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Imparare dagli errori: quando mancano adeguati ponteggi

Imparare dagli errori: quando mancano adeguati ponteggi
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Ponteggi e opere provvisionali

07/10/2021

Esempi di infortuni nei lavori in quota connessi all’assenza di ponteggi adeguati e sicuri. Infortuni nelle attività di disarmo e nel montaggio di coperture in plastica. Le dinamiche infortunistiche, le opere provvisionali e la scelta del ponteggio.

Imparare dagli errori: quando mancano adeguati ponteggi

Esempi di infortuni nei lavori in quota connessi all’assenza di ponteggi adeguati e sicuri. Infortuni nelle attività di disarmo e nel montaggio di coperture in plastica. Le dinamiche infortunistiche, le opere provvisionali e la scelta del ponteggio.

Brescia, 7 Ott  – Con questa puntata della rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata al racconto degli infortuni professionali e alla raccolta di informazioni e spunti per la prevenzione, torniamo a parlare di “opere provvisionali”, cioè di quelle opere che sono di ausilio nella realizzazione dei lavori civili, ma che non faranno parte dell’opera finale, hanno una durata temporale limitata e vengono rimosse quando non più necessarie.

 

E parliamo in particolare dell’opera provvisionale più conosciuta, almeno per quanto riguarda i cantieri edili e i lavori in quota, i ponteggi. Ponteggi che dovrebbero garantire la sicurezza delle persone che ci lavorano ed evitare i possibili rischi di caduta dall’alto, ma che spesso, per vari motivi che vedremo di analizzare nelle prossime settimane, non riescono a farlo adeguatamente.

 

Sicuramente uno dei motivi più frequenti di infortuni gravi e mortali nei lavori in quota è legato, in realtà, alla assenza di adeguati ponteggi e dall’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi, raccogliamo alcune dinamiche infortunistiche esemplificative.

 

Questi gli argomenti trattati:

  • Gli infortuni per l’assenza di adeguati ponteggi
  • Opere provvisionali e scelta del ponteggio

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Gli infortuni per l’assenza di adeguati ponteggi

Nel primo caso un lavoratore opera stazionando in piedi su un muro alto 3,30 metri per effettuarne il disarmo.

Per tale operazione il lavoratore utilizza una mazza pesante con la quale batte la parte sommitale dei murali in legno utilizzati per sostenere le tavole da armatura esterne. Contemporaneamente un collega contribuisce a schiodare i murali nella parte inferiore facendo leva con un piede di porco.

Mentre batte con la mazza contro i murali in legno, perde l'equilibrio e, in assenza di barriere anticaduta, casca al suolo e muore per frattura del cranio.

L'infortunato lavorava “ad alta quota in assenza di ponteggio, che era già stato smontato successivamente alle operazioni di getto del cls all'interno della cassaforma”.

 

 Questi i fattori causali rilevati nella scheda:

  • l’infortunato “operava in piedi su un muro, senza ponteggio, con una mazza pesante e si sbilanciava.
  • assenza ponteggio o altra opera provvisionale”.

 

Il secondo caso riguarda un lavoratore addetto alla manutenzione ed al montaggio di coperture in plastica di una serra.

L’addetto sta lavorando in quota a 6 metri di altezza quando, improvvisamente, perde l’equilibrio e cade a terra. A causa dell’impatto col terreno il lavoratore riporta un trauma cranico con frattura della base e stato di coma e, dopo il ricovero in struttura specializzata, nell’arco di pochi giorni giunge a morte.

Il lavoratore si muoveva sulla serra senza allestimento di un ponteggio o di una rete contenitiva e senza alcun DPI.

 

Questi i vari fattori causali:

  • “ DPI anticaduta non forniti”;
  • “assenza di ponteggio per lavorare in quota”;
  • “il lavoratore si muoveva sulla serra senza allestimento di un ponteggio o di una rete contenitiva e senza alcun DPI”.

 

Opere provvisionali e scelta del ponteggio

Per avere qualche informazione generale su cosa siano le “opere provvisionali” per i lavori in quota possiamo fare riferimento al documento Inail “ La progettazione della sicurezza nel cantiere”, elaborato dal Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti ed Insediamenti Antropici e a cura di Raffaele Sabatino e Antonio Di Muro.

 

Il documento ricorda innanzitutto che le opere provvisionali – “con una classificazione più formale che sostanziale (alcune opere provvisionali assolvono a più funzioni)” - si distinguono in:

  • opere di servizio: “servono per lo stazionamento ed il transito sicuro durante il lavoro di persone, cose, attrezzi, materiali e apparecchi di sollevamento. L’esempio più tipico di opere provvisionali di servizio sono proprio i ponteggi”. Altre opere sono “le andatoie, le passerelle e le coperture di vani e botole”; 
  • opere di sicurezza: “servono ad impedire la precipitazione dall’alto di persone e di materiali che possono cadere dalle opere di servizio. Esse sono costituite dai piani di arresto a sbalzo, dagli impalcati posta sopra i posti di lavoro, dagli sbarramenti delle aperture, dalle reti anticaduta e dalle mantovane parasassi; esse, generalmente, completano la struttura complessa del ponteggio”;
  • opere di sostegno: “servono per trattenere, in posizione sicura ed inamovibile, le parti di opera in costruzione fino a quando non sono pronte ad autosostenersi (casseforme, centine e armature)”.

 

Rimandiamo poi alla lettura integrale del Quaderno Tecnico Inail “ Ponteggi fissi” - a cura di Luca Rossi, Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa – che ricorda che la scelta del ponteggio da adottare in una specifica realizzazione “dipende dai rischi da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell’attività di valutazione dei rischi”. E deve essere effettuata “in relazione alla tipologia di lavorazione da fare (manutenzione o costruzione) e alla complessità, all’estensione e alla geometria dell’opera da servire”.

 

In questo senso il ponteggio “verrà scelto in base alle classi di carico, alla tipologia degli elementi costruttivi costituenti lo stesso e a tutti i requisiti geometrici e prestazionali riportati nel libretto d’uso e manutenzione. Esso chiarisce tutte le possibilità di impiego del ponteggio scelto sia in relazione ai carichi che possono essere impiegati sia alle configurazioni geometriche che possono essere realizzate”. 

 

Concludiamo segnalando che nelle prossime puntate di “ Imparare dagli errori” riporteremo ulteriori informazioni e suggerimenti relativi alla prevenzione delle cadute dall’alto e all’utilizzo di ponteggi adeguati e sicuri.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

 

Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 7667 e 13068 (archivio incidenti 2002/2016).

 


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