Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Logo PuntoSicuro
  • Iscriviti
  • Abbonati ora
  • Accedi
Il quotidiano sulla sicurezza
  • Home
  • Articoli
    • Sicurezza sul lavoro
    • Incendio, emergenza e primo soccorso
    • Security
    • Ambiente
    • Sicurezza
    • Tutti gli articoli
  • Documenti
  • Banca Dati
    • Banca Dati PuntoSicuro
    • Servizio di attestazione
    • Servizio I tuoi preferiti
  • Approfondimenti
    • Normativa sicurezza sul lavoro: D. Lgs. 81/2008
    • Normativa antincendio: D.M. 10 marzo 1998
    • Normativa primo soccorso: D.M. 388/2003
    • Protezione Dati Personali: GDPR 2016/679
    • Normativa Accordi Stato Regioni
    • Normativa Coronavirus
  • FORUM
  • PUBBLICITÀ

Hai dimenticato lo username?

Inserisci l'indirizzo Email associato al tuo account per ricevere il tuo username.

Errore! L'email inserita non è valida
Torna al Login

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


Crea PDF

Lavoro e discriminazione: conoscere per prevenire

Lavoro e discriminazione: conoscere per prevenire
Massimo Servadio

Autore: Massimo Servadio

Categoria: Rischio psicosociale e stress

19/06/2024

Come tutelare il benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori? Le dinamiche discriminatorie e pericolose e alcuni consigli per prevenirle.

Lavoro e discriminazione: conoscere per prevenire

Come tutelare il benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori? Le dinamiche discriminatorie e pericolose e alcuni consigli per prevenirle.

Il benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori è uno dei più importanti obiettivi da perseguire per qualsiasi organizzazione. Ad oggi, nonostante i progressi normativi sul tema, risulta sicuramente più facile ed immediato occuparsi di salute e sicurezza fisica, poiché più quantificabili, mentre la tutela del benessere psicologico e sociale rimane ancora un tema nebuloso, senza indicazioni o confini precisi.

 

Qualsiasi insieme di persone, che sia gruppo sociale o di lavoro, genera delle forze “centripete” che spingono i membri allo sviluppo di un’identità sociale, ovvero quel sentimento identitario basato sul forte senso di appartenenza e unione. Non esiste gruppo che non sviluppi quella spinta a conformarsi, ad accettare le modalità di pensiero e di comportamento condivise, cercando di avvicinarsi il più possibile al suo membro prototipico. Ma, d’altra parte, il gruppo produce anche delle forze “centrifughe”, volte ad allontanarsi e allontanare tutto ciò che tradisce o non si conforma alla maggioranza.

 

Una maggiore consapevolezza di tali dinamiche e di come queste si manifestino, assume un’importanza fondamentale per qualsiasi attore organizzativo: la creazione di rapporti di lavoro malsani può incoraggiare un clima teso, difficile, in cui si possono concretizzare comportamenti ostili, aggressivi e persino violenti.

 

Una delle dinamiche lavorative più pericolose in questo senso è il caso del “capro espiatorio”. Questo termine, di origini antichissime, fa riferimento ad un rito ebraico compiuto nel giorno dell’espiazione, quando il sommo sacerdote caricava un capro di tutti i peccati del popolo per poi allontanarlo dalla civiltà, costringendolo a vagare nella desolazione del deserto.


Pubblicità
RSPP-ASPP - Aggiornamento 8 ore - Rischi di genere, età, tecnostress - Tutti i settori
RSPP - ASPP - RSPP-ASPP - Aggiornamento 8 ore - Rischi di genere, età, tecnostress - Tutti i settori
Corso online di aggiornamento per RSPP-ASPP di attività appartenenti a tutti i settori di attività ATECO 2007. Il corso costituisce credito formativo per RSPP-ASPP, Docenti-formatori e Coordinatori per la sicurezza sul lavoro.

 

Si tratta di un meccanismo sociale frequente all’interno di gruppi di lavoro che si trovano a fronteggiare diverse difficoltà: la maggioranza, più o meno consapevolmente, si allea contro una minoranza o una singola persona, proiettando su di essa tutti gli aspetti disfunzionali dell’intero gruppo. In questo modo, si cerca la via più semplice per redimersi dalle colpe condivise e per preservare il gruppo – seppur in modo disfunzionale – individuando una singola causa di tutti i mali. Il bersaglio si trova quindi in condizione di ostracismo e isolamento, dovendo subire frequenti critiche, maldicenze e svalutazioni poiché diventato l’unico elemento di sopravvivenza, stabilità e unione di gruppo.

 

Quando questa dinamica si esaspera e si protrae nel tempo, può degenerare in ciò che la letteratura scientifica indica come mobbing. Dall’inglese to mob (“assalire, attaccare, vessare”), con questo termine si indicano tutte quelle forme di vessazione protratte nel tempo che hanno come scopo l’allontanamento della vittima dal proprio contesto lavorativo.

 

Differentemente da quanto accade con un capro espiatorio, l’azione persecutoria del mobber è sempre consapevole e volontaria. Inoltre, se il primo caso, seppur in modo completamente distorto, ricerca una modalità di difesa del gruppo, l’azione di mobbing sottende sempre la volontà di danneggiare la vittima con lo scopo finale di eliminarla da quell’ambiente.

 

Non sempre è facile riconoscere queste forme discriminatorie: bisognerebbe, infatti, avere informazioni dettagliate del contesto lavorativo, del clima organizzativo, del livello professionale e culturale degli attori coinvolti e dello scopo con cui tali azioni sono state messe in atto. Inoltre, la violenza psicologica può assumere diverse forme, quali:

  • Azioni palesi e violente come aggressioni verbali o fisiche
  • Azioni silenziose e subdole come la graduale esclusione della vittima dal gruppo o l’assegnazione di compiti superiori alle capacità con la speranza che la vittima sbagli
  • Azioni disciplinari come richiami formali ingiustificati
  • Azioni logistiche come il trasferimento della vittima in un’altra sede o il suo demansionamento, senza che queste decisioni siano dettate da reali necessità organizzative

 

La realizzazione di atti e comportamenti discriminatori protratti nel tempo può avere conseguenze devastanti non solo sulla persona perseguitata, ma anche sull’intera organizzazione.

 

In termini di effetti sul singolo, si riscontrano diverse ripercussioni sullo stato psico – fisico della vittima: preoccupazioni costanti, attacchi di panico o crolli nervosi, aumento dei disturbi del sonno, alterazioni del sistema immunitario, sovraccarico del sistema cardiovascolare e, nei casi più gravi, somatizzazioni assimilabili al disturbo da stress post-traumatico. Tali problematiche, che incidono negativamente sulla vita della persona, danneggiando sia la sfera privata che quella lavorativa, si ripercuotono anche sull’organizzazione. In questi casi, infatti, non di rado aumentano i casi di assenteismo, ritardi, burnout, turnover, infortuni e incidenti sul lavoro. Inoltre, un clima lavorativo tossico può incidere negativamente anche sui collaboratori non direttamente coinvolti nel circolo discriminatorio, i quali, assistendo alle ingiustizie, potrebbero perdere fiducia nell’organizzazione. La concentrazione e l’impegno diminuiscono, provocando un calo della produttività e, spesso, una bassa qualità del lavoro svolto.

 

Le conseguenze organizzative riguardano anche la cerchia sociale allargata: un’organizzazione nota per negligenza verso la discriminazione può danneggiare la propria reputazione anche verso l’esterno, creando condizioni sfavorevoli a reclutamenti futuri.

 

È quindi essenziale prendere una forte posizione nei riguardi di tali fenomeni discriminatori, proprio per migliorare le condizioni di vita delle persone e dell’organizzazione stessa. Ma cosa si può fare per cercare di combattere, o ancor meglio prevenire, questi fenomeni? Si segnala:

  • Sviluppare, implementare e comunicare politiche aziendali chiare e intransigenti verso qualsiasi forma discriminazione;
  • Definire chiare procedure di segnalazione che possano facilitare la denuncia di tali comportamenti;
  • Promuovere una cultura organizzativa di responsabilità, rispetto e inclusione attraverso percorsi di formazione a tutti i livelli, eventi, workshop e campagne di sensibilizzazione;
  • Richiedere un impegno costante, a partire dai vertici organizzativi più alti, nel sostenere e promuovere tali politiche.

 

 

Massimo Servadio

Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, Esperto in Psicologia della salute organizzativa




Creative Commons License Licenza Creative Commons


Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'


Pubblica un commento

Ad oggi, nessun commento è ancora stato inserito.

Pubblica un commento

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza

Altri articoli sullo stesso argomento:

Stigma legato alla salute mentale sul posto di lavoro

Veterinaria e sicurezza: rischi biologici e rischi psicosociali

Sistemi di IA sul lavoro e i rischi psicosociali per i lavoratori

Brevi riflessioni sul fenomeno del mobbing nei luoghi di lavoro


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM di PuntoSicuro

Quesiti o discussioni? Proponili nel FORUM!

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Notizie FLASH

28LUG

La gestione del calore sul luogo di lavoro in un clima in evoluzione

23LUG

Il clima in Italia nel 2025

21LUG

Nuovo quadro europeo delle competenze per gli igienisti del lavoro

Consulta gli ultimi documenti della Banca Dati

Banca dati, normativa sulla sicurezza
28/07/2026: Corte di Cassazione Penale, Sez. 4 - Sentenza n. 5357 del 10 febbraio 2026 - Braccio trascinato dal rullo. Rimozione delle protezioni da parte del preposto: confermata la responsabilità amministrativa dell’Ente.
28/07/2026: Code of Practice on Transparency of AI-Generated Content
27/07/2026: Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali - Decreto ministeriale n. 78 del 22 giugno 2026 - Individuazione delle violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro nonché di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
27/07/2026: Corte di Cassazione Penale Sez. 4 - Sentenza n. 6799 del 19 febbraio 2026 - Amputazione del dito durante la movimentazione con un caricatore idraulico e responsabilità del caposquadra. Affiancare il lavoratore non basta ad integrare l’obbligo di formazione e addestramento.
ACCEDIABBONATI ORA

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Articoli per categorie


INTERPELLI

Sulla compatibilità tra il ruolo di RLS e di Ufficiale di Polizia Giudiziaria


SORVEGLIANZA SANITARIA, MALATTIE PROFESSIONALI

Sicurezza in risonanza magnetica: tutela e sorveglianza sanitaria


SGSL, MOG, DLGS 231/01

Industria chimica, sicurezza e sistemi di gestione: nuove linee di indirizzo


VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO

I pericoli e i rischi di incendio nell’uso delle batterie al litio


TUTTE LE CATEGORIE

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

PuntoSicuro Media Partner

PuntoSicuro Media Partner Healthy Workplaces

REDAZIONE DI PUNTOSICURO

  • Direttore: Luigi Meroni

  • Redazione: Federica Gozzini e Tiziano Menduto

CONTATTI

  • redazione@puntosicuro.it

  • (+39) 030.5531825

CHI SIAMO

  • Cos'è PuntoSicuro
  • Newsletter
  • FAQ Newsletter
  • Forum
  • Video PuntoSicuro
  • Fai pubblicità su PuntoSicuro

PUNTOSICURO È UN SERVIZIO

Logo Mega Italia Media

SEGUICI SUI SOCIAL

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeFeed RSS

PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media. Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562. ISSN 2612-2804. È sito segnalato dal servizio di documentazione INAIL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità, è media partner della Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EU-OSHA per le campagne di sensibilizzazione su salute e sicurezza.
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
I documenti della Banca dati di PuntoSicuro non possono essere considerati testi ufficiali: una norma con valore di legge può essere ricavata solo da fonti ufficiali (es. Gazzetta Ufficiale). Per informazioni su copyright e modalità di consultazione: Condizioni di abbonamento.
I prodotti e i servizi pubblicitari sono commercializzati da Punto Sicuro con queste Condizioni di vendita.

Mega Italia Media S.p.A. | Via Roncadelle, 70A - 25030 Castel Mella (BS) - Italia
Tel. (+39) 030.2650661 | E-Mail: info@megaitaliamedia.it | PEC: megaitaliamedia@legalmail.it
C.F./P.Iva 03556360174 | Numero REA BS-418630 | Capitale Sociale € 500.000 | Codice destinatario SUBM70N | Codice PEPPOL 0211:IT03556360174

Privacy Policy | Cookie Policy | Dichiarazione di accessibilità