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26 ottobre 2010 - Cat: Imparare dagli errori
  

Imparare dagli errori: gli incidenti nelle attività di saldatura


Esempi tratti dall’archivio Ispesl Infor.mo.: incidenti durante le attività di saldatura. Le esplosioni, le saldature non adeguate, gli errori procedurali, i collegamenti non a norma. Le misure di prevenzione per le saldatrici elettriche.

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Imparare dagli errori continua la presentazione di esempi di incidenti nell’uso di attrezzature di lavoro correlate ad un numero elevato di infortuni professionali.
Abbiamo parlato di alberi cardanici, di motoseghe, di autobetoniere, di motocoltivatori e ora ci occupiamo di un’attrezzatura trasversale a diversi comparti lavorativi, la saldatrice.
I casi che presentiamo sono raccolti nel nuovo archivio (2005/2008) di INFOR.MO. - strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi. In relazione alla quantità di incidenti rilevati dal sistema di sorveglianza, dedicheremo una prossima puntata ad altri casi esemplificativi degli infortuni nelle attività di saldatura.


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La saldatura: prevenzione e protezione dai rischiVideocorsi in DVD - La saldatura: prevenzione e protezione dai rischi
Formazione sui rischi specifici per chi lavora nella saldatura elettrica ed ossiacetilenica (Art. 37 D.Lgs. 81/08)

 
I casi
Il primo caso, avvenuto nel 2007, è breve, ma chiaro.
L’incidente, avvenuto ad un lavoratore straniero di origine marocchina, è relativo ad attività di saldatura in un’azienda dedita alla fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo.
Il lavoratore “mentre stava tagliando con la saldatrice ad elettrodo il coperchio di un bidone vuoto che aveva contenuto solvente”, viene investito da un'esplosione.
L'operazione “era eseguita frequentemente per ricuperare i bidoni in cui successivamente venivano riposti i residui di molatura”.
È evidente l’errore di procedura: fare un’operazione di taglio termico senza aver verificato l'assenza di solventi infiammabili.
 
Il secondo caso è relativo ad una saldatura non adeguata.
Il lavoratore, in questo caso di origine rumena e con contratto di lavoro atipico, sta lavorando alla costruzione della testa di una pressa.
Terminato l’assemblaggio delle parti lunghe procede “ad assemblare il pezzo che poi doveva posizionare sulla parete superiore della pressa”. L’assemblaggio consiste “nel saldare tre piani perpendicolari alla parete verticale in modo non equidistante. Dopo l’assemblaggio dei piani vengono saldati quattro fermi all’estremità dei piani esterni”. Questa fase avviene a terra, mentre “la sede finale del pezzo si trovava a circa tre metri da terra”.
Per la movimentazione del pezzo appena assemblato l’operatore sceglie di “realizzare due anelli di lamiera mediante taglio al plasma e di saldarli nel punto intermedio dei due piani esterni”. Dopo la saldatura dei due anelli l’infortunato fa passare la catena di un carroponte all’interno di essi e lo aggancia alla catena stessa. A questo punto l'infortunato aziona il carroponte “tramite la pulsantiera restando in prossimità del pezzo al fine di guidarlo e visionare il posizionamento nella sede finale”.
Raggiunta la quota il pezzo imbracato cade sul lavoratore, presumibilmente per cedimento delle saldature.
In questo caso l’errore di procedura, probabilmente derivante da una non adeguata formazione, è relativo alla saldatura degli anelli metallici non idonei al sollevamento del macchinario. Inoltre il lavoratore non avrebbe dovuto stazionare sotto il carico sospeso.
 
Il terzo e ultimo caso è relativo ad attività di artigiani e operai specializzati nell'installazione e della manutenzione di attrezzature elettriche ed elettroniche.
L'infortunato, “solitamente addetto al montaggio/smontaggio di motori elettrici”, sta “lavorando (su indicazione del datore di lavoro) alla verniciatura dei pezzi, in un'area del reparto lontana”.
Ad un certo punto un collega sente un tonfo e lo vede “tentare di rialzarsi da terra vicino al banco prova”.
A terra, accanto a lui, successivamente viene trovata “una saldatrice rotante a elettrodo inserito, con cavo di alimentazione la cui spina pentapolare aveva fra i rebbi un cartoccio di materiale isolante per poterla collegare ai morsetti a pinza”.
Non essendoci nelle vicinanze una presa adatta, “era stato approntato il suddetto collegamento provvisorio (e non a norma!!!) con il quadro prova motori tramite i morsetti, a loro volta privi di isolamento efficace”.
Probabilmente l'infortunato ha saldato qualche pezzo, “nonostante ciò non rientrasse tra i suoi compiti”. Infatti “solo il datore di lavoro ed un collega anziano lavoravano alla saldatura e al banco prova, banco che peraltro non era opportunamente segregato”.
Il lavoratore moriva il giorno stesso in ospedale a causa dello shock elettrico.
Dunque una saldatrice con un collegamento elettrico rudimentale e non a norma, un’attività che doveva essere svolta da altri lavoratori. Inoltre il banco prova motori non era separato dalle aree di lavoro e dai corridoi di passaggio e non era protetto contro eventuali shock elettrici.
 
La prevenzione
Per ogni caso presentato abbiamo già evidenziato alcuni degli elementi di prevenzione che li avrebbero evitati.
Ricordiamo - riguardo al caso di esplosione - che alla protezione da atmosfere esplosive il Decreto legislativo 81/2008 dedica il Titolo XI. Nel decreto si indica (art. 289) che il datore di lavoro, per prevenire e proteggere contro le esplosioni e sulla base della valutazione dei rischi e dei principi generali di tutela, deve adottare le misure tecniche e organizzative adeguate alla natura dell'attività.
 
Per favorire gli interventi di prevenzione riportiamo alcuni suggerimenti, misure e buone pratiche tratte dal documento Inail “ La sicurezza sul lavoro nei cantieri stradali” in relazione all’uso della saldatrice elettrica (ci occuperemo di prevenzione nella saldatura ossiacetilenica in un prossimo articolo).
 
Alcune misure di prevenzione e istruzioni per gli addetti.
 
Prima dell’uso:
-  verificare l’integrità dei cavi e della spina di alimentazione;
-  verificare l’integrità della pinza portaelettrodo;
-  non effettuare operazioni di saldatura in presenza di materiali infiammabili.
 
Durante l’uso:
-  non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
-  allontanare il personale non addetto alle operazioni di saldatura;
-  nelle pause di lavoro interrompere l’alimentazione elettrica;
- in caso di lavorazione in ambienti confinati, predisporre un adeguato sistema di aspirazione fumi e/o di ventilazione.
 
Dopo l’uso:
-  staccare il collegamento elettrico della macchina;
-  segnalare eventuali malfunzionamenti.
 
 
Dispositivi di Protezione Individuale da utilizzare:
guanti;
-  calzature di sicurezza;
elmetto;
-  maschera;
-  gambali e grembiule protettivo.
 
 
 
Pagina introduttiva del sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 491, 1816 e 2067 (archivio incidenti 2005/2008).
 
 
Tiziano Menduto

Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 
 


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Autore: Sergio Morando11/08/2011 (12:06:39)
Cedimenti STRUTTURALI dovute alle saldature è assai probabile più di quanto si pensi poichè anche "costruendo e poi vendendo.." MOLTE SALDATURE SONO SOFFIATE (BUCATE) non passanti in bisellature..dimenticate in più punti..e FATTE anche da SALDATORI PRIVI di VISITE MEDICHE di QUALIFICA SALDATORE ! Nonchè SPROVVISTI di PATENTINI di SALDATURA che sono di diversi tipi ! AD ESAMI ! e con SCADENZE BIENNALI ! Queste cose..DEPRECABILI per noi lavoratori che DOBBIAMO SUBIRLE con TANTO di ORDINI ! Inquanto assunti da PRECARI con le ditte di somministrazione interinali e se parli o scrivi si rischiano pure le denuncie e contratti di lavoro NON PIù RINNOVATI ! ! ! IGNOBILE SISTEMA che VIOLANO le LEGGI ANTIFORTUNISTICHE e IGIENE e SICUREZZA negli AMBIENTI di LAVORO ma anche al di fuori ! Inquanto ciò che si costruisce violandone le leggi VIENE VENDUTO ! Con possibilità di creare ulteriori danni a terzi ignari di tale SCHIFOSO sistema di lavorare attualmente in Italia ! Bocciato persino dalla Comunità Europea EU-O.S.H.A. VIOLATIONS WORK mettendo giustamente la MAGLIA NERA all'Italia che pur essendo in disoccupazione dilagante ACCADONO UGUALMENTE INFORTUNI E CONTINUE INNARESTABILI MORTI BIANCHE ed ad essi collegati ! Il caso Tyssenkrupp deve INSEGNARE ! E gli scolari siamo noi lavoratori operai anche se precari..ma gli SCOLARI che DEVONO ANCORA prendere più COGNIZIONE inquanto hanno studiato..sono CERTI IMPRENDITORI di MULTINAZIONALE e LORO MAESTRANZE(......-........)!e delle ditta di somministrazione (......)Comunque in breve funziona in questa pessima maniera e che grazie anche a Voi e all'Ispettore del Lavoro Sig.R.F.verrà portato a prove e con testimoni ad udienze presumibili a fine sett.ottobre 2011 al Tribunale di Mondovì comunque va in questa maniera: La ditta di somministrazione (pinco pallino) stipula contratti con la multinazionale (pinco pallino)anni di contratti..da precario con le solite promesse da entrambi di assunzione indeterminate..mai MANTENUTE ! Così dopo avere comunicato al Centro per L'Impiego competente di zona le nostre "missioni" precarie lavorative con la mansione prestabilita tra Loro..di solito MANOVALI o bassi altri profili..(tanto per pagare meno di salario..) si è avviati sul posto di lavoro. (qui le ditte interinale sanno..inquanto avvertite più volte)sul posto di lavoro sarà cambiata la professione comunicata agli Uffici Centri per l'Impiego (ex collocamento) ORDINANDO di fare il SALDATORE DI AUTOGRU GRU A TORRE CARRELLISTA (MULETTISTA) GRUISTA ADOPERANDO SALDATRICI SMERIGLIATRICI ( flessibili mole) di svariato tipo CARRELLI ELEVATORI RADIALE PLASMA CANNELLI OSSIACETILENICI TRAPANI Etc.etc. oltre a quelli innumerevoli manuali non esenti da pericolosità..COMUNQUE TUTTO QUESTO SENZA VISITE MEDICHE OBBLIGATORIE DI LEGGE ! CHE PER I MEZZI D'OPERA SERVONO LE PATENTI DI GUIDA B-C con C.Q.C. CORSI DA CARRELLISTA E OBBLIGATORIO è PERSINO IL DROGA ALCOL TEST ! NIENTE CORSI SULLE SICUREZZE SU CIç che SI ADOPERA di MACCHINARI descritti in breve sopra NIENTE ! NIENTE D.P.I. DI PROTEZIONE INDIVIDUALI SIA PER NOI SALDATORI che per chi si trova attorno! NEMMENO GLI AUTORESPIRATORI E MASCHERE AL PLASMA o ASPIRAFUMI COSTRETTI A SALDARE con danni agli occhi e corporali SALDANDO su VERNICI e OLII protettivi del ferro CANCEROGENI ! Ed essendo stati assunti con altra mansione SARà DIFFICILE il riconoscere le MALATTIE PROFESSIONALI ! E idem per i riconoscimenti di lavori usuranti ! Medici competenti che NON avvisano dei pericoli perchè assunti da precari..per altre mansioni anche se dette a loro le Verità..! Compiacenti? chissà..!
COMUNQUE SONO STRA VIOLATE le LEGGI presistenti della 626/94 e le T.U.S.L. 81/2008 AMPIAMENTE VIOLATE a NOSTRO ed ALTRUI DANNI PONENDOCI SEMPRE A RISCHIO ! E nelle saldature i RISCHI sulla nostra altrui salute sono INNUMEREVOLI e poco conosciuti..! Ma grazie a Voi di Puntosicuro mi sto erudendo..su cosa a noi non viene detto e ne fatto corsi e patentini visite mediche comprese! Che poi si riversa sui prodotti costruiti in questa NON osservanze di legge con possibilità di coinvolgere atre persone ignare di tal fare..!
Le Ispezioni andrebbero pertanto fatte dagli Ispettori INAIL ASL -ISPESL-SPISAL-INPS-CARABINIERI TENENZA di FINANZA ISPETTORI DEL LAVORO VIGILI DEL FUOCO ISPETTIVI con VERE assidue Ispezioni a sorpresa senza preavvisi RIPETUTE e CONTRAPPOSTE iniziandole già presso gli Uffici di Collocamento UFFICI CEntri per l'IMPIEGO pubblici. E qui chiedere ispezione di tutti i nostri modelli di lavoro C2 stori (anche in retroattivo di anni) e c2 attuali ! Qui si possono già constatarne tante VIOLAZIONI di legge ! E poi proseguire nelle ditte di somministrazione interinali e loro clienti dove a noi ci mandano a lavorare da precari ma in queste deprorevoli situazioni ! la legge 303/56 parla chiaro mA VIENE STRAVIOLATA ! E non da ditte piccole ma da MULTINAZIONALE ! Persino da Comune e Comunità Montana che adoperano questi contratti di somministrazione ! Se poi agli Ispettori in generale manca il personale Ispettivo..che chiedano a noi precari o in disoccupazione forzata ma CON ANNI di pratiche lavorative (io sono già da qui volontario gratuito) noi possiamo collaborare con gli Ispettori Carabinieri etc. e insieme possiamo fare uscire il GRANDE MARCIO che esiste in Italia sulle sicurezze lavoro NON rispettate e evitare almeno in parte infortuni e morti bianche od a esse collegate DOVERE CIVILE !Con la disoccupazione forzata e con questo modo di fare..contro di noi ..si violano persino gli articoli della Costituzione Italiana 1-4-36 ! ! ! ! ! ! ! !Sindacati Politici Governo COSì PROPRIO NON VA !ED infortuni e morti bianche ne sono la conferma!
SERGIO MORANDO Lesegno Italia.

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