Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Logo PuntoSicuro
  • Iscriviti
  • Abbonati ora
  • Accedi
Il quotidiano sulla sicurezza
  • Home
  • Articoli
    • Sicurezza sul lavoro
    • Incendio, emergenza e primo soccorso
    • Security
    • Ambiente
    • Sicurezza
    • Tutti gli articoli
  • Documenti
  • Banca Dati
    • Banca Dati PuntoSicuro
    • Servizio di attestazione
    • Servizio I tuoi preferiti
  • Approfondimenti
    • Normativa sicurezza sul lavoro: D. Lgs. 81/2008
    • Normativa antincendio: D.M. 10 marzo 1998
    • Normativa primo soccorso: D.M. 388/2003
    • Protezione Dati Personali: GDPR 2016/679
    • Normativa Accordi Stato Regioni
    • Normativa Coronavirus
  • FORUM
  • PUBBLICITÀ

Area riservata:

Password dimenticata?
Username dimenticato?

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


Crea PDF

La sfida dello stress: da aggravio per le imprese a grande opportunità

La sfida dello stress: da aggravio per le imprese a grande opportunità
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Rischio psicosociale e stress

02/12/2015

Un intervento si sofferma sullo stress, sul concetto di organizzazione e sulla costrittività organizzativa. Dobbiamo passare dalla cultura del controllo a quella della responsabilità, dalla prospettiva manutentiva a quella manageriale.

La sfida dello stress: da aggravio per le imprese a grande opportunità

Un intervento si sofferma sullo stress, sul concetto di organizzazione e sulla costrittività organizzativa. Dobbiamo passare dalla cultura del controllo a quella della responsabilità, dalla prospettiva manutentiva a quella manageriale.

Urbino, 2 Dic – Se nei luoghi di lavoro la questione dello stress, come più volte ripetuto in questi anni, è principalmente una questione organizzativa, è di stress organizzativo che si deve parlare. Tuttavia è bene ricordare “senza stress non c’è organizzazione”. E “guardare nell’organizzazione esclusivamente il distress è una forma di strabismo. È sacrosanto, garantista e giusto prevenire tutte le fonti di stress negativo (distress) per tutelare la salute dei lavoratori e per garantire il loro benessere”. Ma tale strabismo “deforma e impedisce una corretta collocazione del  fenomeno dello stress nelle imprese e nelle organizzazioni. L’interesse delle imprese italiane e della collettività dell’Italia come sistema è ragionare alla luce di un approccio che vede lo stress per quello che è: un fenomeno fisiologico. Come esiste un distress nelle organizzazioni esiste anche un eustress. Lo stress positivo (eustress) è una risorsa aziendale, fonte indiscutibile di crescita innovazione e sviluppo”.
Pubblicità
No Work Stress
Videocorsi in DVD - No Work Stress
Guida video alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato e alla promozione del benessere e della salute in azienda
 
A parlare in questi termini dello stress organizzativo nel mondo del lavoro è un intervento al convegno “La prevenzione dei rischi da stress lavoro-correlato. Profili normativi e metodiche di valutazione” (8 novembre 2013, Università degli studi di Urbino). Intervento che è stato pubblicato, insieme agli altri atti del convegno, tra i “Working Papers” di Olympus, con il titolo “ La prevenzione dei rischi da stress lavoro-correlato. Profili normativi e metodiche di valutazione - Atti del Convegno Urbino - 8 novembre 2013”.
 
L’intervento a cui facciamo riferimento - a cura di Giuseppe Favretto (Professore ordinario di Organizzazione Aziendale nell’Università di Verona) e Serena Cubico (Ricercatore di Organizzazione Aziendale nell’Università di Verona), frutto di un comune lavoro di ricerca e di confronto svolto nell’ambito del gruppo di collaboratori del Centro di Ricerca Mobbing e Benessere Organizzativo dell’Università di Verona – si intitola “Stress organizzativo: rischio o opportunità” e si sofferma ampiamente, prima di addentrarsi nel tema dello stress,  sul concetto di organizzazione e della conseguente costrittività organizzativa.
 
Rimandando ad una lettura integrale dell’intervento, riprendiamo alcuni concetti e definizioni riportate nell’intervento.
 
Se Schein (1985) descrive l’organizzazione “come un sistema complesso che deve essere studiato nella sua totalità”, le organizzazioni spesso “obbligano i singoli individui a riconoscere una rigida strutturazione gerarchica e funzionale che li costringe a sottomettervisi e che riduce la libertà e la discrezionalità individuale, come evidenziato in Favretto (2010). I livelli di costrittività però variano da contesto a contesto. In alcuni sono minimi in altri sono massimi”. E se ci trasferiamo dalle sfere della vita comunitaria a quelle della vita lavorativa, spesso “siamo pronti ad accettare (alcuni dicono a subire) diversi livelli di costrittività”.
Ma perché accettiamo la costrittività organizzativa? La risposta – continuano i relatori – “ci viene fornita da un economista, da uno dei padri del pensiero organizzativo, Cornell, il quale evidenzia come l’efficienza e l’efficacia siano raggiungibili tramite un sistema costrittivo. Egli sostiene che nell’organizzazione l’azione costrittiva è giustificabile se (e questa è la quotidiana sfida della razionalità) si dimostra che ‘lo sforzo di due o più individui che lavorano insieme verso un traguardo comune è più efficace della somma degli stessi sforzi di quegli stessi individui che operino separatamente’ (Cornell, in Megginson et al., 1992, 349)”.
Tuttavia in un’impresa la costrittività alla quale noi sottoponiamo il sistema organizzativo e le persone non deve “andar oltre quegli elementi che giustificano l’azione costrittiva”. E da qui deriva la “giusta necessità di tutelare il lavoratore (dall’eccesso di pena) garantendo la sua salute riducendo e controllando le fonti di rischio”.
 
Mantenendo l’attenzione sulla questione organizzativa, si segnala che “l’organizzazione è il luogo di tutte le azioni organizzative e di tutti i comportamenti organizzativi, dello stare bene e lo stare male. L’organizzazione è un organo, cioè uno strumento, un artefatto sociale, in cui gli umani, animali da branco, si organizzano naturalmente per raggiungere degli obiettivi (Favretto, 2010), pronti ad accettarne le costrittività laddove esse servano davvero”. E la prescrittività aziendale finisce con l’identificarsi con l’azione manageriale.
E ricordando che il raggiungimento di obiettivi organizzativi non può prescindere dal coinvolgimento dei lavoratori, come ricordato anche da alcune direttive europee, si indica che perché un sistema cresca “bisogna agire su fattori propulsivi: partecipazione, coinvolgimento decisionale, sfida, riconoscimento del merito, professionalizzazione e responsabilità”.
 
I relatori si chiedono poi “quanto possono influire i fattori propulsivi e i relativi modelli di management, sulla prevenzione dello stress”.
 
Dopo aver riportato le varie posizioni e definizioni relative allo stress, i relatori constatano che “nelle torsioni e nelle derive di applicazione professionale, complice la stessa formulazione del Testo Unico, si fa riferimento solamente a una parte di stress (il distress) confondendo l’uno con l’altro”. In realtà “se non c’è stress non c’è vita, allo stesso modo, se non c’è stress non c’è organizzazione”. E “perché le organizzazioni producano e funzionino è indispensabile che in esse si sviluppi un range ottimale di stress, denominato LOA (Livello Ottimale di Attivazione), che corrisponde alla fase in cui gli umani sono maggiormente efficienti (Yerkes & Dodson, 1908). La deriva professionale e culturale che spesso ha perduto importanti riferimenti scientifici si focalizza soprattutto con l’overload lavorativo cioè il sovraccarico (Favretto et al., 2012), o in omaggio al modello di Karasek all’incapacità di controllo”.
E se “l’overload da domanda è una variabile perniciosa nei confronti del benessere e dell’efficienza lavorativa”, non va dimenticata una “fonte di rischio organizzativo che ha a che fare con l’underload e con la deprivazione sensoriale (monotonia industriale, mobbing, assenza o riduzione dell’identità sociale lavorativa). Accade pertanto che vi siano persone che vengono ‘uccise umanamente’ senza adoperare strumenti di sovraccarico, ma attraverso sistemi di dequalificazione e di riduzione di stimoli. In tal direzione val la pena di ricordare che processi o meccanismi di prepensionamento, licenziamento e di perdita del lavoro, episodi questi che non sono adeguatamente monitorati dal punto di vista del rischio sociale, generano deprivazione di ruolo collettivo, e d’identità personale, prodromi di distress, straining e malattia”.
Dunque, come già detto in apertura di articolo, è bene sottolineare che “lo stress positivo (eustress) è una risorsa aziendale, fonte indiscutibile di crescita innovazione e sviluppo”.
 
Gli autori in definitiva sottolineano che un “approccio occhiuto, sospettoso, negativo nei confronti del comportamento degli attori aziendali, è il nemico da combattere se davvero di evoluzione e sviluppo organizzativo si vuol parlare”. Se si vuole cambiare prospettiva manageriale è necessario passare dalla cultura aziendale del controllo a quella della responsabilità. Insomma “la sfida, in relazione ai modelli di management adatti alla contemporaneità, in una situazione di scarsità di risorse, è a un bivio: o investiamo sul controllo/sospetto o investiamo sullo sviluppo. Le due azioni sono alternative se non addirittura opposte”.
 
Veniamo in particolare al tema dello stress lavoro correlato.
 
I relatori ricordano che “per molte aziende la valutazione delle fonti di stress lavoro-correlato è stata un ‘doveroso aggravio’ di controllo manutentivo. Non è un caso che le associazioni datoriali, anche le più illuminate, abbiano fatto resistenza nei confronti del varo della legge e della sua formulazione”.
Molto spesso “per il piccolo-medio imprenditore la valutazione dello stress lavoro-correlato si è rivelata una semplice generazione di costo. E all’obbligo di certificazione ha risposto rivolgendosi alle figure professionali più improbabili, figure talvolta fortemente discutibili”.
 
Rispetto a questa situazione, “dobbiamo andare oltre”.
 
La sfida dello stress deve “trasformarsi da un ‘doveroso aggravio’ per le imprese, a una ‘grande opportunità’, per cercare anche ‘il meglio’ (eustress) presente in esse. Questo non significa smettere di valutare e prevenire il distress, ma significa osservare e agire senza strabismi in modo tecnicamente e scientificamente corretto”.
In particolare “l’attuale approccio manutentivo, è figlio legittimo dei modelli razionali legali ed economici. Manutenere comporta la giusta ricerca di tutto ciò che inquina, riduce e fiacca il benessere del lavoratore”. Ma per una “vera azione di crescita e sviluppo”, tutto questo non basta.
Dunque anche sul fronte dello stress “dobbiamo cambiare prospettiva: da quella manutentiva a quella manageriale (manus agere)”.
Se, “complici della cultura del controllo, ci soffermiamo a scrutare ciò che di negativo occupa il mondo dell’azienda e ci limitiamo esclusivamente a questo, diventiamo l’espressione di uno stile aziendale/gestionale” che finirà per scovare solo tutto ciò che non va bene.
Tuttavia “al fine di adottare una autentica azione di manus agere, dobbiamo cercare anche e soprattutto il bene”, gli aspetti positivi.
L’intervento si conclude citando un famoso aforisma di Abraham Lincoln: ‘se negli uomini cerchi il male, di certo lo troverai. Ma se cerchi il bene lo troverai sempre’.
 
 
    
Olympus - Osservatorio per il monitoraggio permanente della legislazione e giurisprudenza sulla sicurezza del lavoro, “ La prevenzione dei rischi da stress lavoro-correlato. Profili normativi e metodiche di valutazione - Atti del Convegno Urbino - 8 novembre 2013”, a cura di Luciano Angelini (Professore aggregato di Diritto del lavoro nell’Università di Urbino Carlo Bo e Condirettore di Olympus), Working Paper di Olympus 31/2014 inserito nel sito di Olympus il 6 marzo 2014 (formato PDF, 978 kB).
 
Leggi gli altri articoli di PuntoSicuro sullo stress e sui rischi psicosociali nei luoghi di lavoro
 
 
Tiziano Menduto
 
 
Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'


Pubblica un commento

Ad oggi, nessun commento è ancora stato inserito.

Pubblica un commento

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza

Altri articoli sullo stesso argomento:

Come valutare o prevenire la sindrome di burnout nel mondo del lavoro?

Digital stress e smart working: come affrontare i nuovi rischi psicosociali

Quiet Ambition: la Salute Mentale prima della “scalata lavorativa”

AR, VR, XR e metaverso: quali sono i possibili rischi psicosociali?


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM di PuntoSicuro

Quesiti o discussioni? Proponili nel FORUM!

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Notizie FLASH

23APR

Approvata la proposta di ridurre i livelli massimi di residui di pesticidi pericolosi

22APR

Convegno SAFAP 2026

21APR

Impatti dei cambiamenti climatici e resilienza dei cittadini europei

Consulta gli ultimi documenti della Banca Dati

Banca dati, normativa sulla sicurezza
24/04/2026: Inail – Quaderno esperienze applicative di prevenzione infortuni in appalti di opere e manutenzioni - versione 2026
24/04/2026: Corte di Cassazione Penale, Sez. 4 - Sentenza n. 34535 del 07 agosto 2023 - Infortunio con il carroponte. Comportamento abnorme del lavoratore o omissioni del datore di lavoro? La Corte annulla con rinvio.
23/04/2026: Imparare dagli errori – Gli infortuni nelle attività di sanificazione e pulizia – le schede di Infor.mo. 5256 e 7421.
23/04/2026: Corte di Cassazione Penale, Sez.IV - Sentenza n.50095 del 15 dicembre 2023 - Appalto per l'assemblaggio di carpenteria in ferro e morte dell'operaio saldatore durante l'utilizzo di un carroponte presente in azienda
ACCEDIABBONATI ORA

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Articoli per categorie


COMPORTAMENTI SICURI E BBS

L’importanza dell’analisi dell’attività lavorativa


ARTIGIANATO E PMI

Artigianato e PMI: le proposte per migliorare la sicurezza


RISCHIO CHIMICO

Tossicologia e nuove tecnologie: come i database digitali tutelano la salute


INFORTUNI IN ITINERE

Tossicologia e nuove tecnologie: come i database digitali tutelano la salute


TUTTE LE CATEGORIE

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

PuntoSicuro Media Partner

PuntoSicuro Media Partner Healthy Workplaces

REDAZIONE DI PUNTOSICURO

  • Direttore: Luigi Meroni

  • Redazione: Federica Gozzini e Tiziano Menduto

CONTATTI

  • redazione@puntosicuro.it

  • (+39) 030.5531825

CHI SIAMO

  • Cos'è PuntoSicuro
  • Newsletter
  • FAQ Newsletter
  • Forum
  • Video PuntoSicuro
  • Fai pubblicità su PuntoSicuro

PUNTOSICURO È UN SERVIZIO

Logo Mega Italia Media

SEGUICI SUI SOCIAL

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeFeed RSS

PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media. Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562. ISSN 2612-2804. È sito segnalato dal servizio di documentazione INAIL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità, è media partner della Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EU-OSHA per le campagne di sensibilizzazione su salute e sicurezza.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
I documenti della Banca dati di PuntoSicuro non possono essere considerati testi ufficiali: una norma con valore di legge può essere ricavata solo da fonti ufficiali (es. Gazzetta Ufficiale). Per informazioni su copyright e modalità di consultazione: Condizioni di abbonamento.
I prodotti e i servizi pubblicitari sono commercializzati da Punto Sicuro con queste Condizioni di vendita.

Mega Italia Media S.p.A. | Via Roncadelle, 70A - 25030 Castel Mella (BS) - Italia
Tel. (+39) 030.2650661 | E-Mail: info@megaitaliamedia.it | PEC: megaitaliamedia@legalmail.it
C.F./P.Iva 03556360174 | Numero REA BS-418630 | Capitale Sociale € 500.000 | Codice destinatario SUBM70N | Codice PEPPOL 0211:IT03556360174

Privacy Policy | Cookie Policy | Dichiarazione di accessibilità