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Factsheet n. 88 e 89: indicazioni per una manutenzione sicura

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

28/05/2010

Due documenti collegati alla campagna europea per promuovere la manutenzione sicura: consigli a lavoratori e datori di lavoro. Gli incidenti possibili, l’approccio strutturato e sicuro, la formazione e la manutenzione come processo.

Factsheet n. 88 e 89: indicazioni per una manutenzione sicura

Due documenti collegati alla campagna europea per promuovere la manutenzione sicura: consigli a lavoratori e datori di lavoro. Gli incidenti possibili, l’approccio strutturato e sicuro, la formazione e la manutenzione come processo.

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L’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha lanciato una campagna per il 2010/11 per promuovere una manutenzione sicura in tutta Europa: elemento fondamentale per mantenere efficienza e sicurezza non solo in attrezzature e macchinari, ma negli ambienti di lavoro più in generale.

Per rafforzare l’efficacia informativa e gli obiettivi di prevenzione della campagna, sono stati recentemente prodotti e pubblicati dall’EU-OSHA diversi documenti, in particolare due factsheet.





Il “Factsheet n. 88: Manutenzione sicura — Lavoratori sicuri” riprende alcuni temi già trattati nel nostro articolo di presentazione della campagna sulla manutenzione sicura.
Dopo aver mostrato come molte attività possano essere ricomprese nel termine di manutenzione (ispezione, collaudo, misurazione, …), il documento informativo continua proponendo i principali rischi a cui sono sottoposti tecnici, ingegneri e semplici lavoratori addetti alla manutenzione. Con particolare riferimento, in questo caso, ai disturbi muscolo-scheletrici (DMS) che possono prodursi a causa di attività che “comportano piegamenti e posture disagevoli, a volte in condizioni ambientali difficili (ad esempio al freddo)”.

Oltre a riprendere le cinque regole di base per una manutenzione sicura, che abbiamo già presentato nel precedente articolo, il documento affronta i risultati di manutenzioni non idonee o assenti e le possibili conseguenze in termini di incidenti:
- “un incidente/infortunio può verificarsi durante il processo di manutenzione: i lavoratori che eseguono la manutenzione di una macchina possono ferirsi se la macchina viene accesa accidentalmente, possono essere esposti a radiazioni o a sostanze pericolose, essere colpiti da una parte in movimento della macchina o correre il rischio di sviluppare un disturbo muscolo-scheletrico;
- “una manutenzione di qualità scadente può causare problemi di sicurezza: l’utilizzo di componenti sbagliati per la sostituzione o la riparazione può provocare gravi incidenti e infortuni ai lavoratori nonché danneggiare l’attrezzatura;
- l’assenza di manutenzione può non soltanto accorciare la vita di attrezzature o edifici, ma anche provocare incidenti: ad esempio, un danno non riparato al pavimento di un magazzino può provocare un incidente durante l’uso del carrello elevatore, ferendo il conducente, le persone intorno e danneggiando anche le merci movimentate”.

Il “Factsheet n. 89: Manutenzione sicura — Per i datori di lavoro. Lavoratori sicuri — Risparmio di denaro” si rivolge in particolare ai datori di lavoro e, dopo avere nuovo ripreso la definizione di manutenzione e indicato i principali rischi dei manutentori, propone alcune considerazioni.
 
Visti i rischi associati alla manutenzione, questa attività dovrebbe essere inclusa “nel sistema di gestione globale della società” eseguendo anche un’attenta valutazione dei rischi, comprendente tutte le fasi dell’attività. Ciò “è particolarmente importante per le piccole e medie imprese, perché sono più vulnerabili agli effetti negativi degli incidenti”.
Vengono infine proposte alcune riflessioni.

Approccio strutturato
Un approccio strutturato alla manutenzione presuppone che l’attività inizi con una fase di progettazione e di pianificazione. Un datore di lavoro deve “destinare tempo e risorse sufficienti per l’attività di manutenzione, assicurare la formazione e le competenze del personale addetto alla manutenzione, istituire sistemi di lavoro sicuri basati su un’adeguata valutazione dei rischi”, favorire una comunicazione efficace tra il personale addetto alla produzione e alla manutenzione”. Inoltre “una volta portate a termine le operazioni di manutenzione, è necessario eseguire controlli speciali (ispezioni e test) per assicurare che la manutenzione sia stata eseguita correttamente e che le apparecchiature o il luogo di lavoro vengano lasciati in condizioni sicure per il proseguimento delle operazioni”.

Sistemi di lavoro
In molti casi la manutenzione può comportare “l’arresto di un processo di produzione e può richiedere che gli addetti operino in posizioni insolite e pericolose (ad esempio all’interno di un macchinario o impianto)”. Inoltre spesso la manutenzione viene eseguita sotto pressione: “per riavviare un processo di produzione interrotto o ultimare i lavori programmati prima di una scadenza”. E in alcuni casi gli addetti alla manutenzione “potrebbero anche dovere lavorare con macchinari che non dispongono delle abituali misure di sicurezza”.
È evidente che in queste situazioni i rischi e pericoli associati sono molti.
Per ridurli è necessario che venga “istituito un sistema, basato sulla valutazione dei rischi, per garantire che la manutenzione possa essere eseguita in maniera sicura, che i lavoratori impegnati in un processo di produzione continuo rimangano sicuri e che l’apparecchiatura possa essere avviata in seguito in maniera sicura”.
 
Formazione
È evidente che le competenze del personale addetto alla manutenzione sono fondamentali per la sicurezza. Ma anche la maggior parte dei lavoratori si trova a svolgere nella propria vita professionali alcune semplici attività di manutenzione. Dunque la formazione dei lavoratori deve includere queste attività che non vengono svolte regolarmente: se infatti “tentano di svolgere mansioni per le quali non sono formati o in cui non sono esperti potrebbero verificarsi degli incidenti”.
I datori di lavoro devono dunque “accertarsi che gli operai abbiano le capacità adatte ad assolvere le mansioni necessarie, siano informati circa i rischi e le procedure di lavoro sicure e sappiano che cosa fare quando una situazione esula dalle loro competenze”.
 
Approvvigionamento delle apparecchiature
Certe attività di manutenzione possono comportare l’utilizzo di “apparecchiature che non vengono abitualmente utilizzate sul posto di lavoro, compresi i dispositivi di protezione individuale (DPI)”. E dunque devono essere adottate “procedure di approvvigionamento per assicurare che siano disponibili gli strumenti e i DPI necessari (insieme alla formazione e alla manutenzione necessaria di tali strumenti) per una manutenzione sicura”.

Subappalto
Poiché le organizzazioni affidano sempre più spesso ad esterni le loro attività di manutenzione,  la “manutenzione svolta dall‘appaltatore deve essere bene integrata nelle attività svolte dalla società per tutelare la sicurezza e la salute di tutti i lavoratori coinvolti”.
In particolare durante il processo di subappalto, “oltre alle competenze e alla comunicazione, devono essere considerate le tematiche delle differenze culturali e linguistiche, nel caso dei lavoratori immigrati, nonché le questioni derivanti dai contratti precari utilizzati da alcuni subappaltatori”.

Manutenzione come processo
Il factsheet ricorda che è essenziale “considerare la manutenzione come un processo anziché una singola attività”. Un processo che inizia con la fase di pianificazione, in cui viene eseguita una valutazione completa dei rischi. Viene poi “stabilita la portata del lavoro e vengono individuate le risorse necessarie (ad esempio la gamma delle competenze, il numero di lavoratori e i rispettivi ruoli, gli strumenti necessari), oltre ai pericoli e alle precauzioni da adottare” (se possibile coinvolgendo nella pianificazione i lavoratori addetti alla manutenzione o i loro rappresentanti). Successivamente “l’area di lavoro deve essere resa sicura e mantenuta pulita e priva di pericoli (accensione di parti mobili dei macchinari bloccata, ventilazione provvisoria installata, percorsi di uscita e di accesso stabiliti ecc)” e devono essere messi a disposizione strumenti adeguati (compresi i DPI). Ora si potranno seguire le procedure stabilite in fase di pianificazione, ma “devono anche essere adottate delle misure per gestire problemi imprevisti”.
Conclusa la manutenzione, è necessario “controllare il lavoro per assicurarsi che l’elemento su cui si è intervenuti sia sicuro per poter essere nuovamente utilizzato, che gli isolamenti siano stati rimossi e che tutti gli strumenti siano stati recuperati e siano stati eliminati i residui”.
Il processo deve essere anche documentato e i “documenti sulle attività svolte, nonché la condizione di conclusione, devono essere verificati e approvati”.

Il documento informativo si conclude ricordando che i datori di lavoro “che non effettuano correttamente la manutenzione delle apparecchiature o che ignorano la sicurezza degli impianti, soprattutto di elementi critici per la sicurezza (ad esempio sistemi di controllo e di raffreddamento, allarmi), rischiano danni catastrofici” per i lavoratori e per la propria azienda.


EU-OSHA, “Factsheet n. 88: Manutenzione sicura — Lavoratori sicuri” (formato PDF, 104 kB).

EU-OSHA, “Factsheet n. 89: Manutenzione sicura — Per i datori di lavoro. Lavoratori sicuri — Risparmio di denaro” (formato PDF, 87 kB).


Tiziano Menduto
 
 



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