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20 novembre 2015 - Cat: Interviste e inchieste
  

Presente e futuro della normativa: Jobs Act, accordi RSPP e SINP


Indicazioni e anticipazioni sul presente e futuro della normativa a partire dalle conseguenze delle modifiche sul D.Lgs. 81/2008. Ne parla ai nostri microfoni Cinzia Frascheri, responsabile nazionale Cisl salute e sicurezza sul lavoro.

 
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Bologna, 20 Nov – Le interviste che PuntoSicuro ha fatto in questi anni a Cinzia Frascheri, Responsabile nazionale Cisl salute e sicurezza sul lavoro e della Responsabilità Sociale delle Imprese, ci hanno sempre permesso di avere informazioni non solo sulle normative in attesa di approvazione, ma anche sui temi in materia di salute e sicurezza in via di discussione nella Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro.
 
Il problema è che la Commissione Consultiva  – come abbiamo già raccontato in un  precedente articolo dedicato al tema – sta affrontando con difficoltà le novità delle modifiche apportate al D.Lgs. 81/2008 dal  Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 151.
Per questo motivo nella nuova intervista a Cinzia Frascheri – raccolta il 15 ottobre scorso durante la 16° edizione della manifestazione  Ambiente Lavoro che si è tenuta a Bologna – partiamo proprio dalle difficoltà della Commissione.
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Formazione e informazione generale sulla sicurezza dei lavoratori impiegati negli uffici

Cosa sta accadendo in Commissione Consultiva Permanente? Le modifiche del D.Lgs. 151/2015 che conseguenza hanno sulle attività attuali della Commissione?
Ricordiamo, a questo proposito e come aggiornamento rispetto a quanto detto nell’intervista del 15 ottobre, che il 4 novembre scorso si è tenuta una nuova riunione della Commissione Consultiva. Nella riunione si è deciso con il Ministero del Lavoro di andare avanti con il lavori, i compiti della Commissione finché sarà emanato il decreto richiesto dal comma 5 dell’articolo 6 del Testo Unico, come modificato dal D.Lgs. 151/2015.
 
Non potevamo poi non arrivare a parlare delle deleghe in materia di semplificazioni del Jobs Act... Di quella “montagna” di anticipazioni e intenti che sembra, in realtà, aver “partorito un topolino”...
Quali sono gli effetti del D.Lgs. 151/2015 e delle nuove modifiche al Testo Unico?
 
Parlando poi delle deleghe del Jobs Act, non si può non fare cenno anche al Decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 recanteDisciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della  legge 10 dicembre 2014, n. 183”. Il D.Lgs. 81/2015 ha o meno un impatto sul mondo della salute e sicurezza sul lavoro?
Secondo Cinzia Frascheri è importante leggere il D.Lgs. 81/2015 anche “sotto l’ottica della salute e sicurezza perché pur trattando di contratti di lavoro e di mansioni ha tutte una serie di ricadute sugli aspetti che attengono alla salute e sicurezza di non poco conto. È importante che si legga tra le righe del Decreto 81/2015 per comprendere quali sono anche i punti di caduta e i maggior rischi che si potrebbero venire a creare con la sua applicazione”. Approfondimento che si può anche fare attraverso la lettura dell’articolo pubblicato da PuntoSicuro “ D. Lgs. 81/2015: i contratti, le mansioni e la sicurezza sul lavoro”.  
 
Non può mancare una domanda sul tema delle competenze in materia di salute e sicurezza. Quale saranno il futuro e le conseguenze della riforma costituzionale e della cosiddetta “agenzia unica per le ispezioni”?
 
E l’atteso, da diversi anni, decreto per il SINP?
Che fine ha fatto il decreto che dovrebbe rendere operativo il Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro? C’è la possibilità che venga reso operativo una sorta di SINP ridotto?
 
Infine abbiamo chiesto qualche anticipazione sui testi e le normative sul tavolo della Commissione.
Di cosa si deve parlare in Commissione? Quali sono le possibili normative che potrebbero diventare entrare in vigore nel prossimo futuro?
In particolare Cinzia Frascheri si sofferma nelle sue risposte sulla revisione degli Accordi sulla formazione degli RSPP e ASPP del 26 gennaio 2006 e sui testi relativi alla regolamentazione della sorveglianza sanitaria relativa alla assunzione di alcol e droga...
 
 
Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di ascoltare integralmente l’intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.
 
 
 
 
Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto
 
Cerchiamo di capire cosa sta accadendo in Commissione Consultiva Permanente. Mi pare che le attività della Commissione stiano rischiando di fermarsi...
 
Cinzia Frascheri: Prima delle modifiche al decreto 81, che hanno coinvolto l’articolo 6 che riguarda la Commissione Consultiva, noi eravamo arrivati ad aver varato finalmente il regolamento interno e si era pronti per partire con i Comitati tecnici per affrontare i vari temi (...). A questo punto è intervenuto il decreto 151/2015. (...). Una delle modifiche riguarda la composizione della Commissione Consultiva Permanente. Composizione, non gli obiettivi.
Potrebbe sembrare un aspetto di poco conto per chi sul territorio opera, ma non è così secondario perché nell’ambito della Commissione Consultiva Permanente andare a modificare l’assetto incide su due elementi:
- quello della riduzione dei numeri complessivi (...). La Commissione Consultiva Permanente aveva effettivamente dei numeri pletorici. Ma questo nuovo assetto incide sulla perdita del cosiddetto tripartitismo perfetto, come indicato anche da una direttiva europea (...). Cosa è successo con la riduzione? Nella riduzione non ci sono più le tre compagini datoriali, sindacali e ministeri e istituzioni con le Regioni, ma si è inserito un quarto polo  che non è neanche rappresentativo, perché diversi componenti sono esperti tecnici che nella Commissione Consultiva, seppur tratta di temi tecnici, non hanno quel ruolo di rappresentatività e rappresentanza che invece gli altri hanno.
 
(...)
 
Parliamo delle deleghe in materia di semplificazioni del Jobs Act... Cosa ne pensa la Cisl del Decreto 151/2015?
 
C.F.: (...) Concentrandoci sul decreto 151/2015, noi non possiamo che essere contenti del fatto che gli interventi di semplificazione sono stati minimi sul piano della quantità e non hanno potuto essere dirompenti sugli assetti di tutela. D’altra parte gli interventi previsti non sono così leggeri, inefficaci su un piano più strutturale. Per questo motivo noi abbiamo fatto le nostre rimostranze, sia prima dell’approvazione del decreto che dopo... Anche se ora bisognerà operare ad assetto dato...
 
(...)
 
Facciamo un breve commento sulla riforma Costituzionale che andrà a riportare allo Stato le competenze in materia di salute e sicurezza. Lei ha spesso difeso il ruolo delle Regioni in questa materia... E cosa ne pensa della cosiddetta Agenzia Unica per le ispezioni?
 
C.F.: Intanto va sottolineato che l’Agenzia comunque non coinvolge le Asl come soggetti. Questa Agenzia collaborerà con il sistema delle Asl (...).
Ormai è certo che, tra un anno o più tardi, ci sarà la modifica dell’articolo 117 della Costituzione. Modifica che andrà a togliere la materia concorrente della salute e sicurezza e a riportarla allo Stato.
Questo aspetto come Cisl noi l’abbiamo considerato un passo indietro proprio perché si va necessariamente a perdere quella che è stata l’esperienza di questi anni. Abbiamo però al contempo sempre ribadito che ad oggi il sistema delle Regioni non era più sostenibile. Un intervento era utile e necessario. Bisogna trovare un “fil rouge” che passi tra le due situazioni e che tenga conto e valorizzi la presenza sul territorio di esperienza e compenetrazione con il sistema produttivo, e al contempo che vada ad uniformare il tutto. Ad oggi le Regioni stanno rappresentando un campo di mille fiori ed in questo modo è complicato poter avere uniche regole e sapere quale può essere la risposta degli organi di vigilanza su determinati tipi di prescrizioni...
 
Cerchiamo di sapere qualcosa sull’eterno atteso SINP, il Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro... In teoria un decreto interministeriale doveva essere emanato sei mesi dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. 81/2008. Sono passati sette anni...
 
C.F.: Intanto vorrei puntualizzare (...) che ancora oggi manca una strategia nazionale di prevenzione. Può sembrare qualcosa di lontano dall’immediatezza delle necessità, delle urgenze delle imprese, del lavoro, ma non è così. Avere una strategia nazionale di prevenzione servirebbe anche per avere un unico percorso di armonizzazione del lavoro che fanno le Regioni in confronto alle istituzioni e alle parti sociali...(...)
Il SINP – questa banca dati che va a mettere in relazione tutta una serie di flussi informativi che provengono dalla Asl, dal sistema produttivo, da diverse fonti informative, creando un terreno fertile per le attività di prevenzione – era una delle novità più importanti del decreto 81... E per rimarcare ancor più il ritardo del SINP si può dire che non si hanno ad oggi informazioni certe su quando uscirà. (...)
Ad un convegno di Ambiente Lavoro organizzato dal sistema paritetico nazionale del settore artigiano, avevamo come relatore Giuseppe Monterastelli, che ricordo che oltre ad essere l’espressione della prevenzione in Emilia Romagna, oggi ha preso anche il ruolo di coordinatore, attraverso la Regione Emilia Romagna, del sistema di Coordinamento interregionale. Il Dott. Monterastelli diceva che non si hanno segnali che il SINP verrà reso operativo, ma parlava di un SINP ridotto su cui però neanche lui ha voluto esprimersi...
C’è poi anche il problema che nelle modifiche si fa riferimento al registro degli infortuni, che in questo caso non è stato messo in collegamento con il SINP... (...) Aspetto che nell’ambito dell’articolato è anche molto confuso nella sua espressione di dettato normativo...
 
Vediamo infine di comprendere quali sono i testi, gli accordi, le nuove normative che dovrebbero essere discusse in Commissione e che potrebbero uscire a breve...
 
C.F.: (...) Ad esempio sul tavolo della Commissione c’è il testo relativo alla formazione del RSPP, un testo che poi non andrà a riguardare la sola formazione di RSPP ma che arriva a modificare anche l’Accordo del 21 dicembre 2011 relativo alla formazione.
Su questo testo come organizzazioni sindacali ci siamo mossi in maniera molto, molto critica. È un testo scritto, in realtà, in maniera non chiara, è un testo che va a modificare quello che stava cominciando a diventare consolidato in materia di formazione degli attori principali aziendali. Non sappiamo tuttavia se questo testo – anche nell’eventuale fase di stand-by della Commissione Consultiva – verrà portato avanti da parte del Coordinamento delle Regioni che sono i titolari del testo.
Un altro testo  è (...) quello che dovrebbe prendere il posto dellaregolamentazione che riguarda l’uso e abuso di sostanze psicotrope e stupefacenti e il consumo di alcol. Anche questo testo ha subito – da parte sindacale e datoriale – grosse critiche per come è stato scritto, per come maldestramente incide sulle altre normative.
Segnalo il fatto che - ed è stato già pubblicato da PuntoSicuro – abbiamo scritto congiuntamente (Confindustria, Cgil, Cisl e Uil) una proposta articolata per non solo criticare ma anche proporre un articolato autoconsistente e puntuale in grado di suggerire le possibili e concrete vie per intervenire in questo ambito, anche in relazione all’aumento straordinario dell’uso e abuso di sostanze stupefacenti e di alcol.
 
 
Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 


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