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L'efficacia del lavaggio mani per la prevenzione del rischio biologico
L'Inail, tramite il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila), ha recentemente pubblicato il nuovo opuscolo informativo intitolato “L’efficacia del lavaggio delle mani: dall’intuizione del 1847 alla pandemia del 2020”.
Il documento nasce con l'intento di riaffermare l'importanza di quello che è tuttora considerato uno dei pilastri fondamentali nella prevenzione del rischio biologico sia in ambito sanitario che comunitario. Attraverso un'analisi che spazia dalle origini storiche fino alle recenti sfide pandemiche, la pubblicazione mira a rafforzare la cultura della prevenzione e la tutela della salute dei lavoratori.
L’Efficacia del Lavaggio delle Mani: Evoluzione di una Pratica Vitale dal 1847 a Oggi
La pubblicazione analizza il lavaggio delle mani come strategia chiave per contrastare le infezioni e l'antibiotico-resistenza, sottolineando come un gesto apparentemente semplice rappresenti una misura di protezione collettiva.
Dall'intuizione di Semmelweis alle Precauzioni Standard
L'origine della moderna igiene delle mani risale al 1847, quando il medico ungherese Ignaz Semmelweis intuì che la febbre puerperale veniva trasmessa dalle mani dei medici che assistevano le partorienti dopo aver effettuato autopsie senza lavarsi. L'introduzione della disinfezione con ipoclorito di calcio ridusse drasticamente la mortalità. Nel XX secolo, la consapevolezza è cresciuta con l'introduzione delle Precauzioni universali (1985) e delle Precauzioni standard (1996), che hanno reso l'igiene delle mani una misura obbligatoria in caso di esposizione a fluidi corporei, cute o mucose.
La Pandemia da Covid-19 e il calo dell'aderenza post-emergenza
L’emergenza del 2020 ha trasformato l’igiene delle mani da pratica individuale ad atto di responsabilità sociale. Tuttavia, i dati recenti indicano una preoccupante regressione nei settori non sanitari:
- La percentuale di persone che dichiarano di lavarsi le mani con frequenza è calata dal 56% al 38% tra il 2023 e il 2025.
- L'uso di gel e salviette igienizzanti è sceso dal 31% al 24% nello stesso triennio.
- In ambito sanitario, l'aderenza degli operatori resta spesso inferiore al 75% raccomandato dall'OMS.
Settore Sanitario: La lotta alle infezioni correlate all’assistenza (Ica)
In ambito sanitario, l’igiene delle mani è il baluardo principale contro le infezioni correlate all’assistenza (Ica), ovvero patologie contratte durante l'erogazione di cure in ospedali, centri di dialisi o assistenza domiciliare. Le cause principali di queste infezioni risiedono nella scarsa igiene ambientale, nell'insufficiente aderenza ai protocolli e in una formazione professionale limitata.
L'impatto delle Ica è devastante: esse prolungano la degenza, aumentano la mortalità e favoriscono l'insorgenza di microrganismi antibiotico-resistenti, rappresentando il 71% dei casi di infezioni da tali batteri in Europa. Le statistiche dell'Oms indicano che circa 1 paziente su 10 muore a causa di un'infezione ospedaliera. Ogni anno in Europa si registrano oltre 3,5 milioni di Ica, con più di 90.000 decessi.
Per contrastare questo fenomeno, l’Oms ha pubblicato nel 2009 linee guida che raccomandano l’uso di soluzioni alcoliche per l’igienizzazione routinaria e promuovono programmi di formazione specifici. In Italia, il Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza (Pncar) 2022-2025 integra la sorveglianza del consumo di tali soluzioni come indicatore di qualità assistenziale. Nonostante gli sforzi, l'aderenza degli operatori sanitari resta critica: storicamente ferma al 40%, è ancora lontana dall'obiettivo del 75% raccomandato dall'Oms. I dati italiani del 2023 mostrano una diminuzione del consumo di soluzioni idroalcoliche rispetto al picco pandemico, evidenziando un cambiamento comportamentale ancora insufficiente.
Settore Non Sanitario: La regressione delle buone pratiche
L'igiene delle mani è vitale anche in contesti non sanitari come scuole, mezzi di trasporto e ristorazione. In particolare, nel settore alimentare, la contaminazione degli alimenti dovuta a una scarsa igiene può causare gravi focolai patogeni.
Il documento riporta dati preoccupanti emersi da una ricerca condotta tra il 2023 e il 2025 sull'attenzione della popolazione:
- La percentuale di persone che lavano le mani con maggiore frequenza è crollata dal 56% al 38% in soli due anni.
- La media dei lavaggi giornalieri è scesa da 7 a 6.
- L'uso di gel e salviette igienizzanti è diminuito dal 31% al 24% (scendendo al 21% tra gli over 65). Questi dati indicano una pericolosa regressione delle buone pratiche nonostante la consapevolezza acquisita durante la pandemia. Per invertire questa tendenza, l'Oms promuove annualmente la Giornata mondiale dell’igiene delle mani (5 maggio), con slogan come "Action saves lives" per il 2026, volti a sensibilizzare la collettività sull'importanza di questo gesto per salvare vite umane.
Come lavarsi le mani: Tecniche e tempistiche
Il lavaggio accurato con acqua e sapone, seguito da asciugatura o l'uso di prodotti alcolici, è la misura più efficace per rimuovere i microrganismi. Il documento distingue tra le necessità dell'ambiente sanitario e di quello comunitario.
- Momenti critici nel quotidiano: Occorre lavarsi le mani prima di mangiare o cucinare, prima di assistere malati, dopo l'uso dei servizi igienici, dopo il contatto con animali e al rientro a casa.
- Momenti critici in sanità: Prima e dopo il contatto con il paziente, dopo il contatto con fluidi corporei o con superfici vicine al paziente.
Per comprendere meglio le situazioni critiche in cui è particolarmente importante lavarsi le mani e le modalità corrette per farlo, si rimanda alla Tabella 1, che individua i principali momenti e le procedure raccomandate.
Le tecniche variano in base al rischio:
- Lavaggio sociale: Utilizzato in comunità e per l'igiene di routine in sanità; deve durare tra i 40 e i 60 secondi.
- Lavaggio antisettico: Riservato ad aree ad alto rischio, dura circa 90 secondi.
- Lavaggio chirurgico: Da eseguire prima di interventi, con sapone antisettico, per una durata di 5 minuti.
La procedura corretta prevede: bagnare le mani, applicare sapone su tutta la superficie, frizionare palmo contro palmo, intrecciare le dita, strofinare il dorso, frizionare i pollici e le dita nel palmo opposto, risciacquare e asciugare accuratamente con una salvietta monouso, utilizzandola anche per chiudere il rubinetto.
Scarica opuscolo (pdf)
Il Messaggio ai Lavoratori: Obblighi e prevenzione
In ambito lavorativo, l'igiene delle mani è regolamentata dal d.lgs. 81/08. L'art. 273 stabilisce che il datore di lavoro deve assicurare servizi sanitari adeguati provvisti di docce e antisettici per la pelle qualora la valutazione dei rischi evidenzi pericoli biologici.
Le raccomandazioni comportamentali per i lavoratori includono:
- Promuovere l'igiene dopo l'uso dei servizi, prima di mangiare e dopo l'esposizione a materiali contaminati.
- Utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale (DPI), come i guanti, sottolineando che il loro uso non sostituisce l'igiene delle mani (come recita lo slogan Oms 2025: "It might be gloves, it’s always hand hygiene").
- Favorire il rispetto delle distanze interpersonali.
L'art. 278 del decreto ribadisce l'obbligo di informazione e formazione per la gestione del rischio biologico. La collaborazione tra tutti gli attori della prevenzione è essenziale per sviluppare una cultura della sicurezza che trasformi l'igiene delle mani in un bagaglio culturale duraturo, fondamentale per tutelare la salute collettiva e costruire un futuro resiliente
Per garantire un futuro resiliente, è necessario trasformare l'igiene delle mani in un bagaglio culturale duraturo, incentivando la pratica sin dall'infanzia anche attraverso attività ludiche. Le campagne OMS, come quella prevista per il 2026 con lo slogan "Action saves lives", ricordano che la condivisione di questa semplice azione è fondamentale per sostenere il miglioramento della sicurezza delle cure a livello globale
Federica Gozzini
Scarica il documento da cui è tratto l’articolo:
INAIL - L'efficacia del lavaggio delle mani dall'intuizione del 1847 alla pandemia del 2020(pdf)
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