioni e di idee, utile per prevenire prassi potenzialmente pericolose e favorire il senso di partecipazione tra tutti i dipendenti”.



Gli atti del quarto Congresso Europeo di Behavior-Based Safety (B-BS), il terzo simposio dal titolo “Studio sperimentale su un’applicazione del protocollo B-BS a una realtà industriale italiana”, (formato PDF…), in Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, Volume XXXII - N. 1/suppl.A, Psicologia, gennaio/marzo 2010



Tiziano Menduto
 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 


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